Posts Taggati ‘economia e attività produttive’

Family Audit: ecco come migliorare la qualità di vita in azienda

Comunicato 1486 del 15/06/2018

Approvate stamani in Giunta due delibere inerenti la certificazione Family Audit

La certificazione Family Audit è stata adottata da quasi 200 aziende in Italia con il coinvolgimento di circa 100.000 dipendenti. E’ nata nel 2008 in Trentino e in Italia si è diffusa con la prima (2012) e seconda (2015) sperimentazione nazionale. Approvate oggi in Giunta due delibere: la prima riguarda i risultati dell’analisi di impatto della certificazione compiuta su un campione di 34 aziende certificate. Quali risultati sono stati raggiunti in azienda? Diminuzione tangibile dei costi del personale: -0,9 giorni di malattia annui e -7,0 ore di straordinario annue per lavoratore. E inoltre introduzione del telelavoro +9%, banca delle ore +10,6% e orario personalizzato +3%. Approvata in Giunta anche la delibera che stanzia, attingendo al Fondo ex vitalizi, i contributi per imprese con sede in Trentino al fine di aiutarle a sostenere i costi per ottenere la certificazione. Grazie ai contributi, le aziende fino a 15 dipendenti potranno risparmiare oltre 4.000 euro e le aziende oltre 100 dipendenti circa 7.000 euro. Le spese sono a copertura del lavoro di consulenti e valutatori che assisteranno le imprese nel percorso di certificazione. Il Family Audit è una certificazione che aiuta le organizzazioni a introdurre al loro interno strumenti di conciliazione vita-lavoro rispondendo alle necessità conciliative dei propri dipendenti nella gestione dei tempi dedicati alla casa, alla famiglia e al lavoro. I risultati, dopo aver acquisito la certificazione, sono evidenti in termini di miglioramento del clima aziendale, riduzione dei costi del personale e maggior fidelizzazione dei dipendenti. Il documento “Valutazione d’impatto familiare dello standard Family Audit” contiene l’analisi effettuata su 34 aziende che hanno aderito alla prima sperimentazione nazionale del 2012. Nel report si evidenziano dati positivi a conferma della bontà del marchio e delle ricadute concrete all’interno delle organizzazioni. I NUMERI: Le 34 aziende del campione, che già avevano un buon livello di conciliazione, rappresentano 18.223 dipendenti (6.500 donne e 11.723 uomini) e hanno registrato – nel corso dei tre anni di attivazione del processo – un aumento in tutti gli indicatori di flessibilità rilevati annualmente. In particolare, le crescite più consistenti hanno riguardato gli occupati con banca delle ore (+10,6%), con telelavoro/smart working (+9,2%), con orario personalizzato (+3,1%), con part time (+3,0%) e con orario flessibile in entrata (+2,1%). Una riduzione decisiva si registra negli indicatori relativi ai “giorni di malattia medi all’anno per lavoratore” (-0,9) ed “ore di straordinario medie all’anno per lavoratore” (-7,0), a testimonianza dell’efficacia delle politiche di conciliazione nel migliorare le condizioni di lavoro. CONTRIBUTI ex vitalizi: Approvata oggi in Giunta anche la delibera che stanzia i contributi, attingendo al “Fondo ex vitalizi per il sostegno della famiglia e dell’occupazione” per 50 aziende di dimensioni medio-piccole (massimo 100 dipendenti) con sede in Trentino: obiettivo è l’abbattimento del costo della certificazione, che è di durata triennale, nella misura massima del 100% dei costi riferiti alle attività del consulente e del 25% dei costi riferiti alle attività del valutatore. In concreto, una piccola azienda fino a 15 dipendenti potrà risparmiare oltre 4.000 euro di spese tra consulente e valutatore e una di grandi dimensioni (oltre 100 dipendenti) fino a 7.000 euro.

