Archivia per Luglio, 2018

Il Presidente Rossi a colloquio con la Console Generale degli Stati Uniti a Milano Elisabeth Lee Martinez

Comunicato 1790 del 20/07/2018

Oggi pomeriggio a Bolzano nella sede dell’Eurac

Cordiale incontro questo pomeriggio a Bolzano, presso la sede dell’Eurac, fra il Presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e la Console Generale degli Stati Uniti a Milano Elisabeth Lee Martinez. Alla console il presidente Rossi ha illustrato le specificità e i punti di forza del Trentino, a partire dalla sua Autonomia speciale. “Il nostro Statuto è garantito dalla Costituzione – ha spiegato – ed è frutto di un accordo internazionale, ma affonda le sue radici su una tradizione plurisecolare. In futuro la sfida principale per un territorio come il nostro sarà quella di conciliare le vocazioni e le aspettative della comunità con gli effetti della globalizzazione”. Per quanto riguarda il rapporto con gli Stati Uniti, secondo partner commerciale del Trentino, è molto buono ma suscettibile di ulteriori sviluppi in particolare nel settore agroalimentare. La console Lee Martinez ha manifestato un forte interesse per queste tematiche come pure per la possibilità di approfondire le relazioni economiche, e scientifico-culturali con il Trentino. I rapporti tra la Provincia autonoma di Trento e gli Stati Uniti sono particolarmente proficui ed intensi sul piano economico, scientifico-tecnologico ed istituzionale. Sul fronte economico-commerciale gli USA rappresentano per il Trentino il secondo partner estero dopo la Germania. Nel 2017 il valore delle vendite estere trentine ha superato i 390 milioni di euro con una lieve decrescita rispetto all’anno precedente. La parte del leone delle vendite trentine sul piano settoriale lo fa il comparto delle bevande (vino) con circa il 40% del totale, seguito dalle macchine utensili, mezzi di trasporto e lapideo. Il primo trimestre 2018 si è chiuso con una ulteriore crescita dell’export di 3.800.000 euro rispetto al primo trimestre 2017. Dagli USA provengano anche alcune importanti operazioni di investimento estero in Trentino come quelle relative Dana, Esseffe, O-I Manifacturing Italy S.P.A., Vetri Speciali S.P.A, Watts Industries Italia. Un ulteriore impulso ai rapporti commerciali con gli USA potrebbe venire attraverso l’accesso delle mele italiane e trentine al mercato statunitense. Fra le altre aree dove il rapporto potrebbe crescere proficuamente vi è in primo luogo il turismo. Particolarmente vivaci sono poi i rapporti di collaborazione tra l’Ateneo di Trento e il sistema universitario statunitense, in particolare con con Boulder University of Colorado, West Virginia University, University of Kansas, Indiana University, University of California, Berkeley University of California, Virginia Institute of Technology e le cooperazioni con Harvard. Sul piano scientifico tecnologico va ricordata tra le altre la partnership strategica tra la Microsoft ed il sistema della ricerca e dell’alta formazione trentino che ha condotto nel 2006 alla fondazione del Microsoft Research – University of Trento, Centre for Computational and Systems Biology (CoSBi) il secondo centro di ricerca insediato dalla multinazionale americana in Europa e dedicato alla biologia computazionale. Il Centro ha ormai consolidato le sue attività e coopera con le principali aziende farmaceutiche mondiali. Fra le proposte emerse in questi giorni nel corso dei vari incontri avuti dalla Console con le autorità trentine la possibilità di valorizzare e sostenere attraverso il Consolato il programma – avviato un anno e mezzo fa – di collaborazione tra il CIMEC (Centro Mente e Cervello di Rovereto) e Harvard University, la partecipazione di FBK e di Trento come una delle sedi co-organizzatrici del programma Hackathon NASA, un grande progetto sul dialogo interreligioso che vede coinvolta di nuovo FKK-centro per le scienze religiose e l’Università di Georgetown.

