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Incontro al Muse 1 dicembre 2017

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Festival dell’Economia 2018: le parole dei protagonisti

Comunicato 780 del 17/04/2018

Il presidente Rossi: “In un’epoca in cui tutto si consuma velocemente, un’occasione per fermarsi e riflettere”

“L’esperienza che abbiamo fatto in questi anni di Festival ci dice – ha evidenziato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi durante la conferenza stampa di presentazione – che puntare su un momento di approfondimento, molto aperto e facilmente accessibile, su temi piuttosto complessi sia la via giusta, in un’epoca in cui tutto si consuma velocemente, per fermarsi e riflettere. Questa è una delle funzioni principali del Festival. Il tema di quest’anno, come spesso è avvenuto in passato, darà, inoltre, a noi che abbiamo la responsabilità di “decisori” molti spunti. Quello del rapporto fra la tecnologia e il lavoro è un tema che crea preoccupazione e al tempo stesso grandi speranze. Il Festival è un’opportunità ed uno stimolo – ha concluso Rossi – che ci permetterà di scoprire se effettivamente la tecnologia sia in grado di creare nuove prospettive per l’occupazione e quanto influisca, quantitativamente e qualitativamente sul lavoro e sullo sviluppo del territorio”. “La tecnologia va governata, questo credo sarà il messaggio che attraverserà il Festival – ha detto l’editore Giuseppe Laterza – perché non si tratta di un fenomeno meteorologico, non è qualcosa che sta sopra la nostra testa, decidiamo noi come utilizzarla. Possiamo utilizzarla per il male, ad esempio per distruggere il lavoro, oppure per il bene facendone un volano di sviluppo anche per il lavoro. Il Festival – ha aggiunto Laterza – fornisce sempre stimoli intellettuali molto forti, per questo e anche grazie all’atmosfera unica e all’accoglienza che si trova in Trentino molti relatori ci chiedono di tornare, così come torna, ogni anno, gran parte del pubblico. Il Festival – ha concluso – nasce come un’idea pluralistica, non come una passerella di star, ma di importanti interlocuzioni di contenuto e soprattutto dove non ci siano pensieri unici”. “Il lavoro ha sempre seguito le evoluzioni della tecnologia. – ha detto il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini. I profili si sono adeguati allo sviluppo e alla disponibilità di nuovi strumenti. Ma mai così rapidamente. La sfida cui ci troviamo davanti oggi è quella di aggiornare le nostre competenze con maggiore velocità. Questa edizione del Festival ci permetterà di riflettere sui cambiamenti nel modo di fare educazione. Dalla lavagna con il gesso, fino al tablet: molto è cambiato nel rapporto tra informazioni e apprendimento. Ragionare sul futuro del lavoro – ha concluso Collini – ci permetterà di riflettere su come fare meglio il nostro”. “Dopo aver toccato i temi delle tasse e dell’immigrazione – ha poi detto il presidente dell’Università di Trento, Innocenzo Cipolletta, la terza ondata di populismo potrebbe rivolgersi verso le macchine, responsabili della distruzione dei posti di lavoro. Il rischio che qualcuno insinui la necessità di arrestare lo sviluppo è reale. Ad esempio in Cina, dove l’aumento della disoccupazione di massa rischia di esplodere a causa della crescente automazione. Per contrastare il fenomeno – ha concluso Cipolletta – bisogna capire come si costruisce il lavoro e come si distribuisce il guadagno di produttività”. Infine Tito Boeri, direttore scientifico del Festival che ha illustrato il programma di questa 13^ edizione. “Il progresso tecnologico – ha detto – è stato fondamentale per conquistarci una maggiore qualità della vita, ma adesso ci pone degli interrogativi importanti. Chi può condizionare il progresso, chi ne può sfruttare i diritti? Come possiamo rendere i lavoratori partecipi e ancora come rilanciare l’azione di protettiva dei sindacati? Quesiti a cui cercheremo di rispondere al Festival. Dobbiamo essere pronti per capire ed analizzare l’impatto che avranno le nuove tecnologie sulla società. Il Festival sarà un’occasione per promuovere il metodo scientifico, andando a guardare i dati, contro il dilagante negazionismo”.