Link al Comunicato PAT

Rapporto della Banca d’Italia: nel 2017 l’economia trentina è tornata a crescere

Comunicato 1467 del 13/06/2018

Rossi: “La ripresa c’è ed è tornata anche la fiducia”

“Ormai possiamo pronunciare le parole ripresa e tenuta del nostro sistema di coesione sociale in maniera inequivocabile, senza nessun timore”. Così il Governatore del Trentino, Ugo Rossi, intervenuto nel pomeriggio presso la facoltà di Economia di Trento, dove è stato presentato il rapporto 2017 di Banca d’Italia sulla situazione economia nelle Province autonome di Trento e di Bolzano. “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Rossi – ma la ripresa indubbiamente c’è, perché l’economia trentina è tornata a crescere, il sistema è rimasto coeso ed ha tenuto, ed è tornata anche la fiducia. Parola che dobbiamo utilizzare più spesso quando comunichiamo con le imprese e con i cittadini, lavorando per risolvere le criticità, ma contribuendo anche costruire un clima positivo. I sistemi territoriali, come il nostro – ha aggiunto – possono essere la chiave di una possibile ripresa definitiva. Il rapporto di Banca d’Italia è per noi molto utile e spesso ci ha dato l’occasione di riflettere e poi di intervenire rispetto alle difficoltà evidenziate, come nel caso dell’accesso al credito o rispetto all’orientamento delle politiche a sostegno delle imprese. L’Autonomia – ha concluso il presidente – ci concede alcune leve importanti di intervento, ma dobbiamo saperle utilizzare al meglio con uno sguardo più globale, in questo il rapporto di Banca d’Italia ci aiuta moltissimo”. Nel corso del 2017 – si legge nel rapporto – il prodotto interno lordo nella provincia di Trento è tornato a crescere. L’aumento è stato guidato dai servizi e dall’industria a fronte di una stabilizzazione dell’attività nelle costruzioni. Le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate, soprattutto in Trentino. L’incremento dell’occupazione ha continuato a essere intenso per le classi di età più elevata, il tasso di occupazione giovanile è cresciuto in Trentino ed è rimasto stabile su livelli alti in Alto Adige. Qui il rapporto completo: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2018/2018-0004/index.html

Link al Comunicato PAT

Fisco, infrastrutture, semplificazione, capitale umano: gli impegni della Provincia per sostenere lo sviluppo dell’economia

Comunicato 1457 del 12/06/2018

Il presidente Rossi e il vicepresidente Olivi oggi all’assemblea di Confindustria del Trentino

