“Il segreto di un territorio ospitale? La voglia di vivere esperienze assieme”

Comunicato 830 del 23/04/2018

Il governatore Ugo Rossi inaugura a Levico il programma di Ospitalia

Cos’è in una parola l’ospitalità? I ragazzi che si sono ritrovati questa mattina davanti alla splendida Serra del Parco di Levico lo chiedevano agli “adulti” che qui si sono dati appuntamento nella giornata inaugurale di Ospitalia. Una definizione l’ha data anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: “Ospitalità è prima di tutto voglia di incontrarsi, condividere delle emozioni insieme”. È questo, secondo il governatore, l’elemento che può fare la differenza: “il modo con cui si vive un territorio splendido come il nostro”. Il presidente Ugo Rossi ha preso la parola stamani per dare il via alla due giorni di formazione e confronto dopo gli interventi di Federico Samaden, del sindaco di Levico Terme, Michele Sartori e del direttore dell’Apt, Stefano Ravelli. Da tutti loro il richiamo allo stretto connubio fra la qualità del territorio e l’amore nei suoi confronti. Sullo sfondo, ovviamente, il ruolo della formazione e della scuola in generale chiamata ad aiutare i ragazzi a coltivare i valori (l’ospitalità è uno di questi) senza rinunciare a porre continuamente delle sfide indispensabili per interpretare il mondo che cambia. “Ospitalia è un’occasione importante e utile – ha commentato il presidente – come tutte quelle che aiutano a riflettere sul futuro. E voi siete chiamati a scriverlo questo futuro. Nella consapevolezza che uniti lo si può fare meglio. In fondo, è proprio questa la sfida più importante che il Trentino deve continuare a giocare”. L’iniziativa – che prende vita all’interno della manifestazione Ortinparco – vedrà alternarsi conferenze (si va dalla storia al dialetto, dalla gastronomia alla cultura, dalla ristorazione e, naturalmente, al turismo) è arricchita da momenti musicali e espositivi. “È il modo giusto per condividere emozioni insieme – commenta il presidente Ugo Rossi – ed è proprio questa condivisione ciò che può fare la differenza nel modo stesso in cui si vive un territorio. La condizione è che si riesca a sentire qualcosa di profondo, che si riesca a far emergere un’anima. L‘ augurio che vi faccio è dunque quello di sapere associare lo studio alle esperienze dirette. Saranno queste ultime il mezzo con cui potrete trasmettere quel qualcosa in più anche ai nostri ospiti. Saranno le vostre esperienze e la vostra passione gli ingredienti da cui partire anche per garantire il massimo della competitività possibile”.

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La nuova caserma dei Vigili del Fuoco di San Michele all’Adige

