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La memoria ci aiuta a costruire il futuro

La legge per ricordare i caduti trentini della Grande Guerra e le sofferenze dei civili è stata fortemente voluta perché quelle persone sono nostri parenti: sono una parte di noi, del nostro vicino passato. Volevamo riparare un torto, fatto a tante persone singole e ad un popolo intero, ed evitare l’oblìo.

Non si può usare la stessa moneta per riparare un torto: non vogliamo commettere l’errore di piegare la storia alle nostre convinzioni personali o alle ideologie. Vogliamo piuttosto percorrere un cammino di presa di consapevolezza della complessità, e anche della contraddittorietà, della storia trentina.

Ospitare l’Adunata degli alpini nel centenario dalla fine della Grande Guerra è stata una scelta importante: volevamo testimoniare che la duplicità della nostra storia composita ci appartiene tutta, e non vogliamo dimenticarne nessuna parte. Il Presidente Mattarella ha commemorato tutti i caduti, di entrambe le parti, perché oggi abbiamo il coraggio di ricordarla tutta questa nostra storia comune, per trarne un insegnamento per il nostro futuro.

L’insegnamento è quello di non ripetere gli errori del passato, che portarono alla guerra, al fascismo, al nazismo, errori basati sul nazionalismo, ideologia per cui la nazione prevale su tutto e tutti fino a cancellare ogni identità, ogni pluralismo, ogni diversità. Ancora oggi, di fronte alla complessità di un mondo globale corriamo il rischio di illuderci credendo semplicemente che l’unica risposta possibile sia il chiuderci su noi stessi. Invece la storia, come la realtà attuale, è complessa.

La nostra storia, così unica, appartiene a tutti noi trentini, e rappresenta il tratto distintivo e il fondamento della nostra specialità, che abbiamo sempre avuto e che abbiamo dunque il diritto di continuare ad avere.

Il luogo che è stato scelto per ricordare i caduti militari, i caduti civili e tutte le persone trentine che hanno duramente sofferto le vicende della prima guerra mondiale è il Sacrario militare di Castel Dante a Rovereto, dove verrà realizzato il memoriale per tributare la massima dignità a tutti i caduti, di entrambi gli schieramenti, perché i caduti sono oggi tutti uguali, anche quelli che portavano una divisa diversa. Come giornata del ricordo, anche grazie al lavoro di storici e studiosi, è stato scelto il 14 ottobre, data nella quale caddero in battaglia moltissimi trentini lungo il fiume San.

Questa legge rappresenta dunque il punto di arrivo di un lungo lavoro, reso possibile anche a tanti volontari e all’impegno di una persona in particolare, Franco Panizza, che ringraziamo. E ringraziamo anche Lorenzo Baratter ed il gruppo consiliare del PATT che hanno prima promosso la legge ma poi hanno lasciato che il ddl fosse portato avanti dalla Giunta, affinché fosse una proposta di tutti e condivisa da tutti. Questa legge, ed il memoriale che verrà costruito, rappresentano anche un punto di partenza per il nostro futuro. Perché, da ora in avanti, quelle tante persone del nostro passato non saranno mai più dimenticate.

