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Moena e Soraga, cinque milioni per contributi e indennizzi a privati e imprese

Comunicato 1865 del 01/07/2018

La Giunta ha deciso oggi criteri e modalità

Sono cinque i milioni di euro a disposizione per sostenere chi, a Moena e Soraga, ha subito danni a causa del maltempo che il 3 luglio scorso ha colpito duramente la Val di Fassa. Con un provvedimento adottato dalla Giunta provinciale, e proposto di concerto dal presidente Ugo Rossi e dall’assessore alla Protezione civile Tiziano Mellarini, sono stati decisi criteri e modalità per la concessione di contributi e indennizzi e anche i tempi per la presentazione delle domande. “Possiamo proprio dire – ha sottolineato il presidente Ugo Rossi – che il Trentino ha fatto in fretta e bene, sia nella gestione dell’emergenza che in seguito. Nel giro di pochi giorni i paesi colpiti sono tornati ad essere belli e accoglienti come prima, grazie alla consueta generosità e efficienza del nostro sistema di Protezione civile. Già il 6 luglio la Giunta provinciale aveva dichiarato la sussistenza dello stato di calamità, necessaria in vista degli interventi di ripristino e ricostruzione. Ora, dopo una prima valutazione dei danni, si apre la fase degli indennizzi per ristorare chi è stato danneggiato”. I contributi e gli indennizzi, per i cittadini e le attività economiche, determinati con valutazioni di equità, serviranno per sostenere le spese sostenute per il ripristino e la riparazione dei danni arrecati a svariate tipologie di beni e attività, quali i veicoli (autovetture, motocicli, etc,), le abitazioni e loro pertinenze (cantine, accessi, etc.), compresi gli impianti e i lavori di sgombero, gli arredi e le attrezzature principali. Per le attività economiche e di lavoro autonomo oltre ai danni fisici alle strutture, mezzi e attrezzature saranno considerati i danni economici connessi a sospensioni dell’attività superiori ai 7 giorni o riduzioni significative dei ricavi di almeno il 20% con riferimento alle gestioni pregresse o, in caso di nuove attività, al piano finanziario. La presentazione delle domande per l’ottenimento dei contributi e indennizzi previsti, dovrà avvenire entro i seguenti termini: entro 60 giorni a decorrere dal 10 agosto per quanto riguarda i danni ai veicoli; entro 120 giorni a decorrere dal 10 agosto per quanto riguarda le altre tipologie di danno. Le strutture organizzative della Provincia a cui vanno indirizzate le domande sono: il Servizio prevenzione rischi, per quanto attiene le domande sui veicoli e gli immobili adibiti ad abitazione e pertinenze; l’Agenzia provinciale per gli incentivi alle attività economiche (APIAE), per quanto attiene le domande sui danni alle attività economiche e di lavoro autonomo. Le domande potranno essere presentate tramite gli uffici periferici della Provincia o utilizzando il mezzo postale e la posta elettronica. Entro il 9 agosto i dirigenti delle due strutture provinciali predisporranno la modulistica necessaria che sarà disponibile sul sito istituzionale della Provincia. Nel pomeriggio del 3 luglio scorso la val di Fassa è stata interessata da un fenomeno meteorologico di particolare intensità, e considerato raro tenuto conto della serie storica dei dati a disposizione. Grandine e pioggia hanno determinato in particolare un’alluvione lampo in una parte dell’abitato di Moena, lungo il torrente Costalunga, e altri danni nel comune di Soraga. Presso la stazione meteorologica di Pezzè di Moena nell’arco di tre ore, dalle 14 alle 17, è stata rilevata una quantità di pioggia pari a 114 millimetri e nell’arco di quattro ore, dalle 14 alle 18, pari a 134,6 millimetri. La zona più colpita è stata l’abitato di Moena, in prossimità delle rive del rio Costalunga, che è esondato.

