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Al via una progetto di ricerca sulle competenze non cognitive negli studenti trentini

Comunicato 800 del 19/04/2018

Il presidente Rossi: “Stiamo pensando alla scuola del futuro”

“Stiamo pensando alla scuola del futuro e per questo abbiamo bisogno di approfondire le nostre analisi e avviare una riflessione utile per indirizzare le attività e migliorare quanto già stiamo facendo, con ottimi risultati”. Così il presidente della Provincia e assessore all’istruzione, Ugo Rossi, che è intervenuto oggi pomeriggio al seminario di apertura del progetto triennale “Lo sviluppo delle competenze non cognitive negli studenti Trentini” che il Dipartimento della Conoscenza ha attivato in collaborazione con il Comitato Provinciale di Valutazione e IPRASE, sotto la direzione scientifica del professor Giorgio Vittadini dell’Università Milano Bicocca. “Partiamo dalla realtà per portare dentro la nostra scuola contenuti positivi – ha detto ancora Rossi – che ci permettano di preparare i futuri cittadini ad affrontare le sfide della vita e del mondo del lavoro”. “La scuola trentina è una scuola di eccellenza – ha detto il professor Vittadini presentando il progetto – con un livello qualitativo superiore alla media di gran parte dell’OCSE. C’è una struttura e un’organizzazione che funzionano, per questo – ha aggiunto – siamo nel posto giusto per avviare una ricerca di questo tipo, che mai è stata realizzata in Italia. La scuola non può essere più quella di prima – ha detto Vittadini – non basta trasmettere ai giovani delle nozioni, ma accorre aiutarli a formare una sensibilità critica, che permetta loro di affrontare la vita lavorativa e adulta in generale”. Negli ultimi decenni si è sviluppato un dibattito interdisciplinare sulla possibilità di considerare altre tipologie di caratteristiche individuali, oltre alle tradizionali di natura “accademica” e cognitiva, per spiegare il successo formativo e, più in generale, l’acquisizione dello status di cittadino adulto, responsabile e attivo partecipante nella vita quotidiana. Attualmente, soprattutto nel contesto statunitense, l’interesse è rivolto alle cosiddette “non-cognitive skills” Ad oggi, non esiste una definizione univoca di tali competenze, ma in genere gli ambiti a cui si fa riferimento, nella sfera individuale, sono quelli emotivi, psico-sociali e legati alle caratteristiche di personalità. Nel dibattito attuale tali competenze vengono considerate strategiche, in un’ottica evolutiva, per i percorsi di carriera successivi e per un’adeguata esperienza di vita, come si è detto, come cittadino “completo”. Il progetto intende rispondere alle seguenti domande per il contesto trentino: cosa sono le competenze non cognitive e quali sono le loro peculiarità rispetto a tipologie simili? Come possono essere “formate” durante l’esperienza scolastica? Come possono essere valutate e certificate per contribuire allo sviluppo complessivo dei nostri studenti? Ma soprattutto, la loro valorizzazione come si inserisce all’interno dello sviluppo delle politiche scolastiche locali per il futuro? Il progetto, prevede una ricerca quantitativa per la misura delle competenze cognitive nella transizione tra il primo e secondo ciclo, una ricerca-intervento per sviluppare, insieme alle scuole, attività didattiche per lo sviluppo consapevole delle competenze non cognitive e strumenti e metodi per la loro certificazione, e un progetto pilota per studiare le basi neurali tali competenze.

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Nuove opportunità all’estero ampliano l’offerta di tirocini per gli studenti trentini

Comunicato 779 del 17/04/2018

Si è concluso con successo il sopralluogo di una delegazione di dirigenti scolastici degli istituti tecnici della provincia in Svezia e Irlanda

