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Oltre 16.000 ragazzi fruiscono di servizi estivi. I dati oggi in conferenza stampa

Comunicato 956 del 08/05/2018

La conferenza stampa si è tenuta stamattina presso la Sala Rosa del Palazzo della Regione

Presentati stamani i progetti e le iniziative a supporto delle famiglie durante l’estate, dai servizi di conciliazione vita-lavoro ai contributi per gli Enti che organizzano attività estive per i giovani. I ragazzi nella fascia dai 3 ai 18 anni che fruiscono di servizi estivi (campeggi, colonie, soggiorni e buoni di servizio) sono oltre 16.000. Numeri importanti che denotano il forte bisogno delle famiglie di servizi a supporto del loro menage familiare, in particolare quando entrambi i coniugi lavorano e i figli sono a casa nel lungo periodo di vacanze estive. Opportunità, questa, peraltro, utile e preziosa per accedere a percorsi non solo di stampo ricreativo, ma anche formativo/educativo. Dopo il saluto iniziale del Dirigente dell’Agenzia per la famiglia, Luciano Malfer, ha preso la parola l’Assessore provinciale Carlo Daldoss che ha portato i saluti del Presidente Rossi, assente per impegni istituzionali, e ha dichiarato: “Con il 2018 assistiamo ad un ulteriore ampliamento delle fasce di intervento a favore delle famiglie. La Giunta provinciale ha messo in campo diverse iniziative in particolare sul versante della conciliazione famiglia-lavoro. E’ un tema molto attuale, considerato che padri e madri lavorano e i bambini in estate devono poter accedere ad esperienze educative oltre che ricreative. Abbiamo destinato a bilancio oltre 5 milioni di euro per buoni di servizio, asili nido, tagesmutter e contributi per le organizzazioni che offrono attività estive per i bambini. La Provincia è convinta che investire sulla famiglia sia strategico per il futuro della società. Oggi saranno presentate pertanto quattro iniziative a favore delle famiglie, che invito ufficialmente ad approfittare di queste opportunità. Il Trentino deve fare della coesione sociale, familiare e territoriale uno dei pilastri sui quali innestare tutti gli altri processi di sviluppo sociale ed economico. Le politiche a favore della famiglia e della natalità – ha concluso Daldoss – si vincono in due modi: se si garantisce lavoro alle famiglie e al tempo stesso servizi rivolti al benessere familiare”. Sono stati successivamente illustrati i progetti messi in atto dall’Agenzia per la famiglia, partendo dal nuovo portale Estate family. “www.estatefamily.it raccoglie le iniziative estive rivolte a bambini e ragazzi, organizzate da Organizzazioni pubbliche e private del territorio (es. Comuni, Parrocchie, Associazioni, Società sportive, Musei, Biblioteche, APT, Scuole, Fattorie didattiche, ecc), promosso dalla Provincia autonoma di Trento, attraverso l’Agenzia per la famiglia. Il servizio è partito nel 2007 e siamo alla 12° edizione” – ha esordito Valentina Merlini dello Sportello famiglia. E’ un servizio di conciliazione utile alle famiglie dove entrambi i coniugi lavorano e hanno il problema di gestire le vacanze estive dei figli. In un mese circa si sono registrate già 130 organizzazioni che hanno proposto attività estive diffuse su tutto il territorio trentino. Il progetto è già stato esportato fuori regione ed è stato sviluppato in via sperimentale dal comune di Alghero.” Ha preso poi la parola Michele Michelini del Servizio Europa della Provincia che ha presentato i buoni di servizio per le famiglie. “La misura finanziaria complessiva è pari a 5 milioni