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Punto nascita di Cavalese: individuata la soluzione per riaprire subito

Comunicato 1788 del 20/07/2018

Il presidente Ugo Rossi e l’assessore Luca Zeni porteranno la richiesta al Ministero della Salute

La Giunta provinciale ha sempre ritenuto che i servizi sanitari sul territorio trentino debbano essere salvaguardati, coniugando le indicazioni scientifiche e la necessità di garantire casistica e qualità con le peculiarità di un territorio di montagna. In questo senso al centro dell’azione amministrativa si sono collocati, fin da subito, i punti nascita, sui quali si è puntato fin da subito a coniugare un presidio fondamentale sul territorio con la sicurezza di partorienti e nascituri, inseriti all’interno di un percorso dedicato e di una rete di servizi capillare. La soluzione individuata dall’esecutivo provinciale, che potrebbe portare alla riapertura in tempi rapidi del punto nascita dell’Ospedale di Cavalese, è quella di procedere nei lavori sul blocco travaglio/parto costruendo la sala chirurgica dedicata all’emergenza ostetrica e riattivando in contemporanea l’attività del punto nascita; in attesa della conclusione dei lavori, che dovrebbe essere nell’arco di dieci mesi, saranno utilizzate le sale chirurgiche dell’ospedale attraverso un’opportuna programmazione degli interventi. Nel frattempo si è già dato avvio alla predisposizione per la seconda sala parto, che sarà pronta entro due mesi. La vicenda del punto nascita di Cavalese è nota: fin dal 2016 l’esecutivo provinciale aveva presentato richiesta di deroga al Ministero della Salute per mantenere aperti i punti nascita con meno di 500 parti all’anno, ovvero quelli presso gli ospedali di Tione, Arco, Cles e Cavalese. Sebbene la richiesta fosse stata accolta per Cles e Cavalese, per quest’ultimo si è dovuto sospendere per la mancanza degli standard minimi di personale prescritti dal Ministero. In questo periodo sono comunque rimasti attivi i servizi del percorso nascita territoriale per le gravidanze fisiologiche e l’elisoccorso per le situazioni di emergenza. La volontà della Provincia è però sempre stata quella di rendere nuovamente funzionante il punto nascita a servizio delle popolazioni delle valli di Fiemme e di Fassa. Individuato il personale medico necessario, nel 2017 l’Azienda ha informato il Ministero della possibilità di riprendere l’attività del punto nascita di Cavalese, ma il Ministero se da un lato ha confermato l’idoneità dell’organigramma medico proposto, dall’altro inaspettatamente ha posto una ulteriore pesante limitazione, ovvero la predisposizione di una seconda sala parto e di una sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto. In base a queste premesse, oggi la Giunta provinciale ha dato mandato al presidente e all’assessore alla salute, politiche sociali e sport di trasmettere al Ministero della Salute queste due richieste: di riapertura del punto nascita di Cavalese alle stesse condizioni operative (di personale) e strutturali a suo tempo presenti a Cavalese al momento della concessione della deroga. Condizioni che sono state assentite dal Ministero stesso ai punti nascita funzionanti in deroga, a cui si ribadisce la richiesta di possibilità di poter fruire delle prestazioni mediche specialistiche di ginecologia, anestesia e pediatria con formula in pronta disponibilità anziché in guardia attiva; e, in subordine, di riapertura del punto nascita di Cavalese comunque prescindendo dalla presenza del requisito strutturale inerente alla sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto, in quanto superabile temporaneamente attraverso le procedure gestionali dell’evento “parto” e di connessa emergenza indicate in appositi protocolli predisposti da APSS. Con conferma che ad oggi le procedure di appalto per i lavori di realizzazione della citata sala sono già partite e se ne prevede la conclusione entro il mese di giugno 2019.

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L’Autonomia trentina al centro delle attività dei più importanti costituzionalisti europei

Comunicato 1782 del 20/07/2018

Attraverso una collaborazione tra Provincia, European Public Law Organization (Organizzazione europea di diritto pubblico) e Università

