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Alla Chiesetta di Santa Zita per commemorare i caduti della Grande Guerra

Comunicato 1900 del 05/08/2018

Oggi alla cerimonia il presidente Ugo Rossi e il segretario di Stato del Vaticano, cardinal Pietro Parolin

Centinaia e centinaia di persone si sono ritrovate oggi a Passo Vezzena per la cerimonia del 10° anniversario della costruzione della chiesetta di Santa Zita, simbolo di pace e di fratellanza fra i popoli. Alla commemorazione vi era il presidente della Provincia Ugo Rossi che, affiancato dall’assessore provinciale Tiziano Mellarini e dall’arcivescovo metropolita di Trento, monsignor Lauro Tisi, ha accolto il segretario di Stato del Vaticano, S.E. il cardinale Pietro Parolin, che ha voluto partecipare alla significativa ricorrenza. Accanto al presidente vi erano il sindaco di Levico Terme Michele Sartori, numerosi sindaci dell’altipiano, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il presidente della sezione Ana di Trento Maurizio Pinamonti e il vicepresidente vicario nazionale Alfonso Ercole, nonché il rappresentante ufficiale della Casa d’Austria Georg d’Asburgo-Lorena. “Voglio esprimere gratitudine per questa presenza – sono state le parole del presidente Rossi – che allarga a dimensioni più universali il senso di questa giornata. Siamo qui non per celebrare vittorie di una parte sull’altra, ma per gridare tutti insieme ‘mai più guerra’. Un grido al quale il popolo trentino si unisce con grande forza, perché ha sperimentato sulla propria pelle quali disastri provochi una guerra”. Il presidente ha poi voluto porre l’accento sull’attualità e sull’importanza dell’Autonomia, che significa, innanzi tutto, responsabilità: “Abbiamo l’obbligo di fare memoria e di assicurare formazione alle nuove generazioni. Abbiamo iniziato un percorso a più tappe che è cominciato in gennaio, al castello del Buonconsiglio, dove allo stesso tavolo si sono seduti l’arciduca Martino d’Este e il presidente nazionale Ana Sebastiano Favero. Vi è poi stata la volontà espressa dall’intero Consiglio provinciale di stabilire il 14 ottobre come data nella quale commemorare tutte le vittime militari e civili della guerra. Solo facendo incontrare tutte le diversità e le minoranze rientranti nella storia di questa terra riusciremo a salvaguardare la memoria del popolo trentino. Lo strumento per crescere si chiama Autonomia, noi trentini lo abbiamo già – ha proseguito il presidente – e abbiamo anche la stella polare alla quale guardare, si chiama Europa. Ecco perché la stiamo promuovendo insieme, trentini, altoatesini e tirolesi, dentro il gruppo di cooperazione internazionale dell’Euregio”. Infine il presidente Rossi ha concluso ricordando “un esempio di buona pratica” ovvero la 91esima adunata degli Alpini: “Il suo straordinario successo valga a ricordare che cosa può fare un territorio, quando si è capaci di unire la forze e dialogare con tutti”. Gruppi Alpini e delegazioni di Kaiserschützen, cittadini e autorità si sono ritrovati fin dal mattino al passo e hanno sfilato fino alla chiesetta sulle note della Fanfara e del Coro Ana di Trento, dove si è tenuta la cerimonia in onore dei caduti con l’alzabandiera – tre le bandiere presenti, italiana, austriaca ed europea – la deposizione delle corone d’alloro, una della Croce Nera Austriaca e una degli Alpini, quindi i discorsi delle autorità, fra cui un messaggio dell’arciduca Martino d’Este che ha parlato della chiesa di Santa Zita “simbolo di fratellanza fra i popoli”. La cerimonia è proseguita con la Santa messa durante la quale l’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, ha richiamato ai valori della pace: “Non c’è alternativa alla pace, al dialogo alla fraternità”, mentre il segretario di Stato del Vaticano, nel ricordare la tragedia della Prima guerra mondiale e dei nazionalismi sfociati con il Secondo conflitto, ha spiegato come la chiesetta sia davvero il simbolo “di un abbraccio fra uomini e popoli un tempo nemici”. Al termine della celebrazione gli ospiti si sono ritrovati per il pranzo al posto di ristoro allestito dai Nu.Vol.A. L’edificio sacro fu eretto nel 1917 e intitolato alla Santa che portava il nome dell’imperatrice, moglie di Carlo I d’Asburgo, beatificato nel 2003 per il suo impegno nel riportare la pace in Europa. L’erezione della chiesetta fu un atto votivo di riconoscenza, per la vittoria dell’offensiva del maggio 1916, che aveva allontanato il fronte di guerra dagli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, spostandolo una decina di chilometri in territorio italiano. L’edificio, sorto a fianco di un cimitero militare che accoglieva le salme di 220 soldati italiani e 576 imperiali, cominciò il suo lento degrado al termine del conflitto. Il cimitero, come tanti altri, fu smantellato e la chiesa sconsacrata e trasformata in magazzino e in stalla e alla fine degli anni Quaranta risultava già completamente distrutta.
Su proposta dello scomparso Georg Eineder, rappresentante dei Kaiserschützen, nel maggio del 2007 numerosi alpini del Trentino cominciarono a prestare la loro opera di volontariato per la ricostruzione della chiesetta, nella forma progettuale originale. La cappella di Santa Zita fu terminata nel 2008, dopo 7.000 ore di lavoro volontario.
Passo Vezzena fu luogo di accesi combattimenti durante il primo conflitto mondiale: il valico si trovava infatti lungo la linea difensiva allestita dall’esercito austro-ungarico, protetta dai possenti forti degli altipiani. A ridosso del passo vi sono infatti i ruderi di forte Busa Verle e più sopra, sul Pizzo di Levico, quelli del forte Spiz Verle, detto all’epoca “l’occhio sull’altopiano”. Poco a sud di Passo Vezzena, in territorio veneto, si tenne nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1915 la battaglia del Basson, nella quale caddero oltre 1000 fanti italiani nel tentativo di forzare le difese avversarie.
Proprio nel ricordo dei numerosi soldati che lì persero la vita, la cappella di Santa Zita è stata ricostruita per essere simbolo di pace e concordia tra i popoli.

