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INAUGURATA LA MATERNA DI CALAVINO. ROSSI: AL CENTRO I BAMBINI, AZIONISTI DI MAGGIORANZA DELLA NOSTRA SOCIETÀ

COMUNICATO nr. 2655 del 25/10/15

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Sono stati proprio loro, i bambini, primi fruitori della struttura a tagliare il nastro della nuova scuola materna di Calavino di cui sono da poco terminati i lavori di ammodernamento e ristrutturazione. Il tutto in un clima di vera festa per il paese che ha organizzato per l’occasione una partecipata cerimonia alla quale hanno preso parte, accanto al sindaco e ad altri amministratori della zona, anche il governatore del Trentino, Ugo Rossi, nella sua veste di assessore all’istruzione. “Investiamo nella strutture, ma non solo in queste – ha detto Rossi – perché continuino ad assicurare qualità al nostro sistema scolastico che deve saper offrire il meglio a quelli che mi piace considerare gli ‘azionisti di maggioranza’ della nostra società: i nostri ragazzi”.

Grande attenzione alla qualità progettuale, all’uso dei materiali, alla sobrietà ma anche all’essenzialità nel presidio scolastico rinnovato che, hanno spiegato i progettisti, è stato pensato ‘a misura di bambino’ per garantire serenità ed armonia tanto negli spazi interni quanto in quelli esterni. Con un pensiero naturalmente anche a chi lavora in questi ambienti. calavino2 E proprio ai professionisti della scuola, non solo quella di Calavino ma di tutte le scuole della provincia, sono andati i ringraziamenti di Ugo Rossi che ha ricordato come gli alti livelli che il sistema trentino sa esprimere sono dovuti certo agli investimenti importanti fatti, agli strumenti che si mettono a disposizione, ma anche perché “ci sono persone che sanno metterci qualcosa di più nell’interpretare il loro ruolo e nell’essere in presa diretta con le nostre comunità”. La società è cambiata e cambia sempre più in fretta, ha aggiunto Rossi: “Le scuole dell’infanzia hanno un compito delicatissimo, quello di essere costante interfaccia con le comunità che stanno cambiando e di farlo nel segno di una qualità che non è mai venuta meno. So che questo impegno è molto vivo nelle nostre maestre e le voglio ringraziare per questo rinnovando anche il nostro impegno che è quello di continuare ad investire nella scuola, non solo nelle ristrutturazioni ma anche per fornire ai nostri ragazzi tutti gli strumenti che permettano loro di essere protagonisti del loro destino”.

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MIGRAZIONI VECCHIE E NUOVE: LA LEZIONE DEL BRASILE “TRENTINO”

Il viaggio che ho fatto recentemente in Brasile assieme a una delegazione trentina, da un lato per incontrare le comunità create in quel grande paese latinoamericano dai nostri emigrati, a 140 anni dalle prime partenze, dall’altro per gettare le basi di nuove partnership economiche, ha offerto qualche spunto di riflessione anche riguardo al tema del momento a livello nazionale ed europeo, quello delle migrazioni internazionali.

Cosa abbiamo trovato in Brasile, in paesi e città come Curitiba, Florianopolis, Nova Trento, Rodeio, Rio dos Cedros, Bento Goncalves (nomi che fanno battere il cuore a tanti trentini, che sanno di avere laggiù un ramo della propria famiglia?). Il primo dato che vorrei sottolineare è il seguente: abbiamo trovato una fortissima “trentinità”, a volte persino più marcata rispetto a quella presente qui, nelle nostre valli. Tutti i membri della delegazione – che comprendeva anche i consiglieri provinciali Maestri e Civettini, i rappresentanti delle associazioni Trentini nel mondo e Unione delle famiglie trentine all’estero e i vertici di due importanti realtà economiche, Federazione trentina della cooperazione e Dolomiti Energia – credo abbiano vissuto questa missione innanzitutto come un’immersione nel Trentino delle tradizioni, delle radici, di un bacino di memorie che risalgono a quando il nostro territorio era parte del Tirolo storico, essendo iniziata l’emigrazione verso le Americhe nel 1874-75. Dai cognomi alla lingua, dalle abitudini alimentari ai canti, ai costumi tradizionali ai racconti, spesso drammatici, di chi ha custodito i ricordi degli avi, tutto laggiù ci parla del Trentino. Il che è tanto più sorprendente se pensiamo che, nonostante i legami tenuti o riscoperti dalla Provincia autonoma di Trento e dal mondo dell’associazionismo, le persone incontrate, alcune delle quali arrivate in posizione chiave nelle istituzioni o nell’economia brasiliana (sindaci, governatori di stati importanti e fra i più ricchi del paese, imprenditori), sono ormai in gran parte oriunde trentine di quarta o quinta generazione.

