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Comunweb, la pubblica amministrazione è un fattore di competitività

Comunicato 2261 del 25/10/2016

Il presidente della Provincia ha partecipato al seminario dedicato alla piattaforma dei servizi online del Consorzio Comuni

I cittadini e le imprese trentine hanno delle aspettative alte nei confronti della pubblica amministrazione perché l’Autonomia garantisce agli entri pubblici locali competenze e risorse. Per questo motivo la pubblica amministrazione deve essere un fattore di competitività del territorio, grazie alle nuove tecnologie ma soprattutto al cambio di atteggiamento e di velocità nelle risposte a utenti, cittadini e aziende. A sostenerlo è il presidente della Provincia autonoma di Trento che ha partecipato stamani al convegno dedicato a Comunweb, la piattaforma di servizi del Consorzio dei Comuni trentini. Al convegno è intervenuto l’assessore provinciale agli enti locali, il quale ha sottolineato come Comunweb rappresenti una grande opportunità per i Comuni impegnati a garantire ai cittadini efficienza ed efficacia dei servizi: “Il riconoscimento che la piattaforma del Consorzio Comuni sta riscuotendo a livello nazionale è la conferma che anche la periferia può concorrere allo sviluppo dell’Italia, attraverso servizi innovativi in grado di accorciare la distanza tra cittadino ed istituzioni”. Comunweb è il progetto del Consorzio dei Comuni Trentini, nato nel 2012 come soluzione informatica omogenea per tutti gli enti interessati a un portale di comunicazione su piattaforma condivisa. Comunweb è una piattaforma progettata per essere scalabile, riusabile, adattabile e sostenibile, sostenuta da un ecosistema collaborativo, un’innovativa architettura informativa e un apparato di dati, informazioni strutturate, contenuti e servizi orientati a costruire un nuovo dialogo tra amministrazioni e tra cittadini e PA all’insegna della trasparenza, della collaborazione e della partecipazione civica e del risparmio economico in piena compliance con la normativa vigente. Ad oggi Comunweb ha dato vita a un ecosistema composto da 201 enti locali, oltre 2.500 amministratori, oltre 1.100 dipendenti che aggiornano quotidianamente le piattaforme web secondo standard predefiniti, a cui si aggiungono i cittadini che scelgono di interagire e collaborare con l’amministrazione tramite i servizi Comunweb (sono oltre 25.000 i visitatori giornalieri). Oggi a Trento è stata presentata la ricerca “Obiettivo Comunweb: ottimizzare le risorse, generare valore. Da progetto tecnologico a modello di piattaforma territoriale”, condotta da Forum PA. Lo studio descrive nel dettaglio gli obiettivi, le caratteristiche, le metodologie e le funzionalità del progetto Comunweb, con particolare attenzione ai suoi elementi innovativi e maggiormente competitivi nel panorama italiano. In apertura di intervento, il presidente della Provincia autonoma di Trento ha ribadito l’attenzione verso Comunweb: “E’ una piattaforma e una modalità di offerta di servizi che mette al centro cittadino e imprese. E’ importante assicurare risposte alle nostre imprese perché grazie a loro riusciamo a garantirci la possibilità di esercitare la nostra autonomia che deriva sì dalle norme ma anche dalle risorse prodotto dal territorio”. Il Trentino è impegnato da tempo nella realizzazione della società digitale, investendo sia sulla infrastruttura (dorsale fibra ottica), sia sulla diffusione di internet sul territorio. Il Trentino ha raccolto la sfida organizzativa di una pubblica amministrazione maggiormente strutturata sul territorio e capace di fare sinergia: “Abbiamo favorito – ha continuato il presidente – la fusione tra Comuni e l’aggregazione tra amministrazioni nell’offerta dei servizi associati, all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza”. I miglioramenti tecnologici passano attraverso il capitale umano. Dal presidente è arrivato “l’appello” ai dipendenti pubblici di sentirsi al servizio dei cittadini: “Viviamo in un epoca in cui cittadino e imprese hanno un elevato livello di attese verso la pubblica amministrazione. L’autonomia speciale ci responsabilizza e ci toglie qualsiasi alibi perché la stragrande maggioranza delle decisioni passano attraverso di noi”. Intervenendo alla tavola rotonda, l’assessore provinciale agli enti locali ha ribadito la validità del progetto Comunweb, sia come opportunità per le amministrazioni locali di erogare al cittadino servizi di qualità, sia come caso di eccellenza, esportabile ad altre realtà italiane: “Il Trentino investe con convinzione nell’innovazione. Le nostre priorità riguardano la diffusione sul territorio della banda ultra larga e la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi. Ad esempio, a breve la Provincia autonoma di Trento integrerà tutte le banche dati cartografiche e completerà il processo di dematerializzazione delle pratiche edilizie”. Tre sono gli obiettivi della pubblica amministrazione trentina nei confronti di cittadini ed imprese: garantire risposte semplici e chiare; risposte veloci, andando a ridurre i tempi di erogazione del servizio adattando i tempi del pubblico a quelli del privato; risposte utili ed efficaci: fermo restando il rispetto delle norme, la pubblica amministrazione è chiamata ad un salto di qualità così da diventare essa stessa un fattore di competitività. “Il Trentino – ha concluso il presidente – è già ad un ottimo livello di servizi ma questo non può essere un punto di arrivo bensì un punto di partenza. Se vogliamo innovare e migliorare il Trentino dobbiamo impegnarci ad adeguare il sistema pubblico, prendendo atto dei nuovi bisogni dei cittadini e delle imprese”.

