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Rossi: “Università figlia di un territorio piccolo ma ambizioso”

Comunicato 1376 del 21/06/2016

Questo pomeriggio al Muse l’Assemblea aperta di Ateneo

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Puntare ad sempre maggiore numero di iscrizioni da parte degli studenti trentini, aiutare la futura classe dirigente a farsi interprete dei valori autentici dell’autonomia, che non è un privilegio ma qualcosa di utile al territorio e al Paese, continuare sulla strada dell’internazionalizzazione: sono queste per il governatore Ugo Rossi le sfide che l’ateneo trentino deve affrontare, sapendo di poter contare sul sostegno della comunità e delle istituzioni, nel solco delle scelte lungimiranti di 50 anni fa. Il presidente ne ha parlato in apertura dell’Assemblea aperta di Ateneo, convocata al Muse questo pomeriggio. All’appuntamento è intervenuta anche l’assessora provinciale all’università e ricerca Sara Ferrari che ha evidenziato l’importanza di far parte di un sistema, per essere competitivi nel mondo. “Siamo grati e orgogliosi dei risultati della nostra università – ha detto Rossi – che è figlia di un territorio piccolo ma ambizioso”. “Più è forte il legame tra comunità, università e centri di ricerca – ha detto l’assessora Ferrari – maggiori sono le ricadute a vantaggio di tutti. E’ importante far comprendere come la presenza dei centri dove si fa ricerca e alta formazione ha contribuito a costruire la credibilità che oggi il territorio vanta e può spendere, con importanti concreti risultati in termini di benessere”. L’Assemblea aperta di Ateneo, lo ha ricordato il presidente dell’Università Innocenzo Cipolletta, è l’occasione, prevista dallo statuto, con cui l’istituzione si confronta con il territorio e la comunità. L’argomento scelto quest’anno è stata la cultura, per questo è sembrato naturale riflettere anche del rapporto tra l’Università e gli attori culturali pubblici e privati espressi proprio dal territorio. Marco Andreatta, il presidente del Muse, ha sottolineato lo stretto rapporto che c’è tra l’attività del museo è quella dell’ateneo. La comunità locale, è stato ribadito, ha scelto di investire in ricerca, cultura e innovazione come strumento per assicurare lo sviluppo e uscire dalla crisi. Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha ricordato la candidatura di Trento a città della cultura 2018. La nostra, ha detto, è un’università aperta e collegata con il territorio, assieme al quale è cresciuta. Trento, ha aggiunto, è città di cultura, conoscenza, città storica, turistica, d’arte, universitaria, sede di centri di ricerca, luogo di eventi importanti. In chiusura sono intervenuti anche il presidente del Consiglio degli studenti Lorenzo Varponi e il rettore Paolo Collini.

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Fondo Euregio per la Ricerca: a sei progetti 1,6 milioni di euro

Comunicato 587 del 05/04/2016

Il presidente Rossi e l’assessora Ferrari hanno incontrato ieri i ricercatori trentini; già chiuso il secondo bando per il quale sono previsti altri 1,4 milioni di euro

