Archivia per Agosto, 2018

Disturbi dell’alimentazione: recepite le Linee guida nazionali

Comunicato 2020 del 14/08/2018

In Trentino è già attiva una rete assistenziale il cui riferimento è il “Centro disturbi del comportamento alimentare”

Recepite, oggi dalla Giunta provinciale, le Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione. Secondo i dati 2017 dell’Organizzazione mondiale della sanità i disturbi del comportamento alimentare rappresentano oggi una delle patologie più preoccupanti del mondo occidentale per la loro rapida diffusione, l’interessamento di fasce sempre più ampie di popolazione in termini anagrafici e socio-demografici e il manifestarsi di forme sempre più diversificate e severe. Negli ultimi anni sono aumentati i casi maschili, anche se la maggioranza delle persone colpite dai disturbi dell’alimentazione sono donne, e si è abbassata in modo preoccupante l’età di esordio. In Trentino è già attiva una rete assistenziale per la presa in carico dei pazienti con questi disturbi il cui nodo di riferimento è il “Centro disturbi del comportamento alimentare” dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Le Linee guida nazionali dei disturbi dell’alimentazione puntano a un approccio multidimensionale e interdisciplinare, per gestire in modo integrato gli interventi nutrizionali, coordinati con le terapie mediche e psicologiche. Cinque i livelli di assistenza individuati: medico di Medicina generale o pediatra di libera scelta, terapia ambulatoriale, terapia ambulatoriale intensiva, riabilitazione residenziale e ospedaliera, ricovero ospedaliero ordinario e di emergenza. In ambito provinciale è già attiva una rete assistenziale per la presa in carico dei pazienti con questi disturbi. Nell’ambito del Servizio territoriale dell’Azienda sanitaria, è attivo fin dal 1997 il Centro disturbi del comportamento alimentare, nel quale operano due equipé multidisciplinari, una per l’area pediatrica e una per l’area adulti, che si occupano della presa in carico dei pazienti attraverso la predisposizione di un percorso diagnostico e di un progetto terapeutico. Nei casi indicati le persone accedono alle cure in regime di ricovero ospedaliero presso la Medicina dell’Ospedale Santa Chiara, mentre per l’area infantile sono riservati posti letto presso la Pediatria del Santa Chiara. In caso invece di interventi riabilitativi residenziali a lungo o breve termine, i pazienti sono indirizzati presso una comunità riabilitativa terapeutica, in Trentino la struttura che opera in questo campo è Maso Zancanella. Alla rete assistenziale provinciale per la presa in carico dei pazienti con disturbi del comportamento alimentare si è aggiunta anche la Casa di cura Solatrix che, in virtù della consolidata vocazione nei percorsi di cura dell’area nutrizionale, dispone di un nucleo di posti letto dedicati alla riabilitazione intensiva in regime di ricovero, ordinario e diurno, in grado di soddisfare il fabbisogno provinciale e rivolto anche all’utenza extraprovinciale.

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AUGURI!!!

Il mio intervento di oggi in Consiglio provinciale

Un primo ringraziamento va all’opposizione, con cui abbiamo avuto un rapporto spesso duro in questa Legislatura, ma sempre molto franco e soprattutto orientato a far capire ai cittadini quali fossero e quali siano tuttora le differenze di impostazione e di vedute. Credo che questo, in qualche misura, farà parte anche della campagna elettorale. Ciò però non ci ha impedito talvolta di riuscire a trovare delle soluzioni aggiuntive che hanno migliorato, certificato e in alcuni casi condiviso il fatto che si è sempre cercato di lavorare per provare a migliorare le cose nell’interesse dei cittadini.

Il secondo ringraziamento va alla maggioranza che in questi 5 anni è stata mediaticamente molto variegata. La produzione di distinguo, infatti, è stata superiore alla norma ed anche al passato. In realtà, la compattezza e la coerenza nel portare avanti il programma sono state molto solide sia in questa aula che nelle singole decisioni che sono state prese. Basta guardare il numero di provvedimenti assunti, la qualità delle competenze che abbiamo ottenuto in questa Legislatura e soprattutto gli indicatori socio-economici che tutti hanno più volte ricordato e rivendicato, che sicuramente fotografano un Trentino migliore rispetto a come lo avevamo conosciuto ed ereditato 5 anni fa. Il Trentino di 5 anni fa era pienamente dentro ad una crisi devastante. Oggi non lo è più, è un Trentino che questa maggioranza consegna ai cittadini con degli indicatori migliori, come da più parti riconosciuto.

