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La Finanziaria 2017 in 10 punti

Comunicato 2375 del 11/11/2016

Anche quest’anno il disegno di legge di bilancio è accompagnato dal disegno di legge di stabilità provinciale e dal disegno di legge collegata: il primo contiene le disposizioni riguardanti a finanza locale e gli enti collegati alla finanza provinciale, le disposizioni sul personale provinciale e sul personale insegnante della scuola, nonché le disposizioni concernenti imposte, tasse, tariffe, contributi e altre entrate della Provincia; il secondo contiene le disposizioni aventi riflessi finanziari in relazione agli obiettivi di razionalizzazione della spesa, equità e sviluppo contenuti nel DEFP e nella relativa nota di aggiornamento, nonché le disposizioni necessarie per adeguare la normativa provinciale agli obblighi derivanti dalla normativa statale ed europea, le disposizioni abrogative di disposizioni desuete e le disposizioni di proroga o differimento dei termini. Fra i punti salienti, le agevolazioni Irap, le misure a supporto della famiglia e del diritto allo studio, i tributi degli enti locali, la disciplina delle società provinciali. Ecco riassunti in 10 punti i contenuti delle norme più rilevanti.

IRAP

In materia fiscale viene da un lato confermato l’impianto sostanziale delle agevolazioni IRAP già previste per gli anni 2017 e 2018; dall’altro si innova l’efficacia dell’agevolazione fiscale introducendo una deduzione per chi incrementa l’occupazione stabile o stagionale di almeno una ULA (Unità lavorativa annuale, può consistere in un lavoratore assunto o anche più di uno per periodi di tempo che complessivamente coprono tutto l’anno),e potenziando la deduzione del salario di produttività in attuazione di accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali. La deduzione di 20.000 euro per i soggetti con reddito imponibile non superiore a quella soglia, prevista per gli anni 2016 e 2017, viene prorogata per gli anni 2018 e 2019.

FAMIGLIA

Viene introdotta, per gli anni dal 2017 al 2019, una detrazione di 252 euro per ciascun figlio a carico per i soggetti con reddito imponibile non superiore a 55.000 euro. In tal modo, per i medesimi anni, i soggetti con imponibile fino a 20.000 euro non verseranno nulla a titolo di addizionale mentre i soggetti con imponibile superiore a 20.000 euro ma non superiore a 55.000 euro con figli fiscalmente a carico avranno diritto ad una detrazione di 252 euro per ciascun figlio a carico, in proporzione alla percentuale e ai mesi di carico.

ENTI LOCALI

In materia di tributi degli enti locali viene disciplinato il cosiddetto “contributo di scopo” per coinvolgere il privato nel finanziamento di progetti strategici, soprattutto infrastrutture, che per la loro rilevanza valorizzano economicamente il territorio in cui sono realizzate e quindi accrescono il valore economico degli immobili. Tecnicamente si tratta di un’addizionale, nella misura massima dello 0,5 per cento, da applicare alla base imponibile dell’IMIS.

IMIS

In materia di IMIS si conferma fino al 2019 la facoltà dei comuni di prevedere un’aliquota agevolata (anche fino all’azzeramento) per i fabbricati destinati ad impianti di risalita comunque denominati, si riconosce ai comuni la facoltà di esentare dall’IMIS le aree edificabili, comunque denominate, che urbanisticamente consentono solo l’ampliamento di fabbricati esistenti (trattasi delle cosiddette aree “sature” o “consolidate”), si conferma fino al 2019 la deduzione, dalla rendita catastale, di euro 1.500,00 in favore dei fabbricati strumentali all’attività agricola qualificati come tali dal Catasto nonché le aliquote base dei fabbricati e delle aree edificabili in vigore nel 2016, e quindi le aliquote agevolate (0,79% per la generalità dei fabbricati tranne banche ed assicurazioni, 0,55% per negozi, piccoli insediamenti produttivi, alberghi e studi professionali) previste per i fabbricati catastalmente destinati ad attività produttive, 0,895% per tutte le altre fattispecie imponibili.