euregio

Sei progetti che coinvolgono dieci istituti di ricerca dell’Euroregione, ai quali sono andati 1,6 milioni di euro: sono questi i numeri della prima edizione del Fondo Euregio per la Ricerca, “creato – come ha ricordato il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – per potenziare e favorire ulteriormente la collaborazione scientifica nell’Euregio Tirolo, Alto-Adige,Trentino attraverso progetti comuni”. Già chiuso anche il secondo bando, al quale hanno partecipato 38 progetti, per il quale sono altri 1,4 milioni di euro. Ieri pomeriggio il governatore Rossi, accompagnato dall’assessora all’università e ricerca Sara Ferrari, ha incontrato a Trento i ricercatori trentini finanziati attraverso il Fondo; con il presidente anche Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento, Alberto Lui, del Comitato Scientifico Euregio, e Valentina Piffer, segretario generale del GECT “Euregio Tirolo, Alto-Adige, Trentino”. Il Fondo Euregio per la Ricerca punta a sostenere in primo luogo i progetti pluriennali di ricerca che coinvolgono tutti e tre i territori dell’Euregio. La durata del progetto, che deve avere costi per un minimo di 250mila e un massimo di 500mila euro, deve essere compresa fra i 24 e i 36 mesi. Nel dicembre 2015 l’Ufficio comune dell’Euregio ha aperto un secondo bando di finanziamento, scaduto alla fine di febbraio di quest’anno. Anche in questo secondo bando si è evidenziata una elevata capacità di cooperazione: 38 sono stati i progetti presentati, 37 dei quali comprendono partner provenienti da tutte e tre le Province. Nell’incontro di ieri pomeriggio a Trento è stato fatto il punto sui progetti promossi, due dei quali coordinati da trentini: con il primo bando di finanziamento sono stati destinati 1,6 milioni di euro a sei progetti di ricerca selezionati tra i 35 che hanno partecipato; questo ha permesso di creare 20 nuovi posti di lavoro per ricercatori nel territorio dell’Euregio. Il presidente Ugo Rossi, nell’incontro di ieri pomeriggio in Provincia, ha chiesto ai ricercatori trentini di raccontare i propri progetti di ricerca , ringraziandoli per l’opportunità di “mettere sempre più in rete i nostri territori partendo dalla ricerca che, per definizione, è abituata a rapportarsi con il mondo”. A questo proposito il governatore ha ricordato: “Stiamo lavorando per mettere ancora più in rete l’Euregio attraverso l’individuazione di progetti nel campo della formazione; continueremo ad investire in questa direzione perché siamo convinti che sia la strada giusta”. L’assessora provinciale Sara Ferrari ha invece puntato l’attenzione sulle proposte, “differenziate e competitive”, e sul metodo di valutazione, “serio ed efficace”: “Siete stati capaci di mettere in luce le singole eccellenze dei vari enti e territori; ciò di cui avete parlato dimostra che l’Euregio ha molti aspetti in comune e non è una forzatura politica, perché insiste su un territorio che ha caratteristiche comuni”. Infine il rettore Collini ha spiegato che questi progetti: “Hanno come caratteristica quella di partire dai territori e dimostrano la capacità di collaborare. Individuare denominatori comuni permette di crea una identità scientifica comune”. I progetti coinvolgono non meno di dieci istituti di ricerca dell’Euroregione: le tre università, il MUSE e la Fondazione Bruno Kessler di Trento, la Fondazione Edmund Mach di San Michele, il Museo di scienze naturali dell’Alto Adige, l’Accademia austriaca delle scienze, l’EURAC di Bolzano e il Laimburg Research Center. Tra i progetti con la più elevata valutazione (e un finanziamento del 100%) spicca quello sulla scomparsa delle specie viventi 252 milioni di anni fa nelle Alpi meridionali e orientali, curato dal Museo di scienze naturali di Bolzano, dall’Università di Innsbruck e dal MUSE. Gli altri cinque progetti di ricerca beneficeranno di un finanziamento del 75% dei costi. Tra questi, due progetti sono coordinati da partner trentini. Il progetto LEMONADE, coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler, prevede lo studio dell’utilizzo combinato di diverse piattaforme di telerilevamento, sensori e algoritmi per migliorare il monitoraggio di fenomeni franosi. Negli ultimi anni si è assistito a un notevole incremento dei danni provocati da dissesto idrogeologico, per cui si è diffusa l’esigenza di garantire un più efficace monitoraggio di questi rischi naturali. Il secondo progetto, coordinato dalla Fondazione Edmund Mach, si intitola VITISANA e sarà dedicato alla ricerca delle possibilità di trasmettere ai vitigni coltivati soltanto i geni responsabili per la resistenza delle piante.

