Ricerca lavoro: la parola chiave è diventata «sussidiarietà»

Riprendendo quanto espresso in una lettera firmata di qualche giorno fa pubblicata su questo giornale, relativamente all’ipotesi di riformare l’Agenzia del Lavoro, va detto innanzitutto che a mio giudizio in Trentino non si tratta né semplicemente di privatizzare un servizio pubblico il quale, come giustamente rilevato dal commentatore, ha dato prova di saper dare risposte efficaci tanto a chi è in cerca di lavoro quanto alle imprese, né solo di “liberalizzare”, dal momento che sul nostro territorio, come nel resto del Paese, operano da tempo anche agenzie private. La parola-chiave, semmai, è sussidiarietà, e va ricondotta alla strategia più generale messa in campo dall’Unione Europea per la lotta alla disoccupazione e per incentivare in particolare l’occupazione giovanile.

La sussidiarietà implica, come noto, una diversificazione delle funzioni in ragione dell’efficacia dell’intervento. In pratica, e detta semplicemente, dove è meglio lasciar fare al privato, il pubblico fa un passo indietro. L’ottica però non è semplicemente quella della privatizzazione; l’obiettivo è piuttosto quello di favorire una cooperazione attiva fra questi due “mondi”, facendo in modo che si rafforzino a vicenda. La Commissione europea ha predisposto una bozza di raccomandazione, chiamata On Establishing a Youth Guarantee, con la quale mette a disposizione degli Stati membri consulenze specifiche in materia e soprattutto finanziamenti, dedicando a questa priorità la programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali e la coda degli attuali fondi. La “garanzia dei i giovani” consiste nel fatto che entro un periodo di quattro mesi dall’inizio del periodo di disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale, gli interessati devono ricevere un’offerta qualitativamente valida di lavoro ovvero, nel caso ciò non accada, un’occasione per proseguire gli studi oppure avviare l’apprendistato, un tirocinio o un corso di formazione professionale. Per rendere effettivo lo Youth Guarantee, le linee guida comunitarie assegnano ai servizi per l’impiego (pubblici e privati accreditati) il ruolo di interfaccia e di coordinamento con le istituzioni formative e il mondo del lavoro.

Le raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea si possono riassumere in quattro pilastri: 1) elaborazione di strategie basate sulla partnership con i servizi privati; 2) intervento tempestivo e attivazione (operare perché i servizi per l’impiego siano in grado di fornire un orientamento personalizzato e una progettazione individuale); 3) elaborazione di misure di sostegno per l’integrazione nel mercato del lavoro (ridurre i costi non salariali della manodopera al fine di migliorare le prospettive di assunzione; utilizzare incentivi salariali; promuovere la mobilità del lavoro e così via); 4) attuare una attenta valutazione/monitoraggio degli interventi. Il primo punto è quello che menzionavo prima, relativamente alla sussidiarietà e comunque alle possibili collaborazioni pubblico-privato.

Tutto qui: si tratta di migliorare ciò che già di molto buono la nostra Agenzia del Lavoro riesce a fare. La discussione è solo agli inizi: è necessario dunque avviare un confronto ampio e senza pregiudiziali con tutti i soggetti coinvolti, istituzionali e non, avendo presente da un lato che la risposta dell’Agenzia del Lavoro e del sistema-Trentino nel suo complesso ai problemi posti dalla crisi è stata in ogni modo, fino ad oggi, molto più efficace che altrove, e dall’altro che non dobbiamo trascurare alcuna opportunità al fine di offrire ai nostri giovani, e parimenti a chi il lavoro lo offre, servizi sempre al passo con i tempi, efficaci e innovativi.

Ugo Rossi

Lettera al quotidiano il Trentino del 27/08/2013

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