Un grazie agli imprenditori trentini per avere creduto nell’arrivo di una nuova fase di crescita dell’economia trentina, che viaggia, secondo le previsioni sulla crescita del pil 2018, attorno a un +2%. Ed una serie di impegni per far sì che questa ripresa si consolidi: infrastrutture, politiche fiscali, efficenza della pubblica amministrazione, ricerca, innovazione, capitale umano. Questi in sintesi i contenuti degli interventi pronunciati dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e dal vicepresidente Alessandro Olivi all’assemblea di Condindustria del Trentino 2018. Dal presidente Rossi anche una sottolineatura sulla firma, stamani, da parte del ministro dei trasporti Danilo Toninelli, del memorandum di intesa sul Brennero. Un passaggio non scontato che conferma l’impegno del Governo, assieme a quello dei territori dell’Euregio, per la realizzazione di un’opera da cui ci si attendono investimenti importati, un indubbio beneficio per i trasporti, ma anche un miglioramento generale della qualità della vita delle popolazioni interessate. L’assemblea pubblica di Confindustria Trentino si è aperta con il saluto del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, che ha ringraziato gli imprenditori perché “se la ripresa c’è è perché in tempi anche difficili qualcuno ci ha creduto. Questo è sempre il primo requisito. Credere che sia possibile e andare avanti, con coraggio”. Nel prosieguo del suo intervento Rossi ha sottolineato come vi siano oggi le condizioni per consolidare un percorso di crescita: lo prova anche il fatto che la manovra di assestamento di bilancio che la Provincia si appresta a varare contiene una previsione di crescita del pil nel 2018 del 2%. Ma quali sono gli impegni futuri che la Provincia si assume? “Innanzitutto – ha detto il presidente – continuità nelle politiche di carattere fiscale a condizione che le politiche nazionali non mettano in difficoltà le nostre entrare. La flat tax comporterebbe per una provincia autonoma come la nostra, che vive di gettito proprio, una perdita di 500 milioni all’anno. Al netto di ciò, vogliamo mantenere le politiche fiscali in linea con quanto fatto in questi anni. Insisteremo inoltre nelle nostre politiche per la valorizzazione del capitale umano: scuola, università, ricerca, apprendimento linguistico, sistema duale. Cercheremo di migliorare ulteriormente le performance della pubblica amministrazione. Abbiamo presentato una nuova legge in materia di tempi della burocrazia che contiene un principio innovativo, che richiama in qualche modo quello dell’inversione dell’onere della prova, riguardante ogni tipo di scadenza amministrativa”. Dopo avere ricordato gli impegni mantenuti sul versante dell’immissione di nuova liquidità del sistema, infine, il presidente Rossi ha chiuso il suo intervento richiamando il tema strategico delle infrastrutture. “Al centro della nosra attenzione innanzitutto il tema del raddoppio del Brennero, che porta con sé nuovi investimenti ma anche un miglioramento della qualità della vita. Oggi il ministro Toninelli ha firmato un memorandum con cui si confermano gli impegni precedenti sul tunnel del Brennero e sulle tratte di accesso. Non era una cosa scontata. Ringraziamo il ministro per questo atto di responsabilità. Come Provincia autonoma, ci impegniamo inoltre ad approfondire il tema delle connessioni interregionali, a partire da quelle con il Veneto, con uno spirito nuovo, diverso rispetto al passato. L’obiettivo deve essere quello di risolvere i problemi di traffico del Veneto ma anche del Trentino. Entrambi i territori devono trarre i dovuti benefici”. Il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, intervenuto dopo la relazione del presidente di Confindustria Enrico Zobele, ha ripreso alcune delle coordinate sottese all’assemblea di Confindustria. La prima è quella della rappresentanza: alle incertezze del momento bisogna rispondere con un di più di “fare assieme”, di comunità, di unità di intenti. “La crescita c’è – ha proseguito Olivi – e l’impresa, la manifattura, giocano al suo interno un ruolo insostituibile. Sono il motore, la sala macchina di una ripresa che impatta anche sugli indicatori sociali”. Qualità – dell’impresa, del lavoro, del capitale umano – è il pilastro fondamentale. il suo consolidamento comporta tutta una serie di impegni: ad esempio una politica fiscale che premi chi investe, chi sottoscrive un patto virtuoso fra impresa, occupazione, comunità. “Grazie ad un approccio basato sulla collaborazione fra sistema pubblico e privato, riconfermato anche nei giorni scorsi con la sottoscrizione di un nuovo Patto fra Provincia e forze economico-sociali, analogo a quello siglato ad inizio legislatura, abbiamo creato nuovi posti di lavoro – 3500 solo con gli accordi negoziali – , e abbiamo ripopolato con nuova impresa luoghi ormai desertificati sul versante produttivo, non solo complessi industriali da cui l’impresa se ne era andata ma anche luoghi del Trentino che non sembrerebbero essere tradizionalmente vocati all’imprenditorialità. Ma soprattutto, anche con l’azione di Trentino Sviluppo, abbiamo puntato per primi sull’industria 4.0, sull’innovazione, sulla meccatronica. Anche queste sono infrastrutture produttive, sono piattaforme per la nuova impresa, luoghi dove si costruisce il futuro”. Infine, il capitale umano: fattore di sviluppo fondamentale, su cui la crescita del Trentino sa di poter continuare a contare.

