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In arrivo la stabilizzazione per 678 dipendenti di Comuni, Case di riposo e Provincia

Comunicato 1598 del 28/06/2018

L’accordo oggi fra il governatore Ugo Rossi e le rappresentanze sindacali del comparto delle autonomie locali

Stabilizzazione in arrivo per almeno 678 dipendenti degli enti pubblici provinciali, enti locali e aziende pubbliche di servizi alla persona, assunti per almeno 3 anni con contratto a tempo determinato per ragioni tecnico-organizzative o per sostituzione di personale già in servizio. Una decisione da tempo attesa dai lavoratori ma anche dagli enti – in particolare, oltre alla Provincia, i comuni e le case di riposo – che in questo modo potranno attendere alla loro attività programmatoria con maggiore serenità, per quanto attiene alla gestione delle risorse umane. L’accordo è stato raggiunto oggi dal governatore Ugo Rossi con le sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Fenalt, al termine di un ampio percorso di confronto che ha comportato anche la stima dei fabbisogni reali effettuata di concerto con gli enti interessati. Per coloro che non saranno oggetto della stabilizzazione – il personale assunto con contratto a tempo determinato per ragioni tecnico-organizzative o sostitutorie è pari oggi a 1457 unità – l’intesa con l’Apran è quella di prolungare i contratti in essere. Il Protocollo d’intesa siglato oggi apre la strada all’inserimento di una norma nel disegno di legge sull’assestamento di bilancio 2018, che verrà approvato a fine luglio. La Provincia realizzerà, insieme a Consorzio dei Comuni e Upipa, delle linee guida applicative per tutti gli enti interessati. “E’ una decisione sicuramente positiva – ha sottolineato il presidente Rossi – assunta a fronte del percorso virtuoso fatto negli scorsi anni e dei risparmi realizzati dall’amministrazione che rendono possibile ora questa regolarizzazione. Con il protocollo siglato oggi ci impegniamo da un lato a dare sicurezza a lavoratori che già da tempo lavorano nei servizi dell’amministrazione e alle loro famiglie, e dall’altro ai comuni, alle case di riposo, ai nidi dell’infanzia e agli altri soggetti interessati, che avvertivano il bisogno di regolarizzare, valorizzandole, le professionalità già presenti al loro interno. Tutto ciò nel quadro complessivamente positivo dell’economia provinciale, caratterizzato in particolar modo da una crescita delle entrate”. Il Protocollo prevede inoltre una novità che va nella direzione di potenziare il servizio nelle case di riposo: il parametro finora utilizzato per fissare il fabbisogno del personale scende da 1 operatore ogni 2,3 pazienti a 1 operatore ogni 2,1 pazienti. “In questo modo garantiamo un servizio migliore ai nostri anziani – sottolinea ancora Rossi – e, di nuovo, valorizziamo le professionalità maturate all’interno delle nostre strutture”. Ad essere interessato alla stabilizzazione è il personale assunto a tempo determinato presso il medesimo ente o in enti fra loro omogenei con almeno tre anni di servizio, prestati anche non continuativamente, con almeno un giorno di servizio dopo il 28 agosto 2015. In particolare, parliamo di 338 unità assunte con contratto a termine per ragioni tecnico-organizzative e di altre 340, assunte per almeno 3 anni, per ragioni sostitutorie. A fronte di ciò la Provincia chiede di prevedere la possibilità che il personale stabilizzato possa essere soggetto a mobilità incentivata nell’ambito dei territori per coprire deficit organizzativi legati a personale assente.

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Il presidente Ugo Rossi al personale della Centrale Unica di Emergenza:”Come cittadini vi diciamo grazie”

