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Iscrizioni scolastiche 2017/2018: ecco i dati definitivi

Comunicato 389 del 24/02/2017

Gli iscritti alle classi prime di elementari, medie e superiori

L’Ufficio Innovazione e Informatica del Dipartimento della Conoscenza ha reso noti i dati delle iscrizioni alle prime classi delle scuole del primo e del secondo ciclo d’istruzione (scuola primaria, secondaria di I e II grado) e alle istituzioni formative provinciali e paritarie della provincia di Trento, per l’anno scolastico 2017-2018. Si tratta dei dati definitivi relativi alle iscrizioni effettuate dalle famiglie, in modalità cartacea e on line, entro la scadenza del 6 febbraio 2016, rilevati poi tramite l’inserimento nell’Anagrafe unica degli studenti del Dipartimento della Conoscenza. Nell’anno scolastico 2017/2018 gli iscritti sono 5.162 al primo anno della primaria, 5.403 alla secondaria di primo grado, 4.282 alla secondaria di secondo grado, 1276 alla formazione professionale. Il totale degli iscritti alle scuole superiori (formazione professionale compresa) sono 5.558, in linea rispetto allo scorso anno. Un significativo calo, di 321 iscritti, si segnala nelle iscrizioni al primo anno della primaria. Per quanto riguarda le scelte dei ragazzi si registra una leggera diminuzione degli iscritti ai percorsi di istruzione secondaria di secondo grado da 4.311 a 4.282. Per quanto riguarda i licei si registra un aumento degli iscritti al liceo linguistico e al liceo scientifico opzione scienze applicate, un calo invece per il liceo artistico. Stabili le iscrizioni agli istituti tecnici e formazione professionale. In calo le iscrizioni nei settori alberghiero e della ristorazione, mentre si registra un aumento delle iscrizioni nei settori acconciatura ed estetica e delle produzioni, lavorazioni industriali e artigianali.

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Rovereto: inaugurata la nuova ala dell’Istituto di formazione professionale alberghiero

Comunicato 366 del 22/02/2017

Alla presenza del presidente Rossi, del sindaco Valduga e del dirigente scolastico Samaden

Inaugurata oggi sulla collina di Rovereto la nuova ala dell’Istituto di formazione professionale alberghiero di Rovereto e Levico Terme. Cresce e si espande, dunque, una realtà forte di oltre 370 studenti iscritti, proiettata sulle nuove frontiere della ristorazione e ospitata in un edificio un tempo destinato alla cura della pellagra e a altre malattie collegate all’alimentazione. Un ideale contrappasso storico, questo, sottolineato da tutti i presenti, che hanno augurato un “buon lavoro” agli studenti dell’Istituto: il presidente della Provincia Ugo Rossi, il sindaco di Rovereto Francesco Valduga, il direttore dell’Istituto Federico Samaden, la dirigente generale della Provincia Livia Ferrario e il decano di Rovereto monsignor Sergio Nicolli. “Investiamo in conoscenza e formazione – ha detto Rossi – perché siamo piccoli e sappiamo che dobbiamo fare tutto meglio degli altri, se vogliamo essere competitivi”. Rivolgendosi agli studenti che affollavano la palestra dell’istituto il presidente della Provincia, anche nella sua veste di assessore all’istruzione, ha chiesto loro “di dare sempre il massimo anche per ricambiare l’impegno dei docenti e di tutti coloro che si mettono al servizio della vostra formazione. Qui ci sono spazi bellissimi. Rispettateli e valorizzateli, stringendo relazioni forti fra voi, riempiendo questo luogo di contenuti. Noi a nostra volta faremo tutto il possibile per valorizzare le vostre eccellenze, come quella sulla pasticceria che tanta soddisfazione ci ha già dato”. Per il sindaco Valduga “questo istituto di formazione professionale è una realtà molto amata dalla comunità che la ospita. Un grazie quindi alla Provincia per l’ampliamento. Storicamente il nostro territorio ha sempre saputo investire nella formazione professionale creando delle vere punte di eccellenza. Questo istituto in particolare si pone al servizio di vocazioni del Trentino da scoprire o riscoprire, come il turismo e le produzioni tipiche”. Samaden ha parlato della mattinata di oggi come di “una grande festa del ringraziamento per tutti coloro che si sono adoperati per far sì che la nuova ala dell’edificio che ospita la scuola diventasse realtà. L’auspicio è che tutti possano trovare qui la loro strada”. Samaden ha ricordato inoltre che “siamo in una terra fortunata e in un luogo fortunato. E’ più quello che abbiamo di quello che ci manca. Non dobbiamo mai dimenticarlo e tenere sempre a mente la responsabilità che da questo ne deriva”. Ferrario ha sottolineato le due coordinate lungo le quali si muove l’impegno del Trentino: dare ai giovani le condizioni migliori per sviluppare la propria personalità e la propria capacita di relazionarsi con gli altri, ma anche legare la scuola al territorio e alle sue esigenze di sviluppo e crescita economica. L’edificio che ospita l’Istituto è sorto nel 1904 come luogo di cura della pellagra, malattia endemica del territorio, grazie all’opera del medico roveretano Guido De Probizer (1849 -1929). Nel 1984 è tornato ad essere luogo legato all’alimentazione, come sede di una delle due scuole provinciali di formazione per i futuri addetti alla cucina e alla sala, che però occupava solo una parte dell’edificio. E’ stato quindi necessario aprire una sede dislocata presso Castel Veneto. La domanda di formazione nel settore ristorativo ha visto negli anni una crescita esponenziale e nel 2001 l’edificio storico è stato ristrutturato e restituito alla scuola che ora lo occupa nella sua totalità. Ma, ancora una volta, l’incremento delle iscrizioni aveva superato la capacità della struttura e si è reso necessario identificare una nuova sede dislocata, questa volta al BIC. Dal 2006 il Centro di formazione professionale alberghiero, fino a quel momento gestito direttamente dalla Provincia come ente provinciale, ha ottenuto l’autonomia amministrativa ed è diventato Istituto di formazione professionale alberghiero di Rovereto e Levico Terme. Ancora una volta, però, era troppo piccolo per rispondere all’aumento della domanda formativa. Nel 2016, con l’ampliamento la struttura, finalmente è stato possibile ospitare tutte le classi. Alle precedenti strutture, 7 aule, due laboratori di cucina e uno di pasticceria, 2 di sala, un’aula di informatica, si sono aggiunti una palestra, 4 nuove aule, 1 laboratorio di cucina, 1 sala ristorante, 1 laboratorio di pasticceria. E’ in via di allestimento una nuova aula d’informatica. L’Istituto oggi ospita 371 iscritti, dei quali 314 frequentano il percorso diurno e 57 quello serale per adulti. Nell’anno scolastico 2016-2017 nella sede di Rovereto sono presenti: 5 classi prime; 3 classi seconde e tre classi terze ad indirizzo gastronomia e arte bianca; due seconde e due terze ad indirizzo di accoglienza ospitalità; due classi quarte una ad indirizzo di arte bianca, una mista ad indirizzo gastronomia e arte bianca e accoglienza e ospitalità; nelle ore serali sono attivi due corsi a doppio livello per la formazione degli adulti.