Il terzo ringraziamento va ai colleghi di Giunta, anche a quelli che oggi non sono qui con noi. Perché da parte di tutti ci sono stati impegno e coerenza. C’è stato un giusto esercizio di distinguo, ma se quei risultati sono lì è perché evidentemente queste persone ci hanno creduto. E ci hanno creduto al punto tale da sostenere anche con ruoli non politici sia un programma che i valori che questo stesso programma esprimeva. Quindi, personalmente sono soddisfatto, perché abbiamo fatto tanto per la nostra Autonomia. Lo abbiamo fatto al servizio dei cittadini, certamente anche commettendo qualche errore, ma sempre con senso di responsabilità nei confronti del nostro territorio. D’altronde, quando si decide è più che normale che ci possano essere degli errori. L’importante però è decidere.

Io penso che ciò che abbiamo fatto insieme – e lo dico alla maggioranza – resti e resterà al di là del puro consenso e al di là dell’utilizzo che ciascuno vorrà farne anche dentro a questa campagna elettorale. E ciò che resta è anche materia concreta di un bilancio tecnico, con dei numeri che contengono delle scelte ben precise. Un bilancio tecnico che consegniamo a chi verrà dopo di noi.

Non sappiamo chi verrà dopo di noi. Di sicuro sappiamo una cosa: non sarà il centro sinistra autonomista che ha ben governato in questa Legislatura. Non lo sarà non per scelta degli elettori, ma perché alcune maggioranze assembleari di due partiti – una piuttosto risicata – lo hanno demolito dentro le stesse assemblee. Ne hanno decretato la fine per cambiare. Nessun cambiamento programmatico s’intende, almeno non percepito fino ad ora. Lo hanno demolito per cambiarne il presidente senza nemmeno averne pronto un altro.

Non lo sarà, perché alcuni esponenti di questo centro sinistra autonomista, che pure continuano a sedere nei banchi dove sono stati mandati dagli elettori in qualità di esponenti del centrosinistra autonomista – imitati da chi non è stato eletto ma nominato – non hanno voluto che potessero essere i cittadini trentini, in quanto cittadini, a giudicare se avessimo o meno governato bene, non permettendo quindi ai trentini di scegliere se confermare o cambiare sulla base di quel giudizio.

Non lo hanno voluto, nonostante in questa aula e anche al di fuori, proprio gli stessi che hanno affossato il centro sinistra autonomista abbiano sempre dichiarato: “abbiamo ben governato, i numeri lo dimostrano, abbiamo coniugato la coesione sociale con la crescita”. Lo hanno fatto ad ogni bilancio e anche recentemente in occasione della manovra di assestamento che abbiamo approvato qualche settimana fa. E nelle stesse ore nelle quali dichiaravano pubblicamente la propria soddisfazione per l’azione di governo, lo decapitavano al massimo livello di rappresentanza.

Ma hanno fatto di più. Hanno girato il Trentino in nome e per conto del centro sinistra autonomista – e spesso anche per delega di chi vi sta parlando – portando avanti proposte, spiegando leggi e provvedimenti frutto del programma pensato ed elaborato dal sottoscritto e da loro condiviso, approvato ed anche attuato.

Un fulgido esempio di trasformismo e di vecchia politica, degni della Prima Repubblica di italiana memoria.

Ma viviamo in questi tempi e tutto questo è – a loro dire – del tutto legittimo, persino doveroso perché fatto nel nome del cambiamento. Ma come potranno essere alfieri credibili del cambiamento gli stessi che hanno sempre votato insieme al presidente in quest’aula? Come potrà parlare di cambiamento chi ha portato nella Giunta da me presieduta 1.903 delibere per poi dimettersi a due mesi dalle elezioni? Inseguono il richiamo al cambiamento, ma non si rendono conto che così facendo non fanno che rafforzare chi dall’opposizione legittimamente e coerentemente lo invoca e lo propone. Il loro cambiamento è un cambiamento in brutta copia, che non farà che mettere in luce l’originale.

In quest’epoca del cambiamento, vorrei concludere questo mio intervento augurando al Trentino e ai trentini che la nuova stagione dell’Autonomia sia davvero quella dell’autentico cambiamento. Quello di cui abbiamo realmente bisogno. Quello che non deve per forza annunciarsi, perché è piuttosto praticato che urlato, quello che si basa sulla lealtà, sulla coerenza, sulla fiducia e sull’impegno quotidiano al servizio dell’Autonomia.

