In merito alla cattura di Daniza..

Ieri sera si sono verificate le condizioni per procedere alla cattura di Daniza, legate alla localizzazione favorevole, a comportamenti pericolosi assunti dall’orsa anche in questi ultimi giorni in maniera ripetuta e alla presenza dei cuccioli. L’intrecciarsi di queste condizioni ci ha consentito di fare un’operazione di cattura tramite telenarcosi, cioè di fatto un’anestesia, che si usa comunque in ogni tipo di operazione di cattura, e purtroppo, dispiace molto doverlo annunciare, l’orsa non è sopravvissuta alla somministrazione dell’anestesia. Anche nel caso l’orso venisse catturato con una trappola verrebbe sottoposto ad anestesia, quindi non cambia sotto questo profilo la questione del rischio legato alla somministrazione, perché è chiaro che per movimentare l’orso deve essere evidentemente addormentato.

Non è la prima volta che Daniza ha avuto un’anestesia perché avendo il radiocollare era già stata sottoposta a questo tipo di operazioni, quindi non ci spieghiamo esattamente cosa possa essere successo. Abbiamo detto sin dall’inizio che questa ordinanza è basata su condizioni oggettive quindi abbiamo sempre ribadito che avevamo la necessità di portarla avanti. L’abbiamo fatto con grande prudenza e circospezione soprattutto perché naturalmente catturare un’orsa con due cuccioli ci obbligava a creare le condizioni affinché i due cuccioli potessero essere seguiti e aiutati nel loro percorso di crescita. Queste condizioni si sono verificate e uno dei due cuccioli è stato anch’esso catturato, con anestesia, e si è risvegliato normalmente; adesso ha una marca auricolare che dà un segnale di trasmissione che ci consente, attraverso la presenza della squadra di emergenza, di monitorarne gli spostamenti, quindi siamo in condizione di poter garantire ai due cuccioli tutta l’assistenza necessaria per un percorso di sopravvivenza.

Naturalmente abbiamo anche delle competenze per poterlo fare: vorrei ricordare che sul nostro territorio in tutti questi anni sono nati circa settantacinque cuccioli; il nostro personale è abituato anche alle attività di supporto alla crescita e sul posto c’è già una squadra che si sta occupando di questo aspetto.

C’è un grande dispiacere naturalmente per le sorti di Daniza ma c’è anche la volontà di garantire il proseguimento del progetto Life Ursus, nel senso che noi crediamo ancora in questo progetto. E’ chiaro che quando questo progetto assume una dimensione di esemplari così importante deve poter avere la possibilità di essere gestito, anche quando c’è questo tipo di problemi. Il fatto che questo progetto sia stato appunto gestito in questi anni ha consentito un costante aumento della popolazione degli orsi nel nostro territorio, non una diminuzione, e questo è un indice della nostra volontà di non arretrare rispetto all’attuazione del progetto stesso.

Certamente dal punto di vista emotivo questa – possiamo dirlo – disgrazia evocherà delle passioni e anche delle critiche. Io però quello che vorrei ribadire è che il personale si è mosso in totale aderenza sia ai protocolli del progetto dal punto di vista giuridico, sia ai protocolli medici, che prevedono la somministrazione di questi medicinali. La nostra volontà era e resta quella di essere sempre attenti alla conservazione dell’ambiente e anche allo sviluppo della nostra fauna selvatica che, lo vorrei ricordare, si trova per fortuna a vivere in un ambiente che, nell’arco alpino, le garantisce le migliori condizioni.

Ugo Rossi

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