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Incontro al Muse 1 dicembre 2017

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Costruire uno sviluppo basato sulla conoscenza: Tarragona si confronta con il Trentino

Comunicato 244 del 12/02/2018

Una delegazione in visita

Uno sviluppo sempre più basato sulla conoscenza, sulla valorizzazione del capitale umano e sulla relazione tra ricerca, innovazione, formazione e tessuto produttivo: questo è il terreno di confronto con il Trentino per Tarragona, provincia della Comunità autonoma della Catalogna (Spagna), che, con una delegazione guidata dal presidente Josep Poblet i Tous e composta da alcuni sindaci, è in visita in questi giorni in Trentino. L’obiettivo è conoscerne meglio l’assetto istituzionale e visitare alcuni centri di eccellenza del sistema della ricerca e dell’innovazione. Questa mattina la delegazione è stata ricevuta dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi che ha ricordato come la nostra autonomia abbia una storia che risale molto nel tempo, sia uno degli elementi identitari della nostra comunità, abbia ottenuto un riconoscimento formale nello Statuto del 1948 e si finanzi con la ricchezza prodotta sul territorio trentino. Governare sul posto i processi conservando la capacità di guardare oltre ai confini del proprio territorio, tutela della propria identità esprimendo nello stesso tempo una propensione ad innovare: per il presidente della Provincia autonoma di Trento è questo l’atteggiamento più efficace per interpretare l’autonomia. “La nostra – ha detto – si è sempre caratterizzata per essere dinamica e per l’essersi costantemente aggiornata e adeguata ai tempi attraverso decine di norme di attuazione approvate in questi anni. Lo Stato poi ha sempre accettato il confronto su proposte utili per noi ma anche per tutto il Paese”. “Abbiamo scelto il Trentino – ha detto il presidente Josep Poblet i Tous – perché ci sembra un buon esempio di territorio che ha costruito il suo sviluppo investendo nella cultura, nella ricerca e nell’innovazione. L’immagine che date di voi è molto positiva. Questa visita rappresenta una tappa nel percorso che ci porterà a confrontarci con il governo catalano su questi temi e sulle possibili competenze da esercitare in questi ambiti”. “Anche in Italia – ha spiegato il governatore trentino – regioni a statuto ordinario che non hanno la stessa autonomia del Trentino si stanno confrontando con lo Stato per ottenere competenze ulteriori”. Per il presidente della Provincia autonoma di Trento l’investimento in ricerca e formazione e la capacità di incrociare questi mondi con le esigenze delle imprese sono fattori indispensabili per esercitare al meglio le prerogative dell’autonomia. “Uno dei segreti dello sviluppo del Trentino – ha sottolineato il governatore – è proprio l’investimento fatto oggi nella formazione e nella ricerca e, a partire da quando questo territorio apparteneva all’Impero Austriaco, nell’istruzione della popolazione”. In conclusione il governatore trentino ha ricordato la presa di posizione, in favore del dialogo, espressa in una nota ufficiale inviata ai governi spagnolo e catalano assieme al presidente della Provincia autonoma di Bolzano, in occasione della recente crisi nelle relazioni tra le due istituzioni. La visita della delegazione di Tarragona proseguirà oggi e domani attraverso incontri tecnici presso Fbk, Trentino Sviluppo, Polo Meccatronica e Progetto Manifattura.

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Connessione sì ma sempre con grande consapevolezza e rispetto dell’altro

Comunicato 242 del 12/02/2018

Trentino mobilitato per la giornata della sicurezza in Internet

Polizia di Stato, istituti scolastici della Provincia autonoma insieme per promuovere l’educazione dei giovani e giovanissimi all’utilizzo corretto dei social network. E’ la sfida della scuola trentina sottolineata dal governatore nei giorni scorsi nell’occasione della testimonianza di Paolo Picchio – il coraggioso padre di Carolina, la quattordicenne suicida nel 2013 dopo che era stato diffuso in internet un video a sfondo sessuale con lei protagonista – . In seguito a questa tragica conclusione di una giovane vita, nel giugno 2017 in Parlamento è stata approvata la legge n.71/2017 sul cyberbullismo, dedicata a Carolina e rivolta ai ragazzi dai 14 ai 18 anni. Educare e riprendere a condividere quei valori etico sociali che troppo spesso vengono totalmente dimenticati quando, giovani e giovanissimi (ma purtroppo anche adulti), ‘postano’ messaggi, foto e video in rete, non è cosa semplice ma la Polizia di Stato e gli istituti scolastici del Trentino, ormai da qualche tempo impegnano, insieme, tante energie e risorse umane disponibili. Le strutture trentine coinvolte sono il dipartimento della conoscenza diretto da Livia Ferrario, il servizio istruzione con Laura Pedron, il servizio infanzia e istruzione del primo grado con Roberto Ceccato e l’Agenzia per la famiglia con Luciano Malfer.