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Moena: al via le procedure per il rimborso dei danni causati dal maltempo

Comunicato 1793 del 21/07/2018

Il presidente Rossi assieme all’assessore Mellarini e ai vertici della Protezione civile ha incontrato ieri la comunità

“La comunità di Moena ha dimostrato una straordinaria capacità di reazione, all’indomani della calamità naturale che l’aveva colpita. La Provincia è al suo fianco, con gli strumenti messi a disposizione dalla legge provinciale sulla Protezione civile, che disciplina la materia dei contributi e degli indennizzi a chi ha patito dei danni, secondo una logica che è innanzitutto quella del ripristino delle normali attività danneggiate dall’evento. Le risorse ci sono, fondi di riserva che abbiamo accantonato ci consentono gà ora di valutare che saranno sufficienti a far fronte all’impegno. La settimana prossima adotteremo la delibera definitiva che aprirà la strada alla fase di presentazione delle domande agli uffici provinciali. L’impegno che ci assumiamo però è anche un altro: l’evento di due settimane fa è stato di carattere eccezionale, ma purtroppo l’eccezionalità sembra ricorrere sempre più spesso. Se la prevenzione fatta fino ad oggi ci ha consentito di limitare i danni, dobbiamo insistere su questa strada, completare gli interventi messi in cantiere e se necessario individuarne di nuovi assieme alla Protezione civile, al Servizio prevenzione rischi e ai Bacini montani”. Queste in breve sintesi le parole pronunciate ieri a Moena dal presidente Ugo Rossi, che ha incontrato la comunità assieme all’assessore alla Protezione civile Tiziano Mellarini, ai vertici della Protezione civile provincial – il dirigente generale Stefano De Vigili e il responsabile dell’ufficio Pianificazione lavori Marcello Pilati , al sindaco Edoardo Felicetti e alla procuradora del Comun general de Fascia e senatrice Elena Testor, per testimoniare la vicinanza dell’amministrazione a quanti hanno subito dei danni a causa del recente nubifragio in seguito al quale, come si ricorderà, parte delle strade e degli edifici del paese sono stati sommersi da un’ondata di acqua e fango. L’assessore Mellarini ha illustrato le linee generali della legge, che prevede il rimborso dei danni subiti in proporzione variabile a seconda della tipologia del danno e del bene – mobile o immobile – danneggiato. Il ristorno può riguardare le attività produttive, nei diversi settori dell’economia locale, le abitazioni civili, con una percentuale massima che può arrivare, per la prima casa, anche al 100% e altri beni danneggiati. La Protezione civile ha sottolineato innanzitutto la grande mobilitazione generatasi subito dopo l’alluvione, la quale, fortunatamente, non ha causato vittime. Ora si è aperta la fase della valutazione dei danni e della fissazione di tetti minimi e massimi, a cui seguirà quella della presentazione delle domande alle strutture provinciali competenti e delle verifiche del caso. Verrà costituito, come già in altre analoghe occasioni, un team di lavoro la cui regia spetterà al Dipartimento protezione civile. Prima di ferragosto verrà adottata dalla Giunta provinciale la delibera definitiva. La senatrice Testor ha espresso il suo ringraziamento alla Provincia e alla Protezione civile che ha coordinato gli interventi di soccorso e ha consentito a Moena di superare in tempi brevi lo stato di emergenza, grazie anche ai volontari intervenuti da tutto il Trentino. “La normativa provinciale – ha sottolineato ancora il presidente Rossi – ci consente di avvicinarci molto all’entità reale del bene colpito. La settimana prossima approveremo l’assestamento di bilancio, nel quale sono confluite anche risorse aggiuntive regionali per complessivi 5 milioni, che in parte vogliamo destinare alle case di riposo ma in parte ci consentiranno il ristoro dei danni causati dall’alluvione. Se entro la prossima settimana avrete chiuso la fase della valutazione preliminare saremo già in grado di tarare i criteri con la flessibilità che la legge consente”.

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Nasce “RetePA” lo sportello che dialoga con i cittadini

Comunicato 1786 del 20/07/2018

Rafforzare la rete degli uffici che hanno come missione la funzione di ascolto, di informazione e di relazione con i cittadini per migliorare la qualità dei servizi erogati all’utenza, attraverso una comunicazione integrata, formalizzata e definita. Questo l’obiettivo dello sportello “RetePA” previsto dal protocollo – oggi approvato dalla Giunta provinciale su proposte del presidente Ugo Rossi – tra Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento, Agenzia delle Entrate, Azienda provinciale per i Servizi Sanitari, Questura di Trento, Università degli studi di Trento e Opera universitaria di Trento. Lo sportello andrà a promuovere e perfezionare iniziative di sviluppo della comunicazione coordinata, nonché faciliterà l’accesso ai cittadini ai servizi e alle informazioni in tempi rapidi e con il minor numero di contatti o spostamenti fisici, anche nell’ottica delle nuove relazioni tra amministrazioni “smart” e cittadini digitali, promuovendo così una comunicazione pubblica sempre più completa, chiara, efficace e in tempo reale. La Provincia autonoma di Trento è da sempre sensibile al tema della comunicazione pubblica e consapevole dell’importanza di informare i cittadini in merito alla propria attività amministrativa. Da oltre 25 anni la Provincia ha reso operativi dieci sportelli periferici di assistenza e di informazione al pubblico dislocati nelle valli oltre ad un un Punto informativo dedicato collocato nel capoluogo presso la sede istituzionale della Provincia autonoma di Trento, sotto il coordinamento del Servizio supporto alla Direzione generale e ICT in collaborazione con l’Ufficio Stampa della Provincia. Nel 2017 il punto informativo della Provincia ha registrato oltre 12.000 contatti (dei quali 35% allo sportello e circa 65% telefonici), con una media mensile di circa 1.000 contatti. Tra le aree di maggior interesse per l’utenza l’ambito socio-assistenziale (30% dei contatti), la ricerca di recapiti di uffici, le operazioni di rinnovo e attivazione della tessera sanitaria (5.000 operazioni).