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Nuove opportunità all’estero ampliano l’offerta di tirocini per gli studenti trentini

Comunicato 779 del 17/04/2018

Si è concluso con successo il sopralluogo di una delegazione di dirigenti scolastici degli istituti tecnici della provincia in Svezia e Irlanda

Si è concluso con soddisfazione generale il viaggio (3-7 aprile), compiuto da una delegazione trentina composta da 20 dirigenti e docenti degli istituti tecnici, finalizzato alla definizione di accordi per sistematizzare l’ospitalità di studenti trentini in aziende e agenzie di Svezia e Irlanda. La delegazione ha incontrato rappresentanti di aziende, ricercatori in diversi ambiti e responsabili di agenzie che gestiscono la sistemazione degli studenti nelle città, Lund in Svezia e Cork in Irlanda. Le collaborazioni saranno attive già dal prossimo autunno. L’alternanza scuola-lavoro è ormai entrata a far parte del curricolo degli studenti che frequentano il triennio degli istituti tecnici e dei licei e dell’alta formazione. La normativa, nazionale e provinciale, prevede che l’alternanza possa essere svolta anche all’estero. In tal modo, lo studente può sviluppare competenze di tipo trasversale in contesti diversi dal proprio, sviluppando la capacità di leggere e interpretare codici e valori di altre culture. Per favorire queste opportunità, il Dipartimento della Conoscenza, ha intrapreso nei mesi scorsi numerosi contatti con realtà straniere per offrire agli studenti della provincia di Trento occasioni di tirocinio in Paesi europei. Dopo una prima selezione dei contatti, il Dipartimento, ha organizzato un viaggio studio con una delegazione di dirigenti scolastici degli istituti tecnici della provincia per definire i dettagli operativi, in merito alla possibilità da parte degli studenti di svolgere i tirocini in Svezia e Irlanda. Le due realtà estere visitate hanno permesso di verificare, in un confronto diretto sul campo, le opportunità offerte da una esperienza strutturata e svolta all’estero, non solo in aziende, ma anche in laboratori che sviluppano ricerca in settori trainanti, come la meccatronica, le biotecnologie o internet degli oggetti. L’esperienza fatta in questa settimana dalla delegazione è servita a stabilire utili contatti per potenziare la possibilità e per diversificare le mete di soggiorno degli studenti all’estero, per un periodo di cinque settimane. Nel contempo sono già stati pubblicati dei bandi e altri sono in procinto di esserlo, per sostenere finanziariamente le scuole in questa decisiva scelta culturale e formativa. In autunno, il Dipartimento della Conoscenza, organizzerà un secondo viaggio con una delegazione di dirigenti e docenti dei licei. Si completerà così la presentazione di alcune opportunità offerte alle scuole trentine per l’alternanza all’estero.

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Grandi progetti per la ferrovia, la città, il Trentino