Comunicato 825 del 21/04/2018

Inaugurata dal governatore Ugo Rossi e dall’assessore Tiziano Mellarini

Nel pomeriggio di oggi il governatore Ugo Rossi accompagnato dall’assessore competente Tiziano Mellarini ha partecipato all’inaugurazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco di San Michele all’Adige. “Voglio ringraziarvi di cuore prima come cittadino e poi come presidente della Provincia autonoma perché i nostri Vigili del Fuoco volontari accanto agli altri corpi della Protezione civile non solo lavorano sul nostro territorio ma hanno saputo farsi onore ogni qualvolta c’era bisogno di loro anche fuori dal nostro territorio. E’ il miglior messaggio che possiamo dare per dire che siamo orgogliosi di essere una Provincia autonoma, un territorio speciale, di far parte di una comunità che si basa sul volontariato”. Il governatore Rossi rivolgendosi ai tanti Vigili del Fuoco e alla comunità di San Michele che ha partecipato alla cerimonia, ha esordito dicendo “Cari Vigili del Fuoco volontari abbiamo la certezza che i nostri cittadini, quelli di San Michele in questo caso, ma tutti i Trentini sono orgogliosi di voi e oggi vogliono esprimervi un ringraziamento con un ulteriore applauso. Questa caserma è importante perché vi consente di poter operare con quella professionalità ma anche con quella vicinanza al territorio senza la quale il vostro ruolo non avrebbe il valore che ha. Vorrei fare un esercizio di memoria, non una memoria del passato ma del presente e anche del futuro: noi diamo per scontato che ci siano delle persone che volontariamente fanno parte di un’organizzazione come quella dei Vigili del Fuoco e quando succede qualcosa queste persone intervengano. Tutte le volte noi pensiamo che sia normale ma non è affatto normale che sia così perché non è normale che ci siano persone che sottraggono tempo alle loro famiglie, ai loro interessi, al loro divertimento e che con dedizione e professionalità si preparino per assicurare un servizio agli altri. Non è normale. Ma il fatto che ci sono qui degli allievi, è un fatto importante e straordinario perchè questa cosa non normale deve continuare nel tempo. Poi però noi cittadini ci dimentichiamo spesso di tante cose che consideriamo normale e non lo sono, per esempio della capacità di queste persone, volontari, di lavorare nella Protezione civile che garantisce a noi cittadini che qualsiasi accadimento sul nostro territorio possa avere una risposta in tempi assolutamente brevi. Se c’è un incidente in autostrada da qui partono delle persone in tempi brevissimi e da Trento si alza un elicottero e questo salva le vite umane, grazie a loro. Tutto questo non è normale e se noi non avessimo i Vigili del Fuoco volontari su tutto il territorio, per esempio certi interventi che l’elisoccorso fa adesso anche di notte, ora interverranno anche con i visori (e ti ringrazio assessore per questo ulteriore sforzo) e siamo fra i primi in Italia, se non ci fossero i Vigili del Fuoco volontari ciò non sarebbe possibile.” “Ringrazio la sindaca Clelia Sandri che mi ha preceduto per il discorso esauriente che testimonia e certifica quale è l’attenzione delle istituzioni e dei tanti componenti della comunità autonoma, della forma del volontariato – ha detto intervenendo l’assessore Tiziano Mellarini – Questa è la consegna della casa ufficiali dei Vigili del Fuoco volontari ma è la consegna anche della casa della comunità, perchè tutti i cittadini vedono in voi gli angeli custodi, pronti all’emergenza e capaci di rimboccarsi le maniche in qualsiasi momento togliendo tempo alle proprie attività professionali, alle proprie famiglie. Come ha detto il presidente Ioppi voi vi spendete tanto con cura e formazione per dare una risposta immediata e meticolosa. Il presidente Rossi, in questa legislatura, ha messo a disposizione le risorse per ristrutturare 62 caserme non superando i 10 milioni di euro. Credo che questo sia un modo corretto di utilizzare le risorse, naturalmente ottimizzandole”. La cerimonia si è aperta con una sfilata dal centro del paese e, dopo la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei caduti e i discorsi delle autorità, si è tagliato il nastro della rinnovata struttura. Insieme alla sindaca Clelia Sandri, con il comandante di San Michele Denis Cuel c’erano anche il presidente del Corpo Vigili del Fuoco del Trentino Tullio Ioppi, l’ispettore Matteo Cattani, il Comandante Vigili del Fuoco di trento Ivo Merler, i comandanti del distretto di Mezzolombardo, i Vigili del Fuoco onorari, i Volontari di Moggio Udinese con i quali, il Corpo di San Michele, si è gemellato nel 1976 nella triste occasione del terremoto in Friuli e i volontari di Sant’Angelo Lodigiano. Anche il vicepresidente della Regione Trentino AltoAdige, Lorenzo Ossana, è intervenuto all’inaugurazione.

