Posts Taggati ‘sicurezza e protezione civile’

Crollo del ponte a Genova: la Protezione civile del Trentino segue la situazione

Comunicato 1970 del 14/08/2018

Per il momento non è prevista l’attivazione delle colonne mobili delle Regioni

Dopo la tragedia di stamattina, con il crollo del Ponte Morandi sull’autostrada A10, che ha causato diverse vittime, la Protezione civile del Trentino nel suo ruolo di Coordinamento delle protezioni civili regionali, sta seguendo in video conferenza l’evolversi della situazione. Al momento il Dipartimento nazionale della Protezione Civile non ha previsto l’attivazione delle colonne mobili delle Regioni. La Protezione civile del Trentino è comunque pronta ad attivare le colonne mobili in caso di richiesta.

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Nubifragio a Moena e Soraga, decorrono da oggi i termini di presentazione delle domande di contributo e indennizzo

Comunicato 1930 del 10/08/2018

Ci sono 60 giorni per i danni ai veicoli privati e 120 per le altre tipologie di beni

Per quanto riguarda il nubifragio che ha colpito la Val di Fassa il 3 luglio scorso, in particolare i paesi di Moena e Soraga, decorrono da oggi i termini in base ai quali cittadini, imprese e lavoratori autonomi possono presentare domanda di contributo o indennizzo per i danni subiti. Ci sono 60 giorni di tempo per i danni ai veicoli privati e 120 per i danni ad altre tipologie di beni. Il Dipartimento Protezione Civile della Provincia autonoma di Trento ricorda che le strutture di riferimento per la gestione delle domande e per eventuali informazioni sono: il Servizio prevenzione rischi (domande per danni causati a veicoli ed abitazioni) – Via Vannetti, 41 – TRENTO Telefono: 0461.494864 – pec: serv.prevenzionerischi@pec.provincia.tn.it; l’Agenzia provinciale incentivazione attività economiche (APIAE) (domande per danni causati alle attività economiche) – Via Solteri, 38 – TRENTO Telefono :0461-499400 – pec : apiae.contr.prominv@pec.provincia.tn.it. Per la zona della Val di Fassa opera anche l’ufficio periferico della Provincia autonoma di Trento, che si trova a Pozza di Fassa – Strada Prè de Gejia, 2 – Telefono: 0462-763505, al quale ci si può rivolgere per informazioni e per la raccolta delle domande. Sono cinque i milioni di euro a disposizione per sostenere chi, a Moena e Soraga, ha subito danni a causa del maltempo che il 3 luglio scorso ha colpito la Val di Fassa. La Provincia ha inviato ai comuni interessati dalla calamità e a tutti i soggetti che hanno trasmesso delle comunicazioni all’amministrazione provinciale per segnalare danni, una nota informativa per far conoscere i criteri di concessione dei contributi e indennizzi e le modalità di presentazione delle domande. I provvedimenti e la modulistica da utilizzare sono consultabili e scaricabili sul sito del Dipartimento Protezione Civile: http://www.protezionecivile.tn.it/normativa_modulistica/Modulistica_nubifragio_Moena_e_Soraga/ . Nel pomeriggio del 3 luglio scorso la val di Fassa è stata interessata da un fenomeno meteorologico di particolare intensità, e considerato raro. Grandine e pioggia hanno determinato in particolare un’alluvione lampo in una parte dell’abitato di Moena, lungo il torrente Costalunga, e altri danni nel comune di Soraga.

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Punto nascita Cavalese: Rossi e Zeni chiedono al Ministero riapertura da subito

Comunicato 1914 del 07/08/2018

Procedere con la costruzione della sala chirurgica dedicata all’emergenza ostetrica e riattivare in contemporanea l’attività del punto nascita

