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Incontro al Muse 1 dicembre 2017

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Minoranze linguistiche, confermato il sostegno economico per la loro promozione

Comunicato 3266 del 02/12/2017

Ieri pomeriggio si è tenuta la ventiseiesima Conferenza

Mantenere lo stesso livello di finanziamento per gli interventi relativi alle minoranze: questa è la decisione principale presa dalla Conferenza delle Minoranze, che si è riunita ieri pomeriggio presso il palazzo della Provincia. Il governatore del Trentino Ugo Rossi, che la presiedeva, ha, a questo proposito, assunto l’impegno di raggiungere questo obiettivo in sede di approvazione del bilancio della Provincia, proponendo gli emendamenti necessari. “Per noi – ha sottolineato il presidente Rossi – le minoranze sono un fattore di coesione sociale, sono importanti come la sanità, come i servizi sociali, come il lavoro e quindi vogliamo mantenere la possibilità di continuare a promuoverle”. Ad integrazione avvenuta, il fondo provinciale per le minoranze avrà una dotazione di circa 769.000 euro per l’anno 2018. Di questi oltre 416.000 euro serviranno per confermare gli interventi di sostegno all’informazione in lingua minoritaria. Il resto andrà ad iniziative nel campo culturale, dell’alta formazione e della tutela. La Conferenza ha deciso inoltre di attivarsi, coinvolgendo le altre istituzioni provinciali, per sostenere l’iniziativa “Minority Safepack”, promossa dalla “Federal Union of European Nationalities: FUEN”: in pratica un elenco di azioni che ogni stato europeo deve garantire per valorizzare e promuovere le minoranze. “La Conferenza – ha sottolineato il presidente Ugo Rossi – ha deciso di attivare il Consiglio provinciale perché a sua volta impegni la Giunta a promuovere la raccolta firme prevista dal progetto in tutti i comuni trentini, in modo tale che i cittadini trentini possano contribuire a raggiungere le richieste 55mila firme sul territorio nazionale, per fare in modo che negli ordinamenti di tutta Europa ci sia la debita attenzione alle minoranze. Noi trentini in particolare abbiamo il dovere morale di riconoscere le minoranze nella nostra specificità e dobbiamo valorizzarne il ruolo, come uno dei motori della cultura e delle tradizioni che non vogliamo assolutamente perdere”. La Conferenza ha inoltre preso atto, con soddisfazione, della recente modifica, avvenuta con legge costituzionale, intervenuta sullo Statuto di Autonomia, in materia di tutela delle minoranze, in particolare di quella ladina. Sul punto ha relazionato, oltre al presidente Ugo Rossi, l’assessore regionale Giuseppe Detomas.

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Inaugurata la nuova scuola elementare di Commezzadura

Comunicato 3264 del 02/12/2017

Al taglio del nastro il presidente Ugo Rossi e l’assessore Daldoss. La soddisfazione dei sindaci e delle famiglie dopo la ristrutturazione seguita all’accorpamento con Mezzana

