Ieri in piazza Dante….incontri

Piazza Dante, ore 16:30. Sono di fretta. Penso agli impegni di fine giornata. Le ultime misure prima della fine della legislatura vanno prese. Tra poco devo incontrare alcuni imprenditori che in questi anni di crisi hanno saputo rimboccarsi le maniche. Gente con la quale si va al punto delle questioni per poi passare all’esame delle proposte. Non faccio in tempo a pensare alla distanza siderale tra questo modo di procedere e il tira-molla visto per mesi. Mi si avvicina un giovane. Avrà poco più che trent’anni. “Presidente – mi dice – ma si rendono conto di ciò che fanno? Dicono a lei che non va più bene in nome del rinnovamento pur ammettendo che è stato un buon amministratore – ma questo ci può anche stare in politica! – e poi non sentono il bisogno di un minimo di coerenza per imporre un passo indietro a chi è stato con lei 5 anni in giunta. Poi parlano di allargare la coalizione e invece perdono pezzi rispetto a quella presieduta da lei. Alla fine cosa fanno? Dopo aver parlato di bisogno di novità e di rinnovamento scelgono un candidato che ha fatto il senatore per 17 anni.”

Mi scopro a guardare il volto pulito del giovane e vorrei rallegrarmi per avermi confermato che la logica e il buon senso sono ancora patrimonio della nostra gente. Gli vorrei anche dire che la sua analisi è migliore, più onesta, più sensata delle chiacchiere più o meno strumentali che hanno sommerso in questi ultimi mesi i tanti tavolini o tavoloni. Sto per dire qualcosa ma lui mi anticipa aggiungendo, quasi parlasse tra sé e sé: “E io che non sono un politico ma ci tengo ad informarmi prima di parlare e che soprattutto non voglio che siano altri a comandarci in Trentino, ora cosa faccio? Do un calcio a tutto quello che di buono la nostra autonomia ha prodotto e mi affido a chi? Ma che c’entra Salvini con la nostra autonomia? Ma qui c’è bisogno di persone serie che il Trentino lo conoscano davvero, non di slogan! Almeno lei non ha fatto la bandierina in questi mesi e quando c’è stato da governare lo ha fatto e i risultati ci sono e persino i governatori leghisti di Lombardia e Friuli li hanno riconosciuti pubblicamente!”.

Sono trascorsi pochi secondi e il giovane è già scomparso. Non so cosa e se alla fine voterà. Ma gli voglio scrivere queste righe per dirgli grazie per essersi fermato pochi secondi ed avermi parlato come ci si parla tra persone che si rispettano: portando argomenti e guardando diretti alla sostanza delle cose. Anche se poi magari voterà diversamente. Sto tornando a casa. Mi è ancora più chiaro da dove si debba partire, non solo per battere la Lega ma sopratutto per continuare a credere che siano i trentini ad essere protagonisti del loro destino e che continuino a farlo bene. Certo da pochi punti chiari e forti (noi non faremo mai proclami impossibili per poi spostare la loro realizzazione “l’anno che verrà” come stanno facendo a Roma!) sui quali vogliamo essere misurati e sui quali metteremo il massimo impegno.

Ma prima di tutto si deve partire dall’orgoglio di tutti quei cittadini che, come non hanno mai voluto che “altri” lo facessero prima di adesso, anche ora non vogliono che gli “altri” di oggi vengano qui, dall’alto del loro consenso nazionale, a dirci come amministrare il Trentino nei prossimi 5 anni! Partire dall’orgoglio di persone che ben conoscono il vero valore della parola autonomia: è il diritto ed al tempo stesso il dovere di sentirsi “padri” prima che “padroni” a casa nostra.

Tags: , , ,