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Le politiche di benessere familiare trentine migrano in Europa

Comunicato 1485 del 15/06/2018

La sottoscrizione oggi in Giunta per dare il via al progetto europeo

Oggi è stato siglato l’accordo tra la Provincia autonoma di Trento e l’European Large Families Confederation (ELFAC) che è la Confederazione europea che riunisce assieme le Associazioni nazionali delle famiglie numerose, rappresentata dalla neo presidente Regina Maroncelli. Obiettivo comune dei due enti è sviluppare in Europa una cultura promozionale del benessere familiare e della natalità tramite la diffusione dello standard di Comune amico della famiglia e del marchio “Family in Europe”, sulla base dell’esperienza già sviluppata in ambito trentino. Il percorso compiuto dall’Agenzia provinciale per la famiglia, natalità e politiche giovanili è iniziato nel 2011 e il suo impegno nel promuovere le politiche di benessere familiare si è concentrato nei primi anni sul territorio provinciale per poi diffondersi a livello nazionale. L’ultima tappa compiuta è stata la costituzione nell’ottobre 2017 del “Network nazionale dei Comuni amici della famiglia” in partnership con l’Associazione nazionale famiglie numerose e il comune di Alghero (primo comune italiano a certificarsi “family”). Il passo naturalmente successivo era l’Europa visto l’interesse alle politiche familiari italiane manifestato più volte da ELFAC, la Confederazione nazionale famiglie numerose. Con l’accordo prima approvato in Giunta lo scorso 25 maggio e poi sottoscritto il 2 giugno a Szczecin in Polonia, oggi si sigla – in ultima battuta a Trento e si delibera dunque l’impegno delle parti a costituire un omonimo “Network europeo dei Comuni amici della famiglia” utilizzando il know how trentino e coinvolgendo inizialmente 5 paesi: Spagna, Ungheria, Germania, Polonia e Portogallo. L’approvazione dell’Accordo nasce non solo per favorire lo sviluppo e la promozione del “Network europeo Comuni amici della famiglia”, ma in particolare per avviare un processo culturale di sensibilizzazione e di riorientamento dell’attività delle amministrazioni comunali ai bisogni e al benessere delle famiglie. ALCUNI ESEMPI: Gli 83 comuni trentiniche hanno ottenuto la certificazione di “Comune amico della famiglia” hanno introdotto numerosi interventi a favore delle famiglie. Portiamo alcuni esempi al fine di dimostrare quanto la certificazione serva a ri-orientare le loro politiche a favore delle famiglie. Per quanto concerne l’ambito economico sono state attivate: politiche tariffarie speciali “family” per ingresso a cinema, teatri, musei, per iscrizioni a colonie diurne/attività estive, a scuole musicali; sostegno economico nelle rette del nido e scuole materne, accesso a impianti sciistici, alle piscine comunali, agli asili estivi; tariffe speciali per le famiglie numerose, rafforzamento dell’alleanza scuola- famiglia e territorio, promozione della solidarietà fra famiglie nell’affrontare il compito genitoriale; prevenzione del disagio socio-educativo attraverso l’accompagnamento delle famiglie nelle fasi di crescita dei figli; progettazione di esperienze di gruppi di auto mutuo aiuto per le famiglie. Sul versante dei servizi: realizzazione di “Punto bimbi” per l’allattamento e la cura dei neonati; organizzazione di laboratori creativi per bambini e “feste per famiglie”; contributo alle famiglie per l’acquisto di pannolini lavabili. In merito agli interventi sul tema dell’”ambiente/qualità della vita”: manutenzione e restyling per la messa in sicurezza dei parchi giochi comunali; realizzazione di orti per famiglie, realizzazione di campi da gioco polivalenti, introduzione di agevolazioni alle famiglie bisognose per il pagamento della tariffa rifiuti; miglioramento ed implementazione di nuovi percorsi ciclo-pedonali, anche in un’ottica “family”, ecc.