Comunicato 1464 del 13/06/2018

Oggi il punto su un anno di attività, 218.000 chiamate

“Come cittadini vi diciamo grazie per la professionalità che mettete nel vostro lavoro, che è così prezioso per la nostra comunità e che non va messo in discussione ma va solo apprezzato e lasciato fuori dalle polemiche politiche”: rivolgendosi al personale della Centrale Unica di Emergenza il presidente Ugo Rossi ha voluto sottolineare la gratitudine dei trentini per un servizio di qualità che viene erogato grazie all’impegno dei professionisti che lo assicurano ogni giorno. E’ trascorso poco più di un anno – era il 6 giugno del 2017 – da quando la Centrale Unica di Emergenza di Trento ha iniziato a operare, rispondendo, appunto, a tutte le chiamate di emergenza; e sono numeri importanti quelli che ne riassumono l’attività. La si può contattare anche attraverso una App. Per fare il punto sull’attività di questo importante presidio per la sicurezza dei cittadini, questa mattina il presidente Ugo Rossi, l’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni e l’assessore alla protezione civile Tiziano Mellarini si sono recati nella sede della Centrale, in via Pedrotti 18, a Trento. “Dietro ad ogni servizio o intervento che diamo per scontato quando ne abbiamo bisogno – ha aggiunto il presidente Rossi – c’è un’organizzazione ben rodata ma soprattutto la capacità professionale e l’umanità degli operatori. Dobbiamo essere grati a queste persone per la qualità di quello che ci offrono e, come ci dicono i numeri, per la quantità di lavoro che svolgono”. Per l’assessore Zeni è di particolare importanza il fatto che la Centrale Unica operi la selezione delle chiamate, individuando quelle improprie e quindi indirizzando ai soccorritori soltanto quelle che richiedono realmente un intervento. “Il risultato finale – ha detto – è che il servizio è migliorato”. L’assessore Mellarini ha ricordato il percorso che ha portato all’istituzione del nuovo servizio. “Con gli afflussi di persone generati dal turismo – ha detto – il nostro territorio raggiunge agevolmente e supera i numeri richiesti per l’attivazione di una centrale unica, che generalmente dovrebbe essere attivata con un bacino d’utenza di almeno tre milioni di abitanti”. Oggi sono stati diffusi i principali dati relativi all’attività del primo anno dall’attivazione della Centrale Unica di Emergenza. In un anno la Centrale ha ricevuto poco meno di 218.000 chiamate, con un picco nelle giornate del 25 giugno e del 6 agosto 2017, quando il maltempo aveva colpito il Trentino. Circa 5 secondi è il tempo medio di risposta da parte degli operatori. 52 secondi è invece il tempo medio che hanno impiegato per identificare il chiamante, localizzare l’evento e definire il tipo di soccorso necessario, per poi procedere all’inoltro della chiamata ad una delle centrali di secondo livello: Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Emergenza Sanitaria o Vigili del Fuoco. Tra quelle ricevute nel primo anno di lavoro, oltre 131.000 chiamate sono state inoltrate alle centrali di secondo livello, mentre oltre 86.000 si sono rivelate non essere emergenze o essere relative a situazioni già segnalate. All’incontro, introdotto dal dirigente della Centrale Unica di Emergenza Paolo Simonetti che ha illustrato i dati di attività, hanno partecipato il direttore di “Trentino Emergenza” Oliviero Valoti e il comandante del Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Trento Ivo Erler. Si può contattare la Centrale Unica di Emergenza, come è stato illustrato questa mattina, anche attraverso l’applicazione “Where ARE U”, gratuita, scaricabile da tutte le piattaforme mobili e disponibile in italiano, inglese, tedesco, spagnolo e sloveno. Al momento della chiamata l’applicazione invia automaticamente alla Centrale Unica di Risposta, all’112, i dati di localizzazione e le altre informazioni fornite al momento della registrazione. Consente di fare una chiamata vocale o silenziosa. Visto il contributo che può dare nel migliorare ancora il servizio l’auspicio è che si diffonda il suo utilizzo. Tutte le chiamate fatte componendo una numerazione di emergenza (112, 113, 115, e 118) sono automaticamente dirottate sul Numero Unico Europeo di emergenza 112 (NUE 112) e trovano risposta da parte degli operatori della Centrale Unica di Emergenza. Il servizio NUE 112 è stato attivato in adempimento alle direttive europee e nazionali. Il NUE 112 è stato infatti introdotto nel 1991, con la direttiva 91/396/CEE, per mettere a disposizione dei cittadini un numero di emergenza unico per tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Durante questo primo anno di attività sono state molte le situazioni che hanno messo alla prova la Centrale Unica di Emergenza (NUE112), come gli eventi meteo particolarmente intensi, in particolare il 25 giugno e il 6 agosto 2017 e l’Adunata Nazionale degli Alpini che si è svolta a Trento lo scorso mese di maggio. La nascita di questa realtà è stata occasione per migliorare i rapporti di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nelle operazioni di soccorso. Frutto di questo costante lavoro sono protocolli e procedure operative e di collaborazione. Grande successo ha avuto anche la giornata delle porte aperte alla Centrale Unica di Emergenza, organizzata presso la sede di via Pedrotti 18 a Trento, l’11 febbraio scorso, in occasione della “Giornata del 112”. 250 cittadini hanno approfondito, attraverso le visite guidate alla struttura, il tema dell’emergenza, potendo entrare in Centrale e vedere al lavoro gli operatori.