Le condizioni per la riapertura del punto nascita dell’ospedale di Cavalese ci sono, ora il Ministero si attivi rapidamente in tal senso per garantire un presidio fondamentale per la comunità delle Valli di Fiemme e Fassa. La richiesta del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni al Ministro della salute Giulia Grillo è chiara ed è stata inoltrata formalmente al Ministero. Lo ha annunciato questo pomeriggio il presidente Rossi a margine di una conferenza stampa per la donazione di un ecotomografo da parte della fondazione il Sollievo – Val di Fiemme. La soluzione proposta al Ministro prevede una riapertura in tempi rapidi del punto nascita: procedere con i lavori sul blocco travaglio/parto con la costruzione della sala chirurgica dedicata all’emergenza ostetrica e riattivare in contemporanea l’attività del punto nascita; in attesa della fine dei lavori – il cui iter è stato avviato da tempo e si concluderà nel giugno 2019 -, saranno utilizzate le sale chirurgiche dell’ospedale attraverso un’opportuna programmazione degli interventi e senza pregiudicare l’attività chirurgica. Già avviata la predisposizione per la seconda sala parto, che sarà pronta entro due mesi. La Giunta provinciale ha sempre sostenuto con chiarezza la necessità di salvaguardare i servizi sanitari sul territorio, coniugando la necessità di garantire casistica e qualità dei servizi erogati con le caratteristiche tipiche di un territorio di montagna come il Trentino. Su questa linea si è cercato sempre di salvaguardare fondamentali presidi sul territorio come i punti nascita, nel rispetto ovviamente degli standard relativi alla sicurezza di partorienti e nascituri previsti dalla normativa nazionale. Le richieste – alternative tra loro – di riapertura del punto nascita di Cavalese trasmesse al Ministero sono state approvate dalla Giunta provinciale lo scorso 20 luglio. In sostanza, si chiede al Ministero di riaprire il punto nascita alle stesse condizioni operative (di personale) e strutturali a suo tempo presenti a Cavalese al momento della concessione della deroga nel giugno 2016. Oltre a questo si chiede di poter fruire delle prestazioni mediche specialistiche di ginecologia, anestesia e pediatria con formula in pronta disponibilità anziché in guardia attiva. In subordine, si chiede al Ministero di poter riaprire comunque a prescindere dalla presenza del requisito strutturale della sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto, in quanto superabile temporaneamente attraverso le procedure gestionali dell’evento “parto” e di connessa emergenza indicate in appositi protocolli predisposti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Considerato che le procedure di appalto per i lavori di realizzazione della sala sono già state avviate da tempo, con la previsione di realizzarla entro giugno 2019. Ma ripercorriamo le tappe del punto nascita di Cavalese. Nel 2016 la Provincia di Trento presenta richiesta di deroga al Ministero della salute per mantenere aperti i punti nascita con meno di 500 parti all’anno: Tione, Arco, Cles e Cavalese. La richiesta viene accolta per Cles e Cavalese, ma per quest’ultimo si è dovuto sospendere per la mancanza degli standard minimi di personale prescritti dal Ministero. Nel periodo di sospensione sono comunque rimasti attivi i servizi del percorso nascita territoriale per le gravidanze fisiologiche e l’elisoccorso per le situazioni di emergenza. La Provincia è stata costantemente impegnata per rendere nuovamente operativo il punto nascita. Individuato il personale medico necessario, nel dicembre 2017 l’Apss ha informato il Ministero della possibilità di riprendere l’attività del punto nascita, ma il Ministero (febbraio 2018) se da un lato ha confermato l’idoneità dell’organigramma medico proposto, dall’altro inaspettatamente ha posto un’ulteriore pesante limitazione alla riapertura, ovvero la predisposizione di una seconda sala parto e di una sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto.

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Via libera all’Accordo negoziale per il triennio economico 2016-18 relativo al personale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco

Comunicato 1892 del 03/08/2018

E’ stato sottoscritto il 1° agosto scorso, dalle organizzazioni sindacali e dalla delegazione di parte pubblica, l’Accordo negoziale per il triennio economico 2016/2018 relativo al personale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco della Provincia autonoma di Trento. L’Accordo, che si perfezionerà con il recepimento del suo contenuto da parte della Giunta provinciale e la firma del presidente della Provincia, prevede, in analogia a quanto contenuto nell’accordo per il personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, l’adeguamento, a decorrere dal 1° gennaio 2016, e con riferimento anche a decorrenze successive, dello stipendio e dell’indennità di rischi e l’introduzione di un nuovo istituto, l’”assegno di specificità”. Con la nuova nuova voce stipendiale, corrisposta in ragione del ruolo, del grado di responsabilità e dell’anzianità di servizio maturata, si riconosce la specificità del personale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco, in relazione alla peculiarità dei compiti e degli obblighi previsti attribuitigli da leggi e regolamenti, agli specifici requisiti di efficienza operativi richiesti e ai correlati impieghi in attività particolarmente complesse. L’accordo negoziale prevede, infine, l’erogazione di incrementi una tantum delle indennità connesse alle attività operative per gli anni 2014 e 2015.

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