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Il 19 e 20 agosto il Forum Europeo ad Alpbach

Comunicato 2157 del 17/08/2017

Al centro la mobilità sostenibile nelle regioni alpine

I passi e le rotte di transito sono le arterie principali lungo le quali scorre la maggior parte del traffico, rendendo accessibile all’Europa questo importante spazio ricreativo e permettendo all’economia di prosperare. Sempre più persone, però, utilizzano l’automobile per muoversi nell’Euregio. Il traffico cresce sempre di più e con esso crescono l’impatto ambientale e i conflitti che ne conseguono. Quali progetti di mobilità sostenibile hanno senso nell’arco alpino e cosa potrebbe persuadere le persone a lasciare l’automobile a casa? Dove può intervenire la politica e che ruolo hanno i grandi progetti di infrastrutture e la digitalizzazione? Su questi temi nell’ambito dell’EuregioLab hanno lavorato e si sono confrontati una ventina di esperti. I risultati dei lavori verranno presentati e discussi durante le giornate del Tirolo in programma il 19 e 20 agosto ad Alpbach. In dettaglio sabato è previsto un gruppo di lavoro con i giovani ricercatori finalisti del Premio giovani ricercatori. Domenica alle 10 si terrà la cerimonia di apertura delle Giornate con il presidente del Forum, Franz Fischler, e i presidenti delle province dell’Euregio, Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter. A seguire verranno premiati i migliori progetti di giovani ricercatori, e, in conclusione, nel pomeriggio, saranno illustrati e discussi i risultati dell’EuregioLab.

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KJ2 uccisa. Parla Rossi «Indignato per gli insulti»

La voce di Ugo Rossi tradisce serenità. Come se lo sparo che sabato sera ha posto fine all’esistenza di KJ2 avesse chiuso un capitolo terribilmente complicato da gestire. Il presidente della Provincia è sollevato, e delle minacce di ogni tipo, dalle denunce penali alle manifestazioni di piazza al boicottaggio dei prodotti made in Trentino, letteralmente sorride. Ieri, Rossi ha passato la vigilia di Ferragosto tra un’intervista e l’altra, perché il «caso» KJ2 è diventato una questione nazionale e oltre (prima notizia rilanciata dalla Bbc). Presidente Rossi, che contatti ha avuto con il ministro dell’ambiente Galletti?

«Lo avevo avvisato dell’ordinanza emessa, in occasione del Consiglio dei ministri sulla norma di attuazione in materia di lavori pubblici. Gli avevo detto che l’ordinanza riprendeva quella precedente, che non aveva avuto corso per la difficoltà a catturare e radiocollarare Kj2».

Ma quando lo ha avvisato dell’abbattimento?

«Il ministro è stata la prima autorità che ho avvertito. L’ho chiamato domenica mattina alle 8.15. Quando lo chiamo, vede il mio numero e si preoccupa sempre. Prima, ho scherzato: “Ministro, ci sono due opzioni: la chiamo per comunicarle una nuova aggressione o per l’abbattimento…”. Poi, gli ho spiegato l’accaduto».

E la sua reazione?

«Di preoccupazione per le reazioni che ci sarebbero state. Ma pure di rispetto per la scelta fatta da chi si è assunto la responsabilità giuridica dell’abbattimento, nel pieno rispetto della Direttiva Habitat e del decreto attuativo».

Galletti le ha dato garanzie sull’approvazione in Consiglio dei ministri della norma di attuazione che rafforza l’autonoma gestione del progetto orso in capo alla Provincia?

«Chiarisco. In questo caso, la norma di attuazione non c’entra. Quella presa per KJ2 è una decisione che avrebbe potuto prendere un sindaco, per ragioni di sicurezza. L’ha presa il presidente della Provincia, perché l’orso si sposta da un comune all’altro. Quanto alla norma di attuazione, il ministro ha anticipato che darà un suo parere. prima di portarla in approvazione. A noi darebbe modo di applicare la Direttiva Habitat in misura totale, attraverso la rimozione o la cattura, indipendentemente dal pericolo, in caso l’orso si avvicini troppo ai centri abitati».

Aspettative?

«Il ministro deve fare le sue riflessioni di carattere politico, poi ci darà il suo parere. È probabile che ci proponga un testo più blando della norma. Noi abbiamo già tentato la via di interloquire tecnicamente con l’Unione europea. Ma la Ue ci dice che per l’applicazione diretta in Trentino della Direttiva Habitat si deve passare attraverso lo Stato. Se da Roma non ci daranno il via libera, dovremmo muoverci a livello politico in ambito Ue, anche attraverso l’europarlamentare Dorfmann».