DIRITTO ALLO STUDIO

In tema di scuola e università la normativa provinciale viene allineata a quella nazionale in materia di diritto allo studio prevedendo la differenziazione della tassa per il diritto allo studio universitario in base alla condizione economica (articolata in tre fasce) e garantendo il rispetto del limite superiore definito dalla normativa statale. Con propria deliberazione la Giunta provinciale determinerà gli importi per ciascuna fascia. Sempre in tema di diritto allo studio sono riconosciute le borse di studio a favore degli studenti universitari frequentanti corsi presso università fuori dalla provincia.

POLITICHE SOCIALI

Nel settore delle politiche sociali e della famiglia si introduce il nuovo assegno unico provinciale al fine di razionalizzare e riordinare gli interventi a sostegno delle persone e delle famiglie disciplinati da leggi nazionali, regionali e provinciali. Confluiranno quindi nell’assegno unico l’assegno regionale per il nucleo familiare, il contributo alle famiglie numerose, il reddito di garanzia automatico, il reddito di garanzia sociale, l’assegno integrativo per gli invalidi, il diritto allo studio Con uno o più regolamenti sono individuati, gradualmente, i bisogni generali e particolari per il soddisfacimento dei quali sono erogate le quote che compongono l’assegno unico (una quota finalizzata a garantire il raggiungimento di un livello di condizione economica sufficiente al soddisfacimento di bisogni generali della vita ed una quota diretta a sostenere la spesa necessaria al soddisfacimento di bisogni particolari della vita, quali, tra l’altro, la cura, l’educazione e l’istruzione dei figli, l’assistenza di soggetti deboli, invalidi o non autosufficienti, l’accesso a soluzioni abitative idonee). Si modifica la periodicità dei pagamenti delle prestazioni economiche a favore degli invalidi civili, ciechi civili e sordi (da bimestrali a mensili). A sostegno della natalità si introduce un contributo alle famiglie per ridurre gli oneri derivanti dall’accesso ai nidi di infanzia. In tema di edilizia abitativa si modifica la disciplina relativa al contributo concesso a copertura degli interessi maturati sui mutui stipulati dal beneficiario per un importo corrispondente alla detrazione fiscale prevista dallo Stato per gli interventi di recupero e di riqualificazione energetica degli immobili al fine di estendere il novero delle fattispecie potenzialmente destinatarie del contributo. Si istituiscono, presso l’ufficio del difensore civico, il garante dei diritti dei detenuti e il garante dei diritti dei minori.

PATRIMONIO PUBBLICO

In materia di territorio si introduce un nuova disciplina per accelerare i procedimenti relativi a recupero, valorizzazione o alienazione degli edifici non utilizzati appartenenti al patrimonio immobiliare pubblico della Provincia o degli enti o organismi collegati, con un procedimento semplificato di variante al Prg. L’accordo urbanistico riguardante la destinazione urbanistica di questi edifici è approvato e sottoscritto dal rappresentante legale dell’ente proprietario e dal sindaco in via preliminare e, dopo una fase di partecipazione popolare, è sottoscritto in via definitiva dai medesimi soggetti. Si differisce al 31 dicembre 2018 il termine fissato dalla legislazione provinciale per la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale (c.d. “gara gas”) a fronte dall’incertezza del quadro normativo vigente in materia di distribuzione del gas, dovuta a sua volta a corpose innovazioni legislative susseguitesi negli ultimi anni in sede statale.

PARTERNARIATO PUBBLICO-PRIVATO

Si modifica la disposizione provinciale concernente le concessioni ed il partenariato pubblico-privato (art. 28 legge provinciale 2/2016) al fine di rilanciare lo strumento del parternariato nel campo dei servizi.

TRASPARENZA

Si adegua la normativa provinciale agli obblighi derivanti dalla normativa statale in materia di trasparenza (introdotti dal D. Lgs. n. 97 del 2016) in particolare prevedendo l’accesso generalizzato da parte di chiunque ai dati e ai documenti detenuti dall’amministrazione.

