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In arrivo 170 nuovi operatori socio-sanitari

Comunicato 2355 del 05/10/2018

Oggi la Giunta provinciale ha modificato il parametro relativo all’assistenza alla persona nelle Rsa

Oggi la Giunta provinciale ha modificato il parametro relativo all’assistenza alla persona nelle Residenze sanitarie e assistenziali pubbliche e private. Il nuovo parametro passa da 1 operatore socio sanitario ogni 2,3 posti letto a 1 operatore ogni 2,1 posti letto, per un aumento complessivo di circa 170 operatori (rapportati al tempo pieno), pari a un importo annuo di circa 6,18 milioni di euro. Si tratta di un provvedimento importante, che assicura maggiori risorse, in termini di personale, alle Rsa: l’operatore socio sanitario è una figura indispensabile, in grado di accompagnare e aiutare le persone nel benessere quotidiano e nella loro autonomia. La decisione dell’esecutivo dà attuazione all’impegno contenuto nel Protocollo di intesa sottoscritto con le organizzazioni sindacali e a quanto disposto nella Legge provinciale 15/2018 in materia di stabilizzazione del personale OSS delle Aziende pubbliche di servizi alla persona.

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Recepito il “Piano nazionale della cronicità”

Comunicato 2354 del 05/10/2018

Le malattie croniche, strettamente legate all’aumento della popolazione anziana, sono in continua crescita e rappresentano la principale causa di morbilità, disabilità, mortalità nella fascia più anziana della popolazione. Da queste premesse nasce il Piano nazionale della cronicità, che si pone come obiettivo quello di definire un disegno strategico comune per le politiche sanitarie e socio-assistenziali nel settore. Un piano che rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma, in grado di condurre a una gestione integrata del paziente, indispensabile anche perché le persone malate croniche spesso intrecciano diverse patologie, con un’organizzazione delle cure primarie basata su team multidisciplinari e un’integrazione ospedale-territorio e socio-sanitaria. Oggi la Giunta provinciale ha recepito il Piano nazionale e ha dato avvio al processo di completamento delle azioni necessarie per la sua attuazione, prevedendo la costitzuione di un tavolo di lavoro per definire la proposta trentina. Il Piano nazionale della cronicità individua cinque fasi di gestione della persona con malattia cronica: stratificazione e targeting della popolazione; promozione della salute, prevenzione e diagnosi precoce; presa in carico e gestione del paziente; erogazione di interventi personalizzati per la gestione del paziente; valutazione della qualità delle cure erogate. In provincia di Trento l’applicazione del Piano nazionale avverrà secondo un percorso articolato in due fasi, vista la complessità delle tematiche da affrontare e l’ampia articolazione delle diverse condizioni che connotano la condizione di cronicità, unite alla numerosità dei soggetti chiamati a contribuire. Nella prima parte si identificheranno gli obiettivi, le logiche, i criteri, le azioni e gli strumenti per la presa in carico delle situazioni di cronicità, mentre nella seconda fase, che verrà implementata gradualmente, si definiranno specifici percorsi per le patologie croniche a maggiore impatto sui pazienti, sulle famiglie e sul sistema di welfare provinciale. Si prevede quindi: La costituzione di un tavolo di lavoro che, partendo da una complessiva ricognizione dei risultati delle attività già avviate, definisca per ciascuna delle cinque fasi del macroprocesso di gestione della persona con malattia cronica – in coerenza con la programmazione provinciale e con le linee di indirizzo del presente documento – una proposta di azioni, indicatori e risultati attesi, con individuazione di tempi e responsabilità rispetto alla relativa attuazione. Nel tavolo saranno rappresentate tutte le componenti coinvolte sul tema della cronicità, e in particolare: pazienti/cittadini (per il tramite delle associazioni che li rappresentano), professionisti dell’Azienda, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, operatori dei servizi sociali. L’attivazione di un sistema di monitoraggio dell’attuazione a livello provinciale del Piano nazionale della cronicità in linea con le indicazioni operative del Piano stesso. L’attivazione, presso l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, di specifici gruppi di lavoro per la definizione, secondo le tempistiche individuate, dei piani di azione per specifici contesti di patologia in relazione alle cronicità individuate nella seconda parte del PNC attraverso criteri quali la rilevanza epidemiologica, la gravità, l’invalidità, il peso assistenziale ed economico, la difficoltà di diagnosi e di accesso alle cure. Anche nei gruppi di lavoro, coordinati dall’Azienda sanitaria, sarà garantita la rappresentanza delle componenti coinvolte nell’assistenza nelle specifiche condizioni di cronicità. La situazione in provincia di Trento: Attualmente in Trentino l’età media complessiva è pari a 43,6 anni ed appare crescente nel tempo: in base alle proiezioni Istat si stima che nel 2030 la popolazione con età uguale o maggiore a 65 anni sarà il 26% del totale, mentre al 1° gennaio 2017 la popolazione con età uguale o maggiore a 65 anni era di 115.370 soggetti, ovvero il 21,4% dei residenti. In base ai dati Istat, una persona su due è affetta da almeno una malattia cronica. Il 36% dei residenti in provincia di Trento dichiara di avere almeno una patologia cronica e il 17% almeno due.

