Posts Taggati ‘immigrazione e emigrazione’

Il presidente della Provincia: solidali con Agitu Ideo Gudeta

Comunicato 2042 del 27/08/2018

La sua storia ha saputo trasformarsi in esempio di integrazione e accoglienza

Il presidente della Provincia autonoma di Trento esprime la solidarietà delle istituzioni provinciali ad Agitu Ideo Gudeta, l’allevatrice etiope che ha denunciato di avere subito ripetute aggressioni da parte di un suo vicino. “Questi atti, a prescindere dagli aspetti che competono alla magistratura e alle forze dell’ordine, vanno assolutamente condannati, a maggior ragione perché colpiscono una persona la cui vicenda umana e professionale è diventata, anche al di fuori del Trentino, un simbolo di buona integrazione. Il fatto che Agitu, da rifugiata, abbia trovato il modo di ripartire avviando sul nostro territorio un’attività di allevamento di capre e di produzione di formaggi biologici testimonia del fatto che il Trentino crede nell’accoglienza e nella solidarietà attiva. L’auspicio è che questa vicenda possa ascriversi più alla sfera della prepotenza e delle patologie ossessive che al razzismo, una aberrazione del pensiero da cui la nostra comunità solitamente si è sempre tenuta ben distante”.

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In procinto di essere trasferiti a Torino i profughi arrivati oggi a Trento

Comunicato 1834 del 27/07/2018

“Ieri ho informato che il Ministero degli Interni avrebbe inviato in Trentino 30 persone richiedenti asilo, sottolineando che avremmo fatto come sempre il nostro dovere. Oggi in effetti queste persone sono arrivate e sono state accolte presso il Centro di prima accoglienza di Trento. Un’ora fa il Ministero degli Interni ci ha comunicato che queste persone sarebbero state trasferite a Torino. Collaboriamo come sempre”. Così il presidente Ugo Rossi, nel riferire le nuove disposizioni del Ministero riguardanti i richiedenti asilo inizialmente destinati in Trentino. Il gruppo dovrebbe a breve ripartire per Torino.

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Rossi: “Dall’emigrazione un insegnamento al rispetto della persona”

Comunicato 1677 del 08/07/2018

In val di Cembra si è conclusa oggi la Festa provinciale dell’Emigrazione

L’alta valle di Cembra ha ospitato oggi la giornata conclusiva della Festa provinciale dell’emigrazione, organizzata dall’Ufficio emigrazione della Provincia con l’associazione Trentini nel mondo e l’Unione delle famiglie trentine all’estero. Nel suo saluto ai partecipanti della Festa, il presidente dalla provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha ricordato le parole spese nella mattina da don Guido nel corso della Santa Messa, celebrata nella chiesa di Faver: “Qualsiasi festa è festa un esercizio di memoria perché ci richiama il senso profondo della propria terra. L’emigrazione non è solo un fenomeno del passato ma anche presente. Per questo motivo la Provincia sostiene l’impegno delle due nostre associazioni per rafforzare il senso della identità ai trentini di seconda e terza generazione che chiedono di riscoprire le proprie radici. Insieme stiamo costruendo una rete di trentini per il mondo che ci aiuta a portare i nostri valori in tutti i continenti”. Con i suoi quattro paesi, Faver, Grauno, Grumes e Valda, il Comune di Altavalle ha organizzato da giovedì 5 luglio ad oggi la Festa provinciale dell’emigrazione. Ricco il programma di eventi, che in questi quattro giorni ha compreso tavole rotonde, spettacoli teatrali, mostre sui vini trentini nel mondo, concerti e laboratori. La festa ha vissuto oggi la giornata finale con la messa celebrata a Faver e la sfilata per le vide del paese di Grumes. Alla cerimonia conclusiva hanno partecipato, oltre al presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, anche il sindaco di Altavalle Matteo Paolazzi, il presidente della Trentini nel Mondo Alberto Tafner e il presidente dell’Unione famiglie trentine all’estero Mauro Verones. Il presidente Rossi ha rivolto un appello affinché fenomeni complessi quali la migrazione vengano affrontati e valutati con la necessaria apertura: “Assieme è possibile. Solo se ci impegniamo tutti, solo se ascoltiamo tutti e assieme lavoriamo, sarà possibile avere a cuore la nostra terra e i nostri valori. Vivere in un luogo significa coniugare i diritti e i doveri dei cittadini di tutta la comunità, migranti compresi. Non possiamo illuderci di risolvere fenomeni, che arrivano da lontano, alzando muri o barriere. La storia dell’Europa, anche quella attuale, ci insegna che solo con l’unità e un percorso comune troveremo la migliore via al nostro futuro”. Un richiamo agli aspetti umani del fenomeno della migrazione è arrivato da Aperto Tafner, presidente di Trentini nel mondo: “Gli emigranti non hanno conoscenza delle diversità, noi trentenni siamo a favore di chi è uscito dal Trentino senza distinzioni: dietro ad oggi migrante c’è una persona, non sono dei numeri o dei bambolotti in balia anche delle onde del mare. Questa Festa trasmette a tutti un senso di solidarietà universale”. Un pensiero fatto proprio anche da Mauro Verones, presidente della seconda associazione, l’Unione delle famiglie trentine all’estero.