SOCIETÀ PROVINCIALI

In tema di nuove discipline statali introdotte dai cosiddetti “decreti Madia” si innova la disciplina provinciale in materia di società provinciali rispetto al decreto legislativo 175/2016 “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”. Nello specifico: si introduce lo strumento del programma di riordino, finalizzato alla realizzazione di processi di riorganizzazione societaria; viene rivisitata la disposizione provinciale riguardante la composizione degli organi collegiali e la remunerazione dei compensi; viene riscritta la disposizione in ordine alla legittimazione dell’azione amministrativa della Provincia e degli enti locali nel costituire o partecipare in società; si applica direttamente l’aggiornata disciplina statale sulle perdite di esercizio e sul piano di risanamento aziendale; si dispone, da un lato, l’applicazione agli enti locali delle disposizioni provinciali per l’adozione del piano di razionalizzazione societaria, nel rispetto del loro ordinamento e con lo specifico e proporzionato rinvio al limite del fatturato medio, dall’altra parte, si rimanda alla base negoziale fra Giunta provinciale e Consiglio delle Autonomie Locali per l’aggregazione dei soggetti che forniscono servizi, strumentali o di interesse e generale, in conformità agli obiettivi dello stesso testo unico nazionale.

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Un Trentino che punta alla crescita

Comunicato 2374 del 11/11/2016

Approvato dalla Giunta il Bilancio 2017

Il Trentino che affronta il 2017 è un Trentino che vuole crescere. Il Bilancio approvato oggi dalla Giunta punta a questo risultato, in maniera equilibrata e prudente. Le risorse totali ammontano a 5,25 miliardi di euro, di cui 4,540 effettivamente spendibili, al netto delle partite di giro. Nel dettaglio, le entrate complessive sono pari a 4.402 milioni di euro a cui si aggiungono economie di spesa per 138 milioni sul bilancio 2016, che verranno impiegate nel 2017. Come noto, l’accordo recentemente raggiunto con il Governo ha sbloccato l’utilizzo del Fondo pluriennale vincolato, mentre per quanto riguarda l’avanzo di amministrazione, è prevista la possibilità di utilizzarlo nel 2017 ma è ancora aperto il confronto per gli anni successivi. “Gli obiettivi principali che abbiamo messo in campo per il 2017 – spiega il presidente della Provincia autonoma di Trento – sono il sostegno allo sviluppo e all’occupazione, in particolare attraverso l’uso della leva fiscale, il mantenimento della coesione sociale, uno dei principali caratteri distintivi del Trentino, l’adozione di nuove politiche per la famiglia. Con questo mix di misure che incoraggiano l’impresa, l’innovazione, la valorizzazione delle risorse umane, e che consolidano il nostro stato sociale, a cui spesso il resto del Paese guarda con attenzione e ammirazione, vogliamo lanciare un segnale di fiducia nel futuro. Il Trentino dell’Autonomia ha tutte le carte in regola per agganciare la ripresa; deve farlo con coraggio e consapevolezza dei propri mezzi”.

Il quadro d’insieme: una finanziaria per lo sviluppo

Risulta necessario innanzitutto rafforzare la tendenza alla crescita già manifestatasi nel 2016 con un aumento di quasi l’1% del pil, e consolidare quei risultati che collocano il Trentino nelle posizioni di testa per benessere e qualità della vita fra le regioni europee. Vediamo alcune voci, comparando le cifre relative con quelle dell’Italia e dell’Europa: il tasso di occupazione in Trentino è pari a 71,4 (Italia 60,5, Europa 70), l’abbandono scolastico a 8,7 (Italia 14,7, Europa 11), la popolazione a rischio povertà ed esclusione sociale è circa il 13,6% (Italia 28,3, Europa 24,4), la spesa in ricerca e sviluppo (in percentuale sul pil) è pari a 1,84 (Italia 1,29, Europa 2,03). Sono numeri importanti, che evidenziano come, in questi anni, la preoccupazione sia stata in primo luogo quella di investire sulle persone, in termini di formazione scolastica e universitaria, al tempo stesso assumendo misure spesso innovative sul versante del welfare, ovvero in favore di chi aveva di meno (redditi più bassi, disoccupati, giovani in cerca di primo impiego). I risultati testimoniano del fatto che gli sforzi del Trentino non sono stati vani. Naturalmente però, una terra equa e solidale deve assumersi precisi impegni anche sul versante della crescita. Tanto più quando è una terra di Autonomia, che gestisce le principali leve dello sviluppo e del welfare in prima persona. E’ dunque importante gestire al meglio le risorse disponibili (anche investendo in nuove opere pubbliche strategiche e continuando a risparmiare sulla spesa pubblica di parte corrente, cioè per il funzionamento delle strutture) e mobilitare la spesa privata.