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IL BRASILE “TRENTINO” FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

COMUNICATO nr. 2240 del 12/09/15

Prosegue la visita della delegazione guidata dal presidente Rossi nei 140 anni dall’inizio dell’emigrazione

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Da un lato il Trentino delle tradizioni, delle radici, che fra i discendenti degli emigranti trentini si sono splendidamente conservate. Dall’altro il Trentino che vuole stringere nuovi rapporti con l’estero, economici, commerciali, culturali. E’ fra questi 2 poli che si sviluppa la missione della delegazione trentina guidata dal presidente Ugo Rossi in Brasile, negli stati del Paranà, di Santa Catarina e di Rio Grande do Sul. Tre stati fra i più sviluppati del paese; ma anche quelli dove è più forte la presenza trentina, stimata in circa 2 milioni di persone. Il tutto assieme alle associazioni Trentini nel mondo e Unione delle famiglie trentine all’estero, ai vertici della Federazione della Cooperazione e di Dolomiti Energia, ai consiglieri provinciali Civettini e Maestri e ai consultori Alceu Xenofontes Lenzi e Elton Diego Stolf.

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Dopo la firma, a Florianopolis, di un accordo di collaborazione fra Dolomiti Energia e la Celesc, azienda leader nella produzione e distribuzione di energia idroelettrica, e di un memorandum di intesa fra Provincia autonoma di Trento e lo Stato di Santa Catarina, foriero di nuove iniziative congiunte in campo economico e commerciale, la delegazione trentina ha visitato alcuni dei paesi creati in Brasile dall’emigrazione trentina, iniziata negli anni 1874-75 con la famosa spedizione Tabacchi. I nomi dei luoghi fanno battere il cuore a tanti trentini, che sanno di avere lì un ramo delle loro famiglie. Nomi come Nova Trento, Rodeio, Rio Dos Cedros, Timbò. Ovunque un’accoglienza straordinariamente calorosa. E ovunque, la riprova del fatto che in questi luoghi le radici trentine si sono conservate: nei cognomi, nella lingua, nelle abitudini alimentari, nei canti, ma più in generale in un’attitudine nei confronti della vita che mescola intraprendenza e voglia di fare a spirito solidaristico. Da un lato, quindi, le imprese, le cooperative, i giovani che spesso hanno studiato a Trento e che poi sono tornati in Brasile, avviando attività professionali che rappresentano oggi una risorsa anche per il Trentino. Dall’altra il volontariato, l’associazionismo, i vigili del fuoco volontari, i corpi di ballo e le corali, sostenuti anche dai Circoli e dalle Famiglie trentine, realtà, queste ultime, che svolgono fra l’altro un lavoro prezioso a sostegno di quanti hanno presentato domanda per ottenere la cittadinanza italiana, in collaborazione con le autorità consolari italiane. sud america 9 Nella giornata di ieri, anche la visita al santuario di Santa Paolina, prima santa brasiliana, nata a Vigolo Vattaro, che sta diventando una delle mete di pellegrinaggio più importanti del Brasile e la visita ad alcune cantine vinicole, a Nova Trento e a Rodeio, che stanno sviluppando una viticoltura di qualità con il supporto della Provincia autonoma e della Fondazione Mach. Dando alla produzione vitivinicola del Brasile, a differenza di quanto avvenuto in altri paesi dell’America Latina, un’impronta italiana e trentina. “Qui mi sento a casa – ha detto il presidente Rossi, nei numerosi incontri istituzionali avuti in questi giorni che si sono trasformati anche in occasioni preziosi per le comunità interessate per stare assieme, per riconoscersi. Ovunque ho percepito un legame vero, sincero, autentico, con il Trentino. Ma ho visto anche tanta concretezza, tante capacità che possono sposarsi con quelle che abbiamo noi, potenziandosi a vicenda. Abbiamo ancora un lungo cammino da fare assieme”. La missione prosegue anche con incontri con gli esponenti della comunità economica locale, che ha sviluppato un giro d’affari con il Trentino, grazie spesso a “trentini brasiliani” che hanno studiato a Trento con borse di studio offerte dalla Provincia, per circa 30 milioni di annui.

