Posts Taggati ‘montagna foreste e parchi’

Approvato il disegno di legge per la gestione dei grandi carnivori

Comunicato 1372 del 04/06/2018

Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Trento derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018

Attuazione dell’art. 16 della direttiva n. 92/43/CEE in materia di tutela del sistema alpicolturale

ART. 1

Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori ai fini della tutela del sistema alpicolturale provinciale

1. Al fine di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale, il Presidente della Provincia, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali, per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, per garantire l’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente, può, acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, autorizzare il prelievo, la cattura o l’uccisione, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale. La Provincia autonoma di Trento assicura le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione dello Stato alla Commissione europea.

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Rossi: “Turismo trentino, orgoglio e successo di tutti”

Comunicato 1208 del 31/05/2018

Il presidente della Provincia autonoma ha aperto stamani a Mezzocorona la Conferenza provinciale del comparto turistico

“Il turismo è patrimonio dei trentini e tutti noi dobbiamo avvertire la responsabilità e la consapevolezza che, al pari di qualsiasi altro patrimonio, il turismo va sì tutelato e garantito, ma altresì deve produrre benefici diffusi. Il Trentino è riuscito a realizzare entrambe le condizioni. Oggi possiamo quindi pronunciare con orgoglio la parola ‘successo’, realizzato con il contributo di tutti”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, è partito dal titolo (“Turismo. Patrimonio dei trentini”) nel suo intervento di apertura della Conferenza provinciale che si è tenuta stamani al Pala Rotari di Mezzocorona. Il successo del turismo trentino ritorna nell’essenzialità dei numeri: 3 miliardi di euro in spesa annua sul territorio, 6 milioni di arrivi e 32 milioni di presenze. In prospettiva, il successo va consolidato e il presidente ha indicato tre impegni che non riguardano solo il settore turistico: “Ridurre la burocrazia per agevolare l’attività delle aziende, consolidare il Sistema Trentino e rafforzare la sinergia tra scuole ed aziende così da qualificare le nuove generazioni”. Sul ruolo del turismo si è soffermato anche l’assessore provinciale Michele Dallapiccola: “Il turismo è sempre più patrimonio collettivo dei trentini ed ha contribuito in maniera determinante al benessere della comunità. Tutto questo, in una sola parola, è Autonomia”. Il turismo trentino arriva alla Conferenza provinciale di Mezzocorona mandando in archivio una stagione invernale da record e con un settore compatto nell’individuazione di obiettivi e strategie. Un aspetto questo che il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha sottolineato nel suo intervento di apertura dei lavori. “Il Trentino è un punto di riferimento in ambito nazionale. Altri territori, altre destinazioni guardano a noi e ci riconoscono la capacità di costruire il nostro successo. Non dimentichiamolo e, soprattutto, comunichiamo ai nostri ospiti con il sorriso ciò che di eccellente stiamo facendo. Tutti noi, dalla persona alla reception al manager d’azienda, siamo i primi ambasciatori del turismo trentino”. Il presidente Rossi ha riconosciuto che il merito del successo è ascrivibile all’intero Sistema Trentino: “Ogni giorno migliaia di trentini lavorano in ruoli diversi per consentire al comparto di esprimere le eccellenze di un territorio unico. Professionisti, aziende, associazioni e pubblica amministrazione lavorano insieme per il turismo e questo è un altro risultato straordinario delle nostra terra”. “Non commetteremo l’errore – ha però sottolineato il presidente – di cullarci sul successo”. Ed a questo proposito, Rossi ha ribadito l’impegno a continuare a sostenere le imprese del settore (e non solo) con la minore pressione fiscale possibile: “Possiamo assumerci questa responsabilità perché abbiamo i conti in regola”. Guardando ancora al futuro, Rossi ha individuato tre impegni su cui la Provincia autonoma di Trento continuerà a spendersi: ridurre la burocrazia (“Cambiamo l’approccio tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione”), consolidare il Sistema Trentino (“Il patrimonio va consolidato con il senso di appartenenza, l’impegno personale a migliorare servizi e prodotti, che dovranno avere sempre più un’anima trentina”), e investire sul Capitale Umano, dei giovani in particolare, garantendo la sinergia tra scuola e imprese (“Qui, il Trentino deve fare un salto di qualità in tempi brevi”). “Il futuro turistico proporrà nuove sfide – ha concluso il presidente Rossi – e la giornata di oggi è un momento importante di analisi e confronto. Tutti noi siamo chiamati ad affrontare le sfide con un approccio innovativo, basato sulla fiducia nei nostri mezzi e delle nostre possibilità, grazie alla capacità dei trentini di affrontare e risolvere le criticità, trasformandole in opportunità”.