Gli obiettivi: imprese, lavoro, famiglie, opere pubbliche, spesa sociale

In cima agli obiettivi del Bilancio messo a punto per il 2017 vi è proprio la salvaguardia della crescita, con l’obiettivo di arrivare nel 2018 almeno ad un + 1,2% del pil, e possibilmente di superarlo. Ciò, conservando la coesione sociale e dunque continuando ad investire in sanità, sociale, scuola, ricerca, politiche del lavoro e di sostegno al reddito (lo stock di risorse per il complesso di queste voci rimane invariato rispetto al 2016). Particolare attenzione viene riservata alla famiglia, per contrastare la tendenza alla denatalità e porre le basi per un Trentino più equilibrato nel rapporto fra le generazioni. Ed ancora: si punta a rafforzare la dimensione internazionale del Trentino, sia in entrata (investimenti da fuori provincia, ma anche turismo, interscambio universitario e scolastico e così via) sia in uscita (sostegno alle imprese e ai prodotti trentini sui mercati internazionali); una particolare attenzione viene riservata anche alle zone di montagna, investendo sulla loro competitività (incentivi, aiuti selettivi, servizi, ict); infine, vengono confermate e rilanciate le misure per migliorare ulteriormente l’efficienza e l’economicità della macchina pubblica.

Sostegno alla crescita: imprese e occupazione

Sono due le leve principali attivate: Irap e Imis. La prima misura importante di carattere fiscale a sostegno delle imprese riguarda agevolazioni Irap per circa 215 milioni di euro (erano 170 milioni nel 2016), che premiano soprattutto le imprese che assumono e accrescono la produttività. In questo modo, chi crea lavoro e produce in Trentino pagherà meno tasse, anche rispetto alle agevolazioni poste in essere a livello nazionale. Nel dettaglio, è prevista fra l’altro una deduzione di 18mila euro per ogni nuova Ula (Unità lavorativa annuale), che sale a 36mila euro per giovani assunti dopo un percorso di Garanzia Giovani o un’alternanza scuola-lavoro. Confermate inoltre le misure già in vigore come l’azzeramento per 5 anni dell’aliquota per le nuove imprese e un’aliquota generalizzata del 2,68% per tutte le altre (3,9% a livello nazionale). Sul versante dell’Imis sui fabbricati produttivi abbiamo invece una aliquota fissata al 0,55% per studi professionali, negozi, fabbricati ad uso produttivo e alberghi e pensioni e una a 0,79% per tutti gli altri immobili (nazionale a 0,86%). Il valore totale è di 13 milioni. Infine, cresce del 5% l’aliquota sui contributi concessi alle micro-imprese (fino a 5 addetti) in relazione agli investimenti realizzati, e viene assegnato un plafond ai Confidi per la concessione alle stesse di mutui a tasso agevolato, per un totale di 10 milioni.

