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Inaugurazione studentato a Camerino

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Nubifragio a Moena e Soraga, decorrono da oggi i termini di presentazione delle domande di contributo e indennizzo

Comunicato 1930 del 10/08/2018

Ci sono 60 giorni per i danni ai veicoli privati e 120 per le altre tipologie di beni

Per quanto riguarda il nubifragio che ha colpito la Val di Fassa il 3 luglio scorso, in particolare i paesi di Moena e Soraga, decorrono da oggi i termini in base ai quali cittadini, imprese e lavoratori autonomi possono presentare domanda di contributo o indennizzo per i danni subiti. Ci sono 60 giorni di tempo per i danni ai veicoli privati e 120 per i danni ad altre tipologie di beni. Il Dipartimento Protezione Civile della Provincia autonoma di Trento ricorda che le strutture di riferimento per la gestione delle domande e per eventuali informazioni sono: il Servizio prevenzione rischi (domande per danni causati a veicoli ed abitazioni) – Via Vannetti, 41 – TRENTO Telefono: 0461.494864 – pec: serv.prevenzionerischi@pec.provincia.tn.it; l’Agenzia provinciale incentivazione attività economiche (APIAE) (domande per danni causati alle attività economiche) – Via Solteri, 38 – TRENTO Telefono :0461-499400 – pec : apiae.contr.prominv@pec.provincia.tn.it. Per la zona della Val di Fassa opera anche l’ufficio periferico della Provincia autonoma di Trento, che si trova a Pozza di Fassa – Strada Prè de Gejia, 2 – Telefono: 0462-763505, al quale ci si può rivolgere per informazioni e per la raccolta delle domande. Sono cinque i milioni di euro a disposizione per sostenere chi, a Moena e Soraga, ha subito danni a causa del maltempo che il 3 luglio scorso ha colpito la Val di Fassa. La Provincia ha inviato ai comuni interessati dalla calamità e a tutti i soggetti che hanno trasmesso delle comunicazioni all’amministrazione provinciale per segnalare danni, una nota informativa per far conoscere i criteri di concessione dei contributi e indennizzi e le modalità di presentazione delle domande. I provvedimenti e la modulistica da utilizzare sono consultabili e scaricabili sul sito del Dipartimento Protezione Civile: http://www.protezionecivile.tn.it/normativa_modulistica/Modulistica_nubifragio_Moena_e_Soraga/ . Nel pomeriggio del 3 luglio scorso la val di Fassa è stata interessata da un fenomeno meteorologico di particolare intensità, e considerato raro. Grandine e pioggia hanno determinato in particolare un’alluvione lampo in una parte dell’abitato di Moena, lungo il torrente Costalunga, e altri danni nel comune di Soraga.

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A malga Cercen il presidente Rossi e l’assessore Dallapiccola incontrano gli allevatori della Val di Sole

