Archivia per Luglio, 2018

Il presidente Rossi incontra il nuovo comandante dei carabinieri del Trentino-Alto Adige

Comunicato 1742 del 16/07/2018

Visita in Provincia del generale Ugo Cantoni

Il nuovo Comandante della Legione Carabinieri Trentino Alto-Adige, il generale Ugo Cantoni, ha incontrato oggi a Trento il presidente della Provincia, Ugo Rossi. Nel salutare il presidente Rossi, il generale, accompagnato dal comandante provinciale dei carabinieri di Trento, il colonnello Luca Volpi, ha ribadito, l’ottima collaborazione già esistente fra l’Arma e le istituzioni locali, auspicando che tale rapporto possa consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni. Rossi, accompagnato dal direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti, ha elogiato il prezioso lavoro che i carabinieri svolgono in favore della sicurezza della popolazione e del controllo del territorio, esprimendo all’alto ufficiale il riconoscimento della comunità provinciale. Rossi e Cantoni hanno espresso la consapevolezza dell’alta aspettativa di sicurezza pubblica presente fra la popolazione trentina che comporta, anche in virtù della speciale Autonomia, un elevato livello di responsabilità alla quale tutti, forze dell’ordine e istituzioni, ognuno per quanto di propria competenza, sono chiamati ad assicurare. Nato a Piacenza nel 1966, il generale Cantoni ha frequentato il 167° corso dell’Accademia militare di Modena dal 1985 al 1987. Comandante di plotone presso la Scuola Sottufficiali Carabinieri e l’Accademia Militare di Modena, ha retto successivamente le Compagnie territoriali di San Candido (BZ) e di Bari Centro. Ha prestato servizio nello Stato Maggiore della Scuola Ufficiali Carabinieri come Capo Sezione e poi Capo Ufficio Addestramento e Studi. Presso il Ministero dell’Interno ha fatto parte dell’Ufficio di diretta collaborazione del Sottosegretario con delega alla Pubblica Sicurezza. È stato Capo Sezione dell’Ufficio Legislazione dello Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma. Dal 2007 al 2010 è stato Addetto per la Difesa Aggiunto presso l’Ambasciata d’Italia a Tunisi. Dal 2010 al 2013 è stato Capo Ufficio Cooperazione Internazionale dello Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma. Dal 2013 al 2016 è stato Comandante Provinciale di Catanzaro. Dal 2016 al 2018 ha comandato il 1° Reggimento Allievi Marescialli in Firenze. Conseguita la maturità classica si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Roma La Sapienza e si è perfezionato in Criminologia generale e penitenziaria all’Università di Bari. E’ laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Trieste. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ed è insignito della medaglia mauriziana, della medaglia al merito di lungo comando e della Croce d’oro per anzianità di servizio.

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“Autonomia e responsabilità dei vigili del fuoco trentini”: il presidente Rossi a Spormaggiore e Fierozzo

Comunicato 1741 del 15/07/2018

Stamattina l’inaugurazione della nuova Caserma in val dei Mocheni, quindi il convegno del Distretto di Mezzolombardo, al quale è intervenuto anche l’assessore Zeni