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Un Protocollo per valorizzare Ala

Comunicato 1744 del 16/07/2018

Oggi la firma a Palazzo Taddei fra il presidente della Provincia Ugo Rossi e il sindaco Claudio Soini, presente anche l’assessore Mellarini

Un centro polifunzionale di protezione civile nell’area ex Pasqualini, dove collocare sei funzioni di sicurezza attualmente situate in diversi luoghi del Comune, e interventi di riqualificazione culturale del centro storico che puntano a realizzare una rete museale con al centro i Palazzi Taddei e Pizzini, da destinare rispettivamente a Musei dei tessuti e del pianoforte. È questa la sintesi del Protocollo sottoscritto oggi ad Ala, nella prestigiosa sede di Palazzo Taddei – dove è quasi concluso l’intervento di restauro – fra il presidente della Provincia Ugo Rossi, il sindaco Claudio Soini e l’assessore provinciale alla Protezione civile e cultura, Tiziano Mellarini, presenti anche i rappresentanti della Giunta municipale e delle realtà coinvolte dall’accordo. “Con questa firma vogliamo dire alla comunità che ci sentiamo impegnati ad accelerare e a portare a compimento un lavoro già ben avviato”, ha commentato il presidente Rossi, che ha colto l’occasione da un lato per ringraziare l’assessore Mellarini, in passato sindaco della città di Ala, e dall’altro l’amministrazione alense per la visione e la capacità di riempire di contenuti questo progetto. Il presidente ha anche evidenziato la necessità di inserire i due gioielli, rappresentati dai palazzi oggetto dell’accordo, in un contesto più ampio, che comprenda le realtà vicine come il Castello di Avio e più in generale la Vallagarina, sottolineando la massima disponibilità della Provincia a contribuire alla costruzione di questo percorso. L’assessore Mellarini ha poi menzionato l’iter di acquisizione al patrimonio del Comune dei due edifici storici, Palazzo Pizzini grazie anche al contributo dell’istituto di credito cooperativo, mentre Palazzo Taddei in virtù della legge provinciale sui centri storici, ricordando anche che, per quest’ultimo, vi sono a bilancio circa 300.000 euro per il restauro dei dipinti. “La forza del Trentino è rappresentata dai suoi territori – ha concluso l’assessore provinciale – Ala, dal passato prestigioso, è uno scrigno straordinario che va valorizzato in modo compiuto”. Il sindaco Soini ha quindi ricordato i punti principali del Protocollo di intesa fra il Comune e la Provincia, approvato lo scorso mese di dicembre. “Stiamo lavorando a un progetto culturale per creare una rete museale che comprenda l’intero centro storico con i due palazzi”, ha spiegato il sindaco, da un lato Palazzo Pizzini, che accoglierà una collezione di una quarantina di pianoforti antichi recentemente acquistata dal Comune, dall’altra Palazzo Taddei, ceduto nel 2003 in comodato gratuito alla Provincia proprio per trasformarlo in Museo provinciale del tessuto. Il centro polifunzionale di protezione civile andrà invece nel compendio ex Pasqualini, già acquistato dalla Patrimonio del Trentino spa; qui troveranno spazio diverse funzioni pubbliche e servizi di competenza prevalentemente comunale che oggi risultano collocate in posti diversi e anche in spazi considerati non più adeguati. Tra questi vi sono la caserma dei Vigili del Fuoco volontari di Ala, le sedi del Soccorso Alpino e della Stella d’Oro Bassa Vallagarina, i locali del cantiere comunale, la sede del Corpo di Polizia municipale Ala-Avio, il servizio di custodia forestale Ala–Avio.

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