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Incontro al Muse 1 dicembre 2017

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Buoni di servizio: è necessario essere conformi agli obblighi vaccinali

Comunicato 3249 del 01/12/2017

Decisione oggi della Giunta sui servizi di conciliazione

Per usufruire dei Buoni dei servizio sarà necessario essere conformi agli obblighi vaccinali. Lo ha stabilito oggi la Giunta provinciale, recependo una indicazione del Ministero che ha definito l’ambito di applicazione della normativa nazionale (elencando tutte le fattispecie pubbliche o private, e quindi non solo i servizi educativi ma anche quelli integrativi, di socializzazione, cura ecc.), con una deliberazione del presidente Ugo Rossi. Per chiedere il riconoscimento dei servizi di conciliazione è necessario allegare alla domanda anche l’attestato di conformità dello stato vaccinale dei minori. Contestualmente l’esecutivo ha approvato anche le modalità e i termini del monitoraggio qualitativo dei soggetti che erogano i servizi educativi di conciliazione tramite i Buoni previsti dal Fondo sociale europeo, con il coordinamento dell’Agenzia per la Famiglia: lo scopo è verificare i requisiti e fornire eventuali suggerimenti e proposte di miglioramento agli enti.

Buoni di Servizio

Domande successive – A partire da oggi, tutti i soggetti che richiedono i Buoni dovranno allegare alla domanda di assegnazione anche la conformità rispetto allo stato vaccinale dei minori che fruiscono del servizio. Il dichiarante dovrà allegare: l’attestato di conformità rispetto all’obbligo vaccinale fornito dall’Azienda sanitaria; oppure l’attestato comprovante la presentazione di formale richiesta di vaccinazione o adeguamento dello stato vaccinale fornito dall’Azienda sanitaria; o ancora potrà avvalersi della facoltà di rendere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. In caso di autodichiarazione il richiedente dovrà consegnare entro il 10 marzo 2018 la documentazione che prova quanto dichiarato.

Domande precedenti – Per tutti i soggetti già assegnatari di Buoni di Servizio, se la domanda già presentata è priva della conformità allo stato vaccinale dei minori, l’Amministrazione provinciale provvederà direttamente alla verifica richiedendo la conformità all’Azienda sanitaria. Dopo questa verifica, per ogni minore non conforme l’Amministrazione notificherà all’assegnatario del Buono di Servizio la non conformità, disponendo che entro 30 giorni dovrà provvedere alla regolarizzazione. Trascorso tale termine, se ancora non conforme, l’Amministrazione disporrà il non riconoscimento dei servizi conciliativi assegnati.

Come verificare lo stato vaccinale – Per verificare se il minore è conforme all’obbligo vaccinale si accede con tessera sanitaria: FastTreC https://trec.trentinosalute.net/fast-trec (non è necessario lettore di smart card, cliccare sul tasto “scarica attestato certificazione vaccinale”) TreC https://trec.trentinosalute.net (è necessario lettore di smart card, l’attestato vaccinale si scarica dalla lista dei referti) oppure alla pagina dei Servizi Vaccinali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

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Scuola: stanziate le risorse per l’anno scolastico 2017/2018

Comunicato 3247 del 01/12/2017

Approvate oggi dalla la Giunta provinciale

La scuola sempre al centro dell’azione di governo provinciale. Le risorse complessive assegnate oggi dalla Giunta per l’anno 2017/2018 ammontano ad un totale di Euro 23.627.023,91. Erano 23.365.100,24 nell’anno scolastico 2016/2017 e 23.058.725,94 nell’anno scolastico 2015/2016. “Le risorse stanziate oggi dalla Giunta – sottolinea il governatore Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all’istruzione – confermano la volontà di continuare ad investire in un settore, quello della scuola, che consideriamo cruciale per lo sviluppo di questo territorio. Investire nella scuola significa investire nel futuro dei nostri giovani e fornire loro tutti gli strumenti necessari per essere autonomi, consapevoli e indipendenti”. Con un primo provvedimento assunto oggi dalla Giunta vengono programmate le risorse del bilancio 2018 da destinare al finanziamento delle istituzioni scolastiche e formative provinciali, nonché l’utilizzo delle risorse 2017 ancora disponibili. Con il medesimo provvedimento sono approvati i criteri per l’utilizzo del fondo qualità, sia per la parte ordinaria, che per la parte riguardante i percorsi innovativi (ski college, liceo della montagna, liceo coreutico e liceo sportivo). Vengono inoltre stabiliti i criteri per le assegnazioni alle istituzioni scolastiche provinciali e i criteri per le assegnazioni alle istituzioni formative provinciali. Le assegnazioni verranno quantificate sulla base di parametri oggettivi che tengono conto dell’attività didattica delle scuole, nonché degli oneri derivanti dalla gestione degli spazi. Il modello è quello cosiddetto formula-based, che prevede una “quota per la didattica” e una “quota fondo qualità” calcolate sulla base del numero di studenti, una “quota per la struttura” definita sulla base della metratura degli edifici e una “quota per missioni” che tiene conto del numero degli studenti, del personale docente e amministrativo e della distanza chilometrica delle singole istituzioni scolastiche da Trento. L’importo totale finanziato comprende in aggiunta un’assegnazione alle istituzioni scolastiche provinciali del secondo grado, allo scopo di garantire sedi scolastiche rispondenti ai criteri di sicurezza e funzionalità attraverso interventi di manutenzione straordinari necessari.

