Posts Taggati ‘patto di stabilità’

Casse pubbliche. Rossi:”Nessun problema di liquidità per la Provincia”

Comunicato 1494 del 08/07/2016

“La Provincia non ha alcun problema di liquidità. Sul conto in Banca d’Italia ad oggi c’è una disponibilità di cassa pari a un miliardo di euro e quindi non c’è alcuna necessità di ricorrere ad anticipazioni da parte del tesoriere. Le letture dei dati offerte al pubblico sono fuorvianti e contengono imprecisioni che meritano una risposta puntuale”. Lo evidenzia il governatore del Trentino, Ugo Rossi, in risposta alle notizie, riportate dalla stampa in questi giorni, sulla situazione dei conti provinciali. A seguito dei vincoli imposti dal patto di stabilità per l’anno 2016 la Provincia, esclusivamente per le spese in conto capitale, dovrà procedere ad una verifica puntuale delle priorità e ad una ridefinizione dei budget per gestire al meglio il flusso dei pagamenti nell’ultimo trimestre del 2016; pagamenti che potranno comunque essere fatti nei primi giorni dell’anno prossimo. In sintesi ecco la situazione:

1. Liquidità. La Provincia non ha alcun problema di liquidità: sul conto in Banca d’Italia ad oggi c’è una disponibilità di cassa pari a 1 miliardo di euro (quindi non ha alcuna necessità di ricorrere ad anticipazioni di cassa da parte del tesoriere).

2. Bilancio. La situazione finanziaria della Provincia non presenta nessun buco di bilancio. Il bilancio è in perfetto equilibrio tra entrate e uscite. La Provincia, per gli anni 2016 e 2017, è assoggettata sia al rispetto degli equilibri di bilancio sia dei vincoli del Patto di stabilità: tanto il bilancio 2016 quanto l’assestamento, che il Consiglio sta esaminando, assicurano il pieno rispetto di tali condizioni.

3. Pagamenti. Al 30 giugno 2016 la Provincia ha rispettato appieno, come sempre avvenuto negli anni precedenti, l’indicatore di tempestività dei pagamenti. Anzi, in media questi avvengono con quasi 5 giorni di anticipo rispetto al termine ordinario di 30 giorni.

4. Spese correnti. Nessun problema ad assicurare per tutto l’anno 2016 la consueta tempestività dei pagamenti delle spese correnti (di funzionamento quali: personale, acquisto di beni e servizi, ecc.) sia della Provincia che degli enti e agenzie.

5. Enti strumentali e agenzie. Gli enti strumentali e le agenzie per i pagamenti in conto capitale non presentano particolari criticità in quanto possono ricorrere ad autonome anticipazioni di cassa già accordate dai rispettivi Tesorieri. Il problema del Centro S. Chiara, apparso sulla stampa di oggi, potrà essere risolto nel seguente modo: la Provincia paga al Centro S. Chiara tutta la spesa corrente pari a 2, 3 milioni di euro; per la spesa in conto capitale, il Centro ricorre, se necessario a un fido bancario, nei limiti dei pagamenti che deve effettivamente disporre (nel 2015 la Provincia ha pagato al Centro 2,3 milioni di euro e lo stesso ha chiuso l’anno con un avanzo di cassa di oltre 300 mila euro).

6. Patto di stabilità. A seguito dei vincoli imposti dal patto di stabilità per l’anno 2016 la Provincia, esclusivamente per le spese in conto capitale, dovrà procedere ad una verifica puntuale delle priorità e ad una ridefinizione dei budget al fine di ridurre l’impatto negativo sul sistema economico derivante dall’eventuale rallentamento dei pagamenti nell’ultimo trimestre del 2016. Tali pagamenti potranno comunque essere già disposti nei primi giorni di gennaio 2017.

“Proprio alla luce di questa situazione – conclude Rossi – faccio appello al senso di responsabilità di tutti, anche di chi, diffondendo le informazioni, può, pur rappresentando i dati per quello che sono, aiutarci a infondere fiducia, nella certezza che il Trentino ha i fondamentali in regola per affrontare questo momento complesso e guardare al futuro con ottimismo”.