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Disabilità: il progetto Ausilia prosegue fino al 2019

Comunicato 1381 del 04/06/2018

La Giunta ha stanziato 377mila euro per la fase due del laboratorio territoriale

Proseguirà per tutto il 2019 l’attività di Ausilia-Assisted Unit for Simulating Independent Living Activities, il progetto nato nel 2015 con l’obiettivo di ideare soluzioni personalizzate di supporto alla disabilità motoria e cognitiva, attraverso soluzioni avanzate di domotica. La giunta ha approvato oggi, su proposta del presidente Ugo Rossi, dell’assessora all’università e ricerca Sara Ferrari e dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, la prosecuzione del progetto fino al 31 dicembre 2019 e ha assegnato ulteriori 377mila euro a favore dell’Università degli Studi di Trento, che ha realizzato il progetto in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. “Ausilia è una sfida altamente innovativa, che ha già dato risultati importanti. Questo perché – ha sottolineato l’assessora Sara Ferrari – vede lavorare fianco a fianco, in un’ottica di integrazione e coordinamento, risorse e saperi provenienti dal mondo della ricerca e della sanità”. “Questo rinnovo e l’ulteriore stanziamento economico in favore di Ausilia dimostrano quanto la Provincia creda in questo progetto, – ha aggiunto l’assessore Luca Zeni. Abbattere le barriere negli ambienti pubblici e privati è fondamentale, al fine di garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità”. Ausilia integra un ambiente aperto di ricerca e innovazione con un servizio clinico ospedaliero unendo quindi le competenze mediche e le migliori tecnologie a favore della riabilitazione motoria e cognitiva. Il progetto si basa su un laboratorio – una infrastruttura progettata dai Dipartimenti di Ingegneria dell’Università in collaborazione con medici fisiatri e fisioterapisti – realizzato all’interno dell’Ospedale Villa Rosa, centro riabilitativo di Apss e punto di riferimento provinciale per le disabilità motorie e cognitive. Il laboratorio Ausilia è diviso in due ambienti. Il primo è un laboratorio di analisi e progettazione, uno spazio-palestra in cui vengono testate le diverse soluzioni domotiche proposte, al fine di trovare formule personalizzate e in grado di rispondere alle esigenze abitative del singolo utente. Il secondo è un appartamento, una vera e propria abitazione in cui le persone sperimentano le soluzioni provate in palestra in un ambiente realistico, trascorrendo alcuni momenti di vita quotidiana costantemente monitorati. L’obiettivo finale è fornire ad ogni paziente un protocollo con interventi personalizzati in funzione delle specifiche patologie, da realizzare poi nella propria abitazione, migliorando così la qualità di vita. Con l’avvio di questa seconda fase del progetto Ausilia punta ad evolvere come polo di innovazione sulle fragilità, attraverso la gestione di progetti di ricerca, anche internazionali, e a intensificare i contatti con il tessuto imprenditoriale. Questa fase evolutiva passa anche da una definizione concreta delle modalità di erogazione dei servizi di Ausilia all’esterno, presso privati, Rsa e Case di Cura. Trasferimento di competenze dal laboratorio al territorio che va necessariamente supportato da un’adeguata attività di formazione.

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Vaccini e servizi estivi: fino al completamento delle procedure è garantita la frequenza

Comunicato 1149 del 25/05/2018

Decisione oggi della Giunta provinciale, su indicazione del presidente Ugo Rossi

Fino al completamento del percorso per la verifica delle posizioni vaccinali, in capo all’Azienda provinciale per i servizi sanitari, è assicurata, anche durante l’estate, la frequenza dei servizi educativi e scolastici e dei servizi con finalità integrativa nell’ambito della conciliazione familiare ai bambini di età 0-6 anni; e questo al fine di garantire uniformità di trattamento e continuità con gli adempimenti finora svolti. E’ quanto ha stabilito oggi la Giunta provinciale, su proposta del presidente Ugo Rossi, che ha incaricato l’Azienda sanitaria di completare le procedure in corso entro il 31 agosto 2018. Fino a questa data non sono previsti ulteriori oneri di verifica in capo ai responsabili dei Servizi educativi e scolastici e dei servizi nell’ambito della conciliazione familiare collocati nel periodo estivo.

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