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Scuola dell’infanzia: stabilizzazione del precariato e offerta scolastica diffusa i punti di forza del programma 2018-2019

Comunicato 1484 del 15/06/2018

Decisione della Giunta su proposta del governatore Rossi

“Il Programma della scuola dell’infanzia 2018-2019 pone tutte le condizioni per perseguire il nostro obiettivo primario di garanzia della massima qualità del servizio scolastico” ha sottolineato il governatore Rossi in occasione dell’approvazione del programma annuale da parte della Giunta provinciale. Un nuovo sforzo straordinario per la stabilizzazione del precariato, un’offerta scolastica diffusa e attenzione al trilinguismo sono i punti cardine della programmazione per il prossimo anno scolastico per un investimento totale pari a 89,5 milioni di euro. Il calo del numero degli iscritti, equamente distribuito sul territorio provinciale, non ha inciso particolarmente sul numero di sezioni, consentendo così di investire ulteriormente sul capitale umano. “In questi anni ho potuto confrontarmi giornalmente con l’elevato livello di professionalità e impegno profusi dai professionisti della scuola trentina, convincendomi sempre più che continuità è sinonimo di qualità” ha concluso Rossi. “Per questo motivo, ancora una volta, l’Amministrazione provinciale ha voluto investire ulteriori nuove risorse nella stabilizzazione del personale scolastico a vantaggio della qualità pedagogica e quale riconoscimento sul piano professionale di tutte le figure che operano quotidianamente nella nostra scuola”. Tre le misure di stabilizzazione e assunzione rivolte al personale scolastico previste dal Programma della scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2018/2019: la prima recepisce quanto indicato nella legge di stabilità e riguarda la stabilizzazione del personale ausiliario in organico (cuochi e operatori d’appoggio), una seconda misura è rivolta al personale ausiliario extraorganico (figure assegnate per funzioni integrative al servizio ) e una terza prevede nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale insegnante delle scuole provinciali ed equiparate, sia sui posti vacanti, che sul completamento a tempo pieno di posti a tempo parziale. Queste misure riguarderanno complessivamente circa 300 persone. Il periodo estivo sarà dedicato all’aspetto procedurale che, in accordo con gli enti titolati, permetterà di avere un quadro completo riferito ai tempi di realizzazione delle procedure concorsuali e ai numeri effettivi dei posti disponibili. A seguito degli interventi previsti dal nuovo “Quadro dell’offerta scolastica ed educativa provinciale” approvato oggi dalla Giunta provinciale, le scuole dell’infanzia della provincia di Trento, nell’anno scolastico 2018-2019 saranno 267, di cui 154 equiparate e 113 provinciali. I bambini iscritti sono 14.429, di questi 9.017 frequenteranno le scuole equiparate e 5.412 le scuole provinciali. Rispetto all’anno scolastico 2017-2018 si registra una flessione delle iscrizioni pari al 4 %. I bambini iscritti al prolungamento d’orario sono 7.718, pari a poco più del 50% degli iscritti. Per la determinazione del numero di sezioni sono stati seguiti i criteri applicati negli scorsi anni scolastici. Le sezioni attivate saranno 696, 427 nelle scuole equiparate e 269 in quelle provinciali. Gli insegnanti assegnati sono 1429 di cui 871 nelle equiparate e 558 nelle provinciali, mentre il personale non insegnante (cuochi ed operatori d’appoggio) ammonta a 698 unità, 429 per le scuole equiparate e 269 per le scuole provinciali. Il provvedimento nella logica di una maggiore flessibilità e responsabilizzazione, conferma il modello di “finanziamento a budget”. Il costo totale del “Programma annuale delle scuole dell’infanzia provinciali ed equiparate per l’anno 2018-2019” è pari a 89,5 milioni di euro. Implementato ulteriormente il Piano Trentino Trilingue con l’assegnazione di ulteriori 10 posti di sezione con competenza linguistica. Il dato di copertura raggiunto, tramite le plurime azioni messe in campo, è di 82 scuole dell’infanzia provinciali, sul totale di 113 e di 72 scuole dell’infanzia equiparate sul totale di 154. L’offerta coinvolge complessivamente 10.000 bambini e si associa alle molteplici azioni di formazione del personale insegnante in servizio, oltre alla messa a disposizione di collaboratori esterni (ISA), finanziati nell’ambito dei finanziamenti europei. Prosegue infine anche la sperimentazione della metodologia pedagogica “Montessori”, giunta alla terza annualità. La sperimentazione si svolge nella cornice di un progetto pedagogico-educativo generale presidiato dalla Struttura provinciale che cura direttamente le fasi di monitoraggio, raccolta dati e osservazioni, nonché promozione di azioni formative volte al mantenimento della qualità del progetto. La delibera integrale sarà consultabile sul portale della scuola trentina all’indirizzo www.vivoscuola.it.

