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Progetti ponte e Azioni formative: due strumenti efficaci per accompagnare gli studenti più fragili e promuovere il successo scolastico

Comunicato 1742 del 16/07/2018

Sostenere gli studenti nell’effettivo esercizio del diritto-dovere di istruzione e formazione, per garantire la continuità didattica, attenuando i disagi che possono presentarsi nel passaggio tra i diversi ordini di scuola: queste le finalità del provvedimento approvato nei giorni scorsi dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Ugo Rossi. Il documento dà ai problemi in questione una risposta concreta e strutturata. Infatti, accanto ai tradizionali percorsi scolastici, per accompagnare gli studenti più fragili, propone percorsi flessibili e personalizzati, attraverso i “Progetti ponte” e le “Azioni formative”. L’obiettivo prioritario del documento normativo è quello di attenuare e superare i disagi che talvolta si presentano nel passaggio tra i diversi ordini di scuola, anche attraverso l’adozione di strategie e strumenti orientati all’inclusione al successo formativo. Nello specifico i “Progetti ponte” comprendono attività di orientamento a favore degli alunni iscritti alla scuola secondaria di primo grado, realizzate tramite un accordo tra l’istituzione scolastica del primo ciclo, alla quale lo studente è iscritto, e le istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo. Le “Azioni formative” annoverano iniziative volte prioritariamente a conseguire il titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione e sono attivate dalle istituzioni scolastiche del primo ciclo, in accordo con le istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo. Questi percorsi danno l’opportunità agli studenti di frequentare le attività curricolari e laboratoriali della classe prima della Formazione professionale o di un Istituto scolastico di secondo grado e di conseguire, contemporaneamente al titolo conclusivo del primo ciclo di studi, l’eventuale ammissione al secondo anno dell’istituzione scolastica e formativa del secondo ciclo frequentata. A questo proposito, la novità più importante, attiva già dal prossimo anno scolastico, prevede che le azioni formative potranno essere avviate anche per gli studenti iscritti ai percorsi EDA che, compiuto il 16° anno, risultano privi del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione.

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Approvate le Linee guida per i Piani di studio del 2° ciclo

Comunicato 1724 del 13/07/2018

Su decisione della Giunta provinciale

Le Linee guida per l’elaborazione dei Piani di studio di istituto del secondo ciclo approvate oggi dalla Giunta provinciale costituiscono il contributo conclusivo di un percorso iniziato con la redazione e conseguente delibera del Regolamento con i quadri orari dei diversi curricula. Il documento ha la finalità di fornire alle istituzioni scolastiche uno strumento di orientamento per la realizzazione dei Piani di istituto e rappresenta un contributo alla riflessione di tutta la comunità educativa sulle prospettive della scuola nella sua funzione propulsiva nei rapporti con il contesto territoriale e nell’evoluzione più strettamente didattica ed educativa nel campo dell’apprendimento. I Piani di studio del secondo ciclo sono costituiti da un Regolamento che ne definisce l’impianto, sulla base del quale l’Amministrazione provinciale ha elaborato le Linee guida approvate oggi dalla Giunta provinciale, con lo scopo di fornire indicazioni orientative alle scuole per la formulazione dei Piani di studio di istituto. Le linee guida offrono infatti spunti di natura culturale-metodologica, che facilitano le scuole a sviluppare gli specifici Piani di studio di istituto. L’iniziativa riveste una doppia valenza: in primo luogo tiene conto della necessità di adeguare il sistema formativo provinciale del secondo ciclo all’evoluzione e ai cambiamenti intervenuti sul piano legislativo e culturale, economico e sociale ai vari livelli internazionale, nazionale e provinciale. In secondo luogo, si pone come contributo alla riflessione dei singoli e della comunità educativa sulle trasformazioni e sulle nuove prospettive della scuola nel campo dell’apprendimento e per un più stretto rapporto con la dimensione sociale del contesto territoriale. Valorizzando le sollecitazioni più significative della dimensione internazionale che caratterizza la società di oggi, il documento vuole porre le basi per una revisione critica del tradizionale impianto curricolare e delineare una proposta, da tradurre in termini operativi in campo metodologico e didattico, centrata su un’impostazione dell’insegnamento/apprendimento per competenze. La scelta del curricolo per competenze caratterizza, come già avvenuto per il primo ciclo, anche i percorsi del secondo ciclo e rappresenta un elemento strutturale decisivo per l’acquisizione di conoscenze e abilità fondamentali per un efficace processo di apprendimento e per affrontare le sfide del cambiamento. Una didattica per competenze infatti, pur mantenendo saldo l’impianto disciplinare, può determinare un significativo cambiamento anche in ambito valutativo, favorendo la responsabilizzazione dello studente e la sua consapevole partecipazione ai processi di valutazione. Le competenze di cittadinanza, il progetto Trilinguismo, l’approfondimento della specialità trentina, sotto il profilo storico e istituzionale, l’alternanza come metodologia curricolare che implementa e arricchisce le competenze delle diverse aree disciplinari di indirizzo e di area comune costituiscono i punti fermi del documento. Per ciò che concerne il futuro, le Linee guida tracciano infine prospettive di ulteriore sviluppo del sistema educativo trentino per la realizzazione concreta di percorsi condivisi di raccordo fra primo e secondo ciclo nel senso del curricolo verticale e nello sbocco post-diploma, nei confronti dell’Università e del mondo del lavoro, strade già intraprese da singole realtà con esiti interessanti da consolidare e mettere a sistema.