Comunicato 1913 del 07/08/2018

Presenti anche l’assessore provinciale Daldoss e numerosi rappresentanti locali

Favorire il consumo dei prodotti trentini, gestire la presenza di orsi e lupi e far fronte ai maggiori costi dell’agricoltura di montagna: questi gli importanti temi emersi oggi nell’’incontro tra il governatore Ugo Rossi, gli assessori provinciali Michele Dallapiccola e Carlo Daldoss e gli allevatori della Val di Sole, nella splendida cornice della malga Cercen, in Val di Rabbi. “Viviamo in un ambiente straordinario e dobbiamo ricordarci di acquistare sempre prodotti locali – ha esordito il presidente Ugo Rossi – considerando che dentro qualche centesimo in più del loro prezzo c’è tutto il valore di un territorio che sa offrire prodotti di qualità: una qualità che fa bene all’ambiente e a ciò che mangiamo”. Riguardo alla presenza dei grandi carnivori e al rischio delle predazioni, un problema particolarmente sentito dagli allevatori, il presidente ha ricordato che, assieme ai consiglieri di maggioranza e di minoranza, il governo provinciale ha portato all’approvazione di una legge provinciale per poter gestire il fenomeno, anche attraverso un piano di abbattimento. Legge di cui il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha annunciato l’impugnazione. “La nostra Autonomia ha il dovere di questa decisione e dobbiamo prenderla tutti uniti” ha detto il presidente riguardo alla possibilità di attuare un piano di abbattimento. “Dalla Val di Rabbi oggi deve alzarsi un grido: ci lascino fare il nostro dovere”. L’assessore provinciale all’agricoltura e alla caccia e pesca, Michele Dallapiccola, ha spiegato che nell’indecisione collettiva, con la legge sui grandi carnivori la Provincia autonoma di Trento ha deciso di assumere una forte responsabilità. Ha poi indicato come miglior esempio di gestione dei grandi carnivori il modello francese, che ha stabilito un tetto massimo di presenze del lupo e consentito una percentuale di prelievi dei più aggressivi. “La politica locale cerca di risolvere concretamente e da vicino i problemi, ma l’attualità delle predazioni suggerisce di utilizzare quanto più possibile recinzioni e cani da guardiania” ha suggerito l’assessore Dallapiccola. Riguardo ai premi provenienti da fondi provinciali e da fondi europei l’assessore ha ricordato i 40 milioni di euro resi disponibili nella legislatura: “aiuti dovuti, meritati e valorizzati” per chi vive i maggiori costi delle attività agricole di montagna, ha precisato. Dallapiccola ha anche informato che il 4 settembre incontrerà il commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale in vista della nuova Politica Agricola Comune (PAC). Rassicurando gli operatori sul mantenimento del sistema attuale, che salvaguarda le zone di montagna, ha invitato gli agricoltori e gli allevatori a tenere sempre presenti i quattro strumenti fondamentali dell’attività di montagna: gli animali, il trattore, l’assicurazione e il pacchetto titoli, che vanno gestiti nel migliore dei modi. All’incontro di malga Cercen era presente anche l’assessore provinciale alla coesione territoriale Carlo Daldoss, che ha fatto i complimenti ai giovani gestori della malga: “Se ci sono giovani che fanno questa attività c’è speranza per il futuro” ha detto di fronte ai numerosi intervenuti. Il vicepresidente della Regione Lorenzo Ossanna ha ricordato invece la grande capacità di interagire con le istituzioni che hanno gli allevatori locali. L’incontro degli allevatori della Val di Sole è un appuntamento annuale che rappresenta un momento di confronto fra gli operatori e gli amministratori, ma anche un occasione di riflessione e di convivialità comune. Dopo la messa e la benedizione della scultura lignea posta dinnanzi all’accesso principale della malga, i saluti istituzionali sono stati introdotti dal presidente degli allevatori della Val di Sole Lorenzo Andreotti. Assieme ai rappresentanti del governo provinciale sono intervenuti, tra gli altri, anche la presidente della federazione trentina della cooperazione Marina Mattarei, che ha invitato ad attivare una rete di intercooperazione fra tutti gli attori del territorio e il sindaco di Rabbi Lorenzo Cicolini, che ha ricordato la volontà positiva dei giovani trentini di tornare ad attività tradizionali quali l’agricoltura e l’allevamento.

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Punto nascita Cavalese: Rossi e Zeni chiedono al Ministero riapertura da subito

Comunicato 1914 del 07/08/2018

Procedere con la costruzione della sala chirurgica dedicata all’emergenza ostetrica e riattivare in contemporanea l’attività del punto nascita