Famiglie. sgravi fiscali e tariffe dei nidi più basse

Il Bilancio opera poi una precisa scelta di campo in favore delle famiglie con figli. Le misure adottate sono diverse, ma ne spiccano due, le detrazioni d’imposta e la riduzione delle tariffe degli asili nido. Sul versante della defiscalizzazione, alla misura già in vigore, zero Irpef fino a 20mila euro, si aggiunge una detrazione di 252 euro per ciascun figlio a carico per chi ha un reddito fra i 20 e i 55mila euro. Complessivamente, la detassazione totale ammonta a 46 milioni di euro fra esenzione dall’Irpef e addizionale d’imposta (22 milioni in più rispetto al 2016). Parallelamente, abbiamo una riduzione delle tariffe, in particolare degli asili nido, mediamente di circa il 40%, che comporterà risparmi per 3,2 milioni. Sul versante degli asili nido è obiettivo della Provincia finanziare inoltre la realizzazione di nuove strutture in val di Fassa e valle dei Laghi. Tutto ciò senza toccare la finanza locale, cioè assumendo il sacrificio relativo direttamente sulle finanze provinciali e non su quelle dei Comuni. Sullo sfondo, l’attivazione, nel 2018, dell’assegno unico, che accorperà in un unico strumento tutti gli interventi economici a sostegno delle famiglie. L’obiettivo è razionalizzare gli interventi, in uno spirito di ancora maggiore equità e trasparenza.

Opere pubbliche, “benzina” per lo sviluppo

Nel Bilancio 2017 ci sono anche 900 milioni di opere pubbliche, a cui si aggiungono gli investimenti che potranno essere realizzati dagli enti locali, circa 500 milioni, per un totale di 1,4 miliardi di euro. Risorse che rappresentano una “benzina” preziosa per lo sviluppo del territorio. Si va dalla viabilità all’edilizia scolastica, dalle strutture sanitarie e sociali alla banda larga. Qualche esempio: il Polo sanitario trentino, l’Ospedale di Cavalese, la Loppio-Busa, la variante di Cles, gli investimenti nel Polo della Meccatronica e nel Depuratore Trento 3, il polo fieristico di Riva, l’Istituto d’Arte Vittoria di Trento. Parliamo di investimenti che rappresentano un valore aggiunto in sé, per la loro strategicità e coerenza con le linee-guida dello sviluppo del Trentino, ma anche perché generano un effetto positivo sul settore delle costruzioni e su quelli ad esso connessi.

Spese sociali in favore dei cittadini

Nel 2017 si registra una tenuta delle spese per la coesione sociale, comprendendo in questa voce Reddito di garanzia, assegno regionale al nucleo familiare, abbattimento dei canoni dati in locazione (Itea e sul libero mercato), assegni di studio, contributi alle famiglie numerose, Reddito di attivazione, assegno di cura, eliminazione Imis prima casa e così via. Sono state anche definite nuove misure fra cui la già citata riduzione sull’addizionale Irpef e quelle per le tariffe degli asili nido, a cui si aggiungono un -20% sulla tassa automobilistica (per euro 5 e superiori), un’imposta sulle assicurazioni auto del 9% (imposta statale ordinaria 12,5%), una tassa per il diritto allo studio universitario di 140 euro (a livello nazionale sale fino a 200 euro).

Macchina pubblica più efficiente, economica e semplice

Il Bilancio 2017 conferma l’impegno a tenere sotto controllo le spese di funzionamento della Provincia, degli enti locali, delle società provinciali, confermando una tendenza già avviata da alcuni anni. Anzi, nel periodo 2017-2019 le spese di gestione si ridurranno del 5,7% grazie alla centralizzazione degli acquisti e alla riduzione dei mezzi di servizio (100 unità). La manovra conferma inoltre il turn over nella misura 1/10 (un nuovo assunto ogni 10 dipendenti che cessano la loro attività), e parallelamente lo sforzo per migliorare ulteriormente il capitale umano, dirigenziale e non. Ci sarà invece una assunzione nel 2017 di 50 giovani in formazione-lavoro e un incremento di risorse per i rinnovi contrattuali. E’ prevista infine l’adozione di un nuovo disegno di legge di semplificazione dei rapporti fra cittadino e pubblica amministrazione per ridurre la burocrazia.

Finanza locale: ai Comuni + 46 milioni per investimenti

Per quanto riguarda i Comuni, innanzitutto va detto che, in seguito all’accordo raggiunto con il Governo, anch’essi possono utilizzare integralmente il Fondo pluriennale vincolato per il triennio 2017-2019, mentre rimane ancora aperta la partita sugli avanzi di amministrazione.

