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Camerino, inaugurato il nuovo studentato

Comunicato 1905 del 06/08/2018

Il presidente Rossi: “E’ il risultato di un’Autonomia intesa come responsabilità”

Oggi a Camerino, nelle Marche, è stato inaugurato il nuovo studentato universitario, realizzato grazie al contributo finanziario della Provincia autonoma di Trento, di quella di Bolzano e del Land austriaco del Tirolo. Dal prossimo ottobre, con l’inizio del nuovo anno accademico, ospiterà 456 studenti. Alla cerimonia sono intervenuti il rettore Claudio Pettinari, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Salvatore Giuliano, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, l’assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi, il commissario straordinario alla ricostruzione Paola De Micheli, il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui. “Vi porto il saluto dei presidenti Kompatscher e Platter con i quali abbiamo condiviso la volontà di realizzare questo studentato – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – Abbiamo deciso di rispondere affermativamente alla richiesta che ci era stata fatta perché per noi la speciale autonomia che caratterizza il Trentino significa, innanzi tutto, responsabilità e disponibilità a mettersi al servizio di chi ha bisogno di un aiuto. Il nostro sì è la risposta di un popolo abituato a darsi da fare e ad esercitare con responsabilità l’autogoverno. Sono convinto che i cittadini trentini siano orgogliosi di questa inaugurazione e che il valore dei territori ed il lavoro in squadra siano decisivi per il nostro Paese. Concludo con l’augurio di continuare a crederci come ci hanno creduto tutti quelli che in questi mesi hanno reso possibile la realizzazione di quest’opera”. Il magnifico rettore Claudio Pettinari ha ringraziato a nome di tutta la comunità universitaria. “Grazie – ha detto – per aver scelto noi. Cercheremo di dimostrare che questa scelta è stata utile per tutto il Paese, per formare la futura classe dirigente”. Il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli ha ricordato che “non si può ricostruire il territorio senza dare piena operatività all’Università di Camerino. Quella di oggi è la tappa di un cammino che prosegue e l’esempio di un Paese che sa essere unito”. Il sottosegretario Salvatore Giuliano ha sottolineato che Trento, Bolzano e il Tirolo hanno dimostrato quale sia la forza del fare squadra. La commissaria alla ricostruzione Paola De Micheli ha parlato di un dono di qualità che nasce da esigenze vere e da una volontà di condivisione. “Se vinciamo qui con voi – ha detto – vuol dire che il Paese può vincere anche altre sfide”. Il capo del dipartimento nazionale della Protezione Civile Angelo Borrelli ha ricordato la capacità di intervento del Trentino e dell’Alto Adige ogni volta che ce ne sia bisogno. Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ha evidenziato la volontà di ricostruire il futuro partendo dai giovani, con la capacità di realizzare velocemente opere come questa. Il dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Provincia autonoma di Trento Raffaele De Col ha illustrato nel dettaglio le caratteristiche del progetto, ringraziando i tecnici e le maestranze che ci hanno lavorato e le imprese, Ille Case in Legno Srl e Costruzioni Dallapé Srl. Il nuovo studentato conta 20 edifici, disposti su 6 terrazzamenti, ognuno dei quali è diviso in 4 appartamenti di 100 metri quadrati. Ogni edificio ha una stanza sbarrierata, per studenti diversamente abili. Il costo complessivo del progetto è stato di circa 9.400.000 euro. Il Land Tirolo ha contribuito con oltre 333.000 euro, le due province autonome ognuna con la somma di oltre quattro milioni e mezzo di euro. La progettazione è iniziata nel gennaio del 2017, seguita dai lavori per preparare l’area che sono partiti nel giugno 2017 e dalle fondazioni, cominciate tra agosto e settembre 2017, mentre nel novembre hanno cominciato a prendere forma gli edifici. La scelta di edifici a due piani ha consentito di occupare meno territorio e di ottimizzare i costi su impianti e coperture. Tutte le unità stanno portando a termine un percorso di certificazione congiunta “ARCA” e “CasaClima”. Queste certificazioni garantiscono sia le prestazioni sismiche, di resistenza al fuoco e di durabilità della struttura in legno sia le prestazioni energetiche e di sostenibilità dell’edificio e dei materiali utilizzati. Lo studentato sorge tra l’area residenziale del quartiere di Montagnano e il terreno nel quale in futuro verranno creati nuovi spazi comuni, biblioteca e sala lettura, da parte dell’università. #ilfuturononcrolla è l’hashtag lanciato dall’Università di Camerino poche ore dopo il sisma del 26 ottobre 2016 che aveva colpito duramente la città, come il Centro Italia, già segnato tra l’altro dalle scosse iniziate il 24 agosto precedente.