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Trilinguismo: nessun arretramento ma maggiore spazio all’autonomia scolastica e alla flessibilità

Comunicato 352 del 21/02/2017

Il presidente Rossi: “Stiamo innovando il sistema, gli adattamenti sono normali, opportuni e strategici per ottenere i traguardi prefissati”. Il 61% delle classi della scuola primaria sta già utilizzando il metodo Clil

“Il Trentino sta innovando il sistema di apprendimento delle lingue straniere. Il Piano per il trilinguismo, avviato nel 2014, estende gradualmente a tutte le scuole della provincia, dalle elementari alle superiori, opportunità che già in precedenza una significativa percentuale di istituti, grazie all’autonomia scolastica, aveva iniziato ad offrire. Il Piano si sviluppa in un arco temporale di più anni. Monitoriamo i progressi di alunni e studenti passo passo e già nel 2016 abbiamo testato le competenze di 3.000 ragazzi, su 15.000 complessivi, cosa che ripeteremo nel 2018 e nel 2020. I risultati sono buoni e in fase di pubblicazione, il Miur e l’Invalsi stanno pensando infatti di adottare la stessa metodologia su scala più vasta. Già 1764 insegnanti, sui circa 7000 totali, utilizzano il Clil nelle loro classi e le iniziative che abbiamo messo in campo, finanziate dall’Europa, fra cui nuovi corsi di lingue e esperienze full immersion all’estero, ci consentiranno di accrescere questo numero in tempi assai rapidi. In tutto questo, qualche adattamento di percorso è non solo comprensibile ma assolutamente normale. Il senso della lettera che abbiamo inviato recentemente ai dirigenti scolastici è questo: nel triennio della scuola Primaria, abbiamo deciso di consentire agli istituti di collocare due delle cinque ore di Clil previste dal Piano nella fascia opzionale. Saranno le scuole a decidere, tenendo conto delle problematiche organizzative che devono fronteggiare. Tutto questo non significa ripensamento dei traguardi, solo maggiore flessibilità e autonomia scolastica”. Così il presidente della Provincia autonoma Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all’istruzione, su alcune notizie riportate oggi sugli organi di informazione in merito al prosieguo del percorso del Piano trilinguismo.