all’anno ed interessa 2000 nuclei familiari. I buoni sono erogati da soggetti qualificati ed accreditati per l’accompagnamento e la cura di minori, con personale dedicato, formato appositamente, che propone specifici cammini educativi. I buoni coprono la cura dei minori per tutta la durata dell’anno e offrono servizi, quali i nidi, le tagesmutter, i voucher di conciliazione, baby sitting. La quota di co-partecipazione delle famiglie è pari a circa il 15-20% e i buoni sono riservati ai domiciliati in provincia di Trento. L’Europa ha sempre sostenuto finanziariamente questa intervento, assieme alla Provincia. Il buono di servizio può avere un valore compreso tra 900 e 1.500 euro in base all’ICEF (sotto soglia 0,40) e la fascia di interesse è dai 3 mesi ai 14 anni.” Il terzo progetto è stato presentato da Renza Pecoraro dell’Agenzia per la famiglia che ha parlato del bando per la domanda di contributi, che rimarrà aperto dal 2 al 31 maggio 2018, rivolto a enti senza scopo di lucro che organizzano soggiorni estivi per ragazzi in Provincia di Trento di tipo ricreativo ed educativo (es. soggiorno permanente, colonia diurna e campeggio). “Il contributo per ogni partecipante e per ogni giorno di svolgimento del soggiorno estivo è pari a: euro 4,10 per la colonia diurna; euro 2,70 per il campeggio; euro 6,30 per il soggiorno permanente. Da quest’anno particolare attenzione è stata rivolta ai giovani disabili assegnando agli Enti che organizzeranno attività per loro contributi maggiorati pari a 50, 40 e 60 euro. Il contributo è escluso per i partecipanti che godono dei Buoni di servizio ed è maggiorato per gli Enti in possesso della certificazione “Family in Trentino e/o Family Audit”. Nell’anno 2017 sono state realizzate 423 iniziative svolte da 242 organizzazioni con la partecipazione complessiva di circa 10.000 bambini e ragazzi. La durata media di un soggiorno estivo è di 18 giorni ed il costo a carico del Bilancio provinciale per l’anno 2017 è stato pari ad euro 600.000.” Infine è stata illustrata dal Presidente dell’Apt di Madonna di Campiglio Adriano Alimonta la nuova opportunità per le famiglie titolari dell’EuregioFamilyPass, la tessera che, ricordiamo, può essere richiesta gratuitamente sul sito www.trentinofamiglia.it. Ora le famiglie in possesso di questa tessera potranno acquistare, con uno sconto del 40%, anche la DoloMeetCard che offre tantissimi servizi e opportunità per i nuclei familiari quali ad esempio: uso illimitato degli impianti di risalita, della mobilità nel Parco Adamello Brenta e del bicibus; attività indoor quali: 1 ingresso alle terme Val Rendena, 1 ingresso al palaghiaccio Pinzolo, 3 gite con guide alpine, 2 tour guidati, percorsi wellness, ecc.. “Un risparmio, grazie alla DoloMeetCard– ha dichiarato Alimonta – di quasi 300 euro di servizi gratuiti per le famiglie. La card consiste in un pacchetto promozionale: a fronte dei biglietti paganti di mamma e papà, tutti i figli fino a 12 anni sono gratuiti.” Ed ha proseguito: “Si tratta di una iniziativa nata in coerenza dopo la nostra adesione al Distretto famiglia e l’avvio della certificazione Family Audit per i dipendenti dell’Apt Campiglio. Abbiamo voluto aprire per la prima volta questa oportunità, normalmente legata ai soli turisti, anche alle famiglie residenti. La DoloMeetCard è valida dal 1° giugno al 30 settembre 2018 e stiamo lavorando affinché diventi annuale per ampliare l’offerta alle famiglie in possesso dell’EuregioFamilyPass, augurandoci che altri territori possano seguire questa iniziativa.”