Comunicato 776 del 17/04/2018

Firmato a Roma l’accordo

Velocizzare l’iter per la circonvallazione ferroviaria di Trento e avviare l’analisi di fattibilità di progetti urbanistici e architettonici importanti per la città. Sono questi gli obiettivi principali del protocollo d’intesa sottoscritto oggi a Roma da Ezio Facchin, commissario governativo per il Tunnel del Brennero, Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, e Maurizio Gentile, amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana. “E’ un protocollo importante – ha sottolineato il governatore trentino Ugo Rossi – perché ci dà la possibilità di lavorare assieme e quindi di definire assieme quali sono le migliori soluzioni per far diventare un’opportunità il fatto che dopo il tunnel del Brennero avremo la circonvallazione della città di Trento e poi quella dell’area di Rovereto”. “E’ stato un gran lavoro” – ha commentato l’assessore provinciale alle infrastrutture Mauro Gilmozzi, anche lui presente a Roma – “Occuparsi non solo del tunnel del Brennero ma anche delle tratte di accesso era il nostro compito”. La firma istituisce un gruppo di lavoro, composto da RFI, Provincia di Trento e Comune di Trento, che definirà le attività per la realizzazione della circonvallazione, opera fondamentale per una migliore gestione del traffico ferroviario in vista del completamento della Galleria di Base del Brennero. “Lavorare assieme – ha aggiunto il presidente Rossi – significa individuare soluzioni che siano utili allo scopo primario che è quello di separare il traffico merci da quello viaggiatori, di avere una maggiore velocità di linea ma anche quello della riqualificazione urbana. Siamo dentro un corridoio di straordinaria importanza per l’Europa. Ci sono tanti tasselli, tra cui anche l’autostrada e l’interporto di Trento che diventa un’infrastruttura molto importante ”. “Si tratta – ha aggiunto l’assessore Gilmozzi – di fare la progettazione della circonvallazione di Trento, risposta importante per il traffico ferroviario ma anche per la città. L’interramento della ferrovia credo sia una delle migliori risposte che possiamo dare per riconnettere anche il tessuto urbano della città di Trento con i suoi quartieri. Una straordinaria opportunità che adesso abbiamo codificato, e che nei prossimi 180 e altri 180 giorni vedremo di mettere perfettamente a punto”. Inoltre, il protocollo prevede l’avvio di uno studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione della stazione provvisoria presso l’ex scalo Filzi e per l’interramento della linea esistente, in corrispondenza dell’attuale stazione di Trento, con l’eventuale definizione di un cronoprogramma degli interventi. L’obiettivo finale è potenziare il sistema ferroviario nel nodo di Trento e programmare i servizi di trasporto su ferro e su gomma secondo il Piano urbano della mobilità. È, infine, previsto un concorso di idee per la riqualificazione urbana e architettonica delle aree interessate dal progetto che possa coinvolgere anche i cittadini. L’iter per la circonvallazione ferroviaria è in stato avanzato: conclusa la progettazione preliminare, è in corso la project review secondo le indicazioni di “Connettere l’Italia”, il documento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevede di realizzare infrastrutture utili, attraverso percorsi condivisi e agili. La circonvallazione ferroviaria di Trento, insieme a quella di Rovereto, è uno dei quattro lotti prioritari del potenziamento della linea di accesso da Sud alla Galleria di Base del Brennero, da Verona a Fortezza. Il nuovo collegamento ferroviario avrà origine a Roncafort, nei pressi dell’interporto di Trento, procederà poi in affiancamento alla linea esistente, interessando in sotterraneo l’area dell’ex scalo Filzi, per proseguire in galleria naturale e poi connettersi in località Acquaviva, a Sud di Trento. Lo shunt ferroviario permetterà di by-passare le aree urbane, separando i flussi di traffico merci da quello viaggiatori, con un sensibile miglioramento della regolarità del traffico ferroviario. I lavori di potenziamento della linea di accesso da Sud, Verona – Fortezza, procedono di pari passo con la realizzazione della Galleria di Base del Brennero, parte integrante del Core Corridor europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo che collega Helsinki e La Valletta, passando per il Centro Europa, la dorsale Alta Velocità/Alta Capacità italiana e le principali città siciliane.

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Festival dell’Economia 2018: “Lavoro e Tecnologia”

