Alpini: da Trento un forte messaggio di pace e di riconciliazione

Comunicato 1011 del 13/05/2018

Conclusa la 91^ Adunata con 450 mila persone

E’ proprio vero che per gli Alpini non esiste l’impossibile, come recita il motto della 91^ Adunata di Trento che si è conclusa poco fa. Le Penne nere hanno, infatti, reso possibile qualcosa di impensabile. A cento anni dalla fine della Grande Guerra, i nemici di un tempo hanno pianto insieme i loro caduti, lanciando un forte messaggio di pace, di unità e di riconciliazione che è stato amplificato e valorizzato ai massimi livelli dalla presenza a Trento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato, dopo aver visitato il Mausoleo di Cesare Battisti, si è recato al Cimitero di Trento, per onorare i monumenti ai caduti italiani e a quelli austroungarici, alla presenza del console generale d’Austria, Wolfgang Spadinger e del vicepresidente nazionale della Croce Nera austriaca, Walter Murauer. Un momento storico, che chiude i conti con un passato tragico, per guardare, con rinnovata speranza, al futuro. Un messaggio ripreso anche da Papa Francesco, che a mezzogiorno da Piazza San Pietro a Roma, durante il consueto Angelus, ha voluto salutare gli Alpini. “Li incoraggio – ha detto il Papa – ad essere testimoni di carità ed operatori di pace sull’esempio di Teresio Olivelli, alpino difensore dei deboli recentemente proclamato Beato”. Pochi minuti prima, il presidente Mattarella era in Piazza Dante, accolto dal passaggio sul cielo di Trento delle Frecce Tricolori e salutato con affetto da migliaia di trentini, accorsi per applaudire la fiumana di quasi 100 mila Penne nere arrivate da ogni parte d’Italia e del mondo, che hanno sfilato per ore con entusiasmo ed allegria. Sul palco, ad applaudire gli Alpini, anche la seconda carica dello Stato, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il presidente della Provincia, Ugo Rossi e il sindaco Alessandro Andreatta. Il senso della giornata è racchiuso anche nell’incontro che il presidente Ugo Rossi ha tenuto nel pomeriggio, con il sindaco di Besana in Brianza, Sergio Gianni Cazzaniga, paese natale di Rodolfo Beretta, caduto sulle montagne trentine a soli trent’anni per una valanga, nel novembre 1916. I suoi resti sono stati trovati lo scorso 8 agosto sull’Adamello, a circa 3.000 metri di altitudine. Era nato proprio il 13 maggio del 1886. Partita alle 9.00 del mattino, la lunga sfilata si è conclusa attorno alle 20.00 con il presidente Ugo Rossi che, insieme all’assessore Tiziano Mellarini, ha guidato il corteo della sezione ANA del Trentino che ha chiuso la sfilata insieme allo striscione della sezione ANA di Milano, che ospiterà le Penne nere nel 2019. L’Adunata è conclusa, gli Alpini stanno lasciando la città e tutto è andato per il meglio, grazie anche al lavoro di centinaia di volontari, ma il ricordo di questa giornata resterà per sempre nei cuori di quanti l’hanno vissuta.

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