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Rossi: “La famiglia è al centro dell’azione politica in Trentino”

Comunicato 840 del 24/04/2018

Il presidente della Provincia autonoma ha aperto oggi a Fiera di Primiero la 9° Convention Comuni Family Friendly

“Il Trentino investe da oltre 10 anni con continuità nelle politiche di benessere familiare. La famiglia è al centro della nostra azione politica perché la consideriamo il baricentro della società e della cultura della nostra terra. La specificità del Trentino è anche fatta di valori sociali e attenzione verso l’individuo. Non è un caso che il Trentino abbia sviluppato un sistema integrato di interventi diretti a dare sostegno concreto alle famiglie trentine attraverso una rete variegata di attori diffusa su tutto il territorio quali, ad esempio, i Distretti famiglia, le organizzazioni private e gli enti pubblici certificati ‘Family in Trentino’, le associazioni familiari, i Piani giovani”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha aperto oggi la 9° Convention dei Comuni Family Friendly, organizzata dall’Agenzia per la famiglia a Fiera di Primiero, ribadendo la fiducia della comunità trentina in un modello sociale preso a riferimento da altre Regioni italiane e Paesi della Comunità europea. Tra gli interventi realizzati nell’ultimo decennio, Rossi ha ricordato l’assegno unico provinciale, la revisione delle tariffe per i servizi della prima infanzia, le tariffe agevolate nel trasporto pubblico, le misure di conciliazione vita-lavoro grazie alla certificazione Family Audit, l’esenzione del ticket sanitario a partire dal terzo figlio, i contributi alle famiglie numerose, l’Euregio Family Pass che consente di avere accesso ai trasporti o al mondo della cultura a prezzi agevolati. “Il Trentino – ha esordito il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi – è soddisfatto dei risultati ottenuti e delle azioni che hanno generato quel messaggio di fiducia fondamentale per estendere il nostro modello di politiche del benessere della famiglia al resto d’Italia. Il Family Audit ha portato alla certificazione di 213 organizzazioni nazionali e nella nostra provincia contiamo 19 Distretti famiglia. Abbiamo lavorato intensamente ma dobbiamo continuare ad investire nella famiglia per garantire un futuro migliore ai nostri figli e alla nostra società”. Tre i temi, collegati alla famiglia, su cui si è soffermato il presidente: politiche giovanili, lavoro femminile e famiglie numerose. “Le politiche per la famiglia – ha spiegato il presidente Rossi – devono collegarsi alle politiche giovanili. La transizione all’età della maturità da parte dei nostri ragazzi è oggi più complessa. Le ragioni non sono solo generazionali ma anche economiche e sociali. Investire sulla famiglia e sui giovani riduce i costi sociali che dovremmo affrontare se non ci si muove in tempo”. Nel 2017 l’occupazione femminile è cresciuta del 16% in Trentino. “Il risultato è positivo – ha commentato il presidente Rossi – però ora vogliamo incidere sulla qualità di questa crescita, intervenendo sui servizi di conciliazione, per favorire la natalità e tutelare il rientro sul mercato del lavoro delle madri. Una società in cui le donne lavorano è una società che cresce. E’ questa la frontiera che dovremo esplorare nelle prossime stagioni. Più qualità dei servizi di conciliazioni, quali i servizi all’infanzia e le tariffe sugli asili nido, perché solo con misure mirate garantiremo un futuro alle donne e alle madri”. Sulle famiglie numerose, il presidente Rossi ha ipotizzato l’introduzione di aiuti diretti legati ad una previdenza complementare fin dalla nascita dei figli: “E’questa l’idea positiva della famiglia che il Trentino vuole esportare nel resto del Paese”. A margine del convengo, Rossi ha anche accennato alla legge sul benessere familiare che ha portato In Trentino all’introduzione di interventi di sostegno economico dedicati alle famiglie, come l’eliminazione dell’Imis sulla prima casa e dell’addizionale Irpef per soggetti con reddito fino a 20.000 euro, l’agevolazione sull’addizionale per chi ha figli a carico e reddito tra i 20.000 e i 55.000, nonché le agevolazioni tariffarie per i servizi della prima infanzia, gli asili nido pubblici, le tagesmutter e i buoni di servizio. Un’altra misura riguarda l’assegno unico. “Non è un semplice strumento di contrasto alla povertà – ha detto Rossi -, ma costituisce una risposta innovativa e agile ai bisogni espressi dalle persone e dalle famiglie residenti sul nostro territorio. Si tratta di una misura “universalistica”, che consente a tutti i nuclei familiari di raggiungere una condizione economica sufficiente a soddisfare l’insieme dei propri bisogni”. L’assegno unico assorbe all’incirca 75 milioni di euro, risultato della convergenza di tutte le risorse ad oggi dedicate al reddito di garanzia, all’assegno regionale, al nucleo familiare, all’abbattimento delle tariffe degli asili nido e tagesmutter, all’assegno integrativo invalidi. Nel suo intervento, il presidente ha ringraziato l’impegno di tutte le realtà che operano in Trentino a favore della famiglia, a partire dall’Agenzia provinciale. Oltre alle associazioni l’impegno per le famiglie investe anche i Comuni. “Grazie all’impegno e alla dedizione con cui le amministrazioni comunali si sono applicate nel progetto di certificazione ‘Family in Trentino’ – ha aggiunto a questo proposito Rossi -, possiamo oggi affermare con orgoglio che il 90% della popolazione trentina vive in un Comune attento alle necessità e al benessere delle famiglie. In Trentino sono 83 i Comuni certificati ‘Family in Trentino’. Visti i risultati raggiunti, sarà indispensabile ora mantenere questo status d’eccellenza fidelizzando gli enti partner, sostenendo la relazione di reciprocità tra la Provincia e le amministrazioni comunali, consci che, senza un efficace e aggiornato lavoro di “rete” non nascono valide iniziative a favore del benessere dei nuclei familiari. La comunità tutta è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità e a tenere vivo questo fertile humus che tanto ha arricchito il nostro territorio, in primis da un punto di vista culturale, attribuendo alle politiche familiari un carattere di trasversalità, visto che in ogni azione governativa si annovera una ricaduta diretta o indiretta nella dimensione familiare”.