Mattinata interamente dedicata ai Vigili del Fuoco, oggi, con un duplice appuntamento: prima l’inaugurazione della nuova caserma e del centro polifunzionale del Comune di Fierozzo, in valle dei Mocheni, poi il convegno distrettuale a Spormaggiore. Protagonisti loro, i vigili trentini, cuore e anima della comunità: decine e decine di volontari che ogni giorno dedicano una parte del proprio tempo per rendere sicuro il nostro territorio. Ma procediamo con ordine: “Tutti noi abbiamo un debito di riconoscenza verso queste persone che anche quando non indossano la divisa sono sempre pronti e disponibili ad aiutare chi ha bisogno”, con queste parole stamattina il presidente Ugo Rossi ha salutato la comunità di Fierozzo e il sindaco Luca Moltrer, durante la cerimonia per l’inaugurazione della nuova opera polifunzionale che riunisce la caserma e una sala conferenze per 200 persone. Presenti tutti i vigili del fuoco di Fierozzo, con il comandante Stefano Pompermaier, molti volontari del Distretto di Pergine e le locali autorità, fra cui i consiglieri Lozzer e Kasswalder. In tarda mattinata, poi, l’intervento del presidente della Provincia, affiancato dall’assessore alla salute, politiche sociali e sport Luca Zeni, al convegno distrettuale di Spormaggiore, che ha riunito i vigili del fuoco volontari del Distretto di Mezzolombardo. “I Vigili del Fuoco dimostrano ogni giorno il valore dell’Autonomia, che è appartenenza al nostro Trentino ma anche solidarietà – ha sottolineato il presidente Rossi a Spormaggiore – . Essere autonomi non vuol dire essere più bravi degli altri o costruire confini, significa essere consapevoli che ciascuno di noi è chiamato a uno sforzo in più che è quello dell’autogoverno. Voi vigili lo fate in modo straordinario, ci dimostrate ogni giorno che essere abitanti e cittadini di una Provincia autonoma comporta una grande responsabilità”. A Spormaggiore, accanto al presidente della Provincia e all’assessore provinciale Zeni, vi erano il sindaco del Comune Mirco Pomarolli che nel ricordare l’intervento in Emilia per il terremoto ha evidenziato come in Trentino vi siano “la cultura e la tradizione del volontariato”, il comandante Walter Malfatti e l’ispettore distrettuale Matteo Cattani, che sta per lasciare l’incarico dopo un lungo servizio: “E’ stato un onore rappresentarvi, mi avete arricchito”; presenti anche il presidente della Federazione dei Corpi Vigili del Fuoco Volontari Tullio Ioppi”, nonché il vicepresidente del Consiglio regionale Ossanna, il consigliere provinciale Viola e i sindaci del Distretto. E soprattutto loro, i volontari di 16 corpi che, giorno dopo giorno, dedicano un po’ del loro tempo alla propria comunità. La mattinata è iniziata con la sfilata e la deposizione di una corona ai caduti di tutte le guerre, quindi l’alzabandiera e poi le esercitazioni di soccorso e alcune manovre con le scale eseguite in perfetta sincronia da 120 vigili, riprese dall’alto da un drone. Ad accompagnare la manifestazione anche la banda San Valentino di Faver. Infine la consegna dei diplomi di anzianità ai vigili del fuoco, di cui 3 in servizio da 35 anni premiati con la fiamma d’argento. Fra i presenti anche 12 volontari della Protezione civile di Cevo (Bs), con il sindaco, ospiti del distretto per un corso di formazione antincendio. Il centro lombardo, infatti, tramite il Fondo dei Comuni confinanti, ha recentemente acquistato un mezzo antincendio con il sostegno appunto della Provincia autonoma di Trento. Una due giorni di festa, per il centro di Spormaggiore che ieri, alla presenza dell’assessore provinciale Luca Zeni, ha visto l’inaugurazione della caserma dei vigili del fuoco, appena rinnovata, e la benedizione della nuova autobotte, andata ad arricchire la flotta del corpo.

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“storie senza Storia. Tracce di uomini in guerra”: inaugurata la mostra

Comunicato 1733 del 13/07/2018

“Rigore storico e scientifico ma anche attenzione alla dimensione umana” così il presidente Ugo Rossi

Si intitola “storie senza Storia. Tracce di uomini in guerra (1914-1918)”, ed è la mostra che l’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza provinciale, in collaborazione con il Servizio cultura turismo e politiche giovanili del Comune di Trento, dedica al centenario dalla fine del Primo conflitto mondiale. Oggi pomeriggio, nella Cappella Vantini di Palazzo Thun a Trento, si è tenuta l’inaugurazione, alla presenza del presidente Ugo Rossi, dell’assessore comunale alla cultura Andrea Robol, del soprintendente Franco Marzatico e del curatore Franco Nicolis. L’esposizione, che sarà visitabile ad ingresso gratuito fino al 4 novembre, mostra i materiali messi in luce tra il 2012 e il 2017 negli interventi di recupero di resti di soldati della Grande Guerra effettuati sul ghiacciaio del Presena e alle pendici occidentali del Corno di Cavento nel Gruppo dell’Adamello. A riportarli alla luce e a restituirli alla memoria collettiva è stato il delicato lavoro di équipe multidisciplinari composte da archeologi, geologi, guide alpine, restauratori. “Una mostra che unisce rigore scientifico e storico alla dimensione umana – come ha ricordato il presidente Ugo Rossi – testimoniata anche dalla presenza dei discendenti del caduto Rodolfo Beretta che sono con noi oggi all’inaugurazione”. E se l’assessore Robol ha ricordato come ad accogliere questi materiali di guerra sia la Cappella Vantini, un luogo suggestivo e importante per la città, il curatore Franco Nicolis l’ha voluta definire una mostra “semplice e frugale”, frutto del lavoro che l’Ufficio beni archeologici compie sulle montagne trentine: “Il recupero dei caduti – ha spiegato il curatore – ha un valore umano grandissimo”. “La Provincia, anche nei luoghi più estremi, come l’alta montagna, tutela e conserva”, ha aggiunto il soprintendente Marzatico. I materiali esposti sono infatti riferibili al vestiario e alla dotazione militare di due alpini dell’esercito italiano e alle uniformi di due soldati dei reparti di artiglieria dell’esercito austro-ungarico. La presenza di elementi cartacei, deteriorati ma resi leggibili grazie alle tecniche di conservazione e di restauro messe in atto dalla Soprintendenza per i beni culturali, ha permesso di riconoscere il nome di uno dei due italiani, il soldato Rodolfo Beretta nato a Besana in Brianza il 13 maggio 1886 e deceduto per caduta di valanga l’8 novembre 1916. A Rodolfo Beretta è stato dedicato un momento di ricordo in occasione dell’adunata degli alpini (svoltasi a Trento il 13 maggio scorso, giorno del suo compleanno) alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento, del sindaco del paese brianzolo, dei rappresentanti dell’ANA e del colonnello Margoni in rappresentanza di Onorcaduti. Il recupero dei resti dei caduti dei soldati viene infatti svolto in accordo e in collaborazione con il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti e con l’Arma dei Carabinieri. Per i caduti austriaci l’istituzione di riferimento è la Schwarzes Kreuz austriaca che ha dato il patrocinio alla mostra.

