ROSSI: L’EUROPA DEI CITTADINI PASSA DALLE REGIONI

COMUNICATO nr. 2028 del 14/08/15

A Madonna di Campiglio confronto su “Quale Unione Europea”

Un’Europa concreta? Quella delle regioni che, partendo dal basso, soprattutto dai bisogni dei cittadini, costruiscono situazioni di reale collaborazione. E il governatore del Trentino, Ugo Rossi, nella sua veste anche di presidente della Regione Trentino Alto Adige Suedtirol, ha portato due esempi attuali intervenendo alla conferenza “Quale Unione Europea? Europa e Terre alte” inserita nel cartellone della tredicesima edizione del “Mistero dei monti” in corso di svolgimento a Madonna di Campiglio: la Macroregione alpina e l’Euregio.

Un dialogo a tre, quello ospitato nel Salone Hofer, dove, accanto a Rossi, Sergio Fabbrini e Annibale Salsa, tra storia e attualità, hanno accompagnato il folto pubblico presente all’interno dei meccanismi che oggi ci restituiscono un quadro europeo ancora denso di contraddizioni e fragilità. Nell’intervento di Rossi, che ha ricordato come anche la “specialità” trentina e altoatesina è nata dal desiderio che ha originato la stessa Europa unita, ossia garantire la pace, l’invito a leggere lo statuto come strumento dinamico capace di coniugare opportunità e responsabilità, anche al di fuori dei confini. “Il recente riconoscimento europeo della strategia sulla Macroregione alpina – ha detto Rossi – è la prova che la voce delle Regioni, in questo caso unite dalle Alpi, può farsi ascoltare, per dire ad esempio che questo splendido ma fragile territorio di montagna è una ricchezza per l’Europa intera”. Rossi ha poi ricordato che il Trentino tra poche settimane assumerà il ruolo di presidente di turno dell’Euregio, luogo di condivisione di politiche comuni, a partire dalla tutela dell’ambiente o alla gestione del traffico, fino ad arrivare ai progetti nel settore della ricerca. “Stiamo immaginando – ha spiegato Rossi a titolo di esempio – di valorizzare le esperienze della Fondazione Mach e del Centro di Laimburg per un percorso di alta formazione in campo agrario di respiro internazionale”. L’Europa, insomma, passa anche da questi piccoli ma concreti passi, frutto di una governance “multilivello” che non ha tuttavia un percorso facile. “Anche nel nostro Paese – ha spiegato Rossi – è tutt’altro che dissolta l’illusione, certo alimentata dalle incertezze che ogni crisi origina, che accentrare significhi tenere sotto controllo i costi. Penso esattamente il contrario: è giusto fare ordine, purché si garantisca il principio di un regionalismo ad assetto variabile, perché dove c’è buona amministrazione a trarne vantaggio sono prima di tutto i cittadini, ma anche lo Stato.”

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