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Il “Giorno del ricordo” per non dimenticare una tragedia italiana

Comunicato 237 del 10/02/2018

Oggi in tutto il Trentino si è celebrata la giornata per commemorare le vittime delle Foibe e contro ogni forma di odio razziale

La Giornata del ricordo delle vittime italiane delle foibe è nelle parole del presidente della Repubblica, Mattarella: “La storia e la memoria comune possono fornire un grande aiuto per guardare al futuro e per scacciare dal destino dei nostri figli ogni pulizia etnica e ogni odio razziale”. In Trentino sono state numerose le manifestazioni organizzate proprio per non dimenticare ma riflettere su una tragedia italiana del secondo dopoguerra. A Trento, nel tardo pomeriggio, si è tenuta presso la Sala Falconetto di Palazzo Geremia la cerimonia di commemorazione alla quale hanno preso parte il presidente della Provincia autonoma di Trento e i rappresentanti di altre istituzioni trentine. La cerimonia ha visto l’intervento di Giuseppe Ferrandi, direttore del Museo storico del Trentino, che ha parlato della “Ricerca storica e memoria: monsignor Felice Odorizzi, un prete trentino a Pola nel drammatico esodo del 1947“. Confrontarsi con la storia delle foibe vuol dire andare alle radici delle grandi tragedie prodotte nel secolo scorso dai nazionalismi, dalle dittature, dall’intolleranza e dal pregiudizio razziale. Queste tragedie – come hanno sottolineato i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni presenti alla cerimonia di Palazzo Geremia a Trento – le abbiamo conosciute anche qui in Trentino, a partire dalla Prima guerra mondiale, che ha comportato non solo la morte di tanti combattenti ma anche immani sofferenze per le popolazioni civili, costrette a lasciare le loro case e le loro valli. Tragedie proseguite con il Ventennio e la politica di nazionalizzazione forzata delle comunità di madrelingua non italiana: tedeschi, ladini, cimbri e mocheni. Trent’anni dopo, anche il Trentino ha accolto i profughi italiani provenienti da Slovenia e Croazia, nel quadro dei giganteschi spostamenti forzati di popolazioni che hanno interessato tutta l’Europa postbellica”. La nostra comunità e quelle giuliana, istriana, fiumana e dalmata – lo ha ricordato anche il direttore Giuseppe Ferrandi – hanno per molti versi, una storia comune: nel nesso dell’Impero asburgico le nostre genti costituivano la popolazione di madrelingua italiana e interagivano per scambi di lavoro e culturali. Numerosi trentini emigrarono nel “Litorale”, come all’epoca si chiamava la regione giuliana e istriana, e per gli stessi motivi altrettanti da lì vennero nel “Sud-tirolo” di allora. In questo senso possiamo ricordare la presenza di personaggi eroici e memorabili del primo conflitto mondiale – sia nell’esercito italiano che austro-ungarico – dalla duplice origine. Fabio Filzi (di Pisino, ma anche di Rovereto) è probabilmente la figura più nota, ma vi sono altri personaggi, come gli aviatori asburgici Camillo e Massimiliano Perini (di Pola, ma anche di Mattarello). “Ed è proprio questo ricco patrimonio comune – è stato ricordato ancora – che non va dimenticato: da qui dobbiamo lavorare tutti noi, insieme, affinché il Giorno del Ricordo possa liberarsi da ogni strumentalizzazione politica, per ricordare con forza, alle nuove generazioni, quali orrori sia riuscita a fare l’esasperazione del nazionalismo, che ha avvelenato la vita delle comunità delle nostre terre”.