Comunicato 771 del 17/04/2018

Presentato a Roma il programma della 13^ edizione

La tecnologia può elevare il lavoro e creare tempo libero – scrive Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento, ma la sua avanzata si accompagna al consumo diffuso di ansiolitici. Ogniqualvolta si assiste ad un’accelerazione del progresso tecnologico, le tesi secondo cui le macchine sostituiranno interamente l’uomo prendono piede. La fine del lavoro è stata decretata centinaia di volte, con un pessimismo tecnologico che trascende gli anni di crisi. Eppure nelle economie di tutto il mondo si continuano a generare milioni di posti di lavoro e il tasso di occupazione (il rapporto fra occupati e popolazione in età lavorativa) è cresciuto nel corso del XX secolo pressoché ovunque. Anche se la disoccupazione può aumentare bruscamente durante le recessioni, ed è oggi insopportabilmente alta in alcuni paesi, tra cui il nostro, non c’è traccia di una crescita di lungo periodo della disoccupazione. Automazione significa distruzione di lavoro, sostituzione di lavoro svolto dall’uomo con macchinari, ma l’automazione in genere porta con sé anche un aumento della produttività e dei salari nei lavori che le macchine non riescono a sostituire. E questa creazione di valore del lavoro comporta, a sua volta, creazione di lavoro. Anche se la frontiera dell’automazione si sposta rapidamente e le tecnologie dell’intelligenza artificiale sono in rapido sviluppo, siamo ancora molto lontani dal sostituire il lavoro con robots in mansioni che richiedono flessibilità, discrezionalità e che, più in generale, non si prestano ad essere codificate. Non è solo il progresso tecnologico ad avere effetti sul mercato del lavoro – aggiunge Boeri – è lo stesso mercato del lavoro a influire sulle traiettorie tecnologiche. Il progresso tecnologico è tutt’altro che uniforme. A seconda delle istituzioni del mercato del lavoro, della demografia, delle dotazioni di capitale umano di un paese, lo sviluppo tecnologico può orientarsi in direzioni diverse. Anche le innovazioni tecnologiche a svantaggio del lavoro poco qualificato possono creare opportunità di lavoro di altra natura per persone poco istruite. In molti paesi negli ultimi decenni si è assistito ad una polarizzazione dell’impiego, con creazione di lavoro ai due estremi della distribuzione del lavoro per qualifiche: sono cresciuti soprattutto i lavori poco qualificati o quelli molto qualificati, mentre c’è stata una contrazione di quelli che contemplano abilità medie. Il progresso tecnologico potrebbe essere responsabile di questa polarizzazione perché ha spinto molte persone istruite, soprattutto donne, a partecipare al mercato del lavoro, assumendo persone poco qualificate per il lavoro domestico. Il progresso tecnologico porta con sé nuovi problemi distributivi che i nostri sistemi di protezione sociale non sembrano ancora in grado di gestire. Sono stati introdotti con l’obiettivo di contenere i costi sociali delle fluttuazioni cicliche, ma non sembrano oggi in grado di affrontare problemi strutturali, di lungo periodo, come quelli legati al futuro di chi di colpo ha visto il proprio capitale umano deprezzarsi grandemente. Non sono oggi in grado di coprire le nuove forme del lavoro dipendente, che spesso si traveste da lavoro autonomo, come in molta dell’economia dei lavoretti nata utilizzando le piattaforme digitali. Il passato offre lezioni molto importanti sull’impatto delle nuove tecnologie. Per questo, la narrazione storica, soprattutto quella basata sui dati degli storici economici, troverà grande spazio in questa edizione del Festival dell’economia. Al contempo dobbiamo essere consapevoli del fatto che la storia passata è una guida molto imperfetta per ciò che ci attende nei prossimi decenni. Se c’è una cosa non lineare questa è proprio il progresso tecnologico. Più che in passate edizioni, – conclude Tito Boeri – il Festival ospiterà l’inventiva dei tecnologi e degli stessi economisti. Non sanno predire il futuro, ma certo possono immaginarlo con molta più concretezza e capacità di coglierne le contraddizioni di tanti altri. Il Festival si aprirà nel pomeriggio di giovedì 31 maggio, con la conferenza del professor Richard Freeman dell’Università di Harvard, dal titolo “robot mania” che insieme a Tito Boeri avvierà il ragionamento sul tema “Tecnologia e lavoro”, partendo da una domanda provocatoria: “Cosa ci resterà da fare quando saranno le macchine a lavorare e