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Approvate le graduatorie per gli insegnanti della formazione professionale

Comunicato 1874 del 01/08/2018

Ad agosto saranno assunti in ruolo 46 insegnanti

Approvate oggi dalla Giunta provinciale, su indicazione del presidente Ugo Rossi, le graduatorie del concorso riservato per gli insegnati della formazione professionale: il concorso è stato indetto a seguito della norma specifica approvata con la legge di stabilità per l’anno 2018. Si chiude un primo ciclo importante delle stabilizzazioni del comparto scuola, che ha visto fino ad oggi l’immissione in ruolo di 2059 tra docenti della scuola a carattere statale, personale ATA e scuola infanzia (164 insegnanti della scuola dell’infanzia, 1.486 docenti della scuola a carattere statale, 49 insegnanti della formazione professionale e 360 amministrativi-ausiliari). Le stabilizzazioni della formazione professionale derivano, in particolare, dall’accordo contrattuale del 2015 con cui si è rivisto l’orario di lavoro: a fronte di una maggiore flessibilizzazione dell’articolazione dell’orario di servizio, sono stati rivisti gli organici ed i relativi parametri di calcolo. In totale saranno 46 gli insegnanti che ad agosto saranno assunti in ruolo. Questi sono stati i concorsi avviati nel corso della legislatura per fare fronte al piano straordinario pluriennale per la stabilizzazione del personale della scuola: 25 concorsi pubblici (discipline varie) scuola a carattere statale ( 2016) ed un concorso riservato nel (2018); 4 concorsi per lingue straniere alla scuola primaria (2015 e 2017); 1 concorso pubblico per scuola infanzia posto sezione e posto sezione-lingua straniera (2015); 2 procedure riservate per collaboratore scolastico (2015 e 2016); 1 corso-concorso per funzionario amm.vo scolastico (2017); 1 procedura riservata per la formazione professionale (2018); 1 corso-concorso per Dirigente scolastico (2017); 1 concorso per personale coordinatore pedagogico (2018); 1 concorso riservato per la scuola primaria (IV fascia GPT – 2015); 1 concorso riservato IRC (2018). Inoltre ad oggi sono già stati avviati due ulteriori concorsi riservati – sempre seguiti agli interventi inseriti nella legge di Stabilità 2018 – che, porteranno per l’anno scolastico 2018/2019, alla stabilizzazione di altri docenti della scuola a carattere statale, oltre che degli insegnanti di religione cattolica. Il piano delle stabilizzazioni proseguirà anche negli anni 2019 e 2020 grazie alle norme appena approvate con la legge di assestamento di bilancio, che contiene appunto nuove norme per favorire la stabilizzazione del precariato in tutto il comparto scuola. In particolare si prevede l’indizione, entro il 2019, di un concorso riservato per titoli e colloquio per il personale insegnante della scuola dell’infanzia. Entro il 2020 vi sarà inoltre l’indizione un concorso riservato per titoli e prove per assunzioni a tempo indeterminato del personale amministrativo scolastico, assistente educatore e di laboratorio. Infine è stata riproposta la stabilizzazione dei docenti della scuola a carattere statale, che dovrà essere indetta entro l’anno scolastico 2020 ed è stata introdotta una specifica norma per la stabilizzazione delle insegnanti della scuola primaria, includendo sia i docenti in possesso di diploma magistrale che i laureati in scienza della formazione primaria dopo l’anno accademico 2013/2014.

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Progetti ponte e Azioni formative: due strumenti efficaci per accompagnare gli studenti più fragili e promuovere il successo scolastico