Le altre manifestazioni in Trentino

La Repubblica italiana ha istituito il 10 febbraio quale Giorno del ricordo per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di pace che assegnava alla Jugoslavia l’Istria e la maggior parte della Venezia Giulia. In Trentino la Giornata di ricordo delle vittime delle Foibe ha visto una serie di manifestazione nei maggiori comuni. A Trento, in Largo Pigarelli, una targa commemorativa è stata dedicata alla memoria delle vittime delle Foibe. A Rovereto i tragici eventi sono stati commemorati con una messa e la deposizione della corona alla lapide commemorativa proprio in Largo “Vittime delle Foibe”. Le Biblioteche del Sistema bibliotecario trentino hanno celebrato questa giornata proponendo spettacoli, incontri e mostre bibliografiche. A Levico nella Sala del Consiglio comunale è andato ieri in scena per le scuole lo spettacolo teatrale Nella pancia della balena a cura del Teatro d’acqua dolce: il dramma delle foibe raccontato da due ragazzini. A Cles, sempre ieri in serata e presso Sala Borghesi Bertolla è stato organizzato Il lungo esodo spettacolo di teatro e danza, mentre a Borgo Valsugana, nella mattina di oggi, la biblioteca ha ospitato un incontro con i ragazzi dell’Enaip. Nelle biblioteche di Ala, Borgo Valsugana e Levico è stata allestita una mostra bibliografica a tema. E a Trento ha chiuso proprio oggi presso le Gallerie di Piedicastello, il laboratorio didattico con le scuole a cura dell’Area formativa della Fondazione Museo Storico del Trento.

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La Provincia a fianco dell’Università per lo sviluppo del Trentino

Comunicato 233 del 09/02/2018

Il presidente della Provincia autonoma è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico

Un convinto sostegno all’Università di Trento da parte della Provincia, nella consapevolezza che oggi come 56 anni fa l’ateneo, forte di un’eccellenza riconosciutagli internazionalmente, rappresenta un fattore di sviluppo fondamentale per il territorio e un “veicolo” di primo piano per la sua internazionalizzazione, ma soprattutto uno dei pilastri su cui poggia l’edificio dell’Autonomia speciale: è quanto espresso questo pomeriggio dal governatore Ugo Rossi, intervenuto alla cerimonia di apertura dell’Anno accademico, presso la sede di via Tommaso Gar. Il presidente della Provincia ha ricordato come siano passati 56 anni da quando è nato l’Istituto superiore di scienze sociali, da cui sarebbe derivata la Libera Università degli studi. All’Università veniva assegnato un ruolo fondamentale per il superamento dell’arretratezza del Trentino di quegli anni. Per l’allora presidente della Provincia Bruno Kessler la formazione rappresentava una risorsa di primo piano, come ai tempi di Maria Teresa d’Austria, nonché il fondamento primo della specialità autonomistica. Da qui la convinzione che il Trentino debba accettare anche oggi la sfida di essere sempre un polo culturale di prim’ordine, risultando attrattivo per i migliori cervelli in circolazione, e pur senza rinunciare alla virtù dell’accoglienza dei più deboli. Da qui alla volontà di rinnovare un patto forte fra Provincia e Università, nel rispetto delle reciproche sfere di influenza. La via di lavoro indicata dall’Università nella prolusione del rettore viene in questo senso pienamente raccolta dalla Provincia. La stessa delega ottenuta dal Governo nel 2010 è stata una conferma del ruolo fondamentale dell’Università nello sviluppo del territorio, e ha portato alla stipula di un accordo pluriennale fra Provincia e Università molto vantaggioso per l’Ateneo. Ad esempio, il personale in Trentino è raddoppiato, ci sono stati investimenti aggiuntivi di parte provinciale sia per le attività di studio e ricerca sia sul versante infrastrutturale, sono nate nuove importanti iniziative grazie alle collaborazioni fra l’Università e le Fondazioni del sistema della ricerca locale, Fem e Fbk. E’ cresciuta inoltre la collaborazione con Trentino Sviluppo che ha consentito un sempre migliore rapporto con il mondo imprenditoriale. Tutti questi soggetti sono riusciti infine, grazie alle sinergie sviluppate, ad uscire dai confini ristretti del Trentino. A livello euroregionale la collaborazione fra le università, in particolare, è oggi la più avanzata fra quelle messe in campo dai tre territori. L’Euregio rappresenta fra l’altro anche una fonte di nuovi finanziamenti. La sfida del futuro è continuare a sviluppare ricerca di base di eccellenza e anche sostenere il trasferimento tecnologico. Ci sono già alcuni esempi: gli hub tecnologici, i poli Manifattura e Meccatronica, lo sviluppo di percorsi di studio rivolti a studenti e imprese. Il grado di eccellenza e di apertura raggiunti confermano insomma, secondo il presidente della Provincia autonoma, la bontà dell’intuizione kessleriana e spingono la Provincia a continuare a investire con convinzione nell’Università. La Provincia accoglie al tempo stesso anche la sollecitazione del rettore a sostenere gli studenti trentini che decidono di studiare in altri atenei. L’intervento di Rossi si è chiuso citando ancora Bruno Kessler e l’idea che l’Autonomia è un fatto prima culturale e politico che economico e finanziario. Un grazie quindi all’Università di Trento, che è anche uno strumento di Autonomia.

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