Si è concluso con soddisfazione generale il viaggio (3-7 aprile), compiuto da una delegazione trentina composta da 20 dirigenti e docenti degli istituti tecnici, finalizzato alla definizione di accordi per sistematizzare l’ospitalità di studenti trentini in aziende e agenzie di Svezia e Irlanda. La delegazione ha incontrato rappresentanti di aziende, ricercatori in diversi ambiti e responsabili di agenzie che gestiscono la sistemazione degli studenti nelle città, Lund in Svezia e Cork in Irlanda. Le collaborazioni saranno attive già dal prossimo autunno. L’alternanza scuola-lavoro è ormai entrata a far parte del curricolo degli studenti che frequentano il triennio degli istituti tecnici e dei licei e dell’alta formazione. La normativa, nazionale e provinciale, prevede che l’alternanza possa essere svolta anche all’estero. In tal modo, lo studente può sviluppare competenze di tipo trasversale in contesti diversi dal proprio, sviluppando la capacità di leggere e interpretare codici e valori di altre culture. Per favorire queste opportunità, il Dipartimento della Conoscenza, ha intrapreso nei mesi scorsi numerosi contatti con realtà straniere per offrire agli studenti della provincia di Trento occasioni di tirocinio in Paesi europei. Dopo una prima selezione dei contatti, il Dipartimento, ha organizzato un viaggio studio con una delegazione di dirigenti scolastici degli istituti tecnici della provincia per definire i dettagli operativi, in merito alla possibilità da parte degli studenti di svolgere i tirocini in Svezia e Irlanda. Le due realtà estere visitate hanno permesso di verificare, in un confronto diretto sul campo, le opportunità offerte da una esperienza strutturata e svolta all’estero, non solo in aziende, ma anche in laboratori che sviluppano ricerca in settori trainanti, come la meccatronica, le biotecnologie o internet degli oggetti. L’esperienza fatta in questa settimana dalla delegazione è servita a stabilire utili contatti per potenziare la possibilità e per diversificare le mete di soggiorno degli studenti all’estero, per un periodo di cinque settimane. Nel contempo sono già stati pubblicati dei bandi e altri sono in procinto di esserlo, per sostenere finanziariamente le scuole in questa decisiva scelta culturale e formativa. In autunno, il Dipartimento della Conoscenza, organizzerà un secondo viaggio con una delegazione di dirigenti e docenti dei licei. Si completerà così la presentazione di alcune opportunità offerte alle scuole trentine per l’alternanza all’estero.

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Imparare lavorando: il presidente Rossi all’Enaip di Ossana

Comunicato 764 del 16/04/2018

Apprendistato duale e alternanza scuola lavoro al centro della visita del presidente Ugo Rossi, oggi, all’Enaip di Ossana, nell’ambito del ciclo di incontri organizzati dal Dipartimento della Conoscenza, in collaborazione con ASAT – Associazione Albergatori e Imprese Turistiche, e UNAT – Unione Albergatori, rivolti alle scuole alberghiere e agli imprenditori turistici. Quella del Centro di Formazione Professionale di Ossana – che accoglie attualmente circa 170 studenti – è una storia largamente intrecciata allo sviluppo economico e sociale della Valle di Sole: all’incontro, non a caso, hanno partecipato soprattutto gli imprenditori del settori turistico locale, che svolgono un ruolo fondamentale nella formazione dei futuri operatori e tecnici del settore della gastronomia-arte bianca e dell’accoglienza. La sfida ora è quella di intensificare la collaborazione fra mondo della scuola e quello del lavoro, con una duplice finalità: creare occupazione, ma anche opportunità di sviluppo per il Trentino, basate sul fattore forse più importante, specie in ambito turistico, quello umano. “Dobbiamo far sì che domanda e offerta di lavoro si incontrino – ha sottolineato Rossi – . Tutte le statistiche a livello europeo ci mostrano che l’occupazione giovanile è più alta laddove si investe di più nel sistema duale. Anche il Trentino negli ultimi anni ha fatto molti passi in avanti. Ora si tratta di cogliere soprattutto le opportunità dell’apprendistato duale, che consente di accedere ad un titolo di studio valido attraverso un percorso fatto in parte in azienda, che prevede la stipula di un vero e proprio contratto di lavoro. Il sistema offre molti vantaggi anche all’imprenditore che assume e soprattutto consente di formare in loco il personale di cui le aziende avranno bisogno nel prossimo futuro. Si tratta di una sfida anche culturale, che dobbiamo vincere tutti assieme”. Rossi ha ricordato inoltre come la stagione invernale che abbiamo alle spalle sia stata da record: “Ora – ha aggiunto – dobbiamo impegnarci per far sì che lo sia anche quella estiva”. Folto il pubblico intervenuto all’incontro di oggi presso lo “storico” istituto di Ossana. Fra i relatori il presidente di Asat Trentino, Gianni Battaiola, che ha ricordato come l’Enaip di Ossana sia stato fra i primi a sviluppare delle sinergie fra associazioni di rappresentanza del mondo turistico e alberghiero e scuola. L’impegno delle realtà imprenditoriali sul fronte della formazione duale è ovviamente legato alla consapevolezza che non può esserci sistema turistico senza personale che ci lavora. La qualità negli ultimi anni è cresciuta un po’ in tutti i settori, ma deve crescere ulteriormente. L’impegno va dunque nella direzione di formare giovani sempre più preparati, più capaci di trasmettere le autentiche vocazioni del Trentino, ma anche giovani che intendono rimanere qui anziché cercare poi opportunità di impiego all’estero. “Fare un’esperienza fuori dal Trentino può essere utile, ma poi i giovani devono ritornare. Altrimenti formiamo persone che poi vanno a lavorare altrove e contemporaneamente assumiamo personale con pochi legami con il territorio”. Un ragionamento accolto anche da Aurelio Veneri, della sezione Unat della val di Sole, che ha espresso a sua volta parole di apprezzamento per i giovani che, partendo dalle aule scolastiche, si confrontano poi direttamente con il mondo del lavoro, costruendo un percorso che, se ben coltivato, è sicuramente ricco di soddisfazioni. “I corsi che offriamo nel nostro istituto riguardano la gastronomia, l’arte bianca e l’accoglienza e ospitalità – ha detto il direttore Luca Branz -. Quei giovani che hanno ottenuto al termine del terzo anno un attestato di qualifica professionale possono anche proseguire con il quarto anno. Siamo una piccola scuola ma siamo riusciti ad ospitare anche chef e maître di rango nazionale, segno che la nostra realtà stimola e incuriosisce. Gli stage in azienda coinvolgono gli albergatori locali, in una sinergia destinata a dare frutti positivi”. Laura Pedron, del Dipartimento della conoscenza, ha quindi illustrato gli strumenti principali della scuola duale, due essenzialmente: il tirocinio, previsto dall’alternanza scuola-lavoro (obbligatoria per tutta la scuola secondaria di secondo grado e per l’istruzione e formazione professionale), e l’apprendistato formativo (lo studente viene assunto con un contratto dall’azienda e continua anche ad andare a scuola). L’apprendistato sta iniziando a crescere ora: in Trentino vi sono attualmente 44 apprendisti, assunti da quegli imprenditori che hanno accettato di fare da apripista. Il contratto ha durata diversa a seconda delle tipologie di percorso e di diploma scelte dallo studente (si va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 4 anni per il diploma di istruzione secondaria di secondo grado). Per le aziende, oltre al ritorno in termini di formazione di personale che un domani potrà a tutti gli effetti prestare la sua opera dove ha “imparato il mestiere”, i vantaggi di assumere giovani in apprendistato duale sono anche altri: vantaggi retributivi, fiscali e assicurativi, a cui si sommano le agevolazioni previste dalla legge di stabilità nazionale 2018.