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Paesaggio bene collettivo, nostro spazio di vita: i trentini ne riconoscono il valore

Comunicato 582 del 04/04/2016

Presentato stamane al MUSE il Rapporto sullo stato del paesaggio trentino

paesaggio

“Il paesaggio è un tema strategico per il futuro del nostro territorio, è il più grande investimento che possiamo fare per il Trentino. Su questo tema ci deve essere una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità anche a livello personale”. Così l’assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss che, con il presidente Ugo Rossi, ha partecipato alla presentazione del Rapporto sullo stato del paesaggio. Il quadro emerso dal lavoro dell’Osservatorio sul Paesaggio e dalla step, scuola di governo del territorio e del paesaggio, presenta varie sfaccettature. All’incontro ha partecipato Isabella Bossi Fedrigotti, protagonista del filmato “Futuro con vista”, un dialogo sul presente e sul futuro del paesaggio trentino, fra una nonna e il nipote – Massimiliano Griot. La presentazione di oggi è, per alcuni aspetti, il risultato di quanto, ormai da qualche anno, si sta facendo sul tema del nostro spazio di vita, il paesaggio. Determinante il lavoro di due organismi della Provincia autonoma: l’Osservatorio sul Paesaggio di cui è responsabile Giorgio Tecilla e la scuola per il governo del territorio e del paesaggio, diretta da Gianluca Cepollaro. Lavorando di concerto hanno realizzato due ricerche importanti confluite nel Rapporto sullo stato del paesaggio. La prima, quella sulla percezione che i trentini hanno del proprio paesaggio – presentata da Gianluca Cepollaro – ha evidenziato, fra l’altro, che c’è una discreta consapevolezza fra gli abitanti del Trentino sull’importanza del paesaggio, lo riconoscono come valore e bene collettivo. L’altra – presentata da Giorgio Tecilla – ha messo in luce le dinamiche di urbanizzazione e di consumo di suolo. Il rapporto ha lo scopo di permettere ai cittadini una maggiore conoscenza sul tema, interpretare le dinamiche di trasformazione, fornire alle amministrazioni territoriali strumenti utili per governare i processi di trasformazione del paesaggio, verificare l’efficacia delle azioni pubbliche e private che hanno come scopo la salvaguardia, la conservazione e valorizzazione del paesaggio, implementare la diffusione e l’evoluzione della cultura paesaggistica in Trentino. La presentazione è iniziata con la proiezione del filmato “Futuro con vista. La riforma urbanistica per un futuro vivibile” ideato da Ugo Morelli, coordinatore scientifico dell’area della formazione e della ricerca Dolomiti UNESCO di tsm-step, interpretato da Isabella Bossi Fedrigotti, nella parte di una nonna, e da Massimiliano Griot, nella parte del nipotino. Una modalità innovativa per trattare un tema non così facile ma che deve arrivare nelle “corde” di tutti. Un dialogo sul presente e sul futuro (è ambientato nel Trentino del 2032) che tratta i temi del risparmio di suolo, della tutela del paesaggio, della valorizzazione delle risorse naturali, della riqualificazione del patrimonio esistente. La direzione artistica è di Valentina Gottardi. Il filmato è visibile sul sito www.provincia.tn.it “Continuare le azioni fin qui fatte, raccordando i soggetti che si occupano di paesaggio, compreso il comitato per la qualità architettonica del paesaggio e coloro che si occupano di Dolomiti UNESCO, – ha detto in conclusione l’assessore Daldoss – per proseguire con coerenza e determinazione sulla strada intrapresa e aumentare il senso di responsabilità già abbastanza diffuso”. In riferimento al filmato realizzato ha ringraziato, particolarmente, Isabella Bossi Fedrigotti ed ha evidenziato come “Futuro con vista” sarà uno degli strumenti per coinvolgere gli studenti su una tematica fondamentale per la vita presente e, soprattutto, per quella futura. Isabella Bossi Fedrigotti, intervenendo alla presentazione, ha detto di aver prestato la propria immagine “perché questo tema mi è tanto caro ed è uno degli argomenti che tratto nei miei articoli. Chiedo però al presidente Rossi e all’assessore Daldoss, agli amministratori in generale, di essere coerenti perché, nel filmato, la faccia e le parole sono le mie”.

