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L’imprenditoria trentina deve rinnovarsi

Nel suo editoriale di domenica il direttore Pierangelo Giovanetti propone alcune considerazioni critiche sui rapporti fra Trentino e Alto Adige, che vertono sostanzialmente sui processi di espansione nel nostro territorio di imprese sudtirolesi. Apprezziamo il valore di stimolo delle riflessioni proposte e «accettiamo la sfida», ma in un’ottica un po’ più ampia e diversificata.

Pensiamo si debba oggi andare al di là del confronto statistico e anche di singoli episodi, pur significativo, guardando piuttosto alle opportunità che l’Autonomia può generare, in una dimensione di cooperazione regionale. Sappiamo che di questi tempi non è facile cooperare e fare sistema.

Non è facile cooperare e fare sistema in momento in cui sembra prevalere anche sul piano del confronto politico la logica degli egoismi territoriali e corporativi. Proprio per questo però crediamo che lavorare in squadra, costruire partenariati, «fare sistema» siano, alla lunga, i comportamenti più premianti, in linea del resto con un’attitudine che qui da noi ha radici profonde.

Il tema della dinamicità dei territori, della loro propensione ad investire, ad innovare, anche a rischiare investe oggi sia la dimensione dell’impresa privata sia quella della politica. In Trentino, in particolare, si avverte da tempo l’esigenza di un rinnovamento del tessuto imprenditoriale.

La politica deve accompagnare ed insieme stimolare questo processo, mettendo le imprese nella condizione di liberare le energie e i protagonismi presenti al loro interno, ovvero agendo sulle condizioni di contesto: infrastrutturali e tecnologiche, in primo luogo, ma anche quelle relative agli asset fondamentali del capitale umano, quindi della formazione ad ogni livello, della ricerca & sviluppo e così via. Tenendosi al tempo stesso lontana da ogni tentazione dirigista.

In questo quadro, la mobilità delle imprese, all’interno di un unico distretto territoriale, è un fenomeno di per sé auspicabile, e non va letto attraverso le vecchie «lenti» della sola sottrazione reciproca di valore. È semmai indice di complementarietà, e ci aiuta ad affrontare meglio i processi che la globalizzazione porta con sé. Come trentini il mercato globale non vogliamo né respingerlo né subirlo. Crediamo che per navigare nelle sue acque, spesso agitate, serva apertura e anche disponibilità alla «contaminazione», ma conservando quelle qualità, quell’«impronta», che ci rendono unici e che al tempo stesso ci consentono di fare squadra con coloro che condividono con noi la responsabilità dell’Autonomia.

Il fatto che alcune imprese altoatesine, come quelle citate nell’articolo del direttore, abbiamo deciso di investire in Trentino, rientra in questa visione d’insieme, e testimonia della capacità del nostro territorio di attrarre semmai investimenti in ragione della presenza di condizioni competitive di sviluppo. Anzi, vorremmo aggiungere addirittura qualche bell’esempio. Dr. Schär, azienda con casa madre a Postal, leader mondiale nella produzione di alimenti senza glutine, ad esempio, grazie alle azioni di accompagnamento della Provincia, ha trovato a Borgo Valsugana condizioni più favorevoli di quelle che avrebbe trovato in Germania o nello stesso Alto Adige, mentre Seppi, azienda leader nella meccanica di precisione, per ragioni analoghe ha spostato azienda e sede legale da Caldaro a Mezzolombardo e la stessa Menz&Gasser, storica azienda di Lana e più grande produttore italiano di confetture, marmellate e conserve di frutta, ha reinsediato la sua attività a Novaledo.