Le condizioni per la riapertura del punto nascita dell’ospedale di Cavalese ci sono, ora il Ministero si attivi rapidamente in tal senso per garantire un presidio fondamentale per la comunità delle Valli di Fiemme e Fassa. La richiesta del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni al Ministro della salute Giulia Grillo è chiara ed è stata inoltrata formalmente al Ministero. Lo ha annunciato questo pomeriggio il presidente Rossi a margine di una conferenza stampa per la donazione di un ecotomografo da parte della fondazione il Sollievo – Val di Fiemme. La soluzione proposta al Ministro prevede una riapertura in tempi rapidi del punto nascita: procedere con i lavori sul blocco travaglio/parto con la costruzione della sala chirurgica dedicata all’emergenza ostetrica e riattivare in contemporanea l’attività del punto nascita; in attesa della fine dei lavori – il cui iter è stato avviato da tempo e si concluderà nel giugno 2019 -, saranno utilizzate le sale chirurgiche dell’ospedale attraverso un’opportuna programmazione degli interventi e senza pregiudicare l’attività chirurgica. Già avviata la predisposizione per la seconda sala parto, che sarà pronta entro due mesi. La Giunta provinciale ha sempre sostenuto con chiarezza la necessità di salvaguardare i servizi sanitari sul territorio, coniugando la necessità di garantire casistica e qualità dei servizi erogati con le caratteristiche tipiche di un territorio di montagna come il Trentino. Su questa linea si è cercato sempre di salvaguardare fondamentali presidi sul territorio come i punti nascita, nel rispetto ovviamente degli standard relativi alla sicurezza di partorienti e nascituri previsti dalla normativa nazionale. Le richieste – alternative tra loro – di riapertura del punto nascita di Cavalese trasmesse al Ministero sono state approvate dalla Giunta provinciale lo scorso 20 luglio. In sostanza, si chiede al Ministero di riaprire il punto nascita alle stesse condizioni operative (di personale) e strutturali a suo tempo presenti a Cavalese al momento della concessione della deroga nel giugno 2016. Oltre a questo si chiede di poter fruire delle prestazioni mediche specialistiche di ginecologia, anestesia e pediatria con formula in pronta disponibilità anziché in guardia attiva. In subordine, si chiede al Ministero di poter riaprire comunque a prescindere dalla presenza del requisito strutturale della sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto, in quanto superabile temporaneamente attraverso le procedure gestionali dell’evento “parto” e di connessa emergenza indicate in appositi protocolli predisposti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Considerato che le procedure di appalto per i lavori di realizzazione della sala sono già state avviate da tempo, con la previsione di realizzarla entro giugno 2019. Ma ripercorriamo le tappe del punto nascita di Cavalese. Nel 2016 la Provincia di Trento presenta richiesta di deroga al Ministero della salute per mantenere aperti i punti nascita con meno di 500 parti all’anno: Tione, Arco, Cles e Cavalese. La richiesta viene accolta per Cles e Cavalese, ma per quest’ultimo si è dovuto sospendere per la mancanza degli standard minimi di personale prescritti dal Ministero. Nel periodo di sospensione sono comunque rimasti attivi i servizi del percorso nascita territoriale per le gravidanze fisiologiche e l’elisoccorso per le situazioni di emergenza. La Provincia è stata costantemente impegnata per rendere nuovamente operativo il punto nascita. Individuato il personale medico necessario, nel dicembre 2017 l’Apss ha informato il Ministero della possibilità di riprendere l’attività del punto nascita, ma il Ministero (febbraio 2018) se da un lato ha confermato l’idoneità dell’organigramma medico proposto, dall’altro inaspettatamente ha posto un’ulteriore pesante limitazione alla riapertura, ovvero la predisposizione di una seconda sala parto e di una sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto.

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Camerino, inaugurato il nuovo studentato

Comunicato 1905 del 06/08/2018

Il presidente Rossi: “E’ il risultato di un’Autonomia intesa come responsabilità”