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Rapporto della Banca d’Italia: nel 2017 l’economia trentina è tornata a crescere

Comunicato 1467 del 13/06/2018

Rossi: “La ripresa c’è ed è tornata anche la fiducia”

“Ormai possiamo pronunciare le parole ripresa e tenuta del nostro sistema di coesione sociale in maniera inequivocabile, senza nessun timore”. Così il Governatore del Trentino, Ugo Rossi, intervenuto nel pomeriggio presso la facoltà di Economia di Trento, dove è stato presentato il rapporto 2017 di Banca d’Italia sulla situazione economia nelle Province autonome di Trento e di Bolzano. “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Rossi – ma la ripresa indubbiamente c’è, perché l’economia trentina è tornata a crescere, il sistema è rimasto coeso ed ha tenuto, ed è tornata anche la fiducia. Parola che dobbiamo utilizzare più spesso quando comunichiamo con le imprese e con i cittadini, lavorando per risolvere le criticità, ma contribuendo anche costruire un clima positivo. I sistemi territoriali, come il nostro – ha aggiunto – possono essere la chiave di una possibile ripresa definitiva. Il rapporto di Banca d’Italia è per noi molto utile e spesso ci ha dato l’occasione di riflettere e poi di intervenire rispetto alle difficoltà evidenziate, come nel caso dell’accesso al credito o rispetto all’orientamento delle politiche a sostegno delle imprese. L’Autonomia – ha concluso il presidente – ci concede alcune leve importanti di intervento, ma dobbiamo saperle utilizzare al meglio con uno sguardo più globale, in questo il rapporto di Banca d’Italia ci aiuta moltissimo”. Nel corso del 2017 – si legge nel rapporto – il prodotto interno lordo nella provincia di Trento è tornato a crescere. L’aumento è stato guidato dai servizi e dall’industria a fronte di una stabilizzazione dell’attività nelle costruzioni. Le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate, soprattutto in Trentino. L’incremento dell’occupazione ha continuato a essere intenso per le classi di età più elevata, il tasso di occupazione giovanile è cresciuto in Trentino ed è rimasto stabile su livelli alti in Alto Adige. Qui il rapporto completo: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2018/2018-0004/index.html

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Il presidente Ugo Rossi al personale della Centrale Unica di Emergenza:”Come cittadini vi diciamo grazie”