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Il grazie del presidente Rossi e dell’assessore Mellarini ai protagonisti del salvataggio in val di Tovel

Comunicato 1731 del 13/07/2018

In sala stampa i soccorritori e il drone che è stato impiegato

Il ringraziamento al personale che è intervenuto ieri nel salvataggio in val di Tovel e la presentazione della tecnologia impiegata, basata sull’utilizzo di un drone munito di un’apparecchiatura che consente di “vedere” di notte il calore emanato dal corpo umano e che è stata determinante, con il contributo dei soccorritori, nella brillante operazione effettuata: è questo il significato dell’incontro che si è svolto oggi, all’interno della conferenza stampa della Giunta, con i protagonisti della missione. “Grazie a professionisti e volontari motivati e preparati – ha detto il presidente Ugo Rossi – e grazie a mezzi all’avanguardia e ad un’organizzazione collaudata, possiamo contare nel campo della protezione civile su un sistema di prim’ordine che fornisce ai cittadini un servizio di alto livello”. “Un ringraziamento – ha aggiunto l’assessore Mellarini – va indirizzato alle meravigliose persone, donne e uomini, senza distinzioni tra volontari e professionisti, che costituiscono il sistema trentino della protezione civile, che ancora una volta ha dato prova di funzionare in modo straordinario grazie alla professionalità degli operatori ed alla capacità di lavorare in squadra”. Oggi i protagonisti hanno raccontato le loro impressioni e condiviso la soddisfazione per l’esito della missione. Non si trattava di un videogame, ne di uno spezzone di un film di guerra. Mentre i protagonisti del salvataggio raccontavano i dettagli dell’operazione, sullo schermo scorrevano le immagini reali, registrate dal drone durante l’intervento (vedi sotto). Nel buio, al suolo nascosta agli occhi dei soccorritori, è comparsa l’immagine di una persona, individuata grazie all’apparecchiatura montata sul drone che l’ha riconosciuta rispetto all’ambiente circostante, rilevando il calore corporeo. La persona è stata così localizzata e raggiunta dal personale che agiva sul terreno, per essere portata in salvo. Un successo, è stato spiegato, dovuto al coordinamento tra le varie componenti del soccorso intervenute e alla proficua interazione tra uomo e tecnologie. L’operazione di recupero di una persona dispersa in val di Tovel è iniziata nella tarda serata di mercoledì 11 luglio, attorno alle 23.50. Alla Centrale 115 è arrivata una richiesta di intervento dai Carabinieri della stazione di Cles per l’attivazione delle ricerche in soccorso di una persona dispersa in località val di Tovel nel Comune di Ville d’Anaunia, in Val di Non. Dalla sede di Trento dei Vigili del Fuoco permanenti sono partite le unità specializzate nel soccorso in zone impervie e anche il Servizio Aeromobili a Pilotaggio Remoto. Si sono aggiunti alle squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco Volontari di Tuenno, Tassullo, Nanno, dei Cani da ricerca e catastrofe e del Soccorso alpino che già stavano operando in zona. Alle ore 3.45 circa della notte del 12 luglio, il drone ha individuato la persona dispersa, che è stata tratta in salvo. Da due anni, è stato spiegato questa mattina, all’interno del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Trento opera un nucleo di personale che lavora con i droni. 4 piloti e 12 persone per il supporto tecnico gestiscono cinque velivoli multirotore, collaborando nei soccorsi in vari scenari e anche nel monitoraggio di frane e smottamenti. E’ un settore di avanguardia messo alla prova recentemente anche in esercitazioni di alto livello.

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