Spese correnti

Per le spese correnti il Bilancio mette a disposizione degli enti locali circa 255 milioni di euro, da utilizzare per la gestione delle competenze relative, comprese assistenza, diritto allo studio ed edilizia abitativa. Inoltre sono disponibili 126 milioni di euro derivanti dall’Imis.

Investimenti

Il Bilancio 2017 mette a disposizione degli enti locali 46 milioni in più rispetto all’anno precedente per gli investimenti, così suddiviso: 25 per la manutenzione del patrimonio pubblico; 13 per interventi di sviluppo territoriale nell’ambito del Fondo strategico; 8 di nuovo per interventi di manutenzione, in favore dei Comuni che apportano risorse al Fondo di solidarietà comunale (che ammonta a 41 milioni ed è alimentato dai Comuni con il bilancio più alto oltre che dalla Provincia).

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Il Governatore del Trentino agli autotrasportatori: “Insieme, per essere protagonisti di un futuro che cambia”

Comunicato 2294 del 30/10/2016

Oggi alle Cantine Rotari un convegno dedicato alle prospettive del settore autotrasporto

convegno

“Insieme per l’autotrasporto. Scenari e prospettive di un settore strategico” è il titolo del convegno che questa mattina si è svolto presso le Cantine Rotari a San Michele all’Adige, dedicato alla situazione e alle prospettive del settore autotrasporto merci nella nostra provincia, in un contesto italiano e internazionale. Anche il governatore del Trentino ha voluto sottolineare il valore dell’unità e del coordinamento fra le associazioni di settore e le istituzioni, necessarie per affrontare le sfide del futuro. Il governatore ha voluto portare un messaggio di vicinanza, fiducia e positività al mondo dell’autotrasporto: “La Provincia autonoma deve avere particolare interesse per l’impresa in senso lato, per garantire decisioni, investimenti e risorse che provengono dalle attività a tutti i cittadini”, ha detto. Ha inoltre sottolineato che è necessario procedere “insieme, per guardare al futuro in questa fase di cambiamento epocale che, avrà comunque sempre bisogno del trasporto delle merci”. Presente anche l’assessore provinciale alle infrastrutture e all’ambiente, che ha sottolineato l’impegno del governo provinciale a valorizzare le imprese dei trasporti in un sistema integrato ferro-gomma. Il convegno, molto partecipato e con presenti in sala tantissimi imprenditori locali del settore, ha previsto nel corso della mattinata vari interventi e un dibattito, oltre ad un momento di intrattenimento. È la prima volta che una tale iniziativa vede coinvolte in maniera unitaria le tre principali organizzazioni dell’autotrasporto trentino: Fai Conftrasporto, Autotrasportatori Artigiani e Sezione Autotrasporto di Confindustria, nella consapevolezza che grandi e piccole imprese di trasportatori si si trovano ad affrontare giorno per giorno le stesse sfide. Dopo i saluti dei presidenti territoriali delle associazioni autotrasportatori e del vicepresidente della camera di commercio trentina, che illustrato i dati della situazione delle imprese nel territorio provinciale, è stata la volta dei presidenti nazionali delle associazioni di categoria. Presente al dibattito anche il direttore generale di Autostrada A22, che ha illustrato l’impegno sul fronte della sicurezza stradale e dei servizi, anche innovativi, dell’autostrada Modena-Brennero. Nel suo saluto il governatore del Trentino ha sottolineato