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Il 90 per cento della popolazione trentina vive in Comuni “Amici della famiglia”

Comunicato 838 del 24/04/2018

Il dato arriva dalla 9° Convention in corso di svolgimento oggi a Fiera di Primiero che attesta il successo dell’Agenzia provinciale

In Trentino la famiglia è un patrimonio diffuso della comunità e il 90 per cento della popolazione, per un totale di circa 375 mila persone, vive in Comuni “Amici della famiglia”. Su 176 amministrazioni locali ben 143 hanno intrapreso il percorso di certificazione per l’acquisizione del marchio “Family in Trentino” o l’adesione al Distretto Famiglia. Il dato arriva dalla 9° Convention dei Comuni family friendly, organizzata dalla Agenzia della Famiglia della Provincia autonoma di Trento e in corso di svolgimento oggi a Fiera di Primiero. Il marchio attesta l’impegno delle amministrazioni a favore del nucleo familiare e riassunto nel Piano famiglia che il Comune redige annualmente e che contiene l’elenco delle azioni virtuose. Per diventare “amica della famiglia” l’amministrazione comunale deve impegnarsi a promuovere pratiche concrete, quali – ad esempio – politiche tariffarie e interventi economici per le famiglie (scontistica su abbonamenti a spettacoli, scuole musicali, piscine, impianti sciistici e colonie estive), realizzazione di percorsi e sentieri a misura di famiglia, baby little home, ricettività in chiave “family” con orari e pacchetti menu per famiglie, serate informative su tematiche attuali quali cyber bullismo, gioco d’azzardo, violenza alle donne, manutenzione e restyling di parchi giochi comunali, oltre a servizi domiciliari a supporto delle mamme. Ogni anno in Trentino sono messe in campo circa 2 mila iniziative locali, che vedono anche coinvolte 713 associazioni. Il modello Family in Trentino è diventato il rifermento nazionale e la nostra Provincia vanta alcune tra le migliore best practice a livello europeo. In Trentino il percorso di certificazione dei Comuni “Amici della famiglia” è stato avviato nel corso del 2007. Il primo disciplinare contenente i requisiti da ottemperare per ottenere la certificazione “Family in Trentino” è infatti stato adottato dalla Giunta provinciale nel 2006. Il processo di adesione alla certificazione è volontario e i requisiti sono stati definiti dalla Provincia Autonoma di Trento, di intesa con il Consorzio dei Comuni e il Forum delle Associazioni familiari del Trentino.