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Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione: nuovo avviso per la presentazione di progetti

Comunicato 3245 del 01/12/2017

Finanziamento pari a 1.430.000 euro, previsto anche un aggiornamento delle competenze linguistiche come indicato dal Piano Trentino Trilingue

Nuova proposta nell’ambito dell’implementazione del Piano trentino Trilingue: la Giunta ha approvato oggi, un avviso per la presentazione, da parte di enti di formazione, di progetti volti alla crescita delle competenze della popolazione adulta nel campo delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché delle competenze linguistiche. I progetti finanziati saranno 9 e saranno destinati a formare circa 100 persone adulte dai 25 ai 64 anni. Il totale delle risorse disponibili per il finanziamento è pari a euro 1.430.000,00. Per affrontare la crisi economica dell’ultimo decennio, si è insistito molto sugli investimenti in favore di una crescita intelligente a sostegno della creazione di posti di lavoro e di crescita. Investire sulle TIC e sulle competenze linguistiche consente alle imprese di raggiungere una maggiore produttività e competitività e, di conseguenza, raggiungere maggiori livelli di crescita e di occupazione. La Provincia autonoma di Trento, attraverso il contributo del Fondo Sociale Europeo, intende favorire la formazione e l’aggiornamento del capitale umano in tale ambito, in modo da accompagnare i processi di trasformazione digitale ed organizzativa delle aziende, con un investimento deciso in termini formativi e di sviluppo di competenze dei lavoratori. Per questo motivo la Giunta provinciale ha approvato oggi un Avviso rivolto agli enti formativi interessati a presentare delle proposte progettuali, che verranno valutate da un apposito nucleo di valutazione, rivolti ad adulti di età compresa tra i 25 ai 64 anni. Le proposte dovranno essere focalizzate sullo sviluppo delle competenze in materia di Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e delle competenze linguistiche e potranno riguardare una delle seguenti due tipologie: a) interventi formativi di massimo 100 ore di formazione teorica con lo scopo di migliorare le competenze delle persone nell’ambito delle TIC e dei processi di trasformazione digitale dell’economia; b) interventi formativi professionalizzanti di massimo 1000 ore di formazione teorica e tirocinio con lo scopo di sviluppare dei profili professionali richiesti dal sistema produttivo ed aumentare le possibilità di collocazione della popolazione adulta nel mercato del lavoro. Le proposte progettuali dovranno essere presentate secondo le modalità previste dall’Avviso al Servizio Istruzione e formazione del secondo grado, Università e ricerca sito in via Gilli, 3 – 38121 Trento con le seguenti scadenze: entro le ore 12.30 di mercoledì 24 gennaio 2018 per i progetti di tipo a); entro le ore 12.30 di mercoledì 31 gennaio 2018 per i progetti di tipo b). I progetti finanziati saranno 9, per un importo massimo di finanziamento pari a 1.430.000 euro nell’ambito del Programma Operativo Fondo sociale europeo 2014-2020 della Provincia autonoma di Trento, in attuazione del Piano Trentino Trilingue – azioni per la cittadinanza per lo sviluppo di un Trentino plurilingue.

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Rinnovato l’accordo per il Fondo comuni confinanti: i risultati dell’attività svolta

