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Il presidente Rossi incontra il nuovo commissario del governo Gioffrè

Comunicato 1011 del 23/05/2016

gioffrè

Un incontro cordiale, nel solco di un rapporto di collaborazione ampiamente positivo e consolidato, quello che si è tenuto questa mattina fra il governatore Ugo Rossi e il nuovo commissario del governo per la Provincia di Trento Pasquale Gioffrè, che ha sostituito Antonio Squarcina. Il presidente Rossi ha illustrato al prefetto Gioffrè la particolare situazione istituzionale della “specialità” trentina, evidenziando quelle che sono le questioni più attuali, a cominciare dal processo di riforma dello Statuto e dai rapporti finanziari con lo Stato, soffermandosi anche sul sistema della Protezione Civile trentina, un’eccellenza a livello nazionale. “La nostra è un’Autonomia dinamica – ha detto Rossi – ricordano le 140 norme di attuazione approvate nel corso degli anni. La collaborazione fra gli uffici della Provincia e quelli del Commissariato del Governo è tradizionalmente molto stretta e fattiva, nell’interesse dei cittadini. Il Trentino – ha concluso – le dà il più cordiale benvenuto e un augurio, sentito, di buon lavoro”. “Ho notato che avete una marcia in più – ha detto Gioffrè – rispetto a molte tematiche e trovo estremamente interessante, fra le varie cose, la sperimentazione che avete fatto nella gestione dei migranti. Se riusciamo a lavorare d’intesa – ha evidenziato Gioffrè – possiamo risolvere i problemi a monte”. Nato in provincia di Reggio Calabria, laureato in giurisprudenza, il nuovo prefetto di Trento proviene dalla Sardegna dove è stato rappresentante del Governo. E’ stato prefetto a Lodi e vice prefetto a Bologna. Ha prestato servizio anche a Savona, Udine e Perugia (terremoto Umbria 1997). Numerosi gli incarichi di rilievo ricoperti: Commissario Prefettizio a Sanremo ed a Camogli, Componente Comitato Controllo Sicurezza Porti di Genova e Santa Margherita Ligure e Commissione di Controllo sugli Atti della Regione Liguria. Ha svolto funzioni vicarie presso la struttura commissariale di Cengio (2008-ACNA) e Cogoleto (2009 – Stabilimento Stoppani).

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Fusioni fra Comuni: esito favorevole per 4 referendum su 11

Comunicato 1010 del 23/05/2016

Sono 4 su 11 i referendum consultivi sulle fusioni fra comuni, tenuti nella giornata di ieri, che hanno avuto esito favorevole. I referendum hanno interessato 33 comuni del Trentino. “I comuni trentini erano 217 all’inizio della legislatura. Ora diventeranno 169”. Questo il commento del presidente della Provincia Ugo Rossi. I 4 processi di fusione che hanno avuto l’approvazione degli elettori sono quelli relativi alla nascita dei comuni di Terre d’Adige: Nave San Rocco, Zambana; Novella: Brez, Cagnò, Cloz, Revò, Romallo; San Michele all’Adige: Faedo, San Michele all’Adige; Ville di Fiemme: Carano, Daiano, Varena. Con questo risultato i comuni del Trentino passano da 177 a 169. In 4 casi, invece, non è stato raggiunto il necessario quorum del 40%. Si tratta di Cavalese Castello-Molina di Fiemme: Castello-Molina di Fiemme, Cavalese; Dro Drena: Drena, Dro; Predaia: Predaia, Sfruz; Tesero Panchià: Panchià, Tesero. Vittoria del no invece negli altri tre processi di fusione, che sono stati dunque bocciati dagli elettori: Alta Val di Non: Castelfondo, Fondo, Malosco, Ruffrè-Mendola; Malè Val di Sole: Caldes, Cavizzana, Croviana, Malè, Terzolas; Maddalene: Bresimo, Cis, Livo, Rumo. Da ricordare che per la validità dei referendum occorreva che in ogni comune partecipasse almeno il 40% degli aventi diritto al voto e le fusioni erano possibili se in ogni comune i voti favorevoli fossero stati la maggioranza di quelli validamente espressi. Tutti i dati sul sito della Regione: http://www.regione.taa.it/Elettorale/Referendum.aspx

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Rossi: “Dobbiamo lavorare sempre più in rete, perché i ragazzi sono il nostro futuro”

Comunicato 1007 del 21/05/2016

Quarant’anni dell’Associazione provinciale per i minori

minori

Lavorare sempre più in rete perché il nostro futuro sono proprio loro: i ragazzi. È con questo messaggio che il governatore del Trentino, Ugo Rossi ha portato il suo saluto e il ringraziamento della Provincia all’Associazione provinciale per i minori e in particolare a Paolo Cavagnoli che per tanti anni l’ha presieduta con grande impegno. Rossi, intervenuto alla cerimonia organizzata dal Consiglio provinciale ed aperta dal presidente Bruno Dorigatti, poco prima ha voluto consegnare a Cavagnoli una scultura in legno dell’artista Egidio Petri raffigurante due mani che proteggono un bambino. Parlando delle sfide che ci pone un “mondo sempre più globalizzato”, il governatore ha ricordato l’impegno della stessa Appm nell’accogliere anche i minorenni che fuggono dalle tante guerre. Un esempio, anche questo, dei tempi che cambiano e che richiedono la capacità e l’impegno per interpretarli. Lo ha sottolineato anche l’assessore Luca Zeni, intervenuto subito dopo, ricordando il lavoro in corso sia sul piano delle fragilità in età evolutiva sia sul fronte dell’accredita,entro delle strutture. Ecco il testo dell’intervento del governatore Ugo Rossi:

“Oggi celebriamo un anniversario di quelli importanti, di quelli che contano. L’anniversario di un’associazione che ha dedicato i suoi 40 anni di attività a quelli che mi piace definire azionisti di maggioranza della nostra società, cioè i ragazzi. Sono duemila, i minori accolti in questi 40 anni di attività. Duemila storie, duemila visi, duemila anime che, attraverso i volontari dell’Associazione provinciale per i minori, sono state sostenute nel proprio percorso di crescita e di vita, sono state accolte, protette, ascoltate, anche rimproverate. Ragazzi e ragazze che si sono trovate in difficoltà in età molto giovane e poi, grazie ai percorsi di inserimento nella società e nel contesto lavorativo avviati da APPM, hanno tirato fuori le proprie energie e i propri talenti. Proprio qui vorrei appuntare una riflessione: dobbiamo infatti sempre più cercare di lavorare in rete fra istituzioni, fra chi si occupa di educare, chi di accogliere, chi si occupa di insegnare e chi di formare al mondo del lavoro. Lo stiamo già facendo, ci stiamo provando, in molti ambiti, pensiamo al progetto di alternanza scuola-lavoro, al connubio fra ricerca e formazione, ma certamente possiamo fare di più e fare meglio. Lo dobbiamo fare, guardate bene, anche per le sfide che ci pone un mondo sempre più globalizzato. La solidarietà trentina oggi si esprime anche verso le nuove emergenze causate dalle guerre e dalla povertà, verso le nuove ondate migratorie. Sono molti i giovani, fra cui tanti minorenni, provenienti da aree del mondo in crisi che attraversano il Mediterraneo e vengono accolti attraverso il sistema di accoglienza trentino e che ha nel volontariato un suo punto di forza. Un volontariato che voglio pubblicamente ringraziar per il grande lavoro di sostegno e supporto nella gestione di questo difficile fenomeno. Qui si inserisce l’opera di APPM che fin dagli anni ’90 ha avviato esperienze significative per accogliere i minori stranieri, aiutandoli anche nel loro percorso di apprendimento della lingua italiana, e poi nell’inserimento nella nostra società e nel mondo del lavoro.Sono quindi davvero tanti i campi nei quali l’Associazione per i Minori opera e che, soprattutto, intrecciano molti ambiti di attenzione dei nostri giovani. Di qui l’esigenza di lavorare tutti assieme.Vorrei ricordare una frase che so vi è particolarmente cara: “per poter educare, bisogna amare”, diceva Karol Wojitila, e io aggiungerei anche che “l’educazione è cosa del cuore”, come ci dice Don Bosco. E allora c’è una persona che oggi vogliamo ringraziare, Paolo Cavagnoli e con lui tutti coloro che per questi quarant’anni – e sono certo per altri quaranta e molti di più – hanno non solo capito che serviva qualcosa di speciale che si occupasse in modo stabile di chi indifeso più di tutti chiedeva e chiede risposte. Hanno indicato una via possibile, non si sono fermati e la hanno percorsa fino in fondo con impegno capacità e professionalità ma soprattutto con due caratteristiche, il rispetto e l’amore per ciascuno di quei duemila. Grazie di cuore”.

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Comunità di valle: la Corte Costituzionale rinvia la legge al Consiglio di Stato

Comunicato 1004 del 20/05/2016

Rossi: “Abbiamo introdotto modifiche importanti. Siamo fiduciosi sulla positiva conclusione dell’iter”

La Corte Costituzionale, con una propria ordinanza, ha rinviato al Consiglio di Stato la legge provinciale riguardante l’istituzione delle Comunità di Valle, la 3 del 2006, avendo preso atto delle modifiche introdotte dalla Provincia autonoma con successivi provvedimenti legislativi, ed in particolare con la legge 12 del 2014. “Consideriamo positivo che le modifiche normative introdotte in questa legislatura alla disciplina delle Comunità di Valle abbiano comportato, su decisione della Corte Costituzionale, l’obbligo per il Consiglio di Stato di riconsiderare i dubbi sulla tenuta della normativa. Il Consiglio di Stato è ora chiamato a compiere una nuova valutazione in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate a suo tempo. Siamo comunque ragionevolmente fiduciosi che i problemi posti da un Comune, all’epoca dell’avvio della riforma, siano stati definitivamente superati, in quanto la modifica del 2014 ha confermato la centralità del Comune nell’esercizio delle proprie funzioni e nella gestione dei servizi, anche in forma associata”.

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