Ed è proprio in questo senso che vorrei augurare a tutti coloro che porteranno le proprie proposte ai cittadini trentini di farlo sempre mettendo al primo posto il valore della nostra Specialità e del nostro Autogoverno. Il valore di una Specialità che si gioca in un rapporto di pari dignità, ma anche di costruzione continua, di amicizia e di comune senso di futuro con Bolzano.

Auguro a tutti questi di anteporre tali valori ad ogni impostazione ideologica e culturale, ad ogni calcolo o convenienza elettorale. In questo senso posso quindi chiudere usando, rivolgendola a tutti, la parola AUGURI!

Presentati i due volumi “Verso il terzo Statuto”

Comunicato 2006 del 21/08/2018

Si tratta del frutto del lavoro della Consulta, utili per non ripartire da zero sulla strada della riforma

I due volumi “Verso il terzo Statuto – contributi della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol” non prefigurano la riforma ma costituiscono “un lascito”, fissano le tappe e i risultati di un percorso, offrono un contributo di idee, indicazioni e suggerimenti scientificamente significativi perché nella prossima legislatura lo sforzo da compiere in vista dell’aggiornamento della “magna carta” dell’autonomia regionale non riparta da zero. Anche se su questo terreno non sarà facile arrivare ad un’intesa con la Provincia di Bolzano. Ad associare questo valore prospettico all’opera presentata oggi a palazzo Trentini, che raccoglie in due testi un anno e mezzo di lavoro, riflessioni, incontri e partecipazione realizzati dalla Consulta per lo Statuto speciale, sono stati i presidenti del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e della Giunta Ugo Rossi, il vicepresidente della Consulta Jens Woelk e Paolo Piffer, giornalista e curatore della pubblicazione.

Dorigatti: la Consulta ha dimostrato il coraggio di “fare il possibile”

“L’autonomia – ha esordito Dorigatti – è indispensabile alla nostra regione come l’aria che respiriamo, e proprio per questo, tanto più nella difficile fase attuale, è necessario rinnovarne e soprattutto diffonderne la consapevolezza con uno strumento come questo”. Dopo aver ringraziato la struttura del Consiglio provinciale dell’impegno profuso nell’ultimo anno e mezzo a servizio della Consulta e per la pubblicazione dell’opera, il presidente ha evidenziato che queste pagine “raccontano la storia e la percezione attuale dell’autonomia, ma offrono anche alcune proposte di rinnovamento statutario”. Proposte contenute nel “Documento conclusivo” della Consulta, condiviso all’unanimità nonostante le diverse sensibilità presenti nell’organismo. Questo ha dimostrato secondo il presidente “il coraggio di fare il possibile” (l’espressione – ha ricordato Dorigatti – è di Silvius Magnago), valorizzando al massimo i soggetti intermedi della società civile. “Andare oltre avrebbe significato la rottura”. Certo, ha precisato, il lavoro documentato da questi volumi è solo l’inizio di un percorso. “Si vedrà nella prossima legislatura – ha aggiunto Dorigatti – se sarà possibile arrivare a condividere in Consiglio regionale una proposta di riforma statutaria con la Provincia di Bolzano da sottoporre infine a Roma”. E’ noto infatti che la Convenzione, l’organismo altoatesino/sudtirolese analogo alla Consulta incaricato di studiare l’aggiornamento dello Statuto, è emersa l’ipotesi, diametralmente opposta a quella trentina, dell’autodeterminazione e quindi dell’affossamento della Regione. “Resta il fatto – ha concluso Dorigatti – che alcune regioni italiane a statuto ordinario hanno chiesto l’autonomia speciale e che anche per la riforma statutaria sarà decisivo cercare una condivisione all’interno del Parlamento”.