Comunicato 3233 del 30/11/2017

In 7 anni sostenuti 400 progetti per 550 milioni di euro

Anche in futuro, la Provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano verseranno 40 milioni di euro all’anno per alimentare il Fondo comuni confinanti, il cui obiettivo è quello di sostenere la valorizzazione e lo sviluppo economico e sociale dei territori di Lombardia e Veneto confinanti con Alto Adige e Trentino. Questo il “cuore” dell’accordo sottoscritto oggi a Roma, dal sottosegretario agli affari regionali, Gianclaudio Bressa, dal presidente del Fondo Roger De Menech, dai presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, Ugo Rossi e Arno Kompatscher e dai rappresentanti delle Regioni Lombardia e Veneto, Ugo Parolo e Federico Caner. L’accordo rafforza quanto già sancito nel testo del 2014, rinnovando e rilanciando alcuni aspetti fondamentali per una gestione snella del Fondo alla stregua della linea operativa che il Comitato si è dato in questi anni, improntata sulle strategia d’area vasta. L’intesa prevede che il Fondo comuni confinanti sostenga in maniera prioritaria, dal punto di vista finanziario, progetti considerati di interesse strategico per tutta l’area di confine e che abbiano valenza anche sovraregionale, in maniera particolare nei settori della mobilità, del turismo, dello sviluppo digitale, della sanità, della formazione, dell’energia, dell’ambiente e della cultura. Il fondo, come noto, è stato istituito per favorire uno sviluppo coeso dei territori confinanti conseguendo obiettivi di perequazione e solidarietà. Il bilancio delle attività del “Fondo” è stato tracciato alla presenza del Ministro delle infrastrutture Graziano Delrio. Dai dati è emerso che dal 2010 ad oggi le due province autonome hanno versato 550 milioni di euro per l’attivazione di 400 progetti (un terzo in Lombardia, due terzi in Veneto) su un territorio che riguarda 48 comuni delle province di Sondrio, Brescia, Verona, Vicenza e Belluno: 42 di questi comuni confinano con il Trentino, 6 con l’Alto Adige. Per il futuro si punta sulla semplificazione delle procedure e su un più massiccio utilizzo dei fondi, visto che sino ad oggi solo il 10% delle risorse a disposizione è stato effettivamente investito. Fra i progetti messi in cantiere nei primi anni di vita del fondo comuni confinanti spiccano uno studio preliminare per la realizzazione di un traforo dello Stelvio, un piano triennale di investimenti del Parco nazionale dello Stelvio in Lombardia (circa 12 milioni complessivi), un collegamento tra i comuni lombardi di Valvestino e Magasa e le valli Giudicarie (32 milioni), una ciclabile sul Garda bresciano (10 milioni), il completamento del progetto di collegamento sciistico Comelico superiore-Alta Pusteria (26 milioni stanziati attraverso il fondo, circa 44 milioni l’investimento complessivo), lo studio di fattibilità del Treno delle Dolomiti-Ferrovia Bellunese, un sostegno alla domanda per l’accesso alla banda larga nelle aree di confine tra Trento e Bolzano, un piano di marketing territoriale delle Dolomiti, la realizzazione del collegamento funiviario Cortina-5 torri (18 milioni del fondo su un totale di 24,2). ”Sono felice che questo lavoro sui fondi di confine, – ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio – cominciato nel 2013-2014, abbia prodotto gli effetti sperati. In particolare, evidenzio, visto il ministero di cui ho la responsabilità, le importanti risorse messe a disposizione per la mobilità sostenibile. Infatti i 34 progetti per un totale di circa 124 milioni investiti in piste ciclabili sono il segno evidente della sensibilità dei territori su questi temi”. Il Presidente De Menech guarda avanti. “Un importante lavoro per fare in modo che il Fondo diventi sempre più strategico, è già stato fatto. Oggi è fondamentale rilanciare questo aspetto e lavorare insieme agli enti locali perché queste politiche vengano sempre più calate nell’area vasta dei territori di confine”. “Il Fondo comuni confinanti con gli oltre 400 progetti finanziati per oltre 550 milioni è un esempio di come sia stato attivato in maniera intelligente quanto previsto dalle leggi” ha sottolineato il sottosegretario Bressa. I Presidenti delle Province Autonome Kompatscher e Rossi hanno evidenziato il ruolo fondamentale avuto dalla stretta collaborazione tra istituzioni e unanimemente avvalorano la bontà dell’accordo rinnovato, che andrà a migliorare l’impronta di base, consapevoli che uno sviluppo equo tra territori confinanti sia importante per l’intera area montana. La medesima soddisfazione viene espressa anche dal sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia Ugo Parolo, convinto che questo ulteriore passo avanti garantirà maggiore efficacia ed efficienza nella gestione delle risorse. Alla firma era presente anche l’assessore provinciale agli enti locali Carlo Daldoss. Il presidente del Consiglio regionale del veneto Roberto Ciambetti ha dichiarato: “Soldi pubblici spesi bene. Il Fondo è una risposta alla montagna e un modo innovativo per dare sviluppo e migliorare la qualità della vita nei territori di confine.” Un rilancio dell’intesa che individua quindi nella cooperazione interistituzionale tra tutti i livelli di governo coinvolti un significativo momento di sostegno delle dinamiche territoriali di sviluppo, favorendo procedure decisionali alternativa capaci di superare le condizioni di svantaggio in cui versano i territori di confine, mitigandone i disagi.

Link al Comunicato PAT

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