Link al Comunicato PAT

Via libera dalla Giunta al Rendiconto generale 2015

Comunicato 1454 del 01/07/2016

Come previsto dalla normativa sull’armonizzazione la Giunta, su proposta del governatore Ugo Rossi, ha approvato il disegno di legge riguardante il Rendiconto generale della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 2015. Nel corso della seduta sono state anche approvate due decisioni, di carattere tecnico-amministrativo, riguardanti rispettivamente l’utilizzo di risorse erogate dalla Regione autonoma Trentino Alto Adige alla Provincia, e utilizzate da quest’ultima per favorire l’accesso al credito delle imprese o per finanziare progetti di sviluppo del territorio posti in essere da Trentino Sviluppo, ed il riaccertamento straordinario dei residui. Riguardo al primo punto, la delibera assunta oggi dalla Provincia ha provveduto a modificare il programma di utilizzo delle risorse regionali, destinando queste ultime a investimenti diretti per l’infrastrutturazione del Trentino (come viabilità, piste ciclabili, scuole, ospedali). Le operazioni che dovevano essere inizialmente interessate dall’utilizzo dei fondi regionali saranno invece coperte da risorse provinciali. Per quanto riguarda il riaccertamento straordinario dei residui, sul saldo incide in particolare l’operazione di estinzione anticipata dei mutui dei comuni e di alcune società (Patrimonio del Trentino e Itea spa), per un totale di circa 360 milioni di euro. Essa risulta consentita sia dalla normativa nazionale, il Patto di stabilità, sia dal Patto di garanzia siglato dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano con lo Stato italiano, ripreso dalla legge Finanziaria all’articolo 22. Il Patto di garanzia avvalla infatti l’uso di strumenti per la riduzione del debito del settore pubblico, in coerenza con gli obiettivi europei. L’estinzione anticipata dei debiti di comuni e società in questione consentirà un risparmio stimato in 10 milioni di euro. Tecnicamente, tale operazione ha comportato un’anticipazione, da parte della Provincia, ai soggetti interessati, di risorse che verranno restituite ratealmente in periodi variabili fra i 10 e i 20 anni. La Provincia, per ragioni contabili, aveva inserito questi rientri rateizzati in un’unica annata, quella 2015. Con il provvedimento adottato oggi, la Giunta “spalmerà” invece le entrate generate dai rientri sui bilanci futuri, il relazione alle diverse tempistiche delle rateizzazioni.

Link al Comunicato PAT

Approvato il Rendiconto generale della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 2015

Comunicato 930 del 13/05/2016

Il bilancio si chiude con un avanzo di consuntivo di 56 milioni di euro

Approvato oggi dalla Giunta provinciale, su proposta del presidente Ugo Rossi, il Rendiconto generale della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 2015. Il bilancio si chiude con un avanzo di consuntivo di 56 milioni di euro. Vediamo in sintesi le principali voci.

Avanzo di amministrazione ed entrate complessive

Il bilancio si è chiuso con un avanzo di amministrazione pari a 56 milioni di euro. L’avanzo corrisponde al 1,1% del bilancio complessivo (escluse le partite di giro). L’entità dell’avanzo è riconducibile ad una significativa riduzione della giacenza di cassa per l’estinzione anticipata dei mutui dei Comuni e delle Società partecipate prevista rispettivamente dall’Accordo con il Governo siglato in data 15 ottobre 2014 e dalla legge finanziaria della Provincia (i valori sotto riportati sono al netto di tale operazione). Le entrate complessive riferite agli accertamenti di competenza, al netto delle partite di giro, registrano un aumento del 2,7%, passando 4.396 milioni del 2014 ai 4.514 milioni del 2015. Le principali fonti di entrata del bilancio della Provincia Autonoma di Trento per l’esercizio 2015 sono state le seguenti: le devoluzioni dei tributi statali afferenti il territorio provinciale, ammontanti a 3.595 milioni; le entrate proprie per 599 milioni; i trasferimenti (statali, UE, REgione ed altri) per 321 milioni.

Spesa complessiva

La spesa complessiva del bilancio provinciale, calcolata al netto delle partite di giro, riferita agli impegni in conto competenza, è aumentata, nel 2015 rispetto all’anno 2014, del 4,3% passando da 4.523 milioni a 4.719 milioni. La spesa corrente, sempre considerata in termini di competenza, è pari a 2.816 milioni; la spesa per investimenti è stata pari a 1.897 milioni; la spesa per rimborso prestiti (per mutui con oneri a carico del bilancio dello Stato) si attesta su livelli marginali (meno di 5 milioni).

Composizione della spesa

La composizione della spesa è risultata a consuntivo 2015 la seguente (espressa in milioni di euro): spesa corrente: 2.816 (59,7%); spesa in conto capitale 1.897 (40,2%); spesa per rimborso prestiti 5 (0,1%). La composizione della spesa, al netto dell’operazione straordinaria di estinzione dei mutui, registra una diminuzione dell’incidenza della spesa corrente di tre punti percentuali a fronte di un corrispondente aumento dell’incidenza della spesa in conto capitale.