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Nasce “RetePA” lo sportello che dialoga con i cittadini

Comunicato 1786 del 20/07/2018

Rafforzare la rete degli uffici che hanno come missione la funzione di ascolto, di informazione e di relazione con i cittadini per migliorare la qualità dei servizi erogati all’utenza, attraverso una comunicazione integrata, formalizzata e definita. Questo l’obiettivo dello sportello “RetePA” previsto dal protocollo – oggi approvato dalla Giunta provinciale su proposte del presidente Ugo Rossi – tra Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento, Agenzia delle Entrate, Azienda provinciale per i Servizi Sanitari, Questura di Trento, Università degli studi di Trento e Opera universitaria di Trento. Lo sportello andrà a promuovere e perfezionare iniziative di sviluppo della comunicazione coordinata, nonché faciliterà l’accesso ai cittadini ai servizi e alle informazioni in tempi rapidi e con il minor numero di contatti o spostamenti fisici, anche nell’ottica delle nuove relazioni tra amministrazioni “smart” e cittadini digitali, promuovendo così una comunicazione pubblica sempre più completa, chiara, efficace e in tempo reale. La Provincia autonoma di Trento è da sempre sensibile al tema della comunicazione pubblica e consapevole dell’importanza di informare i cittadini in merito alla propria attività amministrativa. Da oltre 25 anni la Provincia ha reso operativi dieci sportelli periferici di assistenza e di informazione al pubblico dislocati nelle valli oltre ad un un Punto informativo dedicato collocato nel capoluogo presso la sede istituzionale della Provincia autonoma di Trento, sotto il coordinamento del Servizio supporto alla Direzione generale e ICT in collaborazione con l’Ufficio Stampa della Provincia. Nel 2017 il punto informativo della Provincia ha registrato oltre 12.000 contatti (dei quali 35% allo sportello e circa 65% telefonici), con una media mensile di circa 1.000 contatti. Tra le aree di maggior interesse per l’utenza l’ambito socio-assistenziale (30% dei contatti), la ricerca di recapiti di uffici, le operazioni di rinnovo e attivazione della tessera sanitaria (5.000 operazioni).

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Punto nascita di Cavalese: individuata la soluzione per riaprire subito

Comunicato 1788 del 20/07/2018

Il presidente Ugo Rossi e l’assessore Luca Zeni porteranno la richiesta al Ministero della Salute

La Giunta provinciale ha sempre ritenuto che i servizi sanitari sul territorio trentino debbano essere salvaguardati, coniugando le indicazioni scientifiche e la necessità di garantire casistica e qualità con le peculiarità di un territorio di montagna. In questo senso al centro dell’azione amministrativa si sono collocati, fin da subito, i punti nascita, sui quali si è puntato fin da subito a coniugare un presidio fondamentale sul territorio con la sicurezza di partorienti e nascituri, inseriti all’interno di un percorso dedicato e di una rete di servizi capillare. La soluzione individuata dall’esecutivo provinciale, che potrebbe portare alla riapertura in tempi rapidi del punto nascita dell’Ospedale di Cavalese, è quella di procedere nei lavori sul blocco travaglio/parto costruendo la sala chirurgica dedicata all’emergenza ostetrica e riattivando in contemporanea l’attività del punto nascita; in attesa della conclusione dei lavori, che dovrebbe essere nell’arco di dieci mesi, saranno utilizzate le sale chirurgiche dell’ospedale attraverso un’opportuna programmazione degli interventi. Nel frattempo si è già dato avvio alla predisposizione per la seconda sala parto, che sarà pronta entro due mesi. La vicenda del punto nascita di Cavalese è nota: fin dal 2016 l’esecutivo provinciale aveva presentato richiesta di deroga al Ministero della Salute per mantenere aperti i punti nascita con meno di 500 parti all’anno, ovvero quelli presso gli ospedali di Tione, Arco, Cles e Cavalese. Sebbene la richiesta fosse stata accolta per Cles e Cavalese, per quest’ultimo si è dovuto sospendere per la mancanza degli standard minimi di personale prescritti dal Ministero. In questo periodo sono comunque rimasti attivi i servizi del percorso nascita territoriale per le gravidanze fisiologiche e l’elisoccorso per le situazioni di emergenza. La volontà della Provincia è però sempre stata quella di rendere nuovamente funzionante il punto nascita a servizio delle popolazioni delle valli di Fiemme e di Fassa. Individuato il personale medico necessario, nel 2017 l’Azienda ha informato il Ministero della possibilità di riprendere l’attività del punto nascita di Cavalese, ma il Ministero se da un lato ha confermato l’idoneità dell’organigramma medico proposto, dall’altro inaspettatamente ha posto una ulteriore pesante limitazione, ovvero la predisposizione di una seconda sala parto e di una sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto. In base a queste premesse, oggi la Giunta provinciale ha dato mandato al presidente e all’assessore alla salute, politiche sociali e sport di trasmettere al Ministero della Salute queste due richieste: di riapertura del punto nascita di Cavalese alle stesse condizioni operative (di personale) e strutturali a suo tempo presenti a Cavalese al momento della concessione della deroga. Condizioni che sono state assentite dal Ministero stesso ai punti nascita funzionanti in deroga, a cui si ribadisce la richiesta di possibilità di poter fruire delle prestazioni mediche specialistiche di ginecologia, anestesia e pediatria con formula in pronta disponibilità anziché in guardia attiva; e, in subordine, di riapertura del punto nascita di Cavalese comunque prescindendo dalla presenza del requisito strutturale inerente alla sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto, in quanto superabile temporaneamente attraverso le procedure gestionali dell’evento “parto” e di connessa emergenza indicate in appositi protocolli predisposti da APSS. Con conferma che ad oggi le procedure di appalto per i lavori di realizzazione della citata sala sono già partite e se ne prevede la conclusione entro il mese di giugno 2019.

