Legge di stabilità nazionale 2016: la Giunta impugna alcuni articoli per evitare interpretazioni lesive

Comunicato 287 del 23/02/2016

La Giunta provinciale ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale alcune disposizioni della legge nazionale di stabilità 2016. Il ricorso alla Corte ha soprattutto una funzione cautelativa: a seconda dell’interpretazione, infatti, le norme statali in questione potrebbero causare conseguenze negative per le finanze provinciali e per gli ambiti di esercizio dell’Autonomia. La legge di stabilità 2016 – come preso atto con soddisfazione anche dalla Giunta – riconosce da un lato la validità del Patto di garanzia siglato con il Governo nel 2014, che definisce in modo completo la quantità del concorso posto a carico della Regione e delle Province di Trento e di Bolzano per il risanamento dei conti pubblici nazionali. Lo sviluppo della legge di stabilità in sede parlamentare, un iter lungo e complesso, ha portato però all’inserimento di alcune disposizioni non coerenti con il Patto stesso, che rischiano di addossare ulteriori limiti o oneri finanziari a carico delle Province autonome. La disposizione più impattante riguarda un meccanismo contabile che impone di rifinanziare con nuovi stanziamenti spese già impegnate sui bilanci degli anni passati e che trovavano copertura con le entrate di quegli anni. L’obiettivo dell’impugnativa è quello di escludere che un meccanismo contabile possa creare una limitazione nella gestione delle risorse finanziarie spettanti alle autonomie del Trentino Alto Adige. Altre norme impugnate della legge statale riguardano la loro immediata incidenza sull’organizzazione ed erogazione dei servizi sanitari, quali ad esempio la riduzione dei posti letto ospedalieri e la riorganizzazione dell’assetto del personale sanitario per rispettare l’orario di lavoro del personale sanitario previsto dalle norme europee. Sono queste infatti materie che il Trentino disciplina con normative provinciali. Ed ancora: vengono sottoposte alla Consulta disposizioni che si riferiscono alla finanza degli enti locali, che comprimono l’esercizio delle competenze della Provincia ai fini del coordinamento della finanza degli enti locali trentini e degli altri enti collegati alla finanza provinciale. Infine, sempre per ragioni legate all’incidenza delle norme statali in ambiti di competenza della legislazione provinciale, sono impugnate disposizioni che riguardano l’adozione di misure di contenimento della spesa pubblica. Su questi aspetti la Provincia vuole continuare ad esercitare la propria autonomia finanziaria secondo quanto previsto, appunto, anche dal Patto di garanzia. Le disposizioni statali riguardano, tra l’altro, limiti alla contrattazione collettiva, l’organizzazione della dirigenza pubblica, le procedure di acquisto di beni e servizi. Entro il fine settimana il ricorso della Giunta alla Corte costituzionale verrà depositato presso il Consiglio dei Ministri. Il Consiglio provinciale avrà quindi a disposizione 10 giorni per procedere alla ratifica della decisione.

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