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Richiedenti asilo, dalla Conferenza Regioni ok alla proposta del Trentino e dell’Alto Adige

Comunicato 1546 del 21/06/2018

Ecco le misure concrete che verranno sottoposte al ministro dell’Interno

Chiarezza sulla gestione dei flussi, redistribuzione fra le Regioni anche dei richiedenti asilo che arrivano via terra e non solo tramite sbarchi. E ancora, velocizzare le domande di asilo, certezza delle regole di rimpatrio per chi è raggiunto da decreto di espulsione, monitoraggio continuo e condivisione dei dati, contrasto ai trafficanti e, infine, tutela dei minori, specie se non accompagnati. Sono queste le misure concrete che le Regioni, su iniziativa del Trentino e dell’Alto Adige Suedtirol chiederanno al ministro dell’interno Matteo Salvini. La decisione è stata presa oggi a Roma, al termine della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e che si basa sulla proposta presentata lo scorso maggio dai governatori del Trentino, Ugo Rossi e dell’Alto Adige, Arno Kompatscher. Le Province autonome di Trento e di Bolzano, all’interno del sistema delle Regioni, hanno sempre cercato di fare la loro parte in termini di solidarietà e di aiuto a fronte di un’emergenza mondiale che ha assunto dimensioni via via crescenti. Ma “non pare tollerabile – aveva scritto Ugo Rossi nel maggio scorso al presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini – che i territori si trovino a dover gestire la presenza di queste persone nel totale disinteresse dello Stato rispetto al destino delle persone uscite dal progetto di accoglienza e sprovviste di qualsivoglia titolo giuridico che ne consenta la permanenza sul territorio nazionale. E’ quindi urgente che il ministero dell’interno si esprima al più presto definendo le modalità per garantire un temporaneo sostegno umanitario a queste persone al fine di evitare situazioni di disagio grave e di degrado delle città e di potenziale pericolo per la popolazione residente. In particolare, sarà necessario chiarire se per tale sostegno le spese sono a carico dello Stato o se le province autonome e gli enti locali sono autorizzate ad utilizzare le risorse destinate ai servizi sociali normalmente dedicati alle persone senza fissa dimora. Resta fermo peraltro, che data per scontata la necessità di individuare con urgenza soluzioni provvisorie, lo Stato deve individuare modalità celeri ed efficaci per il rimpatrio delle persone non riconosciute e quindi illegalmente presenti sul territorio nazionale. I punti condivisi all’unanimità sono i seguenti: necessità di prevedere a breve un incontro con il ministro dell’interno per avere informazioni circa gli indirizzi politici e strategici del nuovo governo rispetto alla gestione dei flussi in arrivo, all’accoglienza sul territorio nazionale, alle proposte di riforma del trattato di Dublino e della normativa nazionale in materia di immigrazione e asilo, al contrasto delle organizzazioni di trafficanti di migranti e al contemporaneo rilancio della cooperazione internazionale; dato atto della presenza di richiedenti asilo che raggiungono il territorio nazionale via terra, è necessario che il sistema di ridistribuzione territoriale fra le regioni e di accoglienza venga esteso a tutti i richiedenti asilo in Italia, non solo a quelli giunti tramite gli sbarchi; velocizzare i tempi di analisi delle domande di asilo, di valutazione della loro ammissibilità al fine di ridurre significativamente i tempi di attesa per la definizione dello status; necessità di rimpatriare coloro che, pur raggiunti da decreto di espulsione, si trovano ancora sul territorio nazionale, attraverso la promozione di accordi bilaterali con i paesi di origine per i rimpatri e l’implementazione degli stessi centri di permanenza per i rimpatri; assoluta necessità di un monitoraggio continuo dei dati ufficiali, sia sui numeri assoluti che percentuali, relativi alla distribuzione dei migranti, nonché in ragione della popolazione residente; necessità di garantire il massimo livello di tutela per i minori stranieri, tra cui in particolare quelli non accompagnati, rispetto ai quali sono ancora oggi i singoli comuni a doversi fare carico dei maggiori costi.

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