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A CURITIBA L’ABBRACCIO DEI TRENTINI BRASILIANI

COMUNICATO nr. 2203 del 08/09/15

La delegazione provinciale guidata dal Governatore Ugo Rossi è arrivata oggi nel Paranà

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Il tempo era piovoso, ma è bastato il calore dell’accoglienza trovata al suo arrivo a riscaldare gli animi della delegazione guidata dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, in visita in questi giorni in Brasile per i 140 anni dall’inizio dell’epopea emigratoria, che ha portato in questo grande paese dell’America Latina, solo fra il 1874/75 e il 1914, circa 80.000 trentini. Prima tappa della visita, la città di Curitiba, capitale del Paranà, dove il locale circolo trentino conta circa 5000 iscritti. In mattinata, innanzitutto l’incontro con il console generale italiano Enrico Mora. Il Consolato italiano di Curitiba è stato ed è tutt’oggi un riferimento fondamentale per i tanti discendenti di trentini emigrati dai territori all’epoca appartenenti all’Impero austroungarico che, grazie alla legge 379 del 2000, hanno avviato le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana (circa 25.000 le domande presentate fino al 2010) ma anche per la nuova classe imprenditoriale locale di origine italiana. Subito dopo, la visita alla sede del circolo trentino, fondato esattamente 25 anni fa, e poi gli incontri con le autorità locali e con i giovani oriundi che hanno studiato a Trento grazie ai programmi dell’Università di Trento sugli interscambi giovanili.

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“E’ bello essere qui per rinsaldare i legami con i tanti discendenti di trentini che 140 anni fa affrontarono con coraggio, determinazione e dignità, la grande incognita dell’emigrazione, alcuni ormai appartenenti alla quinta o sesta generazione – ha detto il presidente Rossi – ma è anche importante confrontarci con le nuove opportunità di collaborazione che possiamo sviluppare, in campo economico, culturale, degli studi e della ricerca scientifica. Il Trentino ha bisogno di allargare i suoi orizzonti ed è naturale che guardi innanzitutto ad un paese come il Brasile, dove oggi vivono circa 2 milioni di discendenti dei nostri emigrati, alcuni dei quali oggi sono parte della classe dirigente locale. Sarebbe davvero importante ritrovarsi qui fra un paio d’anni assieme, ad esempio, ad alcune imprese trentine che hanno stretto rapporti di collaborazione con analoghe realtà brasiliane”. Un parere condiviso dai consiglieri provinciali Claudio Civettini e Lucia Maestri: “Basti pensare – ricordano – al sindaco di Curitiba, Gustavo Bonato Fruet, oriundo di Pergine Valsugana, o alla vice governatrice dello Stato Aparecida Borghetti, oriunda di Avio. Ma gli esempi sono numerosi sia in Parana’ sia negli altri due Stati che visiteremo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul. Siamo qui con un obiettivo che tutti condividiamo: creare nuove opportunità soprattutto per i giovani, sia in Brasile che in Trentino”. Una visione condivisa dal console Mora, che nel porgere il benvenuto al Governatore Rossi e agli altri membri della delegazione ha colto l’occasione per ringraziare il grande lavoro che le associazioni italiane svolgono nella regione, e di cui beneficia lo stesso consolato. “E’ questa una fase di rinnovamento per l’associazionismo – ha sottolineato il console – che è chiamato gradualmente a spostarsi su nuove frontiere, per rinnovare il suo ruolo al servizio delle comunità di riferimento ed attrarre le giovani generazioni”. Di visita “storica” ha parlato infine il consultore trentino per il centro-nord del Brasile Elton Diego Stolf, che accompagna la delegazione assieme al collega responsabile per il centro-sud del Paese, il consultore Alceu Xenofontes Lenzi. Curitiba, lo ricordiamo, e’ considerata in Brasile una città-modello. Fra i settori dove è più alta la possibilità di rafforzare l’interscambio con lo Stato del Parana’, il quinto più ricco del Brasile, grande otto volte il Trentino, quelli delle tecnologie ambientali e della formazione post-universitaria. La delegazione istituzionale ed economia trentina vede la presenza, oltre che dei due consiglieri Maestri e Civettini, di Giorgio Fracalossi e Rudi Oss, presidenti rispettivamente della Federazione trentina della cooperazione e di Dolomiti energia, del vicepresidente dell’Associazione Trentini nel mondo Cesare Ciola e della presidente dell’Unione famiglie trentine all’estero Giorgia Pezzi.

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