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Rossi: “Trentino, territorio intelligente grazie a innovazione, tecnologia e impegno collettivo”

Comunicato 804 del 20/04/2018

Il presidente Ugo Rossi ha presentato Smart Territory, nuove iniziative per portare sul territorio servizi innovativi

E’ un Trentino del futuro dove gli attraversamenti stradali sono assistiti da un’illuminazione e da sistemi di sicurezza a misura di pedone, dove la stessa illuminazione è intelligente e risparmiosa, dove il traffico è regolato e monitorato da sensori, piuttosto che il consumo dell’acqua è ottimizzato da sistemi di irrigazione sensibili all’umidità del terreno. Tutto questo (e molto altro) è “Territorio Intelligente”, progetto di innovazione tecnologica esteso sull’intero territorio, ideato dal nuovo polo tecnologico di Trentino Network e Informatica Trentina. Il progetto è stato presentato ieri ai sindaci presso la sede del Consorzio dei Comuni. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, e l’assessore all’urbanistica Carlo Daldoss. “Abbiamo l’ambizione di creare una rete neuronale di nuova generazione – ha esordito il presidente Rossi – in grado di portare su tutto il territorio dei servizi mirati che, grazie alle infrastrutturale già esistenti, quali ad esempio i pali dell’illuminazione, possano contribuire a migliorare lo stesso territorio e i servizi a favori di cittadini e turisti. Tutto questo – ha aggiunto Rossi, rivolgendosi agli amministratori – resta un’idea fino a quando non avremo un vostro giudizio favorevole e un parere sulla sostenibilità. La nostra idea di innovazione territoriale passa attraverso i Comuni i quali manterranno la proprietà delle infrastrutture e ai quali noi garantiremo una gestione condivisa ”. “Il Trentino sarà un territorio intelligente e che dialoga con cittadini ed imprese, arricchito da servizi sempre più innovativi e diffusi in modo omogeneo e inclusivo in tutto il territorio”: è questa – come ha spiegato il presidente di Informatica Trentina, Sergio Mancuso, ai sindaci trentini, chiamati a raccolta a Trento presso la sede del Consorzio dei Comuni di Trento – la sfida di “Territorio Intelligente” (Smart Territory). Il progetto intende realizzare un’infrastruttura di rete a banda stretta (Internet of Things) che consente di erogare servizi intelligenti a partire dalle reti di telecomunicazioni e dalla rete di illuminazione pubblica già presente, che dialogano fra di loro. “Il sistema, a disposizione di tutto il territorio, – ha continuato Mancuso – consentirà concretamente di migliorare la qualità della vita della comunità negli ambiti più diversi della quotidianità: dalla sicurezza alla gestione del territorio, dal traffico al monitoraggio ambientale, la mobilità per fare alcuni esempi. “L’iniziativa – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi – vuole innovare il territorio in senso digitale e rendere più omogenee le aree di maggiore concentrazione urbana e le comunità minori delle nostre valli. Trentino Intelligente interpreta al meglio la visione innovativa e inclusiva, dove il sistema realizzato diventa bene comune e agisce nell’interesse collettivo”. I campi di applicazione di Trentino Intelligente sono molteplici: l’attraversamento pedonale sicuro, con le luci dei lampioni che aumentano al passaggio delle persone; le luci del parcheggio che si accendono al nostro passaggio; un pulsante Sos sul palo luce che ci mette in contatto con la centrale per il soccorso stradale in caso di emergenza, la rete di illuminazione pubblica, il monitoraggio del traffico, l’irrigazione pubblica. Il nuovo polo ICT avrà il ruolo di gestire le piattaforme a livello centrale, consentendo ai diversi enti coinvolti di adottare in autonomia, seppur sulla base di standard comuni, servizi personalizzati e erogati in modo differenziato a seconda delle diverse esigenze. “Il Trentino – ha concluso Rossi – ha la necessità di unire le forze per migliorare il livello dei servizi e l’efficenza delle amministrazioni. Lavoriamo, e vogliamo farlo con voi, immaginare nuovi servizi a vantaggio di tutte le aree del Trentino e delle zone più difficili per accessibilità e meno consistenti in termini di popolazione. Progetti come questo hanno la fortissima caratterizzazione del risparmio energetico, con ricadute positive sia ambientali sia di gestione integrata dei servizi. Per questo motivo dobbiamo unire le forze per rispondere ad esigenze di risparmio energetico di illuminazione pubblica, agganciandoci la possibilità di utilizzo di nuovi servizi e nuove tecnologie”.