Comunicato 1742 del 16/07/2018

Sostenere gli studenti nell’effettivo esercizio del diritto-dovere di istruzione e formazione, per garantire la continuità didattica, attenuando i disagi che possono presentarsi nel passaggio tra i diversi ordini di scuola: queste le finalità del provvedimento approvato nei giorni scorsi dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Ugo Rossi. Il documento dà ai problemi in questione una risposta concreta e strutturata. Infatti, accanto ai tradizionali percorsi scolastici, per accompagnare gli studenti più fragili, propone percorsi flessibili e personalizzati, attraverso i “Progetti ponte” e le “Azioni formative”. L’obiettivo prioritario del documento normativo è quello di attenuare e superare i disagi che talvolta si presentano nel passaggio tra i diversi ordini di scuola, anche attraverso l’adozione di strategie e strumenti orientati all’inclusione al successo formativo. Nello specifico i “Progetti ponte” comprendono attività di orientamento a favore degli alunni iscritti alla scuola secondaria di primo grado, realizzate tramite un accordo tra l’istituzione scolastica del primo ciclo, alla quale lo studente è iscritto, e le istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo. Le “Azioni formative” annoverano iniziative volte prioritariamente a conseguire il titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione e sono attivate dalle istituzioni scolastiche del primo ciclo, in accordo con le istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo. Questi percorsi danno l’opportunità agli studenti di frequentare le attività curricolari e laboratoriali della classe prima della Formazione professionale o di un Istituto scolastico di secondo grado e di conseguire, contemporaneamente al titolo conclusivo del primo ciclo di studi, l’eventuale ammissione al secondo anno dell’istituzione scolastica e formativa del secondo ciclo frequentata. A questo proposito, la novità più importante, attiva già dal prossimo anno scolastico, prevede che le azioni formative potranno essere avviate anche per gli studenti iscritti ai percorsi EDA che, compiuto il 16° anno, risultano privi del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione.

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Approvate le Linee guida per i Piani di studio del 2° ciclo

Comunicato 1724 del 13/07/2018

Su decisione della Giunta provinciale

Le Linee guida per l’elaborazione dei Piani di studio di istituto del secondo ciclo approvate oggi dalla Giunta provinciale costituiscono il contributo conclusivo di un percorso iniziato con la redazione e conseguente delibera del Regolamento con i quadri orari dei diversi curricula. Il documento ha la finalità di fornire alle istituzioni scolastiche uno strumento di orientamento per la realizzazione dei Piani di istituto e rappresenta un contributo alla riflessione di tutta la comunità educativa sulle prospettive della scuola nella sua funzione propulsiva nei rapporti con il contesto territoriale e nell’evoluzione più strettamente didattica ed educativa nel campo dell’apprendimento. I Piani di studio del secondo ciclo sono costituiti da un Regolamento che ne definisce l’impianto, sulla base del quale l’Amministrazione provinciale ha elaborato le Linee guida approvate oggi dalla Giunta provinciale, con lo scopo di fornire indicazioni orientative alle scuole per la formulazione dei Piani di studio di istituto. Le linee guida offrono infatti spunti di natura culturale-metodologica, che facilitano le scuole a sviluppare gli specifici Piani di studio di istituto. L’iniziativa riveste una doppia valenza: in primo luogo tiene conto della necessità di adeguare il sistema formativo provinciale del secondo ciclo all’evoluzione e ai cambiamenti intervenuti sul piano legislativo e culturale, economico e sociale ai vari livelli internazionale, nazionale e provinciale. In secondo luogo, si pone come contributo alla riflessione dei singoli e della comunità educativa sulle trasformazioni e sulle nuove prospettive della scuola nel campo dell’apprendimento e per un più stretto rapporto con la dimensione sociale del contesto territoriale. Valorizzando le sollecitazioni più significative della dimensione internazionale che caratterizza la società di oggi, il documento vuole porre le basi per una revisione critica del tradizionale impianto curricolare e delineare una proposta, da tradurre in termini operativi in campo metodologico e didattico, centrata su un’impostazione dell’insegnamento/apprendimento per competenze. La scelta del curricolo per competenze caratterizza, come già avvenuto per il primo ciclo, anche i percorsi del secondo ciclo e rappresenta un elemento strutturale decisivo per l’acquisizione di conoscenze e abilità fondamentali per un efficace processo di apprendimento e per affrontare le sfide del cambiamento. Una didattica per competenze infatti, pur mantenendo saldo l’impianto disciplinare, può determinare un significativo cambiamento anche in ambito valutativo, favorendo la responsabilizzazione dello studente e la sua consapevole partecipazione ai processi di valutazione. Le competenze di cittadinanza, il progetto Trilinguismo, l’approfondimento della specialità trentina, sotto il profilo storico e istituzionale, l’alternanza come metodologia curricolare che implementa e arricchisce le competenze delle diverse aree disciplinari di indirizzo e di area comune costituiscono i punti fermi del documento. Per ciò che concerne il futuro, le Linee guida tracciano infine prospettive di ulteriore sviluppo del sistema educativo trentino per la realizzazione concreta di percorsi condivisi di raccordo fra primo e secondo ciclo nel senso del curricolo verticale e nello sbocco post-diploma, nei confronti dell’Università e del mondo del lavoro, strade già intraprese da singole realtà con esiti interessanti da consolidare e mettere a sistema.

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