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Il presidente Rossi ha dato il via alle gare della RoboCup Junior

Comunicato 708 del 12/04/2018

180 team si sfideranno fino a sabato fra il Polo Espositivo Trento Expo e l’Arcivescovile

“Un’esperienza importante, che vi arricchirà non solo sotto il profilo delle competenze tecniche e scientifiche, ma anche e soprattutto dal punto di vista delle relazioni umane: lavorare assieme, in una squadra, ci aiuta ad affrontare le sfide della vita; per questo non possiamo non ringraziare i nostri docenti che, dentro le scuole, dedicano tempo e passione per preparare e trasmettere ai ragazzi queste capacità”. È stato con queste parole che, poco fa, il presidente della Provincia Ugo Rossi, ha dato il via ufficiale alle gare della RoboCup Junior. Il presidente Rossi ha poi “chiamato” le prime 12 squadre che si affronteranno stamattina nella competizione di robotica valevole per i mondiali in Canada. Il Trentino, fino a sabato mattina, ospita infatti la RoboCup Junior, finale nazionale di robotica organizzata dalla rete del Trentino Alto Adige S.T.A.A.R.R in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento. Fra il Polo Espositivo Trento Expo e l’Aula Magna dell’Arcivescovile 180 team provenienti dalle diverse regioni italiane e un migliaio di studenti, accompagnati dai loro docenti, si sfideranno con i propri robot “intelligenti” nelle categorie Rescue Line, Rescue Maze e OnStage. Forte anche la partecipazione del Trentino, accanto a team provenienti da Abruzzo, Calabria, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, vi sono infatti Galilei, Tambosi, ITT Marconi, ITET G.Floriani, Rosmini (Rovereto), Pozzo, Da Vinci, Degasperi (Borgo Valsugana), IC Trento 3 e 7, IC Rovereto Nord, nonché due istituti altoatesini, l’IISS Galilei e il Liceo Pascoli di Bolzano. Accanto alle gare vi sono anche alcuni eventi di approfondimento, come gli incontri, che si tengono oggi, con ricercatori di Fbk e Università di Trento per parlare di videosorveglianza, interazioni con i computers e satelliti artificiali, nonché un worskshop organizzato dal professor Luca Iocchi dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con il professor Alberto Montresor dell’Università di Trento, che ha l’obiettivo di raccogliere e raccontare le esperienze di università, scuole e aziende nell’ambito della robotica. Venerdì poi un evento di orientamento dedicato a contrastare la disoccupazione giovanile, infine sabato 14 aprile alle 12.30 la premiazione delle squadre vincenti e la cerimonia di chiusura.

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