Poche speranze dal Governo?

«Il ministro sa che è un tema delicato e tiene un profilo di prudenza: lo posso capire. In ballo non c’è solo la norma di attuazione, per risolvere il problema. In gioco è l’interpretazione della Direttiva Habitat. Dice che l’orso è una specie protetta, ma non lo è più in certe occasioni, che non è una specie protetta a prescindere. E ciò è anche una questione culturale».

L’onorevole Michela Vittora Brambilla, presidente del Movimento animalista, la accusa di «animalicidio».

«Mi piacerebbe andare a vedere di che materiale sono fatte le sue borsette griffate, o le sue scarpe. Francamente, queste persone come la Brambilla che si fanno sentire solo nelle occasioni in cui c’è da gestire una problematicità, fanno sorridere».

Cosa intende dire?

«Che se fossero così amiche degli orsi, si darebbero da fare per convincere il governatore della Liguria, che tra l’altro è di Forza Italia, quello del Piemonte, quello della Lombardia, quello del Veneto e quello del Friuli Venezia Giulia, ognuno per sé, a fare in modo che veramente sulle Alpi ci possano essere orsi dappertutto. Io invito la Brambilla a muoversi in Parlamento. Così, invece che avere 50 orsi in Trentino, ne avremmo 150 sulle Alpi, distribuiti tra le regioni. Ma nessuno di coloro che si stracciano le vesti si muove in questa direzione».

Nessuna preoccupazione per le minacce, allora.

«Nessuna. L’altro giorno, a Storo, hanno eliminato un cinghiale che faceva danni ai campi. La stessa cosa fanno in Toscana, in Emilia… Ma non ho sentito schiere di animalisti parlare di “anime” degli animali. L’orso, evidentemente, evoca una tenerezza che tutti associamo ai nostri orsi di peluche. Del cinghiale, del tasso o della martora nessuno si preoccupa. Invito tutti gli animalisti a fare una petizione al ministro e ai governatori, e ad aiutarci a fare in modo che questo bellissimo progetto venga gestito su tutta l’area delle Alpi. Così, poi, Maroni e Calderoli si metteranno d’accordo: non so quanto Maroni sarebbe d’accordo se proponessi a Calderoli di mettere qualche orso nel Varesotto. Ripeto: ho preso una decisione in scienza, coscienza e col buon senso. La coscienza dice che prima vengono le persone, poi gli animali. E vedere dietro le sbarre un animale selvaggio abituato a fare decine di km ogni giorno, mi interroga su quale sia la crudeltà più grande. Certo, se lo consideriamo un orsetto di peluche …»

Presidente, perché tutta questa riservatezza sul luogo e le modalità di abbattimento di KJ2?

«È accaduto tra il Cornetto e Cima Verde, versante Valle dei Laghi, sotto il Doss d’Abramo. Ma non serve dire altro. Perché non serve andare a metterci una croce. Poi, lei sa bene che in Trentino non si tiene nascosto nulla: mica siamo in Venezuela! E non vogliamo mettere in difficoltà i ragazzi della forestale che si sono fatti un mazzo in queste settimane, e sabato sera hanno agito con le lacrime agli occhi».

Intervista al quotidiano l’Adige del 15/08/2017

Il presidente Rossi intervistato a Radio RTL 102.5

Comunicato 2153 del 17/08/2017

Stamani in merito alla gestione dell’orso in Trentino

Il presidente Ugo Rossi è stato intervistato stamani da Radio RTL 102.5, una delle principali emittenti private italiane, in merito alle politiche provinciali per il ripopolamento dell’orso in Trentino. Nel corso dell’intervista, che alleghiamo, Rossi ha avuto modo di illustrare il cammino fatto dall’avvio del progetto Life Ursus, circa 20 anni fa, quando l’orso bruno nelle Alpi era ormai estinto, alla situazione attuale, che vede nel territorio provinciale la presenza di una cinquantina di esemplari di orso bruno. Il Trentino è quindi oggi l’unica regione delle Alpi ad ospitare stabilmente degli orsi bruni. Nel corso dell’intervista è stata anche illustrata la vicenda dell’orsa KJ2 ed il perché della scelta dell’abbattimento dell’animale. Parti dell’intervista al presidente vengono trasmesse nelle diverse edizioni dei notiziari radiofonici. Radio RTL 102.5, è anche on line all’indirizzo http://www.rtl.it/


Ascolta l’intervista:



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Enrico Letta e Christoph Cornelissen a Pieve Tesino per la Lectio degasperiana

Comunicato 2149 del 16/08/2017

Venerdì 18 agosto alle 17.30 a Pieve Tesino Enrico Letta e Christoph Cornelissen interverranno sul rapporto fra Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, cancelliere tedesco dal 1949 al 1963 e di cui si celebra quest’anno il cinquantesimo dalla morte, e sui rapporti tra l’Italia e la Germania nel quadro di una nuova prospettiva europea. Dopo l’edizione 2016 del decennale dell’inaugurazione del Museo della Casa natale di Alcide De Gasperi, che ha visto l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Fondazione continua il suo percorso di rivisitazione della grande storia europea chiedendo a due autorevoli ospiti di tratteggiare le relazioni tra i due Padri dell’Europa e soprattutto di collocare il rapporto tra l’Italia e la Germania all’interno di una prospettiva storica e geopolitica per molti aspetti inedita. L’incontro si terrà poche settimane prima delle elezioni politiche tedesche, indette per il 23 settembre, che concluderanno un anno elettorale di grande importanza per la storia del continente. Il prof. Cornelissen affronterà il tema dei rapporti tra mondo latino e mondo germanico e delle radici cristiane e sociali dell’Europa, che è stato al centro dell’amicizia e della collaborazione politica tra Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, leader di due paesi arrivati entrambi tardi all’unificazione interna, prima alleati e quindi avversari e comunque usciti sconfitti dalla seconda guerra mondiale. Enrico Letta partirà invece da una domanda di stringente attualità: «Non sarà che alle origini degli squilibri che hanno caratterizzato gli ultimi tempi della vita europea vi sia anche la fine del rapporto privilegiato, intenso e positivo, tra Italia e Germania?». Infatti, nel recente passato quella tra i due Paesi oggetto della Lectio degasperiana «è stata una relazione proficua per l’Italia e per la Germania ma è stata fondamentale soprattutto per l’Europa. Grazie alla tensione europeista genuinamente federale dei due paesi si sono superati gli ostacoli che, negli anni, sovranismi e difficoltà nazionali han posto allo sviluppo dell’integrazione comunitaria».

Enrico Letta ha 50 anni ed è sposato con tre figli. Pisano, studia e si addottora in scienze politiche nella sua città. A 25 anni è presidente dei Giovani del Partito Popolare europeo. Nel 1990 diventa ricercatore dell’AREL, l’Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta di cui è segretario generale dal 1993. Nel novembre del 1998 diventa ministro per le Politiche Comunitarie. Dal 2000 al 2001 è ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato. Nel 2001 entra per la prima volta alla Camera dei Deputati. Nel 2004 viene eletto deputato europeo per la circoscrizione Italia Nord-Est. Nel 2006-2007 è sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel secondo governo Prodi. Nel 2007 si candida alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l’11% dei consensi. Ritornato alla Camera dei deputati nel novembre 2009 viene nominato vicesegretario unico del PD. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è Presidente del Consiglio dei Ministri. Dimessosi da deputato, dall’aprile 2014 è professore a Parigi all’Institut d’Etudes politiques, dove dirige la Scuola per gli affari internazionali. Nell’aprile 2015 fonda a Roma la Scuola di politiche. Dal luglio 2016 è Presidente dell’Institut Jaques Delors – Notre Europe. Ha pubblicato da pochi mesi presso l’editore il Mulino di Bologna il suo ultimo libro, Contro venti e maree. Idee sull’Europa e sull’Italia.

Christoph Cornelissen ha 58 anni ed è sposato con un figlio. È professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Francoforte sul Meno. Ha insegnato presso le università di Saarbrucken, Düsseldorf, Praga, Kiel e presso la London School of Economics a Londra. È co-presidente della Commissione Storica Ceco-Slovacco-Tedesca; membro del Senato della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG); condirettore della rivista «Geschichte in Wissenschaft und Unterricht» e in Italia fa parte del comitato editoriale della rivista «Italia contemporanea». Tra i suoi numerosi lavori scientifici si ricorda la biografia dello storico Gerhard Ritter Gerhard Ritter. Geschichtswissenschaft und Politik im 20. Jahrhundert (Droste 2001). Inoltre, ha recentemente co-curato il volume Europa 1914. Wege in das Unbekannte, Paderborn (Schöningh 2016) e con Paolo Pombeni il volume, Spazi politici, società e individuo. Le tensioni del moderno, Bologna (Il Mulino 2016).

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