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L’ABBRACCIO DEL TRENTINO A SAMANTHA CRISTOFORETTI

COMUNICATO nr. 2466 del 05/10/15

Con l’incontro pubblico al Muse conclusa la prima tappa del Post Flight Tour

Nel giorno in cui ha ricevuto l’Aquila di San Venceslao dal governatore Ugo Rossi, ha parlato ad oltre ottocento studenti trentini, ha visitato il Centro di Protonterapia, l’astronauta Samantha Cristoforetti ha concluso nella “sua” Trento la prima tappa del Post Flight Tour con l’abbraccio del Trentino e dei trentini accorsi nel tardo pomeriggio all’incontro pubblico al Muse. “La vostra presenza – ha detto in apertura il governatore Ugo Rossi – onora sia Samantha che il Trentino. Voglio rivolgere un grazie particolare ad Asi, Esa e Aeronautica Militare che hanno reso possibile far partire da Trento il tour che segue la missione nello spazio. Quello di oggi con le scuole e gli studenti è stato un appuntamento ricco di significati. Come trentini possiamo essere orgogliosi di Samantha. Possiamo però anche ricordare quello che sta facendo il Trentino, una terra piccola ma ricca di persone laboriose e piene di entusiasmo. Come ha fatto Samantha, anche il Trentino vuole realizzare il suo sogno rimanendo in presa diretta con il mondo. Speriamo che la sua esperienza sia di esempio e di stimolo per i giovani nelle scelte che dovranno fare nella vita”.

Tanta gente, molti, moltissimi giovani, ma non solo, entusiasmo e calore hanno fatto da cornice al Muse di Trento all’ultimo appuntamento trentino della prima tappa del Post Flight Tour di Samantha Cristoforetti e dei suoi colleghi, l’americano Terry Virts della Nasa e il russo Anton Shkaplerov della Roscosmos. L’incontro è stato introdotto dal direttore del Muse Michele Lanzinger. Sul palco, con il governatore Ugo Rossi e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, anche il presidente del Muse Marco Andreatta. ” Grazie per questa presenza a Trento – ha detto il sindaco Andreatta rivolgendosi alla Cristoforetti -, grazie anche per la sua semplicità e la disponibilità a dialogare con tutti. Grazie per gli interrogativi e le curiosità che ha suscitato.” Poi è stata la volta dei tre astronauti che si sono alternati nel raccontare la loro esperienza. “Oggi è stata una giornata meravigliosa”: ha esordito la Cristoforetti, che ha raccontato quella che lei stessa ha definito un’avventura. La stazione spaziale, “l’avamposto dell’umanità nello spazio”, come lo ha chiamato, è stata la sua casa per molti giorni e, fatto che l’astronauta ha voluto sottolineare, contiene molta tecnologia italiana. “La stazione spaziale – ha premesso Samantha Cristoforetti – è l’unico luogo dove si possono fare esperimenti in microgravità. E’ importante poi, anche in vista di missioni più lunghe e impegnative, vedere gli effetti dell’assenza di gravità sul corpo umano”. Passeggiate spaziali, attività extraveicolare, lavoro nei laboratori, procedure di decompressione, preparazione delle missioni, test sul sangue e sul corpo, ma anche vita quotidiana e sensazioni personali hanno calamitato l’attenzione del pubblico. “Nello spazio ha aggiunto Samantha Cristoforetti si fa gioco di squadra ed è importante arrivare preparati in tutto”. In orbita, è stato spiegato, si dorme in un sacco a pelo ma è importante anche fare molta attività sportiva per non perdere massa muscolare e ossea. “Riusciamo – ha detto la Cristoforetti – anche a correre grazie ad un’apparecchiatura particolare”. Le risorse sono inoltre molto importanti, come l’acqua che viene quasi completamente riciclata, o i rifornimenti, che arrivano periodicamente in volo. Immagini meravigliose, e veramente uniche, hanno accompagnato un racconto che ha alternato personale e professionale, scientifico e umano; sullo sfondo un pianeta azzurro, delicato, prezioso, che, visto dallo spazio, segue un ritmo lontano dalla frenesia che conosciamo.

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