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In arrivo 46 stabilizzazioni per il personale docente delle Istituzioni formative provinciali

Comunicato 876 del 27/04/2018

Indetto il concorso straordinario riservato per titoli

Procede la stabilizzazione del personale precario della scuola, anche nella Formazione professionale. La maggiore flessibilità nell’orario di lavoro garantita dagli insegnanti della Formazione professionale in occasione del rinnovo del contratto nel 2016, ha reso possibile un ampliamento dell’organico, che mediante l’intervento normativo proposto nella collegata per il 2018, consentirà l’assunzione a tempo indeterminato di 46 unità di personale docente delle Istituzioni formative provinciali. Il concorso è riservato agli insegnanti già inseriti nella rispettiva graduatoria per l’assunzione a tempo determinato che hanno svolto un periodo di servizio di almeno tre anni, negli otto anni scolastici precedenti l’entrata in vigore della legge di stabilità. Le graduatorie saranno formate in base al punteggio ottenuto dai docenti attraverso la valutazione dei titoli culturali e di servizio secondo i criteri stabiliti dal bando di concorso e dagli allegati. Saranno 46 gli insegnanti della formazione professionale provinciale assunti a tempo indeterminato dal prossimo mese di agosto per un contingente di posti così suddivisi: Area Letteraria n. 7 posti, Area Matematica n. 6 posti, Lingua Straniera Inglese n. 6 posti, Lingua Straniera Tedesco n. 3 posti, Educazione Fisica n. 1 posto, Scienze applicate indirizzo Alberghiero e della Ristorazione n. 1 posto, Scienze applicate indirizzo Acconciatore e Estetista n. 1 posto , Processi Operativi Gastronomia e Arte bianca settore Gastronomia n. 5 posti, Processi Operativi Gastronomia e Arte bianca settore Arte bianca n. 4 posti, Processi Operativi Accoglienza e Ospitalità n. 7 posti, Laboratorio di Estetica n. 1 posto, Laboratorio di Acconciatura per donna n. 2 posti, Laboratorio di Acconciatura per uomo n. 1 posto, Tecniche, tecnologie e processi operativi del legno n. 1 posto. Alla procedura concorsuale sono ammessi a partecipare coloro che: sono in possesso dei titoli di accesso all’insegnamento delle singole discipline e che hanno prestato, negli otto anni scolastici precedenti il 3 gennaio 2018, almeno tre anni di servizio di insegnamento nelle istituzioni scolastiche e formative provinciali o nelle istituzioni scolastiche paritarie del sistema formativo provinciale o nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata e presentata con modalità online, collegandosi al portale tematico della scuola trentina www.vivoscuola.it nell’apposita area dedicata: “CONCORSI Personale della scuola”, seguendo le istruzioni per la compilazione fornite allo stesso indirizzo, entro il termine di trenta giorni dalla data di pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. L’accesso alla domanda online deve avvenire tramite la Carta Nazionale dei servizi (CNS) o la Carta Provinciale dei servizi (CPS) oppure tramite SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale, seguendo le istruzioni per la compilazione e presentazione che saranno fornite allo stesso indirizzo.

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Scuola, firmato il contratto per circa 8.000 docenti; rinnovo nazionale, integrazioni provinciali per 4,8 milioni e “una tantum”

Comunicato 855 del 24/04/2018

Riconosciuto l’impegno per trilinguismo, alternanza scuola lavoro e inclusione

Il Trentino continua ad investire nella qualità della scuola. Le risorse per premiare professionalità e impegno ma anche le innovazioni organizzative caratterizzano infatti il nuovo contratto di lavoro, per il triennio 2016-2018, per i circa 8.000 docenti delle scuole a carattere statale, che è stato firmato oggi dalle parti presso l’Agenzia Provinciale per la Rappresentanza Negoziale (A.P.Ra.N.). In totale sono oltre 16 i milioni di euro all’anno a carico del bilancio provinciale per questo rinnovo, comprensivi degli aumenti previsti dal contratto nazionale e delle integrazioni migliorative provinciali. Queste ultime ammontano a 4,8 milioni ogni anno, per integrare l’assegno di flessibilità e il FUIS. A questa somma si aggiunge la cifra di 7,2 milioni che sarà pagata ai docenti a titolo di “una tantum”. “E’ una soddisfazione – sottolinea il presidente Ugo Rossi – firmare un contratto importante come questo, che completa una stagione di grandi investimenti e innovazioni nel mondo della scuola trentina: dal varo di progetti sfidanti nel campo dell’apprendimento delle lingue e dell’approccio duale nell’insegnamento, con una relazione più forte con il mondo delle imprese, alle stabilizzazioni che hanno visto crescere gli organici. Abbiamo chiesto alla scuola di dare di più per migliorare le possibilità dei nostri ragazzi di essere competitivi nel mercato del lavoro e avere più opportunità nella vita. Con questo contratto riconosciamo questo impegno e rinnoviamo la visione di un Trentino come terra delle opportunità, che fonda il suo sviluppo partendo dalle risorse umane e dal sapere”. Flessibilità, programmazione, interventi sull’organizzazione, potenziamento degli organici, investimento nelle competenze degli insegnanti: sono questi i principali temi che caratterizzano il nuovo contratto di lavoro dei docenti trentini. Il contratto segue una stagione di importanti novità per la scuola trentina, che sta investendo molto nello studio delle lingue e nell’apertura del Trentino, anche attraverso possibilità di soggiorni all’estero per studenti e docenti, nel rapporto con le imprese, attraverso esperienze come apprendistato duale e alternanza scuola lavoro e nell’inclusione sociale. Dal settembre 2014 sono stati stabilizzati circa 1200 docenti e per il trilinguismo, sempre dal 2014, sono stati investiti circa 38 milioni di euro. Vediamo i contenuti del nuovo contratto.