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La scomparsa di Willeit, il cordoglio del presidente Rossi e della Giunta

Comunicato 1894 del 03/08/2018

“A nome mio personale e di tutta la Giunta provinciale, desidero esprimere un profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Ferdinand Willeit, un uomo che, sia nelle apprezzate vesti di manager che durante la sua esperienza politica, ha dato un contributo importante allo sviluppo della nostra comunità”: il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi ha commentato così la notizia, riportata dalla stampa, del decesso, all’età di 79 anni dell’ex presidente dell’Autostrada del Brennero, Ferdinand Willeit, avvenuta, secondo quanto si è appreso, ieri all’ospedale di Verona. “Di Willeit – ha aggiunto – si apprezzavano la competenza e lo spirito di leale collaborazione con le istituzioni. Lo ricorderemo come un uomo capace e profondamente attaccato alla sua terra”.

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Via libera all’Accordo negoziale per il triennio economico 2016-18 relativo al personale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco

Comunicato 1892 del 03/08/2018

E’ stato sottoscritto il 1° agosto scorso, dalle organizzazioni sindacali e dalla delegazione di parte pubblica, l’Accordo negoziale per il triennio economico 2016/2018 relativo al personale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco della Provincia autonoma di Trento. L’Accordo, che si perfezionerà con il recepimento del suo contenuto da parte della Giunta provinciale e la firma del presidente della Provincia, prevede, in analogia a quanto contenuto nell’accordo per il personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, l’adeguamento, a decorrere dal 1° gennaio 2016, e con riferimento anche a decorrenze successive, dello stipendio e dell’indennità di rischi e l’introduzione di un nuovo istituto, l’”assegno di specificità”. Con la nuova nuova voce stipendiale, corrisposta in ragione del ruolo, del grado di responsabilità e dell’anzianità di servizio maturata, si riconosce la specificità del personale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco, in relazione alla peculiarità dei compiti e degli obblighi previsti attribuitigli da leggi e regolamenti, agli specifici requisiti di efficienza operativi richiesti e ai correlati impieghi in attività particolarmente complesse. L’accordo negoziale prevede, infine, l’erogazione di incrementi una tantum delle indennità connesse alle attività operative per gli anni 2014 e 2015.

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Concessione A22: fronte comune fra Alto Adige, Trentino ed Emilia-Romagna

Comunicato 1889 del 02/08/2018

Incontro fra Rossi, Kompatscher e Bonaccini. A22, Campogalliano-Sassuolo e Cispadana, linea comune per chiedere al governo la concessione autostradale, presupposto per le opere secondarie

Lunedì scorso, 30 luglio, si è svolto a Bolzano un incontro tra il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, quello della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, accompagnato dall’assessore ai Trasporti e Infrastrutture, Raffaele Donini. Al centro del vertice, i temi legati alla viabilità e alle infrastrutture strategiche che interessano i tre territori. “Si è trattato di una preziosa occasione di confronto – afferma il presidente Rossi – sull’importanza e la strategicità di alcune opere infrastrutturali, la cui sollecita e puntuale realizzazione- rappresenta un valore aggiunto per lo sviluppo e la crescita dei territori interessati, nonché un fondamentale fattore di competitività per le nostre realtà economiche”. Le principali tematiche affrontate sono state il collegamento Campogalliano-Sassuolo e la cosiddetta Cispadana, le quali – sebbene distanti geograficamente – sono entrambe considerate opere rilevanti e strategiche anche per le Province di Trento e Bolzano, nell’ottica di un ragionamento complessivo sul futuro della mobilità e dei collegamenti nazionali ed internazionali. Per quanto riguarda la Campogalliano-Sassuolo, è stata condivisa sia la comune volontà politica di realizzare al più presto le infrastrutture previste (la società concessionaria è pronta ad iniziare i lavori), sia la piena condivisione a prevedere – in un tratto interno – l’esenzione del pedaggio. “Si tratta di un’opera di rilevanza strategica – precisa Rossi – anche all’interno del più ampio progetto di rafforzamento del corridoio del Brennero, al quale è strettamente legata la concessione della A22”. Anche per questo motivo, gli enti locali coinvolti nella nuova concessione in house – con a capo la Regione Trentino Alto-Adige/Sudtirol – si sono già detti disponibili a prevedere, all’interno della programmazione economico-finanziaria, le risorse necessarie per l’esenzione stessa. “La disponibilità – afferma il presidente Rossi – nasce dalla consapevolezza che il miglioramento dei collegamenti secondari sia un fattore determinante anche per la competitività e l’efficacia delle reti infrastrutturali principali, nonché per l’innovazione e la crescita del Paese”. Lo stesso ragionamento strategico è stato condiviso per la Cispadana. Anche in questo caso, il legame con la concessione autostradale A22 è molto forte. “L’auspicio comune – conclude Rossi – è quindi quello che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa fare propria nel più breve tempo possibile la proposta di affidare la concessione autostradale A22 ad una società in-house interamente pubblica, favorendo un ampio confronto con gli enti locali e assumendo sollecitamente una posizione chiara nell’interesse dell’intero Paese e del suo sistema produttivo”.

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