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Scuola: stanziati 250.000 euro per l’implementazione di “ambienti digitali”

Comunicato 1659 del 06/07/2018

Il bando è rivolto agli istituti formativi paritari

Intensificare gli interventi diretti a sollecitare le istituzioni formative paritarie a ripensare lo spazio, il tempo e il metodo dell’insegnamento, proprio anche grazie ad una maggiore mediazione delle tecnologie. È questo l’obiettivo del bando approvato oggi dalla giunta provinciale su proposta del governatore Rossi. Le risorse stanziate ammontano a 250.000 euro. Le domande di presentazione dei progetti potranno essere presentate entro il 15 settembre 2018.

Finalità del bando

Il bando disciplina le modalità per la concessione di finanziamenti agli istituti formativi paritari per l’attuazione di progetti educativi per la formazione ed il miglioramento degli apprendimenti attraverso lo sviluppo di ambienti digitali per il rafforzamento delle competenze digitali di studenti e insegnanti.

A chi è rivolto

Possono beneficiare del finanziamento gli istituti formativi paritari della Provincia autonoma di Trento.

Caratteristiche dei progetti finanziabili

Le proposte progettuali devono avere per oggetto la realizzazione di ambienti digitali per il rafforzamento delle competenze digitali di studenti e insegnanti I materiali didattici dovranno essere prodotti con formati aperti e messi a disposizione della struttura provinciale competente per la condivisione con tutti gli altri istituti formativi partecipanti con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra scuole e tra docenti.

Modalità e termini per la presentazione della domanda

La domanda di concessione e liquidazione del finanziamento compilata su apposito modulo, firmata dal Legale Rappresentante dell’istituto formativo proponente, deve essere presentata al Servizio Istruzione e Formazione del secondo grado, Università e Ricerca entro il 15 settembre 2018. Informazioni più dettagliate sono reperibili all’indirizzo www.vivoscuola.it

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Invalsi 2018: confermata l’eccellenza della scuola trentina