I requisiti del marchio

Il “Comune Amico della famiglia” deve rispondere a specifici requisiti, alcuni obbligatori ed altri facoltativi, in specifiche ambiti di attività: programmazione e verifica; tariffe; servizi alle famiglie; ambiente e qualità della vita; e comunicazione. In particolare, il requisito obbligatorio del disciplinare per l’assegnazione ai Comuni del marchio “Family in Trentino” prevede che la giunta comunale adotti un piano comunale a favore delle politiche familiari contenente le azioni che l’amministrazione intende attivare nel corso dell’anno di riferimento.

Adesioni in costante crescita

Ad oggi, i Comuni in possesso del marchio “Family in Trentino” sono complessivamente 83, contro i 67 certificati a fine 2015. In Trentino l’81% dei Comuni, ovvero 143 su 176, hanno intrapreso il percorso della certificazione familiare tramite l’acquisizione del marchio “Family in Trentino” o l’adesione a un Distretto Famiglia. Come detto, il “Comune Amico della famiglia” deve approvare annualmente il Piano Famiglia. Nel 2017 sono stati presentati 72 Piani comunali per un totale di circa 2000 azioni. A fine anno il sindaco o l’assessore delegato è tenuto a rendicontare – in forma percentuale – circa la realizzazione delle azioni contenute nel Piano Famiglia dell’anno precedente. Da una media di tutte e 72 le auto valutazioni pervenute ad Agenzia, emerge che i Comuni dichiarano di aver svolto circa l’85% delle azioni inserite nel loro Piano.

Il 90% della popolazione

Altro dato importante è quello riferito alla popolazione che vive nei Comuni che hanno conseguito la certificazione di “Comune Amico della famiglia”. La popolazione totale della Provincia Autonoma di Trento ammonta complessivamente a 538.604 abitanti, distribuiti nei 176 Comuni del Trentino. A oggi quasi il 90% della popolazione trentina vive in un Comune sensibile ai temi del benessere familiare ed, in particolare, il 69,7% della popolazione vive in un “Comune Amico della famiglia”. Un’altra fetta (19,8%) della popolazione abita in un comune che ha manifestato l’impegno a diventarlo. Altro dato di particolare interesse è la popolazione residente nei Comuni con marchio “Family in Trentino” (83) che ammonta a 375.313 abitanti.

Comuni e Comunità a misura di Famiglia

Interessante è il rapporto tra Comunità e Comuni certificati “Family in Trentino”. Al 30 aprile 2017, il 100% dei Comuni delle Comunità Valle di Fiemme, Primiero, Valsugana e Tesino, Alta Valsugana e Bersntol, Val di Cembra, Altipiani Cimbri, Val di Sole, Paganella e Valle dei Laghi avevano aderito ai percorsi di qualità familiare. Di queste, la Comunità della Valle dei Laghi e la Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri hanno il 100% dei Comuni già certificati come “Comuni Amici della famiglia”, mentre nella Comunità Valsugana e Tesino c’è il maggior numero di comuni con marchio “Family in Trentino” (15), seguita dalla Comunità delle Giudicarie (12), dalla Comunità della Valle di Non (11) e della Valle di Sole (11).

17 Distretti con 713 associazioni

Al 31 dicembre 2017 in Trentino sono stati attivati 17 Distretti Famiglia territoriali, all’interno dei quali hanno aderito complessivamente circa 713 Organizzazioni. I Comuni che si sono orientati verso la certificazione familiare non aderendo ai Distretti Famiglia – in quanto nei loro ambiti territoriali non è ancora stato istituito – sono 5 e precisamente: Brentonico, Canazei, Rovereto, Tione di Trento e Garniga Terme. Rispetto al totale delle 713 organizzazioni aderenti ai Distretti Famiglia, la quota più importante è rappresentata dai Comuni (19,2%). In particolare, deei 138 Comuni aderenti ai Distretti Famiglia, ben 78 sono anche “Comuni Amici della famiglia”. Le restanti 60 amministrazioni si sono impegnate ad acquisire la certificazione familiare.