Oggi a Camerino, nelle Marche, è stato inaugurato il nuovo studentato universitario, realizzato grazie al contributo finanziario della Provincia autonoma di Trento, di quella di Bolzano e del Land austriaco del Tirolo. Dal prossimo ottobre, con l’inizio del nuovo anno accademico, ospiterà 456 studenti. Alla cerimonia sono intervenuti il rettore Claudio Pettinari, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Salvatore Giuliano, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, l’assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi, il commissario straordinario alla ricostruzione Paola De Micheli, il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui. “Vi porto il saluto dei presidenti Kompatscher e Platter con i quali abbiamo condiviso la volontà di realizzare questo studentato – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – Abbiamo deciso di rispondere affermativamente alla richiesta che ci era stata fatta perché per noi la speciale autonomia che caratterizza il Trentino significa, innanzi tutto, responsabilità e disponibilità a mettersi al servizio di chi ha bisogno di un aiuto. Il nostro sì è la risposta di un popolo abituato a darsi da fare e ad esercitare con responsabilità l’autogoverno. Sono convinto che i cittadini trentini siano orgogliosi di questa inaugurazione e che il valore dei territori ed il lavoro in squadra siano decisivi per il nostro Paese. Concludo con l’augurio di continuare a crederci come ci hanno creduto tutti quelli che in questi mesi hanno reso possibile la realizzazione di quest’opera”. Il magnifico rettore Claudio Pettinari ha ringraziato a nome di tutta la comunità universitaria. “Grazie – ha detto – per aver scelto noi. Cercheremo di dimostrare che questa scelta è stata utile per tutto il Paese, per formare la futura classe dirigente”. Il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli ha ricordato che “non si può ricostruire il territorio senza dare piena operatività all’Università di Camerino. Quella di oggi è la tappa di un cammino che prosegue e l’esempio di un Paese che sa essere unito”. Il sottosegretario Salvatore Giuliano ha sottolineato che Trento, Bolzano e il Tirolo hanno dimostrato quale sia la forza del fare squadra. La commissaria alla ricostruzione Paola De Micheli ha parlato di un dono di qualità che nasce da esigenze vere e da una volontà di condivisione. “Se vinciamo qui con voi – ha detto – vuol dire che il Paese può vincere anche altre sfide”. Il capo del dipartimento nazionale della Protezione Civile Angelo Borrelli ha ricordato la capacità di intervento del Trentino e dell’Alto Adige ogni volta che ce ne sia bisogno. Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ha evidenziato la volontà di ricostruire il futuro partendo dai giovani, con la capacità di realizzare velocemente opere come questa. Il dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Provincia autonoma di Trento Raffaele De Col ha illustrato nel dettaglio le caratteristiche del progetto, ringraziando i tecnici e le maestranze che ci hanno lavorato e le imprese, Ille Case in Legno Srl e Costruzioni Dallapé Srl. Il nuovo studentato conta 20 edifici, disposti su 6 terrazzamenti, ognuno dei quali è diviso in 4 appartamenti di 100 metri quadrati. Ogni edificio ha una stanza sbarrierata, per studenti diversamente abili. Il costo complessivo del progetto è stato di circa 9.400.000 euro. Il Land Tirolo ha contribuito con oltre 333.000 euro, le due province autonome ognuna con la somma di oltre quattro milioni e mezzo di euro. La progettazione è iniziata nel gennaio del 2017, seguita dai lavori per preparare l’area che sono partiti nel giugno 2017 e dalle fondazioni, cominciate tra agosto e settembre 2017, mentre nel novembre hanno cominciato a prendere forma gli edifici. La scelta di edifici a due piani ha consentito di occupare meno territorio e di ottimizzare i costi su impianti e coperture. Tutte le unità stanno portando a termine un percorso di certificazione congiunta “ARCA” e “CasaClima”. Queste certificazioni garantiscono sia le prestazioni sismiche, di resistenza al fuoco e di durabilità della struttura in legno sia le prestazioni energetiche e di sostenibilità dell’edificio e dei materiali utilizzati. Lo studentato sorge tra l’area residenziale del quartiere di Montagnano e il terreno nel quale in futuro verranno creati nuovi spazi comuni, biblioteca e sala lettura, da parte dell’università. #ilfuturononcrolla è l’hashtag lanciato dall’Università di Camerino poche ore dopo il sisma del 26 ottobre 2016 che aveva colpito duramente la città, come il Centro Italia, già segnato tra l’altro dalle scosse iniziate il 24 agosto precedente.

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