Comunicato 1650 del 05/07/2018

Presentato oggi a Roma il “Rapporto Nazionale”. Ottimi i risultati in inglese

I dati del Rapporto Nazionale sulle prove INVALSI 2018 condotte nei mesi di aprile e maggio scorsi evidenziano l’ottima qualità della scuola trentina e premiano l’impegno degli ultimi anni rispetto alla sfida del Piano Trentino trilingue. In tutte le classi sottoposte alla prova – classi 2^ e 5^ elementare, 3^ media e 2^ superiore – i risultati degli studenti trentini si confermano tra i migliori del Paese sia in Italiano che in matematica, con la novità positiva degli ottimi risultati anche in inglese. In questa disciplina, la scuola trentina consegue risultati di eccellenza, con livelli di competenza in lettura e ascolto in lingua inglese che pongono gli allievi della scuola provinciale al livello delle migliori esperienze europee. Oltre il 90% degli allievi della V elementare raggiunge infatti il livello A1 nelle competenze di lettura (reading). “Questi risultati – sottolinea il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – sono il frutto dell’attenzione e della cura che il nostro territorio ha nei confronti della scuola e del profondo impegno di tutti i suoi operatori. Sono traguardi possibili perché i nostri dirigenti e docenti sono all’altezza del compito affidato e perché le nostre comunità e famiglie credono fermamente nel valore della scuola e dell’istruzione. A tutti loro va quindi il nostro grazie. Questi risultati premiano anche l’ingente sforzo fatto negli ultimi anni sul trilinguismo. Il sistema trentino, infatti, si è trovato pronto di fronte alla sfida delle competenze linguistiche mantenendo nel contempo inalterati gli elevati standard qualitativi nelle altre discipline ed i buoni livelli di equità e inclusione.” Presentazione oggi a Roma dei risultati delle rilevazioni INVALSI condotte nella primavera di quest’anno sugli apprendimenti in italiano, matematica e, per la prima volta, anche di inglese per la quinta elementare e la terza media. La scuola trentina, ancora una volta, si posiziona ai primi posti a livello nazionale sia in termini di partecipazione alle prove che nei risultati. Come negli anni scorsi, i risultati della scuola della Provincia di Trento si confermano tra i migliori del Paese in tutti gli ambiti, ma non mancano alcune novità positive: ottimi infatti i risultati in Inglese. In questa disciplina la scuola trentina si posiziona tra le regioni con i risultati più alti del Paese, conseguendo risultati di vera eccellenza. Poiché le prove proposte da INVALSI sono il frutto di una collaborazione internazionale, i risultati così buoni degli allievi trentini acquisiscono un ulteriore valore, ossia testimoniano livelli di competenza (lettura e ascolto) in lingua inglese che pongono gli allievi della scuola di Trento al livello delle migliori esperienze europee. Oltre il 90% degli allievi della 5^ elementare raggiunge il livello A1 nelle competenze di lettura (reading). Inoltre, Trento, insieme a Bolzano, è l’unica area del Paese in cui oltre il 90% degli alunni della 5^ elementare raggiunge il livello A1 nelle competenze di ascolto (listening). Anche al termine del primo ciclo d’istruzione gli allievi trentini raggiungono ottimi risultati in Inglese sia in lettura (reading) sia in ascolto (listening), posizionandosi tra gli studenti migliori d’Italia. A Trento si riscontra una delle percentuali più alte d’Italia di allievi che raggiungono il livello A2 nel listening, di quasi 20 punti percentuali superiore alla media nazionale. Anche nel reading gli allievi trentini che raggiungono il livello A2 superano di quasi 10 punti percentuali il valore nazionale e si collocano tra gli studenti con i risultati migliori. Dai dati emerge una scuola trentina fortemente coesa e in grado di ottenere ottimi risultati, anche nella scuola superiore, dove tipicamente le difficoltà di alcune categorie di allievi aumentano. Il Trentino è inoltre anche tra le realtà scolastiche più inclusive del Paese. In Provincia di Trento si osservano infatti tra le percentuali più basse d’Italia di allievi con livelli di competenza non in linea con i traguardi delle Indicazioni nazionali/provinciali. Infine, ma non da ultimo, la scuola trentina si distingue in termini di efficacia ed equità, posizionandosi tra i contesti territoriali in cui la scuola è maggiormente efficiente e maggiormente equa, ossia in grado di garantire a tutti e a ciascuno uguali opportunità di apprendimento.

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