Alcuni dati possono servire ad inquadrare meglio il percorso del Piano trilinguismo in Trentino. Solo sul versante della scuola primaria, sono in tutto 938 le classi, su un totale di 1537, che stanno utilizzando il metodo Clil, il 61% del totale. L’incremento nel biennio 2016-2017 è stato pari al 15%. Nella scuola secondaria di secondo grado, ovvero nella scuola “media”, il Piano entra a regime solo nel 2017, ma non si parte da zero: infatti, nonostante non vigesse l’obbligatorietà del Clil, erano già 277 su 798 le classi che, in virtù dell’autonomia scolastica, avevano avviato sperimentazioni in questa direzione. Nel 2016/2017 sono diventate 332, con un incremento del 5%. “Ciò significa – spiega Rossi – che l’avvio del Piano ha creato un positivo effetti di contaminazione, che la cultura del trilinguismo, che già in una terra di confine come la nostra trovava un terreno naturalmente fertile sul quale radicarsi, sta crescendo anche al di là delle decisioni normative. Tutto questo mentre utilizziamo capillarmente le risorse europee del Fse, per potenziare la formazione dei docenti e mandare i ragazzi all’estero, e mentre stiamo estendendo anche il Piano digitale, per potenziare ulteriormente l’immersione didattica, a vantaggio tanto degli insegnamenti curricolari quanto di quelli di lingue. E’ del tutto comprensibile che in questa prima fase il sistema debba disporre dell’autonomia necessaria per adattarsi alle novità. Sia anticipando scelte che poi entreranno ‘a regime’, cosa che alcune scuole hanno già fatto, sia accogliendo le novità in maniera un po’ più flessibile. La cornice e i traguardi però non cambiano. E non potrebbero cambiare nemmeno se, per assurdo, lo volessimo noi decisori: i ragazzi e le loro famiglie non tornerebbero mai indietro”. Nel dettaglio, per la formazione linguistica degli insegnanti sono stati avviati più di 1000 percorsi nel biennio 2016-2017; la formazione all’estero ha coinvolto circa 650 docenti tra l’estate 2015 e l’estate 2016; la formazione metodologica Clil ha coinvolto infine più di 550 docenti che dal 2014 hanno frequentato i corsi metodologici organizzati da Iprase. Nel frattempo, la Provincia, grazie al lavoro di Iprase, ha anche adottato come criterio per il monitoraggio, la valutazione di impatto. Si è partiti con una prima rilevazione delle competenze computer-based già nell’aprile 2016, per costruire un livello base pre-piano. In pratica si sono valutate le competenze linguistiche di 3000 alunni e studenti di V elementare, III media e II superiore prima dell’avvio del Piano Trentino Trilingue. In seguito si andranno a verificare i loro progressi con due ulteriori verifiche nel 2018 e nel 2020. Si tratta di una metodologia particolarmente avanzata, che fa del Trentino un territorio apripista in Italia (ed anche in Europa considerato che solo il Portogallo ad oggi ha iniziato ad utilizzarla sistematicamente, per colmare i propri deficit linguistici). Lo stesso Ministero per l’università e la ricerca scientifica attende con grande interesse i risultati di questo test per poi eventualmente iniziare ad estendere la valutazione di impatto al resto del Paese. Lo stesso Comune di Torino, uno dei pochi in Italia ad avere avviato un piano di insegnamento nelle lingue inglese e francese (sull’esempio di quanto sperimentato ad esempio dalla Catalogna in Spagna), ha chiesto di gemellarsi con il Trentino. Di questo e altro si parlerà anche nella nuova edizione del Festival delle lingue che si terrà a Rovereto dal 9 all’11 marzo.

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Indovina chi viene a… pranzo?

Comunicato 309 del 15/02/2017

I campioni dell’Aquila Basket ospiti dell’Istituto alberghiero di Rovereto e Levico Terme

Hanno tutti mediamente 16 anni, negli occhi la voglia di scoprire il mondo. Sono i ragazzi e le ragazze dell’Istituto alberghiero di Rovereto e Levico Terme, impegnati in un percorso scuola-lavoro che li sta mettendo davvero alla prova sul campo, con tante sorprese. Un esempio? Servire a tavola i campioni dell’Aquila Basket. Un vero e proprio ristorante, gestito in assoluta autonomia dai ragazzi del quarto anno di sala e cucina dell’Istituto Alberghiero di Rovereto e Levico Terme, ha ospitato ieri a Roncegno un pranzo di lavoro davvero “speciale”, che ha visto una delegazione della Dolomiti Energia Trentino incontrare i vertici del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento. Il pranzo, oltre che essere occasione di degustare gli ottimi piatti e l’eccellente servizio fornito dai giovani studenti dell’istituto diretto da Federico Samaden, è stato l’occasione per fare il punto sull’andamento delle attività incluse nel Protocollo d’intesa triennale siglato dall’ente pubblico e da Aquila Basket in materia di scuola. Attività che ieri hanno visto diversi gruppi di giocatori bianconeri impegnati sul territorio in una sorta di primo “School day” aquilotto.