Comunicato 1464 del 13/06/2018

Oggi il punto su un anno di attività, 218.000 chiamate

“Come cittadini vi diciamo grazie per la professionalità che mettete nel vostro lavoro, che è così prezioso per la nostra comunità e che non va messo in discussione ma va solo apprezzato e lasciato fuori dalle polemiche politiche”: rivolgendosi al personale della Centrale Unica di Emergenza il presidente Ugo Rossi ha voluto sottolineare la gratitudine dei trentini per un servizio di qualità che viene erogato grazie all’impegno dei professionisti che lo assicurano ogni giorno. E’ trascorso poco più di un anno – era il 6 giugno del 2017 – da quando la Centrale Unica di Emergenza di Trento ha iniziato a operare, rispondendo, appunto, a tutte le chiamate di emergenza; e sono numeri importanti quelli che ne riassumono l’attività. La si può contattare anche attraverso una App. Per fare il punto sull’attività di questo importante presidio per la sicurezza dei cittadini, questa mattina il presidente Ugo Rossi, l’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni e l’assessore alla protezione civile Tiziano Mellarini si sono recati nella sede della Centrale, in via Pedrotti 18, a Trento. “Dietro ad ogni servizio o intervento che diamo per scontato quando ne abbiamo bisogno – ha aggiunto il presidente Rossi – c’è un’organizzazione ben rodata ma soprattutto la capacità professionale e l’umanità degli operatori. Dobbiamo essere grati a queste persone per la qualità di quello che ci offrono e, come ci dicono i numeri, per la quantità di lavoro che svolgono”. Per l’assessore Zeni è di particolare importanza il fatto che la Centrale Unica operi la selezione delle chiamate, individuando quelle improprie e quindi indirizzando ai soccorritori soltanto quelle che richiedono realmente un intervento. “Il risultato finale – ha detto – è che il servizio è migliorato”. L’assessore Mellarini ha ricordato il percorso che ha portato all’istituzione del nuovo servizio. “Con gli afflussi di persone generati dal turismo – ha detto – il nostro territorio raggiunge agevolmente e supera i numeri richiesti per l’attivazione di una centrale unica, che generalmente dovrebbe essere attivata con un bacino d’utenza di almeno tre milioni di abitanti”. Oggi sono stati diffusi i principali dati relativi all’attività del primo anno dall’attivazione della Centrale Unica di Emergenza. In un anno la Centrale ha ricevuto poco meno di 218.000 chiamate, con un picco nelle giornate del 25 giugno e del 6 agosto 2017, quando il maltempo aveva colpito il Trentino. Circa 5 secondi è il tempo medio di risposta da parte degli operatori. 52 secondi è invece il tempo medio che hanno impiegato per identificare il chiamante, localizzare l’evento e definire il tipo di soccorso necessario, per poi procedere all’inoltro della chiamata ad una delle centrali di secondo livello: Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Emergenza Sanitaria o Vigili del Fuoco. Tra quelle ricevute nel primo anno di lavoro, oltre 131.000 chiamate sono state inoltrate alle centrali di secondo livello, mentre oltre 86.000 si sono rivelate non essere emergenze o essere relative a situazioni già segnalate. All’incontro, introdotto dal dirigente della Centrale Unica di Emergenza Paolo Simonetti che ha illustrato i dati di attività, hanno partecipato il direttore di “Trentino Emergenza” Oliviero Valoti e il comandante del Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Trento Ivo Erler. Si può contattare la Centrale Unica di Emergenza, come è stato illustrato questa mattina, anche attraverso l’applicazione “Where ARE U”, gratuita, scaricabile da tutte le piattaforme mobili e disponibile in italiano, inglese, tedesco, spagnolo e sloveno. Al momento della chiamata l’applicazione invia automaticamente alla Centrale Unica di Risposta, all’112, i dati di localizzazione e le altre informazioni fornite al momento della registrazione. Consente di fare una chiamata vocale o silenziosa. Visto il contributo che può dare nel migliorare ancora il servizio l’auspicio è che si diffonda il suo utilizzo. Tutte le chiamate fatte componendo una numerazione di emergenza (112, 113, 115, e 118) sono automaticamente dirottate sul Numero Unico Europeo di emergenza 112 (NUE 112) e trovano risposta da parte degli operatori della Centrale Unica di Emergenza. Il servizio NUE 112 è stato attivato in adempimento alle direttive europee e nazionali. Il NUE 112 è stato infatti introdotto nel 1991, con la direttiva 91/396/CEE, per mettere a disposizione dei cittadini un numero di emergenza unico per tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Durante questo primo anno di attività sono state molte le situazioni che hanno messo alla prova la Centrale Unica di Emergenza (NUE112), come gli eventi meteo particolarmente intensi, in particolare il 25 giugno e il 6 agosto 2017 e l’Adunata Nazionale degli Alpini che si è svolta a Trento lo scorso mese di maggio. La nascita di questa realtà è stata occasione per migliorare i rapporti di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nelle operazioni di soccorso. Frutto di questo costante lavoro sono protocolli e procedure operative e di collaborazione. Grande successo ha avuto anche la giornata delle porte aperte alla Centrale Unica di Emergenza, organizzata presso la sede di via Pedrotti 18 a Trento, l’11 febbraio scorso, in occasione della “Giornata del 112”. 250 cittadini hanno approfondito, attraverso le visite guidate alla struttura, il tema dell’emergenza, potendo entrare in Centrale e vedere al lavoro gli operatori.

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