La certificazione “Family Audit”

In questi anni 13 Comuni trentini hanno avviato il percorso di certificazione “Family Audit” e di questi ben 11 mantengono la certificazione. Tre sono i Comuni che hanno completato il processo di certificazione, ricevendo il certificato “Family Audit Executive”: Mezzocorona; Rovereto per il Servizio personale e istruzione e per il Servizio attività sociali; Riva del Garda per gli Uffici amministrativi, biblioteca e museo. Altri 8 Comuni hanno raggiunto il primo step acquisendo il certificato Family Audit, aderendo alla seconda sperimentazione nazionale e impegnandosi nella realizzazione del piano aziendale. I Comuni coinvolti sono i seguenti: Comune di Arco, Comune di Volano, Comune di Pellizzano, Comune di Peio, Comune di Vermiglio, Comune di Ossana, Comune di Pergine Valsugana e Comune di Lavis. Da evidenziare che i Comuni di Pellizzano, Peio, Vermiglio, Ossana – coinvolti nella gestione associata delle funzioni comunali fondamentali -, hanno attivato un percorso di certificazione interaziendale. Inoltre i Comuni di Arco, Lavis, Mezzocorona, Ossana, Pellizzano, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Rovereto, Vermiglio hanno conseguito la doppia certificazione ovvero di “Comune Amico della famiglia” e di Comune certificato “Family Audit”. Quest’anno 4 sono le Comunità di Valle certificate “Family Audit”. La Comunità della Valle di Sole prosegue nell’iter di certificazione per il terzo anno, mentre la Comunità delle Giudicarie ha rinnovato la certificazione aderendo al processo di mantenimento. La Comunità territoriale della Valle di Fiemme è in certificazione dal 2015, dopo aver aderito alla seconda sperimentazione nazionale. La quarta Comunità è quella della Valle di Non che si trova nel secondo ciclo del processo di Consolidamento.

Le agevolazioni pubbliche

Le domande per l’assegnazione dei contributi a favore dei Comuni certificati “Family in Trentino” sono state nel corso del 2017 complessivamente 68. Ad oggi sono state liquidate somme a 29 Comuni certificati per un importo complessivo pari a circa euro 35 mila euro. Anche per l’anno 2018 sono state previste ulteriori risorse finanziarie così da consentire ai comuni di rinnovare la domanda di contributo.

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L’Europa aiuta 24.124 volte i trentini

Comunicato 793 del 18/04/2018

Il bilancio dei Programmi FSE e FESR 2017. Tra le iniziative finanziate il laboratorio di prototipazione meccatronica ProM Facility

Nel 2017 l’Europa ha continuato ad aiutare le famiglie trentine supportando i servizi educativi e culturali, promuovendo istruzione e mobilità internazionale. Il 2017 è stato l’anno di nascita per la ProM facility di Rovereto, avanguardia meccatronica europea, e sono stati pubblicati 6 avvisi per il sostegno alla competitività delle imprese. Se ne è parlato alla consueta riunione annuale del Comitato di sorveglianza dei Programmi operativi Fse (Fondo sociale europeo) e Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale). Lo scorso anno si è chiuso il quarto dei sette anni di programmazione: finora sono stati impegnati 47,8 milioni di Euro per il Fse (43,53% di quanto previsto per il periodo 2014-2020) e 29,2 milioni di Euro per il Fesr (26,89% delle risorse settennali). Oltre 24mila i trentini che ne hanno beneficiato. Il Comitato, presieduto da Fabio Scalet, dirigente generale del Dipartimento Affari istituzionali e legislativi e partecipato dai rappresentanti della Comunità europea e dello Stato, ha preso atto dello stato di avanzamento dei Programmi e delle previsioni di spesa per il 2018. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, Maurizio Corradetti e Silvia Rescia della Commissione Europea, oltre a rappresentanti dei Ministeri nazionali e delle parti economico-sociali trentine.