Garantire a ciascuna comunità un presidio scolastico di qualità: questo l’intento che il presidente della Provincia Ugo Rossi ha ricordato oggi in Val di Sole essere alla base degli accorpamenti scolastici come quello che ha portato alla nuova scuola di Commezzadura. L’occasione è stata l’inaugurazione della nuova sede di Mestriago della scuola primaria dell’Istituto comprensivo Alta val di Sole, che dal settembre scorso accoglie i bambini delle scuole elementari di Mezzana e di Commezzadura. Una inaugurazione che arriva dopo i lavori, eseguiti a tempo record, di ristrutturazione dell’edificio ed alla quale hanno partecipato oggi, assieme alla popolazione e ai sindaci dei due paesi, Ivan Tevini per Commezzadura e Giacomo Redolfi per Mezzana, anche il presidente Ugo Rossi, che ha la competenza assessorile dell’istruzione, e l’assessore alla coesione territoriale Carlo Daldoss. “Qui a Commezzadura – ha detto Rossi prima di lasciare ai bambini il felice compito di tagliare il nastro – non si è trattato di un ragionamento basato sul risparmio, strada facendo ci si è resi conto che occorreva investire di più e lo abbiamo fatto volentieri, per consentire ai ragazzi di frequentare una scuola di qualità, dove qualità significa poter fare una didattica con un numero di bambini adeguato.” Ricordando le perplessità e le resistenze con le quali i genitori e gli stessi amministratori dei due paesi avevano accolto la decisione della Giunta provinciale di accorpare i due plessi scolastici, concentrando a Commezzadura le scuole elementari ed a Mezzana la scuola materna, Rossi si è complimentato con gli uni e gli altri per aver saputo “guardare al futuro” e unire le forze, ma ha ringraziato i due Comuni e le ditte che hanno lavorato in fretta e bene alla ristrutturazione dell’edificio scolastico anche per la celerità con la quale è stato portato a termine l’intervento. A completamento dell’operazione ora c’è anche, con soddisfazione delle famiglie, anche una fermata dello scuola bus dedicata, proprio davanti alla nuova scuola. “Ora siamo certi – ha concluso Rossi facendo gli auguri ai bambini – che quella qualità che desideriamo per i nostri ragazzi c’è e che questa è il frutto della convergenza e collaborazione di cittadini innamorati del loro territorio ma capaci di guardare anche oltre le nostre montagne.” Parole di soddisfazione hanno espresso anche i due sindaci di Commezzadura e Mezzana. “I cambiamenti fanno sempre paura – ha affermato il primo cittadino di Commezzadura. Ivan Tevini – ma oggi, grazie all’aiuto della Provincia ed ai tempi record nei lavori, possiamo dire di essere fiduciosi”. “La nostra posizione era diversa – ha poi ricordato il sindaco di Mezzana, Redolfi – ma ora confidiamo che si sia riusciti a guardare avanti, non ci siamo arroccati e con responsabilità ci siamo presi carico di questa iniziativa. Abbiamo dato una risposta in tempi rapidi, ora abbiamo una scuola composta da molti componenti, abbiamo chiesto servizi di trasporto per venire incontro ai genitori che lo chiedevano e lo abbiamo ottenuto. C’è sta la collaborazione di tutti, ed ora possiamo dare ai ragazzi questa che è una loro seconda casa dove possono essere accolti dolcemente.” Un ringraziamento particolare alle famiglie “che hanno saputo attendere tempi migliori” lo ha rivolto ai genitori la dirigente dell’Istituto comprensivo Alta Val di Sole Pasqua Cinzia Salomone, che ha anche voluto ringraziare i docenti per il loro spirito di collaborazione sempre dimostrato, ed i sindaci per essere venuto incontro alle esigenze della scuola. Un saluto lo ha portato oggi ad un momento di inaugurazione ufficiale che si è poi trasformato in una festa anche l’assessore Carlo Daldoss: “In principio sembrò che si dovesse fare un intervento limitato, poi si è deciso di fare un intervento che fosse risolutivo di tutte le problematiche. Se c’è la volontà le cose si riescono a fare velocemente, quando c’è convinzione nelle amministrazioni e si può contare su brave imprese le cose si riescono a fare. Per tenere assieme le nostre comunità l’unica forza è la coesione sociale e territoriale”.

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Anticipiamo il futuro: per un Trentino “in rete” che guarda oltre i suoi confini

Comunicato 3263 del 02/12/2017

Al Muse l’evento finale sui 50 anni del Pup con il presidente Rossi, l’assessore Daldoss, il presidente altoatesino Kompatscher