Rossi: per la riforma sarà decisiva una mediazione franca e leale con Bolzano

Il presidente della Provincia ha identificato nei due volumi che “fissano” i lavori della Consulta il “lascito” condiviso della legislatura al di là dei diversi schieramenti politici. “Con questi testi – ha aggiunto – la Consulta consegna alla comunità trentina uno strumento utile alla costruzione di modifiche virtuose dello Statuto, frutto di una mediazione positiva. Anche se – ha proseguito Rossi – per arrivare alla riforma occorre un quadro politico stabile e favorevole che oggi non c’è”. A questo scopo per il presidente sarà fondamentale “avviare un confronto franco, leale e trasparente con la Provincia di Bolzano. L’autonomia ha fatto passi avanti solo quando questa mediazione virtuosa con Bolzano è avvenuta, mentre ha conosciuto difficoltà e battute di arresto quando non c’è stata”. Rossi ha poi detto di apprezzare per due motivi il lavoro documentato dall’opera: lo sforzo di immaginare istituzioni nuove per promuovere le relazioni con i cittadini anche in termini di democrazia diretta e partecipazione alle decisioni; e la sottolineatura della necessaria dimensione internazionale dell’autonomia, “perché oggi non possiamo pensare di poter risolvere da soli i nostri problemi”. Il presidente ha infine segnalato che alcuni importanti giuristi europei, per approfondire insieme il tema delle autonomie locali nei rapporti con gli Stati e l’Ue, hanno scelto come sede l’università di Trento. “La speranza – ha concluso – è che anche con questi contributi possa arrivare in porto la riforma del nostro Statuto”.

Woelk: fondamentale il consenso sul ruolo della Regione

“Quest’opera offre una base di partenza da utilizzare per definire una futura proposta di riforma che potrà prendere forma quando il contesto e le condizioni lo permetteranno”, ha poi evidenziato Jens Woelk, vicepresidente della Consulta. A suo avviso i due volumi possono quindi aiutare a coltivare fin d’ora l’autonomia simboleggiata dalla pianticella da innaffiare sempre che appare nella copertura dei due testi. Non a caso i volumi intitolati entrambi “Verso il terzo Statuto” danno conto di una sperimentazione dell’autonomia positivamente in atto nella nostra regione, “mentre non sempre ha successo in altre regioni europee”. Determinante per Woelk è il consenso raggiunto in Trentino dalla Consulta sull’idea che per l’autonomia si debba mantenere viva la Regione assegnando ad essa un ruolo significativo. E in questo senso – ha spiegato – uno elemento innovativo di rilievo emerso dai lavori riguarda la possibile collaborazione con Bolzano riguardante la tutela, che ha una dimensione regionale, della minoranza linguistica ladina.

Piffer: opera accessibile anche ad un pubblico di non addetti ai lavori

A concludere la presentazione è stato Paolo Piffer, il giornalista da cui l’opera è stata curata. Piffer ha spiegato di aver voluto rivolgere il primo volume al pubblico più ampio e non di addetti ai lavori proponendo con un linguaggio giornalistico una breve storia dell’autonomia e il racconto dei lavori della Consulta. Proprio per questo il testo comprende anche il Documento conclusivo, la legge istitutiva e la relazione sulla partecipazione dei cittadini. Il secondo volume è più corposo e per specialisti perché raccoglie gli atti e i resoconti di tutti gli incontri, i commenti e le proposte.

SCHEDA

I contenuti dell’opera, gratuitamente disponibili presso il Consiglio

Freschi di stampa, i due volumi di “Verso il terzo Statuto – Contributi della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol”, editi dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento, sono dedicati, il primo alla storia dell’autonomia, ai lavori della Consulta stessa e al “Documento conclusivo”, il secondo a tutti i documenti frutto del percorso biennale di approfondimento, dando conto specialmente del processo partecipativo promosso dall’organismo. In particolare il primo volume (243 pagine), ha un taglio divulgativo e giornalistico, è introdotto dai presidenti del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, della Giunta Ugo Rossi e della Consulta Giandomenico Falcon, e si apre infatti con un “Racconto minimo dell’autonomia da Degasperi ai giorni nostri”. Il testo ripercorre poi i lavori della Consulta, presenta la legge 1 del 2016 da cui l’organismo era stato istituito, il Documento conclusivo del percorso di studio, approfondimento e confronto, e termina con la relazione e i dati sulla partecipazione. Il secondo volume (459 pagine) raccoglie in sostanza “gli atti” del lavoro della Consulta e ha perciò un carattere più specialistico: presenta il Documento preliminare che era stato messo a punto per stimolare la partecipazione dei cittadini, illustra il procedimento di nomina della Consulta e riporta le sintesi degli incontri effettuati sul territorio. Offre poi alcuni esempi di articolato di riforma dello Statuto e riporta le proposte e i commenti registrati su “iopartecipo”, la piattaforma appositamente creata per raccogliere i contributi di tutti i cittadini interessati al dibattito. Il testo mette infine a disposizione tutti i documenti ricevuti dalla Consulta via email o consegnati in occasione delle consultazioni, le audizioni della Commissione dei 12, dei parlamentari trentini e della Giunta provinciale e i resoconti degli incontri con la “società civile organizzata”. Chi è interessato all’opera, messa gratuitamente a disposizione di tutti fino ad esaurimento delle copie, può farne richiesta rivolgendosi all’ufficio stampa del Consiglio provinciale.