Parte economica

Degli oltre 16 milioni di euro all’anno stanziati per il rinnovo contrattuale, circa 12 derivano dall’adeguamento del contratto nazionale (che prevede un aumento medio di circa 1150 euro lordi all’anno per ogni docente). Il resto è rappresentato da integrazioni provinciali che serviranno per due interventi: in parte per portare “l’assegno di flessibilità” dagli attuali 710 euro lordi all’anno per docente a 1000 euro, con la previsione di estendere la misura anche ai supplenti brevi con un periodo di servizio superiore ai 180 giorni; in parte, per incrementare il Fondo Unico Istituzioni Scolastiche allo scopo di incentivare per circa 1 milione di euro le attività Clil. Ai 16 milioni di euro annui per il rinnovo vanno aggiunte le risorse previste come “una tantum”, per l’impegno sui principali obiettivi di questa legislatura: il trilinguismo, l’alternanza scuola lavoro, l’inclusione. Si tratta di 7,2 milioni di euro che si traducono in circa 750 euro lordi per ogni docente e saranno riconosciuti in due tranche ai docenti in servizio negli a.s 2016/17 e 2017/18.

Parte organizzativa

A invarianza di orario, e attribuendo priorità alla flessibilità nello svolgimento delle attività, vengono riconosciute le innovazioni anche organizzative che la scuola interpreta, come luogo aperto e in simbiosi con il suo territorio. Viene inoltre dato rilievo all’integrazione delle competenze linguistiche e informatiche del corpo docente. L’amministrazione si sta già impegnando a garantire a tutte le scuole una dotazione organica potenziata, investendo risorse per circa 40 milioni l’anno. Già oggi in Trentino si investe molto infatti nella costruzione di un effettivo organico potenziato , nonché per il riconoscimento di figure specifiche quali il referente dell’alternanza scuola-lavoro, di ore aggiuntive per il Piano Trentino Trilingue, il tutoraggio sportivo, funzioni organizzative e amministrative e l’introduzione dall’a.s 2018/19 della figura dell’animatore digitale.

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Marconi alla Meccatronica: dove il futuro si progetta assieme

Comunicato 833 del 23/04/2018

Taglio del nastro oggi con il governatore Ugo Rossi e il vicepresidente Alessandro Olivi

“Ragazzi, ora tocca voi”. Questo semplice invito, rivolto dal governatore Ugo Rossi agli studenti dell’istituto Marconi di Rovereto, riassume molto bene il senso dell’operazione suggellata questa mattina dalla cerimonia di inaugurazione della nuova sede dell’alta formazione professionale dell’istituto tecnico roveretano. Siamo all’interno del Polo della Meccatronica dove la scommessa lanciata qualche anno fa per creare un luogo di reale incontro tra il mondo della scuola e della formazione con quello dell’impresa oggi segna un punto importante. A dirlo con soddisfazione sono in molti, dai rappresentanti dell’industria (tra questi il direttore Busato) a quelli dell’università (il rettore Collini) e della scuola, dai ragazzi che grazie a questo progetto hanno trovato lavoro, fino ai rappresentanti di quella Provincia (accanto al governatore Rossi anche il vicepresidente Olivi, nonché i vertici di Trentino sviluppo) che ha commentato con soddisfazione l’esito di un progetto di cui ha fortemente mantenuto la regia. Dopo aver ringraziato chi ha lavorato con tenacia per raggiungere il risultato (per tutti Rossi ha citato Laura Zoller e Livia Ferrario), il governatore si è detto “orgoglioso di poter inaugurare come presidente della Provincia questa avventura”. “Spesso ci dicono che rappresentiamo un Trentino che non esiste. Ma anche oggi abbiamo sentito quanto invece sia positivo il sentiment delle imprese”. Le difficoltà più grandi, insomma, sono alle spalle, “grazie alle aziende che hanno tenuto duro – ha commentato Rossi – ma anche ad un sistema che ha saputo mettere a fattor comune tutte le potenzialità, per creare ad esempio un luogo come questo, dove costruire il futuro”. La scuola dunque come elemento fondamentale per la crescita stessa del territorio. “In Europa – ha aggiunto Rossi – ogni indicatore mostra che, ove si coniuga scuola, università e impresa nello stesso luogo, la disoccupazione è ridotta al minimo. I nostri stessi dati, già molto positivi, migliorerebbero ulteriormente se potessimo annoverare nel numero degli occupati anche tutti i ragazzi che frequentano la formazione professionale, come accade in Alto Adige”. Ma, al di là delle statistiche, ciò che è emerso oggi è il ruolo fondamentale della scuola nella crescita di un territorio. “Non stiamo facendo questo sforzo per le imprese – ha tenuto a specificare il governatore – ma un servizio che facciamo ai ragazzi, perché lavoro e scuola sono facce di una stessa medaglia, quella che ci vede tutti impegnati per formare cittadini consapevoli”. Con una responsabilità in più: cercare la propria individuale affermazione senza dimenticarsi, una volta raggiunta, di restituire alla comunità una piccola parte di ciò che abbiamo ricevuto”. E c’era anche della gratitudine nelle testimonianze di Roberto Corona e Federico Menegazzi, due giovani professionisti (project manager alla Fly di Grigno il primo è esperto in tool management in Walter Italia il secondo) proiettati in aziende importanti a poche ore dalla conclusione del loro percorso formativo. Oggi seguono questo percorso gestito dall’Istituto tecnico Marconi 50 studenti, età media 20 anni. Acquisiscono una specializzazione guidata da esperti (il 70 per cento extrascolastici) con il coinvolgimento di 75 aziende. “Questo è uno dei principali network a livello internazionale – ha commentato il vicepresidente Olivi – ed è una grande soddisfazione poter dire che a Meccatronica non c’è più uno spazio vuoto. Aver provato a immaginare un Trentino più agile, rapido, aperto e internazionale è forse la scommessa più bella che questo progetto ha dimostrato di aver saputo vincere”.