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A Sat e Sosat l’Aquila di San Venceslao

Comunicato 78 del 19/01/2017

Cerimonia ieri in Provincia

I cori della Sat e della Sosat, due pilastri della coralità alpina e due presidi fondamentali dell’identità trentina, sono stati insigniti ieri sera del sigillo Aquila di San Venceslao, massima onorificenza provinciale. Ad officiare la cerimonia, tenutasi nella sala Depero del Palazzo della Provincia, a 90 anni dalla nascita ufficiale della coralità alpina, il governatore del Trentino Ugo Rossi, assieme all’assessore Mauro Gilmozzi. “In questi 90 anni di storia – ha detto Rossi – la coralità trentina ha rappresentato un fattore riconoscibile della nostra identità e una testimonianza tangibile dell’ attenzione che riserviamo alle tradizioni popolari all’interno del nostro panorama culturale. Questo evento è dunque in primo luogo da parte nostra un modo per dire grazie a Sat e Sosat, due cori speciali che hanno contribuito a rafforzare la nostra specialità autonomistica. “Il vostro impegno – ha detto ancora il governatore del Trentino – ha contribuito ha tenere vive le tradizioni di un popolo e di un territorio, con passione ed impegno, e ha rappresentato un elemento di coesione prezioso per la nostra comunità. Come Trentino abbiamo bisogno di fare sistema e di tenere ‘alta’ la nostra immagine nel mondo. I cori ci hanno aiutato, ci aiutano e ci aiuteranno anche in futuro a fare tutto questo, sia in Italia che all’estero”. A ricevere il riconoscimento i presidenti di Sat e Sosat Claudio Pedrotti e Andrea Zanotti. “In occasione del 90° della coralità alpina – si legge nella pergamena consegnata assieme al sigillo a ciascun coro – con riconoscenza per essere ambasciatore del Trentino, rappresentando un movimento – fatto di gente impegnata e consapevole – che esprime un’identità basata sulla memoria e sulla trasmissione culturale. Voivida testimonianza di come cantare in coro sia sinonimo di aggregazione e coesione sociale, concretizzando e valorizzando una dimensione “popolare” che esprime un valore unico e sempre attuale”.

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Una nuova colonna mobile della Protezione civile in partenza per Teramo

Comunicato 77 del 18/01/2017

In partenza in serata una nuova colonna mobile della Protezione civile per Montorio sul Vomano, in provincia di Teramo, nelle zone provate dall’eccezionale nevicata e dalle nuove scosse di terremoto di oggi. In totale ad essere mobilitate sono 38 persone : 15 vigili del fuoco volontari delle valli di Non e Sole , 9 del Servizio prevenzione rischi, 8 del Servizio gestione strade, 6 del Servizio antincendi e Protezione civile. Per quanto riguarda i mezzi impiegati, vi sono 8 camion (carelloni; semirimorchi; cassonati), 8 frese pesanti, 7 frese manuali, 2 pale movimento neve, 2 pik up per trasporto gasolio, 2 vetture trasporto persone, 1 officina mobile. Il presidente della Provincia Ugo Rossi è costantemente aggiornato sull’evolversi della situazione e già statami ha sentito il Commissario straordinario di Governo alla Ricostruzione delle aree colpite dal terremoto Vasco Errani per fare il punto della situazione.

Terremoto e maltempo: il Trentino coordina i soccorsi

Comunicato 74 del 18/01/2017

Inviati uomini e mezzi

Le nuove scosse di terremoto che hanno colpito il Centro Italia questa mattina, insieme alle abbondanti precipitazioni nevose dei giorni scorsi, stanno creando notevoli disagi alle popolazioni di quelle zone. Già ieri, in conseguenza delle nevicate, Il Dipartimento della Protezione civile della Provincia, che coordina in materia tutte le regioni italiane, ha provveduto immediatamente all’attivazione di alcune colonne mobili, dotate di mezzi antineve. Alcuni mezzi sono già arrivati a destinazione, altri sono in viaggio. In particolare sono mobilitati due automezzi fresa neve dal Trentino, uno da Bolzano, tre, uno grande e due piccoli, dal Veneto e cinque dalla Lombardia. In totale sono circa una sessantina gli uomini che garantiscono l’operatività dei mezzi inviati. E’ stato inoltre attivato il sistema provinciale di Protezione civile con l’invio di 15 volontari dei Vigili del Fuoco. Primo obiettivo dell’intervento, quello di liberare le strade principali al fine di poter assistere la popolazione. In una seconda fase, per la quale è in corso una ricognizione dei mezzi, verrà effettuato lo sgombero minuto della neve dalle vie secondarie e dai tetti. La centrale operativa della Protezione civile trentina è in video conferenza costante con il centro operativo della Protezione civile nazionale, per monitorare continuamente la situazione.

Link al Comunicato PAT

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