Certificazione delle competenze: raccordare politiche di istruzione e formazione, occupabilità, lavoro, cittadinanza attiva

Comunicato 2740 del 29/12/2016

Riguarda i cittadini che hanno conseguito delle abilità con percorsi non-scolastici

Anche al di fuori di un “tradizionale” percorso scolastico o formativo si possono acquisire delle competenze spendibili nel mondo del lavoro. Ma queste devono essere in qualche modo certificate. Questo il senso della Certificazione delle competenze, oggetto di due delibere della Giunta provinciale, approvate oggi su proposta del presidente Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all’istruzione, e del vicepresidente Alessandro Olivi, assessore al lavoro. Con le decisioni di oggi è stato dato dunque il via libera al Repertorio provinciale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali e nello specifico al Quadro provinciale dei profili e delle qualificazioni professionali nonché al relativo sistema provinciale di certificazione. La cornice di riferimento è data dalle normative nazionale ed europea. Questo strumento, in Trentino, sottolineano Rossi e Olivi, si inquadra nel contesto più generale delle politiche attive del lavoro e può rappresentare una “carta in più” che qualunque cittadino può utilizzare per accedere ad un mercato del lavoro sempre più diversificato. Il rafforzamento e lo sviluppo delle competenze e il suo riconoscimento, rappresenta una opportunità ulteriore per favorire la mobilità, per accompagnare i processi di successo formativo nonché per supportare la competitività delle imprese attraverso una maggiore trasparenza delle competenze della propria forza lavoro. In conformità con le condizioni fissate dall’Unione Europea per l’utilizzo delle risorse stanziate dal Fondo sociale europeo per il periodo 2014–2020 e nel rispetto gli standard previsti a livello nazionale, con le deliberazioni di oggi è stato dunque, all’interno del Repertorio provinciale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, attivato il Quadro provinciale dei profili e delle qualificazioni professionali e la Sezione delle specializzazioni tecnico superiori, assieme alle relative modalità di implementazione e di certificazione. Il Quadro definisce quali sono le competenze, conoscenze e abilità che un soggetto deve acquisire in contesti anche non scolastici per ottenere la certificazione (ad esempio di panettiere, macellaio, lattoniere, muratore). La deliberazione che definisce l’organizzazione del sistema, individua le modalità attraverso cui il cittadino può accedere al servizio di validazione e certificazione delle competenze che sarà erogato dagli enti titolati appositamente accreditati o autorizzati dalla Provincia autonoma di Trento nei prossimi mesi. Entrambe le decisioni sono frutto del lavoro svolto dal Dipartimento della conoscenza della Provincia, attraverso un proficuo confronto il Servizio Europa, l’Agenzia del Lavoro, le associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro, le parti sindacali e alcuni enti del sistema della formazione professionale. Il sistema consentirà la certificazione al momento attuale solo dei profili di qualificazione professionale espressamente approvati dalla Giunta provinciale (quali ad esempio: posatore esperto di porfido, co-manager, addetto ufficio tecnico e così via), Il repertorio provinciale è organizzato però sulla base della classificazione dei settori economico-professionali adottata a livello nazionale, ad esempio: agricoltura, silvicoltura e pesca, legno e arredo, edilizia, servizi di pubblica utilità e così via. Il percorso per approdare a questo primo risultato è il frutto di una serie di sperimentazioni condotte sul territorio che ha riguardato anche un ambito molto peculiare quale il servizio civile universale provinciale, importante per sperimentare la messa in evidenza degli apprendimenti acquisiti.

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