Valorizzare il merito dei docenti: ecco i nuovi criteri

Comunicato 1496 del 15/06/2018

Decisione della Giunta su proposta del presidente Ugo Rossi

Valorizzare le capacità degli insegnanti significa valutare la qualità dell’insegnamento, l’assolvimento delle responsabilità di carattere organizzativo e didattico, l’impegno per l’aggiornamento e la formazione continua. La Giunta provinciale, su proposta del presidente Ugo Rossi, a conclusione della fase di sperimentazione che ha coinvolto anche i sindacati della scuola e i docenti, e nella cornice dei criteri individuati dal Comitato di valutazione del sistema scolastico, ha approvato oggi la nuova metodologia che consentirà ai dirigenti scolastici, per l’anno 2018/19, di valorizzare gli insegnanti più meritevoli all’interno della propria scuola. Il provvedimento interessa sia i docenti a tempo indeterminato che determinato, che abbiano maturato almeno 180 giorni di insegnamento, e prevede la corresponsione di un bonus di natura economica. Le risorse stanziate, aggiuntive rispetto a quelle già messe a disposizione per il rinnovo dei contratti, ammontano a 2,8 milioni di euro. “Valorizzare le capacità dimostrate dagli insegnanti – sottolinea il presidente Rossi – non significa soltanto premiare il merito, cosa giusta di per sé, ma soprattutto investire nel miglioramento dell’attività didattica nel suo complesso e nella corretta collaborazione di tutti al buon funzionamento dell’istituzione scolastica. I criteri che abbiamo scelto incentivano gli insegnanti ad aggiornare le proprie competenze e metodologie di insegnamento e a partecipare alla vita della scuola,. Il fine ultimo è sempre garantire una scuola di eccellenza ai nostri giovani”. La metodologia adottata oggi richiama innanzitutto la cornice comune, data dalla legge provinciale di riferimento, a cui tutte le scuole provinciali devono riferirsi, e indica le procedure a cui ogni dirigente scolastico deve attenersi. In particolare, spetta al dirigente scolastico, secondo i criteri di efficacia ed efficienza adottati e nel rispetto degli obiettivi stabiliti nel Piano dell’offerta formativa della scuola: individuare, all’inizio di ogni anno scolastico, i criteri, gli indicatori e i descrittori relativi alla corresponsione del bonus; determinare il peso degli stessi; descrivere la precisa tempistica e le metodologie che verranno applicate per l’intero procedimento; assegnare annualmente, sentito il Consiglio di Istituto, la somma per la valorizzazione del merito del personale docente, sulla base della valutazione dell’attività didattica. La base di partenza sarà costituita dal curriculum professionale del docente, costruito attraverso il caricamento di tutte le informazioni relative al percorso professionale. L’aggiornamento progressivo del curriculum sarà a carico del docente stesso, attraverso una procedura di autocertificazione, integrabile e rivedibile dal dirigente scolastico, che dovrà anche determinare il peso degli indicatori adottati per valutare le capacità dell’insegnante, in maniera coerente con l’offerta formativa dell’istituto e gli obiettivi di miglioramento che la scuola si è data.

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Alternanza scuola-lavoro anche presso gli studi forensi

Comunicato 1489 del 15/06/2018

Salgono a 27 le convenzioni siglate dalla Provincia per garantire i tirocini curriculari

Nuove opportunità nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Con un protocollo d’intesa e una convenzione firmata oggi dal presidente della Provincia e assessore all’istruzione, Ugo Rossi e dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Andrea De Bertolini, gli studenti trentini potranno realizzare i propri tirocini curriculari presso gli studi forensi oltre che approfondire e sperimentare la professione dell’avvocato con un percorso progettato dall’Ordine per le Istituzioni Scolastiche. Duplice l’obiettivo dell’iniziativa. Da un lato nel favorire l’orientamento dei ragazzi alla professione di avvocato e far comprendere e conoscere il diritto di difesa, la funzione dell’avvocato, il suo ruolo sociale di garante costituzionale dei diritti dell’uomo, per concorrere ad una comune cultura della legalità. Dall’altro di sviluppare competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica, attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e potenziare le conoscenze in materia giuridica. L’Ordine degli Avvocati di Trento, oltre a stimolare i propri associati a favorire l’accoglienza di studenti in tirocinio, ha sviluppato un progetto in collaborazione con il Dipartimento della Conoscenza che verrà portato avanti nelle classi grazie all’impegno di diversi avvocati con il coordinamento dell’Ordine e prevede parti di formazione e di simulazione in classe, momenti di visita ad uno studio legale e lavoro autonomo a contatto con le fonti del diritto. L’intento è quello di far conoscere con parti teoriche e parti operative la professione forense, le sue caratteristiche, i suoi tempi, i suoi strumenti. Il tirocinio curriculare in un contesto lavorativo rappresenta l’attività più significativa, all’interno dell’alternanza scuola-lavoro, che nel suo complesso ha una durata, suddivisa anche in più esperienze modulari, di almeno 200 ore per i licei e di almeno 400 ore per gli istituti tecnici, da realizzarsi nell’ultimo triennio del percorso scolastico. L’Ordine degli Avvocati di Trento, sulla base di esperienze simili sviluppate a livello nazionale, intende proporre un percorso pratico-teorico a “moduli” attraverso cui gli studenti possano conoscere le caratteristiche e le problematiche della professione. Sarà compito delle istituzioni scolastiche e formative, nonché dei diversi soggetti che ospiteranno gli studenti, predisporre per ciascun allievo un progetto formativo personalizzato, coerente con il profilo educativo, culturale ed il percorso di studi frequentato dallo studente. La Provincia aveva sottoscritto nei giorni scorsi altre tre nuove convenzioni per l’alternanza scuola-lavoro, con il Collegio Periti Industriali e Periti Industriali Laureati della Provincia di Trento e con due importanti aziende, come PAMA e SOLIDpower, portando così a 27 il numero delle convezioni messe a sistema per le istituzioni scolastiche e formative del territorio.