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Rossi: “La montagna non ha bisogno di assistenzialismo ma di politiche di sviluppo e investimenti”

Comunicato 916 del 03/05/2018

Ieri pomeriggio la presentazione della ricerca “Montagne di valore” curata da Mauro Marcantoni e Giovanni Vetritto

“La montagna ci propone una sfida che abbiamo già raccolto, ovvero di investire nello sviluppo della stessa montagna con la consapevolezza che ciò richiede sì maggiori costi ma con la prospettiva concreta di un ritorno sugli investimenti maggiore, in certi casi, della pianura”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha partecipato nel tardo pomeriggio di ieri la presentazione dei risultati della ricerca “Montagne di valore”, curata da Mauro Marcantoni e Giovanni Vetritto. Il presidente, nel suo intervento, ha aggiunto: “La montagna non ha quindi bisogno di assistenzialismo ma di politiche di sviluppo e di investimenti in grado di valorizzare la sua specificità sociale ed identitaria. In Trentino, grazie all’Autonomia, abbiamo scommesso sulla capacità dei territori di esprimersi al meglio grazie a politiche in grado di esaltare le peculiarità, altrimenti viste come ostacolo allo sviluppo e alla competitività”. Secondo Rossi, quindi le differenze e le specificità del territorio montano sono il motore dello sviluppo della montagna e, in definitiva, dell’intero Paese: “Lo studio ‘Montagne di valore’ lo conferma”. In sala, oltre ai due curatori dello studio era presenta anche Paola Borz, direttrice generale di tsm- Trentino School of Management istituto, che con il Censis, ha curato la ricerca “Montagne di valore”. La tsm-Trentino School of Management, in occasione della 66° edizione del Trento Film Festival, ha organizzato il primo Simposio di Montagne in Rete invitando a Trento i protagonisti del portale www.montagneinrete.it per un confronto sul futuro delle terre alte italiane. Il contributo di tsm alla rassegna cinematografica si è arricchito anche con il convengo “Montagne di valore”, organizzato nel pomeriggio di ieri pomeriggio presso la Sala conferenze della Fondazione Caritro in Via Calepina. Il convegno ha presentato i risultati della ricerca tsm-Censis, realizzata per misurare la ‘qualità sociale’ dei territori montani grazie a un confronto stringente con quelli di pianura. Il lavoro, nello specifico, rappresenta la terza tappa di un percorso cominciato con “La montagna perduta” e proseguito con “La quota dello sviluppo”, uno studio incentrato sugli aspetti dell’economia. Attraverso la pubblicazione dello studio “Montagne di valori”, edita come le due precedenti da Franco Angeli, si è approdati a una comparazione di due aggregati “agli antipodi”, confrontati statisticamente sulla base di diversi ambiti e aree d’interesse, studiandone le differenze sotto il profilo della qualità sociale territoriale. Come spiega la nota di tsm-Trentino School of Management, sono state circoscritte le province a carattere totalmente o prevalentemente montano da un lato (19 province nelle quali la superficie montana supera i due terzi del totale) e le province pianeggianti dall’altro (26 province a carattere diametralmente opposto, con almeno i due terzi della superficie pianeggianti). La loro somma rappresenta il 37,4% della superficie nazionale e il 29,6% della popolazione. Si può dunque dire – come ha spiegato la direttrice generale di tsm, Paola Borz -, con un buon margine di approssimazione, che si tratta di un terzo del Paese che si delinea per essere o ‘molto’ montano o ‘molto’ pianeggiante: “Il rapporto ‘Montagne di valore’ verifica così l’ipotesi che nelle province interamente montane la valorizzazione dei caratteri distintivi del territorio, primo tra tutti l’elevato livello di qualità sociale, permetta alla vita collettiva e alle dinamiche economiche e associative di essere organizzate ‘con la montagna e per la montagna’. Dall’analisi di questi due aggregati è emerso che gli agenti che più contraddistinguono i territori montani, in senso positivo, sono la qualità del capitale umano, del capitale sociale e dei servizi locali”. Componenti che confutano le rappresentazioni consuete di una montagna impoverita sotto il profilo delle risorse umane e perennemente in lotta per mantenere una dotazione minima di servizi alla popolazione. “Lo studio – ha ribadito il presidente Rossi – non è episodico ma si inquadra in una riflessione politica avviata da tempo. Indicatori e informazioni indicano il perdurare di diversità tra i diversi territori montani, e tra la stessa montagna e la pianura. Grazie all’Autonomia, ovvero alla possibilità di intervenire con l’autogoverno per dare risposte puntuali alle esigenze del territorio, il Trentino ha fatto della montagna una risorsa fondamentale per lo sviluppo. Tutto questo non era affatto scontato perché la triade agricoltura, invecchiamento e spopolamento ancora determina degli squilibri in vaste aree montane. Noi consideriamo l’agricoltura come fattore di sviluppo e non settore residuale”. Rossi ha individuato nelle relazioni sociali, nel capitale umano (inteso che linfa per l’associazionismo e il volontariato) e nel senso di comunità i tre valori fondanti della “montagna viva” del Trentino: “La montagna supera la pianura per le qualità immateriali, le più preziose, ovvero quelle nell’economia della conoscenza. Qui siamo riusciti a confrontarci con la logica della produzione e della riduzione dei costi, e a rilanciare ciò che determina il vero valore dei prodotti e dei servizi, ovvero la capacità creativa di incorporare negli stessi una storia e una tradizione”. Il presidente non nasconde uno dei risultati dello studio: logistica, infrastrutture e dinamiche d’internazionalizzazione vedono la montagna indietro rispetto alla pianura. “Questa è una sfida economica e politica ancor aperta – ha aggiunto -. La scelta di investire e dare possibilità di sviluppo alla montagna poggia sulla certezza che spesso la montagna risponde con una cifra qualitativa superiore rispetto alla pianura, forte nella quantità di produzione”. “Certamente – ha aggiunto il presidente – le risorse garantire dall’Autonomia hanno un ruolo importante ma esse sono associate alle competenze. In Trentino, proprio grazie all’Autonomia, siano riusciti ad avvicinare le decisioni ai problemi, così da scegliere le migliori politiche per la montagna. Abbiamo raccolto la sfida secondo cui investire nello sviluppo della montagna richiede più costi e l’abbiamo vinta grazie alla risposta della nostra gente e delle nostre aziende in termini di eccellenza e qualità”. Su questo punto, il presidente Rossi ha citato alcuni esempi. Costruire una strada su un terreno pianeggiante è più facile che costruirla su un terreno montano, con le sue asperità e i suoi salti di pendenza che costringono a scavare gallerie, a costruire ponti. Così è per tutto: per soddisfare la domanda di istruzione di mille studenti o anche diecimila, in pianura basta costruire un solo stabile in un solo luogo, ma per farlo in montagna si devono costruire più edifici distanti tra loro, anche superando significativi dislivelli. Acquisire risorse umane, distribuire merci e anche semplicemente tenere buone relazioni economiche è più facile da farsi in pianura, perché lì la logistica è più disponibile e accessibile. “La ricerca – ha concluso Rossi – ci restituisce con forza il principio secondo cui è dalle cose più difficili e più dure che si crea valore. Spesso siamo portati ad ottenere valore nelle cose più facili. Il vero valore lo apprezziamo di più quando riusciamo a realizzare gli obiettivi dopo un percorso non scontato”. A seguire si è tenuta la tavola rotonda moderata da Marco Albino Ferrari, scrittore e direttore di Meridiani Montagne, alla quale hanno partecipato Gianluca Cepollaro, direttore di tsm-step, Scuola di Governo del Territorio e del Paesaggio; Paolo Rosso, esperto senior dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (Ocse); Annibale Salsa, antropologo e componente del Comitato Scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco; e Bruno Zanon, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica dell’Università degli Studi di Trento e presidente del Comitato scientifico di step.