A Trento si approfondirà lo studio delle autonomie regionali europee. Lo prevede una convenzione, approvata oggi dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Ugo Rossi. L’accordo, oltre alla Provincia autonoma di Trento, coinvolge l’Università degli Studi di Trento e l’European Public Law Organization (EPLO), una organizzazione internazionale, composta dai più importanti giuristi europei, che si occupa di diffondere la conoscenza nel campo del diritto pubblico. La Provincia finanzierà questa iniziativa con 160.000 euro all’anno; tre anni è la durata della convenzione. Importante anche il sostegno dell’Università che, oltre a mettere a disposizione le strutture, contribuirà all’iniziativa con il proprio personale accademico. “Approfondire la conoscenza delle autonomie regionali in Europa – evidenzia il presidente Ugo Rossi – significa interrogarsi sull’organizzazione e sull’architettura istituzionale degli Stati e sui loro rapporti con la dimensione locale e territoriale. L’obiettivo è quello di studiare e approfondire le migliori soluzioni possibili al fine di garantire servizi pubblici efficaci per i cittadini e di contribuire allo sviluppo economico e sociale della propria comunità. Uno delle architravi su cui è fondato il nostro sistema di autogoverno è indubbiamente la dimensione europea. E proprio per questo, la valorizzazione, il consolidamento e il costante sviluppo della nostra Autonomia non può prescindere dalla sua capacità di relazione con l’esterno e dalla sua apertura alla dimensione sovranazionale. Questa convenzione, volta a favorire lo studio del nostro sistema in chiave comparata, intende proprio rispondere a queste esigenze, incentivando una riflessione sull’Autonomia trentina ampia, qualificata e di respiro europeo”. Non sono temi nuovi in Trentino, dove è sempre molto attuale il dibattito pubblico sulle autonomie locali e dove, sul piano accademico, è presente un’Università che vanta una solida reputazione nel campo del diritto comparato ed europeo. “L’idea – prosegue Rossi – è proprio quella di continuare ad investire in un ambito che consideriamo fondamentale per lo sviluppo futuro della nostra comunità e per un’Autonomia che, per potersi distinguere e migliorare, deve essere continuamente indagata e rinnovata, anche in virtù del mutevole contesto nazionale ed internazionale”. EPLO, negli spazi che saranno messi a disposizione dall’Università, svolgerà attività di ricerca nel settore delle autonomie regionali in Europa, produrrà un rapporto annuale comparato sul loro stato ed organizzerà ogni anno una conferenza per discutere e riflettere sulle politiche territoriali e sul ruolo e le potenzialità delle autonomie regionali. Una parte del rapporto sarà dedicata ad un approfondimento sulla speciale autonomia della Provincia di Trento. Il finanziamento provinciale coprirà le spese per il personale e per le attività di ricerca. L’ufficio regionale di EPLO a Trento offrirà infine stage a studenti di giurisprudenza, universitari e post-doc, dell’Università di Trento e metterà a disposizione di studenti e professori le sue pubblicazioni.

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Elezioni provinciali: ufficiale la data del 21 ottobre 2018

Comunicato 1780 del 20/07/2018

Par Condicio dal 22 agosto

Si mette in moto la macchina elettorale in vista delle elezioni provinciali. Oggi il Presidente della Provincia ha firmato il decreto di convocazione dei comizi elettorali per domenica 21 ottobre 2018. In quel giorno, dunque, gli elettori trentini eleggeranno il Consiglio ed il presidente della Provincia. Come previsto dalla normativa elettorale la data è stata concordata con il Presidente della Provincia di Bolzano, che emanerà un analogo decreto. Entrambi i decreti saranno poi pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione il 22 agosto. Una data importante, quella del 22 agosto, che, oltre a rendere ufficiale il giorno delle elezioni, farà scattare alcuni adempimenti. Fra questi la normativa sulla Par Condicio, ovvero il divieto per tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni. Vi è poi la costituzione, entro 5 giorni dalla pubblicazione, dell’Ufficio centrale circoscrizionale, cui spettano importanti adempimenti riguardanti l’ammissione delle candidature e la proclamazione degli eletti. Il calendario delle operazioni elettorali prevede, poi, le seguenti scadenze: da venerdì 7 a sabato 8 settembre deposito dei contrassegni; da lunedì 17 a giovedì 20 settembre presentazione delle candidature; entro venerdì 21 settembre esame ed approvazione delle candidature da parte dell’Ufficio centrale circoscrizionale; entro sabato 6 ottobre affissione in tutti i Comuni del manifesto delle candidature. Tutte le informazioni relative alle elezioni provinciali sono reperibili nel sito istituzionale della Provincia all’indirizzo www.elezioni.provincia.tn.it

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Incontro a Roma fra il presidente Rossi e il ministro Toninelli: corridoio del Brennero strategico per l’Europa

Comunicato 1771 del 19/07/2018

Incontro stamani a Roma fra il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, anche in rappresentanza della Regione autonoma Trentino Alto Adige, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, centrato in particolare sul tema del corridoio del Brennero, della sua futura gestione e della correlata tematica relativa alla concessione autostradale. “Il ministro – sottolinea il governatore del Trentino – ci ha espresso la sua condivisione rispetto alla logica di corridoio che sta alla base della richiesta di rinnovo della concessione dell’Autostrada del Brennero in capo agli enti locali. In particolare il ministro si è soffermato sulla strategicità di un corridoio di evidente valenza europea, sia per il traffico delle merci che delle persone, il quale dunque ha bisogno di essere gestito in maniera particolare. Questa particolarità richiede una condivisione a livello europeo, affinché possa essere confermata la compatibilità della normativa nazionale di riferimento con il diritto comunitario. Abbiamo manifestato al ministro la nostra piena disponibilità a collaborare nell’interlocuzione con le istituzioni europee, offrendo tutto il nostro supporto tecnico e ribadendo con forza la necessità di questa condivisione. Abbiamo inoltre avanzato una richiesta affinché lo Stato italiano affianchi convintamente in questo percorso la Regione, le Provincie autonome e tutti gli altri enti che insistono sull’autostrada. Confidiamo quindi che, anche con l’impegno del ministro, l’articolo di legge che prevede la concessione in capo alla società in house espressione di questi enti venga attuato entro il 30 di settembre”.

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