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Al via una progetto di ricerca sulle competenze non cognitive negli studenti trentini

Comunicato 800 del 19/04/2018

Il presidente Rossi: “Stiamo pensando alla scuola del futuro”

“Stiamo pensando alla scuola del futuro e per questo abbiamo bisogno di approfondire le nostre analisi e avviare una riflessione utile per indirizzare le attività e migliorare quanto già stiamo facendo, con ottimi risultati”. Così il presidente della Provincia e assessore all’istruzione, Ugo Rossi, che è intervenuto oggi pomeriggio al seminario di apertura del progetto triennale “Lo sviluppo delle competenze non cognitive negli studenti Trentini” che il Dipartimento della Conoscenza ha attivato in collaborazione con il Comitato Provinciale di Valutazione e IPRASE, sotto la direzione scientifica del professor Giorgio Vittadini dell’Università Milano Bicocca. “Partiamo dalla realtà per portare dentro la nostra scuola contenuti positivi – ha detto ancora Rossi – che ci permettano di preparare i futuri cittadini ad affrontare le sfide della vita e del mondo del lavoro”. “La scuola trentina è una scuola di eccellenza – ha detto il professor Vittadini presentando il progetto – con un livello qualitativo superiore alla media di gran parte dell’OCSE. C’è una struttura e un’organizzazione che funzionano, per questo – ha aggiunto – siamo nel posto giusto per avviare una ricerca di questo tipo, che mai è stata realizzata in Italia. La scuola non può essere più quella di prima – ha detto Vittadini – non basta trasmettere ai giovani delle nozioni, ma accorre aiutarli a formare una sensibilità critica, che permetta loro di affrontare la vita lavorativa e adulta in generale”. Negli ultimi decenni si è sviluppato un dibattito interdisciplinare sulla possibilità di considerare altre tipologie di caratteristiche individuali, oltre alle tradizionali di natura “accademica” e cognitiva, per spiegare il successo formativo e, più in generale, l’acquisizione dello status di cittadino adulto, responsabile e attivo partecipante nella vita quotidiana. Attualmente, soprattutto nel contesto statunitense, l’interesse è rivolto alle cosiddette “non-cognitive skills” Ad oggi, non esiste una definizione univoca di tali competenze, ma in genere gli ambiti a cui si fa riferimento, nella sfera individuale, sono quelli emotivi, psico-sociali e legati alle caratteristiche di personalità. Nel dibattito attuale tali competenze vengono considerate strategiche, in un’ottica evolutiva, per i percorsi di carriera successivi e per un’adeguata esperienza di vita, come si è detto, come cittadino “completo”. Il progetto intende rispondere alle seguenti domande per il contesto trentino: cosa sono le competenze non cognitive e quali sono le loro peculiarità rispetto a tipologie simili? Come possono essere “formate” durante l’esperienza scolastica? Come possono essere valutate e certificate per contribuire allo sviluppo complessivo dei nostri studenti? Ma soprattutto, la loro valorizzazione come si inserisce all’interno dello sviluppo delle politiche scolastiche locali per il futuro? Il progetto, prevede una ricerca quantitativa per la misura delle competenze cognitive nella transizione tra il primo e secondo ciclo, una ricerca-intervento per sviluppare, insieme alle scuole, attività didattiche per lo sviluppo consapevole delle competenze non cognitive e strumenti e metodi per la loro certificazione, e un progetto pilota per studiare le basi neurali tali competenze.

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