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Messa in sicurezza e ammodernamento delle scuole: variazione di bilancio per 6,6 milioni di euro

Comunicato 2224 del 21/10/2016

Nuovi interventi che elevano ulteriormente gli standard del Trentino

Per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle scuole trentine sono in arrivo altri 6,6 milioni di euro. La decisione è stata assunta oggi dalla Giunta su proposta del governatore Ugo Rossi. la delibera approvata dall’esecutivo provinciale ha approntato una apposita variazione al bilancio 2016 della Provincia. 2,5 milioni di euro saranno rivolti alla digitalizzazione degli istituti. A partire dalla prossima settimana verranno pubblicati appositi bandi attraverso i quali le scuole potranno provvedere a realizzare laboratori informatici e altri progetti di innovazione didattica centrati sulle tecnologie Ict. Altri 2,8 milioni di euro ad interventi di manutenzione straordinaria di piccola e media entità sul patrimonio edilizio scolastico (solai, pavimentazioni, infissi e così via). 1,3 milioni di euro andranno infine alla stessa tipologia di interventi di manutenzione straordinaria rivolti alle scuole dell’infanzia equiparate. “La decisione – ha sottolineato il presidente della Provincia – eleva ulteriormente gli standard delle nostre scuole sotto il duplice profilo della sicurezza e dell’efficienza. Naturalmente uno degli effetti degli interventi previsti sarà anche quello di fungere da volano al settore dell’edilizia e a quelli ad esso connessi, producendo quindi ricadute positive sul fronte occupazionale di cui non possiamo che felicitarci”.

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In Trentino entra in vigore il nuovo Reddito di attivazione

Comunicato 2211 del 20/10/2016

Il nuovo ammortizzatore sociale sarà valido dal 22 ottobre prossimo e si applicherà ai lavoratori licenziati dal 1° maggio 2015