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Family Audit: ecco come migliorare la qualità di vita in azienda

Comunicato 1486 del 15/06/2018

Approvate stamani in Giunta due delibere inerenti la certificazione Family Audit

La certificazione Family Audit è stata adottata da quasi 200 aziende in Italia con il coinvolgimento di circa 100.000 dipendenti. E’ nata nel 2008 in Trentino e in Italia si è diffusa con la prima (2012) e seconda (2015) sperimentazione nazionale. Approvate oggi in Giunta due delibere: la prima riguarda i risultati dell’analisi di impatto della certificazione compiuta su un campione di 34 aziende certificate. Quali risultati sono stati raggiunti in azienda? Diminuzione tangibile dei costi del personale: -0,9 giorni di malattia annui e -7,0 ore di straordinario annue per lavoratore. E inoltre introduzione del telelavoro +9%, banca delle ore +10,6% e orario personalizzato +3%. Approvata in Giunta anche la delibera che stanzia, attingendo al Fondo ex vitalizi, i contributi per imprese con sede in Trentino al fine di aiutarle a sostenere i costi per ottenere la certificazione. Grazie ai contributi, le aziende fino a 15 dipendenti potranno risparmiare oltre 4.000 euro e le aziende oltre 100 dipendenti circa 7.000 euro. Le spese sono a copertura del lavoro di consulenti e valutatori che assisteranno le imprese nel percorso di certificazione. Il Family Audit è una certificazione che aiuta le organizzazioni a introdurre al loro interno strumenti di conciliazione vita-lavoro rispondendo alle necessità conciliative dei propri dipendenti nella gestione dei tempi dedicati alla casa, alla famiglia e al lavoro. I risultati, dopo aver acquisito la certificazione, sono evidenti in termini di miglioramento del clima aziendale, riduzione dei costi del personale e maggior fidelizzazione dei dipendenti. Il documento “Valutazione d’impatto familiare dello standard Family Audit” contiene l’analisi effettuata su 34 aziende che hanno aderito alla prima sperimentazione nazionale del 2012. Nel report si evidenziano dati positivi a conferma della bontà del marchio e delle ricadute concrete all’interno delle organizzazioni. I NUMERI: Le 34 aziende del campione, che già avevano un buon livello di conciliazione, rappresentano 18.223 dipendenti (6.500 donne e 11.723 uomini) e hanno registrato – nel corso dei tre anni di attivazione del processo – un aumento in tutti gli indicatori di flessibilità rilevati annualmente. In particolare, le crescite più consistenti hanno riguardato gli occupati con banca delle ore (+10,6%), con telelavoro/smart working (+9,2%), con orario personalizzato (+3,1%), con part time (+3,0%) e con orario flessibile in entrata (+2,1%). Una riduzione decisiva si registra negli indicatori relativi ai “giorni di malattia medi all’anno per lavoratore” (-0,9) ed “ore di straordinario medie all’anno per lavoratore” (-7,0), a testimonianza dell’efficacia delle politiche di conciliazione nel migliorare le condizioni di lavoro. CONTRIBUTI ex vitalizi: Approvata oggi in Giunta anche la delibera che stanzia i contributi, attingendo al “Fondo ex vitalizi per il sostegno della famiglia e dell’occupazione” per 50 aziende di dimensioni medio-piccole (massimo 100 dipendenti) con sede in Trentino: obiettivo è l’abbattimento del costo della certificazione, che è di durata triennale, nella misura massima del 100% dei costi riferiti alle attività del consulente e del 25% dei costi riferiti alle attività del valutatore. In concreto, una piccola azienda fino a 15 dipendenti potrà risparmiare oltre 4.000 euro di spese tra consulente e valutatore e una di grandi dimensioni (oltre 100 dipendenti) fino a 7.000 euro.

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