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Al via lunedì l’anno scolastico per i bambini della scuola dell’infanzia

Comunicato 2047 del 29/08/2018

Le vaccinazioni previste dalla normativa nazionale rimangono obbligatorie

Inizia lunedì prossimo, 3 settembre 2018, l’anno scolastico per le scuole dell’infanzia trentine. I bambini iscritti alle scuole dell’infanzia per l’anno scolastico 2018/2019 sono 14.429: 9.017 frequenteranno le scuole equiparate e 5.412 le scuole provinciali.

I bambini

Sono 14.429 i bambini iscritti alle scuole dell’infanzia per l’anno scolastico 2018/2019. Di questi 9.017 frequenteranno le scuole equiparate e 5.412 le scuole provinciali. Le iscrizioni rispetto lo scorso anno evidenziano una flessione pari al 4%. Decremento che si che si registra anche sul numero complessivo delle preiscrizioni presentate dalle famiglie per l’ingresso anticipato a gennaio 2019 dei bambini nati nei mesi di febbraio e marzo 2016. Sono circa 500 preiscrizioni, il 15% in meno rispetto all’anno scolastico precedente.

Le scuole

Rimane stabile il numero delle scuole, pari a 267, distribuite sull’intero territorio provinciale; 113 sono le scuole provinciali e 154 quelle equiparate.

Le risorse

Il costo del programma annuale delle scuole dell’infanzia provinciali ed equiparate, per l’anno 2018/2019, ammonta a 89,5 milioni di euro.

Obblighi vaccinali

Si ricorda che per accedere alle attività scolastiche i bambini in età compresa tra 0 e 6 anni devono essere conformi agli obblighi vaccinali. Il Dipartimento della conoscenza ha inviato a tutte le scuole una lettera che invita a ricordare ai genitori l’obbligo vaccinale e che permane sempre la possibilità per le famiglie di rivolgersi all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per l’effettuazione delle vaccinazioni previste. Sono circa 500 i bambini non conformi agli obblighi vaccinali iscritti alle scuole materne.

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Disturbi dell’alimentazione: recepite le Linee guida nazionali

Comunicato 2020 del 14/08/2018

In Trentino è già attiva una rete assistenziale il cui riferimento è il “Centro disturbi del comportamento alimentare”

Recepite, oggi dalla Giunta provinciale, le Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione. Secondo i dati 2017 dell’Organizzazione mondiale della sanità i disturbi del comportamento alimentare rappresentano oggi una delle patologie più preoccupanti del mondo occidentale per la loro rapida diffusione, l’interessamento di fasce sempre più ampie di popolazione in termini anagrafici e socio-demografici e il manifestarsi di forme sempre più diversificate e severe. Negli ultimi anni sono aumentati i casi maschili, anche se la maggioranza delle persone colpite dai disturbi dell’alimentazione sono donne, e si è abbassata in modo preoccupante l’età di esordio. In Trentino è già attiva una rete assistenziale per la presa in carico dei pazienti con questi disturbi il cui nodo di riferimento è il “Centro disturbi del comportamento alimentare” dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Le Linee guida nazionali dei disturbi dell’alimentazione puntano a un approccio multidimensionale e interdisciplinare, per gestire in modo integrato gli interventi nutrizionali, coordinati con le terapie mediche e psicologiche. Cinque i livelli di assistenza individuati: medico di Medicina generale o pediatra di libera scelta, terapia ambulatoriale, terapia ambulatoriale intensiva, riabilitazione residenziale e ospedaliera, ricovero ospedaliero ordinario e di emergenza. In ambito provinciale è già attiva una rete assistenziale per la presa in carico dei pazienti con questi disturbi. Nell’ambito del Servizio territoriale dell’Azienda sanitaria, è attivo fin dal 1997 il Centro disturbi del comportamento alimentare, nel quale operano due equipé multidisciplinari, una per l’area pediatrica e una per l’area adulti, che si occupano della presa in carico dei pazienti attraverso la predisposizione di un percorso diagnostico e di un progetto terapeutico. Nei casi indicati le persone accedono alle cure in regime di ricovero ospedaliero presso la Medicina dell’Ospedale Santa Chiara, mentre per l’area infantile sono riservati posti letto presso la Pediatria del Santa Chiara. In caso invece di interventi riabilitativi residenziali a lungo o breve termine, i pazienti sono indirizzati presso una comunità riabilitativa terapeutica, in Trentino la struttura che opera in questo campo è Maso Zancanella. Alla rete assistenziale provinciale per la presa in carico dei pazienti con disturbi del comportamento alimentare si è aggiunta anche la Casa di cura Solatrix che, in virtù della consolidata vocazione nei percorsi di cura dell’area nutrizionale, dispone di un nucleo di posti letto dedicati alla riabilitazione intensiva in regime di ricovero, ordinario e diurno, in grado di soddisfare il fabbisogno provinciale e rivolto anche all’utenza extraprovinciale.

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