Dopo l’accordo, in primavera, con il Ministero del Lavoro e la sottoscrizione, nel luglio scorso, della convenzione con l’INPS, in base alla quale la Provincia potrà avvalersi della collaborazione dell’Ente previdenziale per la gestione dell’ammortizzatore, dal 22 ottobre prossimo, i lavoratori licenziati a partire dal 1° maggio 2015 che hanno terminato di utilizzare la NASpI e che siano in possesso dei requisiti previsti potranno fare richiesta del “Nuovo Reddito di Attivazione”. L’annuncio è stato dato stamani dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e al lavoro, nel corso dei lavori di presentazione del 31 Rapporto sull’occupazione in Trentino. Con il nuovo Reddito di attivazione viene ulteriormente rafforzato il primo dei quattro pilastri del sistema di ammortizzatori sociali provinciali. Infatti il modello trentino prevede il Reddito di Attivazione per i lavoratori disoccupati, il Reddito di continuità per i lavoratori sospesi, il Reddito di qualificazione per i giovani lavoratori che vogliono terminare gli studi o laurearsi ed il Reddito di Garanzia per le famiglie bisognose. Il Reddito di attivazione è stato introdotto fin dal 2014, quando l’Agenzia del lavoro, tramite l’INPS, ha dato avvio all’erogazione di questa indennità provinciale in favore dei disoccupati che hanno terminato di percepire l’ASpI o la mini-ASpI, in possesso di specifici requisiti di età e residenza nel territorio provinciale e che abbiano dimostrato di essersi attivati per la ricerca di un nuovo lavoro. L’obiettivo era quello di prolungare la durata del periodo di percezione delle indennità statali già erogate dall’INPS. Questo fino ad ora. Con l’introduzione della nuova indennità di disoccupazione (NASpI) e dell’ASDI, previsti dal Jobs Act, la Provincia autonoma di Trento ha provveduto a modificare ed ampliare il Reddito di attivazione estendendolo a una nuova categoria di destinatari. In particolare si è prevista la possibilità di erogare, tramite l’INPS, una nuova misura che andrà ad integrare l’ASDI e sarà rivolta a tutti quei disoccupati che, dopo aver fruito della NASpI, siano ancora privi di occupazione e si trovino in una condizione di effettivo bisogno. Diventa così operativo per i lavoratori disoccupati del territorio uno strumento di politica del lavoro che non ha eguali nel resto del Paese. Si tratta di una misura integrativa a sostegno del reddito, finanziata esclusivamente con risorse provinciali, che consentirà a coloro che hanno perso il lavoro, da un lato, di poter contare su un sostegno economico più lungo e più intenso nella fase di passaggio da un’occupazione ad un’altra, dall’altro di coinvolgere attivamente – da qui la denominazione di reddito “di attivazione” – i beneficiari in progetti di promozione delle opportunità occupazionali, finalizzati a rendere più brevi possibile i tempi di rientro nel mercato del lavoro. Il lavoratore che, dopo aver beneficiato di tutti gli ammortizzatori previsti dallo Stato, sia ancora disoccupato, non resterà dunque solo, ma potrà usufruire di un ulteriore intervento, migliorativo rispetto a quello statale, che ne favorisca la ricollocazione occupazionale. Potranno fare domanda di di nuovo Reddito di attivazione i cittadini residenti in Trentino con un indicatore ISEE fino a 8.000 euro. In questo modo viene notevolmente ampliata la platea dei beneficiari del sostegno statale (l’ASDI, Assegno di Disoccupazione) che viene concesso solo a fronte di un indicatore ISEE fino a 5.000 euro, e solo in presenza di figli a carico o, in alternativa, di età superiore ai 54 anni. Condizione per l’accesso e il mantenimento del diritto al nuovo Reddito di attivazione, è la sottoscrizione da parte del disoccupato di un progetto personalizzato con il Centro per l’impiego e lo svolgimento delle misure di ricerca attiva di lavoro concordate ed in esso previste. Il nuovo Reddito di attivazione spetta per un periodo massimo di 6 mensilità, così come l’ASDI. L’importo del Reddito di attivazione è ora pari al 75% dell’ultima indennità di NASpI percepita, ma senza l’applicazione del massimale previsto per l’ASDI (che è di circa 450 euro). Sono inoltre previsti incrementi nel caso di figli minorenni a carico. L’accesso al Nuovo RA avviene su domanda in via telematica, che il lavoratore può inoltrare attraverso gli stessi canali previsti per l’ASDI, dunque o direttamente, accedendo al sito dell’INPS (se provvisto delle credenziali di accesso), o semplicemente rivolgendosi ad un Patronato. La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dal termine della NASpI. Si stima che l’erogazione del nuovo reddito di attivazione riguarderà potenzialmente circa 2100 beneficiari all’anno in Trentino, per un importo corrispondente di spesa che, sempre secondo le stime, si aggira sui 2,7 milioni di euro. Il nuovo Reddito di Attivazione ha efficacia retroattiva. Potranno, infatti, beneficiarne anche coloro che, avendo perso il lavoro a partire dal 1 maggio 2015, hanno già terminato la NASpI e presentino domanda entro il termine massimo di 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare INPS che informa dell’introduzione della misura. La circolare INPS verrà pubblicata il 22 ottobre 2016 sul sito dell’INPS.

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