LO SCHOOL DAY

E se gli incontri che nella mattinata hanno visto Aaron Craft impegnato all’Istituto Agrario di San Michele e Devyn Marble al Centro di Formazione Professionale Pertini di Trento nel pomeriggio, hanno impegnato i due atleti della Dolomiti Energia in lezioni di basket in palestra e poi in un’ora di dialogo in lingua inglese con i ragazzi, ben più “gustoso” è stato invece l’intervento di cui capitan Toto Forray e l’ala portoghese Beto Gomes sono stati protagonisti assieme al coaching staff aquilotto composto dal capo allenatore Maurizio Buscaglia e dai suoi assistenti Vincenzo Cavazzana e Davide Dusmet. Accompagnati a Roncegno dal presidente Luigi Longhi, dal general manager Salvatore Trainotti e dal presidente di Trentino Basketball Academy Massimo Komatz, i giocatori aquilotti hanno infatti incontrato il presidente della Provincia Ugo Rossi, ieri nelle vesti di Assessore all’Istruzione, la dirigente del Dipartimento della Conoscenza Livia Ferrario, e la dirigente del Servizio Istruzione Laura Pedron, testando le competenze acquisite dai ragazzi delle quarte dell’Istituto Alberghiero di Rovereto e Levico Terme nel corso di un pranzo interamente preparato, servito e gestito dagli studenti stessi.

IL PRANZO

Ospiti del Ristorante Didattico “Sensi” di Roncegno, i convitati hanno potuto dialogare dell’importanza della collaborazione tra mondo dello sport e quello della scuola, ma anche semplicemente di basket e di notizie di attualità, gustando le delizie di un pranzo declinato in due differenti proposte sul tema della cucina emiliano-romagnola. Le scelte? Menu di acqua per coach Maurizio Buscaglia, il presidente Luigi Longhi e il direttore scolastico Federico Samaden. Menu di terra invece per il governatore Ugo Rossi, ma anche per il general manager aquilotto Salvatore Trainotti e per capitan Toto Forray e Beto Gomes. “Sinceramente non mi aspettavo un pranzo di questo livello: davvero super” ha detto Forray, praticamente romagnolo d’adozione, dopo aver aspirato i clamorosi “Cannelloni di pasta fresca con carni bianche su vellutata di parmigiano”. “Questo è stato un pranzo di alto livello, sia per qualità del cibo che del servizio: sembrava di essere in un ristorante stellato” ha aggiunto Beto dopo aver chiuso con la “Sfera di cioccolato e caffè”, particolarmente gradita anche dal presidente Longhi. Soddisfatto, anche se sempre pronto a valutare e dare suggerimenti ai propri studenti, anche il direttore scolastico Samaden. “Questo è un modello didattico in assetto lavorativo, e fa parte della rete nazionale dei ristoranti didattici – ha spiegato. Non è un luogo commerciale, ma un ambiente di apprendimento dove i ragazzi si misurano con la realtà della professione”. E lo possono fare, ha concluso Samaden, senza gravare sul bilancio pubblico, grazie alla sensibilità dimostrata da un gruppo di aziende trentine (Sant’Orsola, Agrarie del Garda, Trote Astro, Cantine Lagorai, Cantina di Roverè della Luna, Partesa, Adige Spa, Menz & Gasser, con il sostegno dei Rotary Valsugana) che hanno deciso di sostenere questo modello di eccellenza. “La mission di una realtà sportiva è quella di regalare emozioni e aumentare la qualità della vita – ha detto Longhi -. Credo che anche percorsi didattici di questo tipo possano fare altrettanto, aumentando nel contempo le possibilità formative per gli studenti”. “Credo che questa sia stata una giornata importante – ha ringraziato Ugo Rossi rivolgendosi agli studenti al termine del pranzo -. Dare il meglio di sé, dimostrando senso di responsabilità nei confronti degli altri, è qualcosa che va apprezzato e vi darà grandi soddisfazioni in futuro. Soprattutto se fatto con tanto duro lavoro come successo oggi. Vedere dei ragazzi come voi che hanno scelto di impegnarsi e lo hanno fatto con senso di responsabilità e quel sorriso con cui ci avete accolto… fa tantissimo piacere ed è stata una grande iniezione di fiducia per tutti noi oggi”.

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