come le imprese locali hanno resistito alla congiuntura perché hanno saputo mettersi in gioco per innovazione e competitività. Il governo provinciale, ha detto, ha cercato di utilizzare le leve di cui dispone per alleviare l’imposizione fiscale sulle imprese. Pur in presenza di un minor gettito e con un bilancio in contrazione, si è potuto garantire quest’anno lo sconto fiscale. La diminuzione dell’aliquota Ires, l’Irap più basso d’Italia (anche rispetto alla Provincia di Bolzano) e L’Imis che garantisce il 30% di sconto sugli immobili delle attività produttive, permettono di gravare fiscalmente il meno possibile chi fa impresa in Trentino. Inoltre, ha aggiunto il governatore, è stato individuato uno strumento specifico con il fondo per il sostegno alle imprese di autotrasporto. “Il cambiamento epocale che stiamo vivendo, porta ad una nuova economia” ha precisato il governatore, “forse è un sistema economico che non ci piace, ma sicuramente arriverà un modo diverso di trasportare le merci. In ogni caso avremo bisogno di gomma e di autotrasportatori, anche nel 2026, quando arriverà il tunnel del Brennero”. Il convegno ha fatto emergere che l’attuale congiuntura porta gli addetti del settore, nel generale momento di stagnazione internazionale, a confrontarsi anche con l’agguerrita e sleale concorrenza di altri Paesi, che hanno costi del personale e di gestione di gran lunga inferiori a quelli italiani, oltre a disposizioni normative a volte più favorevoli. Anche l’assessore provinciale alle infrastrutture e all’ambiente ha rilevato che è necessaria una politica di controllo di tutti gli attori europei, per non subire i dettami delle oligarchie internazionali. “Agire insieme, con le istituzioni che devono accompagnare le attività e garantire qualità nella logistica del trasporto locale” ha spiegato. Proprio per far fronte alle problematiche che interessano le aziende di autotrasporto merci per conto terzi, che hanno risentito maggiormente della contrazione degli scambi e della difficoltà di incasso dei crediti causati dalla crisi economica, il governo provinciale ha voluto intervenire con gli strumenti che la manovra anticrisi ha destinato a tutti i settori e con interventi specifici destinati anche a piccole-medie imprese, fra cui l’istituzione del fondo per il sostegno finanziario a questo tipo di attività imprenditoriale. Gestito dagli enti di garanzia operanti in provincia di Trento, è riservato alle imprese di dimensione compresa fra 4 e 50 dipendenti, che presentino un’incidenza dei crediti sui ricavi dell’attività caratteristica superiore al 20%. Le imprese devono disporre di linee di credito bancario di importo non inferiore a dieci volte il contributo che sarà concesso. L’intervento è riservato alle aziende con prospettive economico-finanziarie positive, che rispondono a requisiti di efficienza produttiva. Inoltre, è richiesta la stipula di un accordo sindacale che documenti l’impegno a mantenere un determinato livello occupazionale per due anni nel corso del triennio decorrente dal mese successivo a quello dell’accordo sindacale stesso. Le imprese interessate hanno potuto presentare domanda agli enti di garanzia a partire dal 1° settembre; la scadenza è prevista per domani 31 ottobre 2016. Al momento, ha fatto sapere il governatore, sono pervenute una quarantina di richieste. La concessione delle agevolazioni dovrà essere disposta entro la fine di quest’anno.