Fondo sociale europeo

Nei primi 4 anni della programmazione hanno beneficiato dei fondi Fse ben 24mila 124 trentini (per l’81,9% donne): 67,3% occupati, 21,5% disoccupati, 11,3% inattivi. Sull’asse 1 – Occupazione, il Comitato di sorveglianza ha previsto una modifica, mettendo a disposizione 2 milioni di Euro in più per maggiori investimenti a favore delle politiche attive del lavoro e della conciliazione casa-lavoro. Nel 2017 sono state finanziate 221 attività per rafforzare le competenze chiave di persone disoccupate o sospese (per complessivi 2milioni 583mila euro), mentre le famiglie trentine hanno beneficiato di complessivi 2milioni 264mila euro per i buoni di servizio per servizi educativi, culturali, sportivi, asili nido ed asili estivi. Nell’asse 2 tre azioni nel 2017: inclusione lavorativa degli assistenti familiari (26mila euro), sostegno dell’innovazione sociale ed inclusione in contesti lavorativi (190mila euro), buoni di servizio per famiglie a basso reddito (1milione 762mila euro). Nell’asse 3, “Istruzione e formazione”, sono state riviste alcune priorità, con una riduzione di 2milioni di euro a favore dell’asse 1. Cento iniziative finanziate, tra le quali la mobilità estiva degli studenti (2milioni di euro), la formazione in inglese e tedesco per gli insegnanti (1,1 milioni di euro), il contrasto alla dispersione scolastica (1milione di euro), la mobilità estiva degli insegnanti (500mila euro), lo sviluppo della didattica Clil a scuola (490mila 500 euro), la quarta superiore in Europa per gli studenti (260mila euro), i tirocini internazionali per studenti (234mila euro). Infine 440mila euro per le attività dell’asse 4 (capacità istituzionale e amministrativa) e 5 (assistenza tecnica).

Fondo europeo di sviluppo regionale

A fine 2017 i beneficiari di fondi Fesr avevano dichiarato 4milioni 315mila euro di spesa ammissibile (3,97% delle risorse programmate), dato in crescita rispetto agli 1,2milioni del 2016. Il 2017 ha portato anche alla realizzazione del laboratorio di prototipazione meccatronica ProM Facility, macchinari ed attrezzature (3milioni 865mila euro la spesa) ad alto contenuto tecnologico (https://youtu.be/UJKwdxBdA9I) al Polo della meccatronica di via Zeni a Rovereto. Lo scorso anno sono stati pubblicati tre avvisi di selezione nelle aree dell’asse 1, specializzazioni intelligenti (agrifood, qualità della vita, meccatronica, energia ed ambiente): sostegno per acquisto di servizi di consulenza per l’innovazione aziendale (2milioni di euro, 139 proposte pervenute), sostegno alle infrastrutture di ricerca (8 milioni di euro, 4 proposte), promozione ricerca e sviluppo (4,4milioni di euro). L’asse 2 si occupa della crescita della competitività delle imprese trentine: nel 2017 sono stati selezionati 91 progetti (2,3 milioni di euro) di nuove attività imprenditoriali giovanili e femminili. I due avvisi si sono occupati di sostegno alla nascita di nuove imprese in settori tecnologicamente avanzati (2,9milioni di euro, 134 proposte) e sostegno agli investimenti in macchinari e impianti (5,1milioni di euro, 75 proposte). Nell’asse 3, infine, pubblicato l’avviso per la promozione di efficienza energetica e uso di energia rinnovabile nelle imprese: 312 le proposte progettuali presentate con uno stanziamento di 8 milioni di euro. Si parlerà dei progetti finanziati dall’Europa in Trentino anche al Festival Siamo Europa (www.siamoeuropa.provincia.tn.it), a Trento dal 25 al 27 maggio.

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