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Al via una progetto di ricerca sulle competenze non cognitive negli studenti trentini

Comunicato 800 del 19/04/2018

Il presidente Rossi: “Stiamo pensando alla scuola del futuro”

“Stiamo pensando alla scuola del futuro e per questo abbiamo bisogno di approfondire le nostre analisi e avviare una riflessione utile per indirizzare le attività e migliorare quanto già stiamo facendo, con ottimi risultati”. Così il presidente della Provincia e assessore all’istruzione, Ugo Rossi, che è intervenuto oggi pomeriggio al seminario di apertura del progetto triennale “Lo sviluppo delle competenze non cognitive negli studenti Trentini” che il Dipartimento della Conoscenza ha attivato in collaborazione con il Comitato Provinciale di Valutazione e IPRASE, sotto la direzione scientifica del professor Giorgio Vittadini dell’Università Milano Bicocca. “Partiamo dalla realtà per portare dentro la nostra scuola contenuti positivi – ha detto ancora Rossi – che ci permettano di preparare i futuri cittadini ad affrontare le sfide della vita e del mondo del lavoro”. “La scuola trentina è una scuola di eccellenza – ha detto il professor Vittadini presentando il progetto – con un livello qualitativo superiore alla media di gran parte dell’OCSE. C’è una struttura e un’organizzazione che funzionano, per questo – ha aggiunto – siamo nel posto giusto per avviare una ricerca di questo tipo, che mai è stata realizzata in Italia. La scuola non può essere più quella di prima – ha detto Vittadini – non basta trasmettere ai giovani delle nozioni, ma accorre aiutarli a formare una sensibilità critica, che permetta loro di affrontare la vita lavorativa e adulta in generale”. Negli ultimi decenni si è sviluppato un dibattito interdisciplinare sulla possibilità di considerare altre tipologie di caratteristiche individuali, oltre alle tradizionali di natura “accademica” e cognitiva, per spiegare il successo formativo e, più in generale, l’acquisizione dello status di cittadino adulto, responsabile e attivo partecipante nella vita quotidiana. Attualmente, soprattutto nel contesto statunitense, l’interesse è rivolto alle cosiddette “non-cognitive skills” Ad oggi, non esiste una definizione univoca di tali competenze, ma in genere gli ambiti a cui si fa riferimento, nella sfera individuale, sono quelli emotivi, psico-sociali e legati alle caratteristiche di personalità. Nel dibattito attuale tali competenze vengono considerate strategiche, in un’ottica evolutiva, per i percorsi di carriera successivi e per un’adeguata esperienza di vita, come si è detto, come cittadino “completo”. Il progetto intende rispondere alle seguenti domande per il contesto trentino: cosa sono le competenze non cognitive e quali sono le loro peculiarità rispetto a tipologie simili? Come possono essere “formate” durante l’esperienza scolastica? Come possono essere valutate e certificate per contribuire allo sviluppo complessivo dei nostri studenti? Ma soprattutto, la loro valorizzazione come si inserisce all’interno dello sviluppo delle politiche scolastiche locali per il futuro? Il progetto, prevede una ricerca quantitativa per la misura delle competenze cognitive nella transizione tra il primo e secondo ciclo, una ricerca-intervento per sviluppare, insieme alle scuole, attività didattiche per lo sviluppo consapevole delle competenze non cognitive e strumenti e metodi per la loro certificazione, e un progetto pilota per studiare le basi neurali tali competenze.

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