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“Il segreto di un territorio ospitale? La voglia di vivere esperienze assieme”

Comunicato 830 del 23/04/2018

Il governatore Ugo Rossi inaugura a Levico il programma di Ospitalia

Cos’è in una parola l’ospitalità? I ragazzi che si sono ritrovati questa mattina davanti alla splendida Serra del Parco di Levico lo chiedevano agli “adulti” che qui si sono dati appuntamento nella giornata inaugurale di Ospitalia. Una definizione l’ha data anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: “Ospitalità è prima di tutto voglia di incontrarsi, condividere delle emozioni insieme”. È questo, secondo il governatore, l’elemento che può fare la differenza: “il modo con cui si vive un territorio splendido come il nostro”. Il presidente Ugo Rossi ha preso la parola stamani per dare il via alla due giorni di formazione e confronto dopo gli interventi di Federico Samaden, del sindaco di Levico Terme, Michele Sartori e del direttore dell’Apt, Stefano Ravelli. Da tutti loro il richiamo allo stretto connubio fra la qualità del territorio e l’amore nei suoi confronti. Sullo sfondo, ovviamente, il ruolo della formazione e della scuola in generale chiamata ad aiutare i ragazzi a coltivare i valori (l’ospitalità è uno di questi) senza rinunciare a porre continuamente delle sfide indispensabili per interpretare il mondo che cambia. “Ospitalia è un’occasione importante e utile – ha commentato il presidente – come tutte quelle che aiutano a riflettere sul futuro. E voi siete chiamati a scriverlo questo futuro. Nella consapevolezza che uniti lo si può fare meglio. In fondo, è proprio questa la sfida più importante che il Trentino deve continuare a giocare”. L’iniziativa – che prende vita all’interno della manifestazione Ortinparco – vedrà alternarsi conferenze (si va dalla storia al dialetto, dalla gastronomia alla cultura, dalla ristorazione e, naturalmente, al turismo) è arricchita da momenti musicali e espositivi. “È il modo giusto per condividere emozioni insieme – commenta il presidente Ugo Rossi – ed è proprio questa condivisione ciò che può fare la differenza nel modo stesso in cui si vive un territorio. La condizione è che si riesca a sentire qualcosa di profondo, che si riesca a far emergere un’anima. L‘ augurio che vi faccio è dunque quello di sapere associare lo studio alle esperienze dirette. Saranno queste ultime il mezzo con cui potrete trasmettere quel qualcosa in più anche ai nostri ospiti. Saranno le vostre esperienze e la vostra passione gli ingredienti da cui partire anche per garantire il massimo della competitività possibile”.

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