Link al Comunicato PAT

Occupazione in Trentino: nel primo trimestre 2018 aumentano forze lavoro e occupati

Comunicato 1453 del 12/06/2018

Su base annua lavoratori cresciuti del 2,6%

Continua e si rafforza la crescita dell’occupazione in Trentino che riflette i buoni numeri evidenziati dall’economia. Lo certificano i dati resi noti oggi dall’Istat relativi al 1° trimestre 2018. La rilevazione, in provincia di Trento, è coordinata dall’ISPAT (Istituto di statistica della provincia di Trento). I valori significativi del mercato del lavoro sono tutti positivi: le forze di lavoro e gli occupati aumentano, i disoccupati e gli inattivi diminuiscono. Le forze di lavoro hanno raggiunto le 248mila unità, in crescita dell’1% rispetto al 1° trimestre del 2017. L’aumento è il risultato di una variazione positiva degli uomini dell’ordine dell’1,7% e delle donne dello 0,2%. Gli occupati incrementano di circa 6mila unità, superando le 233mila unità, con un contributo simile fra uomini e donne. Nel 1° trimestre 2018, su base annua, i lavoratori sono aumentati del 2,6%. Sono i settori dell’agricoltura e delle costruzioni a rilevare gli aumenti più importanti. L’industria cresce nel complesso dell’1,9% e i servizi dello 0,5%, con una buon andamento degli altri servizi che incrementano dell’1,5%. I disoccupati sono pari a 14,4mila, con un calo evidente e pari a circa 3.400 unità, risultato di una riduzione molto marcata della disoccupazione femminile (circa 2.700 unità). I dati del 1° trimestre 2018 mostrano anche una diminuzione degli inattivi pari al 2,8% e, coerentemente con la crescita dell’occupazione maschile, il calo è in maggioranza imputabile agli uomini. Soddisfazione per i dati pubblicati dall’Istat, frutto anche delle politiche del lavoro messe in campo dalla Provincia, che hanno garantito non solo protezione sociale, ma anche formazione e ricollocamento, viene espressa dal presidente Ugo Rossi e dal vicepresidente Alessandro Olivi. “Questi dati – spiega il presidente Rossi – dimostrano il consolidamento di un trend di crescita dell’occupazione evidenziato già nel corso del 2017 che riflette la crescita di tutti gli indicatori economici. Proprio ieri la consueta indagine della Camera di Commercio, sul primo trimestre 2018, aveva evidenziato un incremento del fatturato per le imprese trentine del 6,2%. E’ un ulteriore segnale che genera fiducia per il futuro. Certo non dobbiamo abbassare la guardia e continuare ad impegnarci per sostenere e rafforzare la ripresa dell’occupazione, cosa che faremo con il bilancio di assestamento, che darà ulteriore spinta alla crescita del sistema economico nel suo complesso. “Gli scenari internazionali sono ancora incerti, ma in Trentino cresce la fiducia e le imprese tornano ad investire – commenta il vicepresidente Olivi – dobbiamo tuttavia spingere maggiormente sull’acceleratore della ripresa, il che significa insistere sui temi dell’innovazione, della formazione del capitale umano e dell’internazionalizzazione e migliorare anche sulla qualità del lavoro. Ci rendiamo conto che veniamo da anni molto difficili. Chiediamo alle imprese uno sforzo ulteriore per dare fiducia alle persone, privilegiando forme contrattuali che ci aiutino a contrastare la precarietà”. I tassi caratteristici del mercato del lavoro riflettono la buona performance, su base annua: il tasso di occupazione (15-64 anni) è pari al 67% (72% gli uomini, 61,8% le donne) con un aumento trimestrale su base annua simile fra uomini e donne (circa 1,9 punti percentuali); il tasso di disoccupazione (15 anni e più) è sceso all’5,8% dal 7,3% del 1° trimestre 2017, con un valore per gli uomini pari al 6,5% e delle donne del 4,9%. Il decremento è stato più marcato per le donne (-2,4 punti percentuali); il tasso di inattività (15-64 anni) è pari al 28,9% in calo circa 1 punto percentuale, risultato attribuibile gli uomini (-1,3 punti percentuali). Rispetto all’Italia questi tassi notoriamente presentano una situazione migliore, con differenze positive evidenti per il mercato del lavoro trentino (circa 10 punti percentuali sul tasso di occupazione (57,6 % in Italia), circa la metà il tasso di disoccupazione (11,6% in Italia).

Link al Comunicato PAt