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L’Autonomia trentina al centro delle attività dei più importanti costituzionalisti europei

Comunicato 1782 del 20/07/2018

Attraverso una collaborazione tra Provincia, European Public Law Organization (Organizzazione europea di diritto pubblico) e Università

A Trento si approfondirà lo studio delle autonomie regionali europee. Lo prevede una convenzione, approvata oggi dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Ugo Rossi. L’accordo, oltre alla Provincia autonoma di Trento, coinvolge l’Università degli Studi di Trento e l’European Public Law Organization (EPLO), una organizzazione internazionale, composta dai più importanti giuristi europei, che si occupa di diffondere la conoscenza nel campo del diritto pubblico. La Provincia finanzierà questa iniziativa con 160.000 euro all’anno; tre anni è la durata della convenzione. Importante anche il sostegno dell’Università che, oltre a mettere a disposizione le strutture, contribuirà all’iniziativa con il proprio personale accademico. “Approfondire la conoscenza delle autonomie regionali in Europa – evidenzia il presidente Ugo Rossi – significa interrogarsi sull’organizzazione e sull’architettura istituzionale degli Stati e sui loro rapporti con la dimensione locale e territoriale. L’obiettivo è quello di studiare e approfondire le migliori soluzioni possibili al fine di garantire servizi pubblici efficaci per i cittadini e di contribuire allo sviluppo economico e sociale della propria comunità. Uno delle architravi su cui è fondato il nostro sistema di autogoverno è indubbiamente la dimensione europea. E proprio per questo, la valorizzazione, il consolidamento e il costante sviluppo della nostra Autonomia non può prescindere dalla sua capacità di relazione con l’esterno e dalla sua apertura alla dimensione sovranazionale. Questa convenzione, volta a favorire lo studio del nostro sistema in chiave comparata, intende proprio rispondere a queste esigenze, incentivando una riflessione sull’Autonomia trentina ampia, qualificata e di respiro europeo”. Non sono temi nuovi in Trentino, dove è sempre molto attuale il dibattito pubblico sulle autonomie locali e dove, sul piano accademico, è presente un’Università che vanta una solida reputazione nel campo del diritto comparato ed europeo. “L’idea – prosegue Rossi – è proprio quella di continuare ad investire in un ambito che consideriamo fondamentale per lo sviluppo futuro della nostra comunità e per un’Autonomia che, per potersi distinguere e migliorare, deve essere continuamente indagata e rinnovata, anche in virtù del mutevole contesto nazionale ed internazionale”. EPLO, negli spazi che saranno messi a disposizione dall’Università, svolgerà attività di ricerca nel settore delle autonomie regionali in Europa, produrrà un rapporto annuale comparato sul loro stato ed organizzerà ogni anno una conferenza per discutere e riflettere sulle politiche territoriali e sul ruolo e le potenzialità delle autonomie regionali. Una parte del rapporto sarà dedicata ad un approfondimento sulla speciale autonomia della Provincia di Trento. Il finanziamento provinciale coprirà le spese per il personale e per le attività di ricerca. L’ufficio regionale di EPLO a Trento offrirà infine stage a studenti di giurisprudenza, universitari e post-doc, dell’Università di Trento e metterà a disposizione di studenti e professori le sue pubblicazioni.

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