Un doveroso omaggio ad una delle scelte più innovative fatte dal Trentino del passato, nel 1967, ma guardando avanti, oltre le trasformazioni intervenute in cinquant’anni, verso una pianificazione integrata che vada anche al di là della sola dimensione urbanistica e abbracci una prospettiva più ampia di quella territoriale, proiettandosi verso l’Alto Adige, l’Euroregione, l’Europa. Tutto questo è stato l’incontro finale ieri sera al Muse per i 50 anni del Pup, con il governatore del Trentino Ugo Rossi, assieme all’assessore all’urbanistica e ambiente Carlo Daldoss e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher. Moderatore di un confronto a 360° fra i due territori il direttore del Trentino Alberto Faustini. “Orgoglio e passione per il proprio territorio, per ciò che si è, per quelle qualità e caratteristiche di popolo che ci rendono unici, per un’identità che si rinnova ma conservando le sue caratteristiche principali, la serietà, la capacità di fare, di mantenere gli impegni, di assumersi responsabilità”: questo in sintesi l’appello del presidente Rossi, che ha invitato ad andare oltre le gabbie ideologiche, a non cedere alle facili semplificazioni. La globalizzazione può essere un’opportunità, a patto che non significhi uniformare i territori in un tutt’uno indifferenziato. Alle sue sfide realtà come il Trentino e l’Alto Adige possono rispondere con un altro concetto, quello di Heimat, che i trentini, ha detto Kompatscher, condividono con i sudtirolesi. Ma si è parlato anche di plurilinguismo, trasporti, Brennero, università e ricerca, paesaggio, turismo, energia. In tutti questi ambiti si può, anzi, si deve, essere complementari. La cornice è l’Autonomia. Il futuro, un’Europa “a trazione regionale”. Pubblico delle grandi occasioni ieri al Muse per l’evento conclusivo di “Anticipiamo il futuro”, il ciclo di incontri organizzato sul territorio a cinquant’anni dal varo del primo Piano urbanistico provinciale, quello voluto dall’allora presidente della Provincia Bruno Kessler. Il percorso sviluppato nelle scorse settimane, con una serie di eventi specifici, ha coinvolto i principali attori dello sviluppo territoriale e centinaia di cittadini, che a partire dalle scelte pionieristiche fatte nel 1967 si sono interrogati suoi possibili percorsi del Trentino di domani, in ambiti che vanno dal turismo all’industria, dall’ambiente all’agricoltura. Al Muse il “piccolo Trentino nella grande Europa” ha delineato un nuovo quadro per lo sviluppo territoriale, abbracciando anche l’Alto Adige e l’Euregio. “Cinquant’anni fa, con Bruno Kessler, il Trentino si apriva alla modernità – ha detto l’assessore Daldoss dando il benvento ai presenti dopo i saluti del direttore del Muse Lanzinger – . Era ormai tempo di fare il punto, di interrogarsi su ciò che siamo diventati e sul futuro che vogliamo. Lo abbiamo fatto in una serie di tappe, e ora tiriamo le somme. Connubio sviluppo-ambiente, turismo-agricoltura, città-valli; questi alcuni temi che abbiamo affrontato nelle scorse settimane. Ma anche l’effetto che produrrà il tunnel del Brennero, o il ruolo delle reti telematiche. Come impatterà tutto questo nel nostro essere comunità? E come recuperare anche un po’ della visione utopica del primo Pup? Scienza, innovazione, sostenibiltà ambientale e sociale possono essere forse le linee guida del futuro in un mondo sempre più globalizzato ma che sa anche valorizzare le peculiarità che un territorio è in grado di offrire. Forse non useremo più l’espressione Piano urbanistico. Ma la tensione verso il futuro deve rimanere la stessa”. “Certi trentini riescono senza dubbio ad anticipare il futuro – ha sottolineato il presidente Rossi entrando nel vivo del confronto – e il Pup ne è una prova. Io nel 1967 avevo 4 anni. All’epoca ilTrentino era appena uscito dall’emigrazione. Il Pup ha consentito di gettare le basi per il futuro, forse anche in maniera eccessivamente veloce, ma c’era all’epoca una benzina positiva dentro la nostra comunità, il desiderio di uscire da una condizione di povertà. Dobbiamo recuperare quella benzina. Ecco il perché di questa iniziativa: provare ad immaginare il Trentino fra 20 o 30 anni”. “Il Trentino per noi è un alleato e un competitor – ha detto a sua volta Kompatscher – . Ma soprattutto, siamo consapevoli che la collaborazione porta ad ottimi risultati. Lo abbiamo visto recentemente a Roma. La nostra dimensione di riferimento non potrà in futuro che essere europea. Su quel piano, dobbiamo continuare a difendere l’idea di un’Europa delle regioni”. “Risultati come quello recente relativo alle centrali idroelettriche sono frutto di un lavoro durissimo – ha ripreso il presidente Rossi – Certo, alle spalle bisogna avere una struttura amministrativa estremamente efficiente, che lavora su questi temi ogni giorno. Soprattutto, però, come territori caratterizzati dall’Autonomia, siamo riusciti a guardare oltre alle pur legittime differenze. Quando abbiamo siglato il Patto di garanzia, siamo stati capaci di contemperare le differenze che c’erano fra di noi, conciliandole. La nostra cooperazione è forte anche su altri temi di lungo periodo, che vanno oltre il destino delle persone o dei partiti, come la A22 o il raddoppio della ferrovia del Brennero”. Le Alpi sono la zona montana più abitata al mondo. E questo pone la grande questione del limite. Per il presidente Rossi “se dobbiamo essere anticipatori di futuro dobbiamo partre da qui, uscendo dalla gabbia ideologica che contrappone sostenibilità e sviluppo. Ad esempio: non è possibile dire che ogni impianto di risalita per definizione non è sostenibile. Certo, evidentemente ci vuole anche il coraggio di imboccare strade diverse se necessario. Sulla base di un progetto ben preciso, di ragionamenti da condividere con le comunità locali, e con una programmazione di respiro provinciale. Lo faremo anche nella prossima Finanziaria prevedendo gli strumenti adeguati”. Lunga e articolata la discussione, che ha toccato temi come il paesaggio, l’innovazione tecnologica (che crea aspettative ma anche diffidenze), il senso di comunità, l’orgoglio per ciò che il territorio ha da offrire e per le proprie caratteristiche precipue, la propria identità. “Un orgoglio – ha detto ancora il presidente Rossi – che deve essere motore di competitività, sotto ogni punto di vista. Un esempio? In val di Non c’è un’impresa che fa chiodi, ed è leader in Europa. Non credo che la competitività di quell’impresa passi solo per l’innovazione tecnologica. Passa anche per la capacità di seguire la clientela, di essere ciò che si è, persone serie, di parola, che mantengono gli impegni. In questo senso territorio e popolo sono la stessa cosa. Vale per tanti fattori che contraddistinguono il Trentino, come ad esempio la presenza degli orsi, con tutto il suo portato di problematicità, spesso non compreso da chi non vive qui. L’importante è non farsi male da soli, non cedere alle semplificazioni, ed uscire dalle gabbie ideologiche. L’importante è guardare avanti e continuare a farlo assieme”.