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In Trentino entra in vigore il nuovo Reddito di attivazione

Comunicato 2211 del 20/10/2016

Il nuovo ammortizzatore sociale sarà valido dal 22 ottobre prossimo e si applicherà ai lavoratori licenziati dal 1° maggio 2015

Dopo l’accordo, in primavera, con il Ministero del Lavoro e la sottoscrizione, nel luglio scorso, della convenzione con l’INPS, in base alla quale la Provincia potrà avvalersi della collaborazione dell’Ente previdenziale per la gestione dell’ammortizzatore, dal 22 ottobre prossimo, i lavoratori licenziati a partire dal 1° maggio 2015 che hanno terminato di utilizzare la NASpI e che siano in possesso dei requisiti previsti potranno fare richiesta del “Nuovo Reddito di Attivazione”. L’annuncio è stato dato stamani dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e al lavoro, nel corso dei lavori di presentazione del 31 Rapporto sull’occupazione in Trentino. Con il nuovo Reddito di attivazione viene ulteriormente rafforzato il primo dei quattro pilastri del sistema di ammortizzatori sociali provinciali. Infatti il modello trentino prevede il Reddito di Attivazione per i lavoratori disoccupati, il Reddito di continuità per i lavoratori sospesi, il Reddito di qualificazione per i giovani lavoratori che vogliono terminare gli studi o laurearsi ed il Reddito di Garanzia per le famiglie bisognose. Il Reddito di attivazione è stato introdotto fin dal 2014, quando l’Agenzia del lavoro, tramite l’INPS, ha dato avvio all’erogazione di questa indennità provinciale in favore dei disoccupati che hanno terminato di percepire l’ASpI o la mini-ASpI, in possesso di specifici requisiti di età e residenza nel territorio provinciale e che abbiano dimostrato di essersi attivati per la ricerca di un nuovo lavoro. L’obiettivo era quello di prolungare la durata del periodo di percezione delle indennità statali già erogate dall’INPS. Questo fino ad ora. Con l’introduzione della nuova indennità di disoccupazione (NASpI) e dell’ASDI, previsti dal Jobs Act, la Provincia autonoma di Trento ha provveduto a modificare ed ampliare il Reddito di attivazione estendendolo a una nuova categoria di destinatari. In particolare si è prevista la possibilità di erogare, tramite l’INPS, una nuova misura che andrà ad integrare l’ASDI e sarà rivolta a tutti quei disoccupati che, dopo aver fruito della NASpI, siano ancora privi di occupazione e si trovino in una condizione di effettivo bisogno. Diventa così operativo per i lavoratori disoccupati del territorio uno strumento di politica del lavoro che non ha eguali nel resto del Paese. Si tratta di una misura integrativa a sostegno del reddito, finanziata esclusivamente con risorse provinciali, che consentirà a coloro che hanno perso il lavoro, da un lato, di poter contare su un sostegno economico più lungo e più intenso nella fase di passaggio da un’occupazione ad un’altra, dall’altro di coinvolgere attivamente – da qui la denominazione di reddito “di attivazione” – i beneficiari in progetti di promozione delle opportunità occupazionali, finalizzati a rendere più brevi possibile i tempi di rientro nel mercato del lavoro. Il lavoratore che, dopo aver beneficiato di tutti gli ammortizzatori previsti dallo Stato, sia ancora disoccupato, non resterà dunque solo, ma potrà usufruire di un ulteriore intervento, migliorativo rispetto a quello statale, che ne favorisca la ricollocazione occupazionale. Potranno fare domanda di di nuovo Reddito di attivazione i cittadini residenti in Trentino con un indicatore ISEE fino a 8.000 euro. In questo modo viene notevolmente ampliata la platea dei beneficiari del sostegno statale (l’ASDI, Assegno di Disoccupazione) che viene concesso solo a fronte di un indicatore ISEE fino a 5.000 euro, e solo in presenza di figli a carico o, in alternativa, di età superiore ai 54 anni. Condizione per l’accesso e il mantenimento del diritto al nuovo Reddito di attivazione, è la sottoscrizione da parte del disoccupato di un progetto personalizzato con il Centro per l’impiego e lo svolgimento delle misure di ricerca attiva di lavoro concordate ed in esso previste. Il nuovo Reddito di attivazione spetta per un periodo massimo di 6 mensilità, così come l’ASDI. L’importo del Reddito di attivazione è ora pari al 75% dell’ultima indennità di NASpI percepita, ma senza l’applicazione del massimale previsto per l’ASDI (che è di circa 450 euro). Sono inoltre previsti incrementi nel caso di figli minorenni a carico. L’accesso al Nuovo RA avviene su domanda in via telematica, che il lavoratore può inoltrare attraverso gli stessi canali previsti per l’ASDI, dunque o direttamente, accedendo al sito dell’INPS (se provvisto delle credenziali di accesso), o semplicemente rivolgendosi ad un Patronato. La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dal termine della NASpI. Si stima che l’erogazione del nuovo reddito di attivazione riguarderà potenzialmente circa 2100 beneficiari all’anno in Trentino, per un importo corrispondente di spesa che, sempre secondo le stime, si aggira sui 2,7 milioni di euro. Il nuovo Reddito di Attivazione ha efficacia retroattiva. Potranno, infatti, beneficiarne anche coloro che, avendo perso il lavoro a partire dal 1 maggio 2015, hanno già terminato la NASpI e presentino domanda entro il termine massimo di 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare INPS che informa dell’introduzione della misura. La circolare INPS verrà pubblicata il 22 ottobre 2016 sul sito dell’INPS.

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