Orsi in Trentino: questi i dati reali

Comunicato 2230 del 29/08/2017

“Il comunicato stampa diffuso dal rappresentante parlamentare del Movimento Cinque stelle sulla gestione degli orsi in Trentino presenta gravi inesattezze e fa opera di disinformazione”. Così il presidente Ugo Rossi in merito alla nota trasmessa questo pomeriggio agli organi di informazione sulla vicenda KJ2 e su altre questioni che attengono alla gestione dei grandi carnivori in Trentino. “Come ben sanno tutti coloro che non si sono occupati solo occasionalmente del progetto – sottolinea Rossi – il ripopolamento in Trentino è stata un’esperienza di successo, considerato che oggi, a 20 anni dal suo inizio, abbiamo sul territorio, caso unico in tutto l’arco alpino, una popolazione di orsi bruni fra i 50 e i 60 esemplari. Anche a livello europeo il caso trentino è visto con grande favore ed è sorprendente che proprio in Italia qualcuno cerchi di sminuirne la portata o addirittura di mettere in dubbio la correttezza di chi fino ad oggi lo ha gestito, in gran parte con risorse umane e materiali proprie”. Venendo ad altre affermazioni contenute nella nota, anch’esse trovano puntuale smentita nella realtà dei fatti. In sintesi la Provincia osserva che:

  • viene detto che abbattere un orso problematico non è accettabile per un Paese civile: il controllo degli orsi anche mediante abbattimento nei casi di pericolosità per l’uomo è una prassi adottata proprio nei paesi “civili”, qualsiasi cosa significhi questa espressione, Scandinavia e Nord America su tutti;
  • i fondi europei che la Provincia ha ricevuto per la gestione degli orsi non sono pari a “8 milioni” ma, ad oggi, esattamente ad euro 211.995,85 (progetti Life Arctos e Life Dinalp, quest’ultimo ancora in corso); il Parco naturale Adamello Brenta ricevette invece circa 1,5 milioni in 8 anni (negli anni 1997-2004, ovvero durante il periodo di vita del progetto Life Ursus). Dunque la Provincia autonoma di Trento da sempre sostiene i costi della gestione dell’orso in modo assolutamente prevalente, cioè con fondi propri, coprendo oltre il 90% della spesa totale;
  • il controllo degli orsi anche, in ultima istanza, attraverso la loro rimozione, è assolutamente conforme alla normativa UE (direttiva Habitat n. 92/43/CEE);
  • il personale che gestisce l’orso in Trentino è preparato e competente; lavora da sempre in stretto raccordo con i maggiori esperti di orso in Europa e nel mondo e fa parte di autorevoli organi scientifici (Bear Specialist Group dell’IUCN, International Bear Association- IBA Large Carnivore Initiative for Europe – LCIE);
  • ogni azione di rilievo nella gestione degli orsi in Trentino è stata, è, e sarà, presa sentiti anche i maggiori esperti in materia; è stato così anche nel caso della gestione di KJ2;
  • infine, il progetto Life Ursus non è stato avviato senza le “valutazioni fondamentali e necessarie per prevenire i possibili conflitti”; è vero l’esatto contrario perché il progetto è partito solo dopo l’autorevole Studio di fattibilità di ISPRA (1997) che lo precedette e lo fondò. Alla luce di quanto sopra riportato il presidente Rossi rileva come sarebbe utile assumere informazioni corrette prima di affrontare temi di questa delicatezza.

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