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Incontro al Muse 1 dicembre 2017

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CANTINE LAVIS – 9 FEBBRAIO 2013

Buongiorno e benvenuti,

prima di tutto grazie per essere qui, e così numerosi, perché accettare l’invito di un politico di questi tempi non è così usuale. Oggi non parleremo di elezioni e di partiti. Questa mattina siamo qui perché, dopo 4 anni di attività amministrativa come assessore, vorrei tentare di intraprendere una via nuova che ci porti all’appuntamento di ottobre, seguendo un percorso originale, in cui ognuno di voi possa, se lo desidera, mettere in campo le proprie sensibilità e competenze. In sostanza vorrei proporvi un metodo per definire assieme dei contenuti. Mi pare importante e necessario tentare un incrocio di esperienze, di contributi e di visioni.

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AUTONOMIA ED ECONOMIA

L’estate scorsa ero a Palermo, ad un incontro con il ministro Balduzzi nel contesto di un forum nazionale sulla prospettive della sanità. Davanti a circa 1000 persone era prevista una tavola rotonda con la partecipazione degli assessori alla salute delle regioni italiane e, venuto il mio turno, la giornalista che moderava l’incontro mi ha così presentato: “Diamo ora la parola all’assessore Rossi, un assessore privilegiato perché viene dal Trentino che, com’è noto, riceve molte più risorse”.

Ho iniziato allora il mio intervento spiegando il mio, e nostro, privilegio: è vero che rispetto alle altre regioni siamo più fortunati perché, esattamente come la regione Sicilia, possiamo decidere noi su quasi tutto e questa fortuna (ma sappiamo che è anche un merito perché qualcuno prima di noi ha lottato per questo) dobbiamo esercitarla fino in fondo senza aspettare che siano altri (lo Stato, l’Europa) a dirci cosa dobbiamo fare. Le risorse di cui disponiamo non le “riceviamo”, ma sono il frutto delle tasse che i nostri cittadini e le nostre imprese pagano sul nostro territorio, e per questo dobbiamo amministrarle con responsabilità e saper spendere meglio e meno perché, se non le facciamo bastare, altre non ve ne saranno.

Parto da qui perché di fronte a questa crisi globale e ad un orizzonte incerto voglio continuare a pensare che anche per il futuro sarà possibile per la nostra terra utilizzare al massimo questa fortuna di poter decidere: di poter essere innovativi e responsabili allo stesso tempo. Se non partiamo da qui e tutti assieme non alimentiamo questa consapevolezza, il rischio è che l’ autonomia diventi sinonimo di privilegio ingiustificato se non di spreco. E questo è un pericolo reale.

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