guadagnare?” Venerdì 1 giugno il professor Joel Mokyr della Northwestern University, affronterà il tema del rapporto fra la stagnazione economica ed il progresso tecnologico, mentre il professor Barry Eichengreen dell’Università della California, Berkeley, indagherà i rapporti fra populismo e insicurezza economica. Il fisico Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia, proporrà invece una suggestiva intervista ad un robot. Nel pomeriggio, lo scrittore Evgeny Morozov, analizzerà la guerra fra le imprese americane e quelle cinesi per lo sfruttamento delle nuove tecnologie. Sempre venerdì, appuntamento anche con Alan Kruger della PrincetonUniversity, che interverrà sui cambiamenti che le tecnologie hanno apportato sul nostro modo di lavorare e la sera con il primo vicepresidente della Commissione europea Franciscus Timmermans. Sabato 2 giugno, Philip McCann dell’Università di Sheffield affronterà gli impatti sui territori dei cambiamenti tecnologici. Imran Rasul dell’University College di Londra, parlerà invece di giustizia e discriminazione etnica. Poi sarà la volta di Federico Rampini, volto noto al Festival, che terrà una conferenza sull’America di Trump, dalla Silicon Valley alla Rust Belt. Il filosofo Remo Bodei rifletterà su cosa succede alla coscienza degli individui quando facoltà umane essenziali come l’intelligenza e la decisione si trasferiscono alle macchine. Mauro Calise, Andrea Gavosto e Gino Roncaglia si confronteranno su come la tecnologia stia cambiando la didattica a scuola e all’università La giornata sarà conclusa da Diego Piacentini, che è stato membro dell’executive team di Amazon, che interverrà sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana. Domenica 3 giugno, Riccardo Zecchina, già professore di fisica statistica al Politecnico di Torino e alla Bocconi, affronterà il tema dei Big Data, poi sarà la volta dell’economista Luigi Zingales che parlerà ditecnologia finanziaria. Maurizio Ferraris si soffermerà invece sull’epoca della mobilitazione totale quella in cui web e smartphone annullano la distinzione tra il tempo libero e quello dedicato al lavoro. Chiuderà il professor Michael Spence del Fung Global Institute di Hong Kong, che insieme a Tito Boeri cercherà di tirare le fila del lungo dibattito che caratterizzerà il Festival. Anche quest’anno Tonia Mastrobuoni ci condurrà tra i libri di economia più interessanti pubblicati in questi mesi discutendoli assieme ai protagonisti del dibattito pubblico italiano ed internazionale. Chi desidera degli approfondimenti sui temi caldi dell’attualità economica e politica può seguire gli incontri Spotlight: sulle pensioni, su Alitalia, sulle crisi bancarie. Visto il successo di pubblico delle precedenti edizioni, torna l’appuntamento con CinEconomia, a cura di Marco Onado e Andrea Landi: ogni sera, presso il cinema Modena, proposte cinematografiche legate al tema del Festival. Confermati i Forum a cura de lavoce.info e gli appuntamenti con le parole chiave, che quest’anno sono: produttività, intelligenza artificiale e big data. Torna anche il Concorso EconoMia, realizzato con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), dell’Associazione Europea per l’Educazione Economica, del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento e dell’Istituto Tecnico Economico “Bodoni” di Parma. I venti giovani vincitori del concorso riceveranno in premio l’ospitalità a Trento nelle giornate del Festival e un assegno di 200 euro ciascuno. Come sempre, l’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione. L’accesso agli eventi in programma al Teatro Sociale avviene con voucher, distribuiti presso le biglietterie a partire da due ore prima dell’inizio di ogni evento. Il Festival dell’Economia di Trento è promosso da Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento e Università degli studi di Trento. Progettato dagli Editori Laterza in collaborazione con Superfestival – Salone Internazionale del Libro di Torino, con il supporto di ASI – Agenzia Spaziale Italiana.

Partner

Intesa Sanpaolo

Main Sponsor

Hydro Dolomiti Energia

Media partner

Rai Radio 1, Rai Radio 3

Sponsor

Autostrada del Brennero, Exprivia – Italtel, EY, Ferrovie dello Stato Italiane, Fondazione MSD, Grant Thornton, Hit – Hub Innovazione Trentino, LeasePlan, Marangoni, Mastercard, Mezzacorona – Rotari

Ufficio Stampa tel. +39 0461 497930

Sito: https://2018.festivaleconomia.eu/

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