La situazione patrimoniale

Sulla formazione del Conto generale del patrimonio ha influito l’entrata in vigore del Regolamento che dispone che l’inventario è redatto secondo la classificazione dei beni prevista dal sistema europeo dei conti nazionali e regionali dell’unione europea (SEC), nonché prevede la valutazione delle attività e passività sulla base di specifici criteri redatti secondo il SEC 2010. L’applicazione dei nuovi criteri di valutazione e il conseguente aggiornamento dei valori di inventario ha avuto un impatto anche sulla determinazione del Patrimonio netto al 1/1/2015 pari a 5.380 milioni di euro registrando un aumento di 1.403 milioni rispetto al 2014. Il rendiconto patrimoniale evidenzia alla chiusura dell’esercizio 2015 un patrimonio netto della Provincia di 5.129 milioni, con una diminuzione di circa 252 milioni rispetto al patrimonio netto iniziale (-4,7%), dovuta in particolare all’applicazione dell’ammortamento dei beni.

Patto di stabilità

Anche per l’anno 2015 è stato assicurato il pieno rispetto del Patto di stabilità, definito sulla base dei concorsi richiesti dalle manovre statali.

Link al Comunicato PAT

Fare debiti non è una cosa sbagliata

Il tema del debito della Provincia è assurto agli onori della cronaca più volte in queste ultime settimane in relazione, in particolare, alle osservazioni (critiche) della Corte dei conti sul bilancio 2015. E siccome il bilancio della Provincia è, se vogliamo, il bilancio di tutti i trentini, e i trentini devono poter stare tranquilli su come gli amministratori gestiscono le «loro» risorse, provo anch’io a fare un po’ d’ordine nel dibattito e a chiarire alcuni concetti importanti a beneficio – appunto – di tutti.

Primo concetto importante. Fare debito non è male e non è nemmeno una cosa sbagliata. Detto in altre parole: c’è un senso nel fare debito, al di là delle regole che le leggi impongono alla amministrazioni pubbliche che fanno debiti? La risposta è sì: un senso certamente c’è ed è lo stesso senso che anima un padre di famiglia quando decide di “indebitarsi” per costruirsi una casa, o comperare un appartamento più grande. Il senso è proprio questo: un debito lo si fa per una cosa importante, normalmente un investimento duraturo, che accresce il valore del patrimonio, che “restituisce” valore nel tempo. E guarda caso le leggi di cui sopra impongono agli Enti pubblici di fare debiti proprio solo per spese di investimento. E, che ci si creda o no, è quello che ha sempre fatto e sta facendo anche in questa Legislatura la Provincia. Il debito quindi viene contratto per costruire una nuova Università, un grande depuratore, una casa di riposo, non per pagare gli stipendi dei dipendenti o finanziare altre spese di consumo.

Ecco perché – secondo concetto importante – il debito contratto per coprire queste spese normalmente è un mutuo o un contratto similare, un’operazione con la quale è possibile pianificare le uscite (le scadenze delle rate da pagare sono note prima e così i tassi applicati). La legge dice che il valore delle rate di un Ente pubblico che si indebita non devono superare il 20% delle sue entrate annue. La Provincia autonoma di Trento rispetta ampiamente questo limite.

Terzo concetto importante. Le rate di un debito vanno “accantonate” – prudentemente – nel tempo. Ed è quello che fa la Provincia, mettendo da parte (sono i cosiddetti “limiti di impegno pluriennali”) risorse per i pagamenti delle rate per tutta la durata del debito. Certo, queste sono somme accantonate ogni anno che di fatto sono «indisponibili» e quindi nell’anno di riferimento non possono essere spese. Creano un certo «irrigidimento» del bilancio, perché la quota spendibile subito non è pari a 100 ma a 100 meno le somme accantonate per pagare le rate. Ma, ripeto, ne vale la pena perché il controvalore del debito sono investimenti che aumentano la qualità delle infrastrutture del territorio, dei servizi pubblici utilizzati dal cittadino, in una parola sono opere che creano benessere e nuova ricchezza accrescendo il patrimonio collettivo.

Vediamo ora qualche numero. Chiedo ai lettori di portate un po’ di pazienza perché i numeri sembrano spesso un po’ «aridi», ma è importante conoscere di cosa parliamo. Innanzitutto a quanto ammontano realmente i «limiti di impegno» del bilancio della Provincia, cioè gli accantonamenti per far fronte alle rate del debito? Ecco la serie, raffrontata con le cifre indicate recentemente nel suo intervento, molto critico nei confronti dell’indebitamento provinciale, dal consigliere Borga: anno 2019: 410 milioni (e non 700 come indicato nell’articolo); anno 2020: 322 milioni (e non 655); anno 2021: 295 milioni (e non 520); anno 2026: 125 milioni; anno 2031: 26 milioni.

Leggi tutto