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Panebianco e Pombeni protagonisti della Lectio degasperiana 2018 su De Gasperi e il popolo

Comunicato 1982 del 18/08/2018

C’erano 450 persone oggi a Pieve Tesino, paese natale di Alcide De Gasperi, per la quindicesima edizione della Lectio degasperiana, l’evento pubblico che la Fondazione organizza per onorare la memoria dello statista trentino nei giorni dell’anniversario della sua morte. Ogni anno un tema inedito e una figura d’eccellenza per approfondire aspetti della storia italiana e trentina, della figura dello statista, della democrazia. Dopo l’edizione del 2017, che ha visto l’intervento di Enrico Letta e Christoph Cornelissen sul rapporto fra Italia e Germania (nell’anno del cinquantesimo anniversario della morte di Konrad Adenauer), quest’anno la Fondazione ha invitato Angelo Panebianco e Paolo Pombeni che poco fa, nella tensostruttura accanto al centro polifunzionale di Pieve Tesino, si sono confrontati con il tema “De Gasperi e il popolo”. I due relatori hanno mostrato da punti di vista complementari quale fosse l’idea dello statista trentino sul popolo e sulla democrazia e in che modo si possa fare oggi tesoro del suo insegnamento in una fase politica di radicale trasformazione. Angelo Panebianco è professore di Scienza della politica presso l’università di Bologna e da trent’anni editorialista del Corriere della Sera e Paolo Pombeni è professore emerito di Storia contemporanea presso la stessa università, collaboratore del Sole 24 ore e già direttore a Trento dell’Istituto storico Italo-Germanico della Fondazione Bruno Kessler. La Lectio, allietata dalle canzoni del coro Valsella di Borgo Valsugana, è stata introdotta dal sindaco di Pieve Tesino Carola Gioseffi e dal presidente della Fondazione Giuseppe Tognon. Numerosi gli ospiti intervenuti a Pieve Tesino: fra questi ilpresidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, il vicepresidente Alessandro Olivi, l’assessore Luca Zeni e l’ex assessore Carlo Daldoss, il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, l’ex presidente della Provincia Lorenzo Dellai, il vescovo mons. Lauro Tisi, la Giudice costituzionale Daria de Pretis, la senatrice Elena Testor, il presidente dell’Istituto Sturzo (e vicepresidente della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi) Nicola Antonetti, il presidente del Consiglio provinciale di Bolzano Roberto Bizzo, i consiglieri della Provincia di Trento Giampiero Passamani, Walter Viola, Chiara Avanzo e Mario Tonina. Hanno preso parte all’evento anche alcuni sindaci: Francesco Valduga (Rovereto), Fabio Dalledonne (Borgo Valsugana), Nicola Fioretti (Aldeno), Rinaldo Maffei (Nomi),Fabrizio Trentin (Telve), Alberto Vesco (Castel Ivano), Ivan Boso (Castello Tesino) Matteo Macilotti (Chiampo, provincia di Vicenza). Ha inoltre partecipato anche la figlia dello statista Paola De Gasperi insieme ad alcuni famigliari e, fra le autorità militari,erano presenti il comandante provinciale della Guardia di Finanza Roberto Ribaudo e il comandante dei carabinieri di Borgo Valsugana Filippo Alessandro. Fra gli altri ospiti intervenuti c’erano il presidente della Comunità Valsugana e Tesino Attilio Pedenzini, il presidente di A22 Luigi Olivieri, il magistrato, saggista e pronipote di don Luigi Sturzo, Gaspare Sturzo e vari esponenti del mondo politico fra cui Pierluigi Castagnetti, autore della Lectio degasperiana 2013, Giuseppe Matulli, Tarcisio Andreolli, Renzo Gubert, Aldo Degaudenz, Laura Froner, Claudio Eccher. Erano inoltre presenti il Vicepresidente della Fondazione Alcide De Gasperi di Roma Armando Tarullo, alcuni professori dell’Università della Tuscia di Viterbo (che a Pieve Tesino ha un centro studi alpino), insieme a molti amministratori della Valsugana e del Trentino ed esponenti di vari enti e associazioni.

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