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Lunedì 4 dicembre i Vigili del Fuoco celebrano la Patrona Santa Barbara

Comunicato 3259 del 01/12/2017

Domenica 3, porte aperte alla Caserma di Piazza Centa, dalle 10 alle 18

Ricorre lunedì 4 dicembre la celebrazione della Patrona dei Vigili del Fuoco, Santa Barbara. Come da tradizione l’appuntamento sarà sottolineato da una cerimonia, compresa una S. Messa, che si terrà presso la sede del Corpo Permanente dei vigili del Fuoco di Trento. Per l’occasione, il giorno prima, domenica 3 dicembre, dalle 10 alle 18, sempre presso la Caserma di via Secondo da Trento, nel capoluogo, il Corpo Permanente dei Vigili del fuoco di Trento aprirà le porte alla cittadinanza. Sarà l’occasione per il pubblico per vedere di persona il personale e le attrezzature dei Vigili del fuoco, in particolare quelle di nuova tecnologia, nonché i loro automezzi e per conoscere anche le loro attività specialistiche, dai droni all’Urban Search and Rescue, dall’attività speleo alpino fluviale a quella dei sommozzatori. All’interno della Caserma verrà proiettato un video e sarà a disposizione materiale informativo della Scuola provinciale antincendi. Le “Caserme aperte” sono un modo per avvicinarsi ai Vigili del fuoco del Corpo permanente e capire come opera questo Corpo ad alta specializzazione dell’articolato sistema della Protezione civile trentina, che si basa anche sulla capacità di intervento di centinaia di Vigili del fuoco volontari, distribuiti in numerosi Corpi su tutto il territorio provinciale, oltre che su tutte le altre componenti.

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