Archivia per Luglio, 2018

Un libro ci guida alla scoperta delle Regole di Faedo e Giovo

Comunicato 1814 del 26/07/2018

Presentato ieri a castel Königsberg alla presenza del presidente Ugo Rossi

Le antiche Regole che le comunità si davano per la gestione dei patrimoni comuni, boschi, prativi e quant’altro, sono uno dei lasciti più importanti del passato del Trentino e rappresentano uno dei pilastri sui cui poggia la moderna Autonomia speciale. Un nuovo libro – presentato ieri nel duecentesco castel Königsberg/Monreale, nel comune di Faedo – ci aiuta ora a conoscere un pezzo di questa storia. Scritto da Viviana Brugnara assieme al marito Stefano Fontana , con il contributo anche della loro piccola Aurora, “De li loro gazi e boschi” racconta la gestione – all’epoca congiunta – dei boschi e del legname da parte delle comunità di Giogo e Faedo, Patrocinato, oltre che dai due Comuni, anche dalla Provincia autonoma di Trento, il volume, frutto di un’attenta e paziente ricerca storica condotta soprattutto sugli archivi provinciali, ha anche uno scopo benefico: parte dei proventi della vendita verranno infatti destinati al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento. La ragione è dolorosa e toccante ad un tempo: gli autori con quest’opera hanno voluto rendere omaggio a Giacomo, il loro bambino che hanno perso 10 anni fa durante la fase del parto. Alla presentazione è intervenuto il governatore del Trentino Ugo Rossi che ha sottolineato il grande valore delle Regole in quanto “scuola” di autogoverno e di espressione di attaccamento al territorio. Folto il pubblico intervenuto ieri sera a castel Königsberg, scelto non a caso per la presentazione di un libro sugli usi civici del territorio, essendo stato in epoca medioevale il luogo dove si amministrava la giustizia. In passato questa parte del Trentino, che comprende gli attuali Comuni di Faedo e Giovo, era amministrata unitariamente. Gli stessi autori dello studio rappresentano un eccellente compendio di questi antichi legami: Viviana è originaria di Giovo ma è anche vicesindaco di Faedo, Stefano è di Faedo ma svolge il suo lavoro di forestale a Giovo. Il libro, frutto di una lunga ricerca storica, ha preso le mosse da una pergamena del 1585 conservata nella Biblioteca di Trento e pubblicata dei libri di Remo Stenico, “padre Remo”, appassionato cultore di storia locale e archivista. “Consultando questo e altri testi – hanno spiegato gli autori – abbiamo scoperto che la tutela del patrimonio boschivo da parte delle comunità locali era estremamente stringente. C’erano zone, i gazi, dove addirittura non si poteva raccogliere nulla. Siamo partiti da lì per esaminare le Carte di Regola di Giovo e Faedo, comprese le parti riguardanti le liti e i contenziosi che si generavano nella gestione dei beni comuni. Su questi documenti c’erano anche le indicazioni dei cippi di confine e di altre testimonianze giunte fino ai giorni nostri”.”Questa famiglia – ha detto Rossi, richiamando una delle ragioni che hanno determinato la nascita di questo libro, oltre al grande amore per il territorio – ha saputo rimanere famiglia pur attraverso un evento doloroso, conservando una visione positiva della vita. Oggi essa offre un importante contributo di conoscenza alla comunità; dobbiamo dirle grazie. Le Regole sono importanti perché non erano imposte da qualcun altro, erano strumenti che la comunità si dava autonomamente, ed in questo vediamo manifestarsi il senso più profondo dell’Autonomia. Autonomia significa assumere su di sé la responsabilità di autorganizzarsi. E di farlo in maniera necessariamente solidale e condivisa”.

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Il presidente Rossi: “Grazie ragazzi, il Trentino è orgoglioso di voi”

Comunicato 1803 del 24/07/2018

Ad Arco consegnata l’aquila di San Venceslao ai giovani che hanno salvato 6 persone

Il presidente Ugo Rossi ha consegnato ieri l’aquila di San Venceslao ai giovani di Arco che hanno salvato da annegamento 2 donne e 4 bambini nel mare di Sicilia. “Pensiamo sia giusto dare un piccolo segnale e lanciare un messaggio di positività – ha detto – . Credo che il vostro sia stato un gesto spontaneo ma molto indicativo. Fra l’altro, bisogna anche avere prontezza. Siamo orgogliosi di voi e volevamo dirvelo. Vi abbiamo portato un piccolo ma importante segno che viene dato, normalmente, alle persone che hanno lavorato con dedizione per magari 40 e più anni al servizio dell’amministrazione pubblica o a chi si è distinto nel fare qualcosa di significativo. E questo è il vostro caso. Grazie ragazzi”. Ad accogliere i ragazzi, il sindaco di Arco Alessandro Betta, e i consiglieri provinciali Baratter e Giuliani. La consegna delle aquile di San Venceslao a Margherita Planchestainer, Alessandra Zanetti, Luca Cerutti e Mattia Vicari, è avvenuta in un’atmosfera di commozione e gioia. Alla breve cerimonia erano presenti anche alcuni dei genitori con i quali il presidente Rossi ha conversato e si è complimentato per l’educazione data ai figli. Poi il governatore si è intrattenuto con i ragazzi in un momento di pausa e si è informato sui progetti del loro futuro.

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Moena: al via le procedure per il rimborso dei danni causati dal maltempo

Comunicato 1793 del 21/07/2018

Il presidente Rossi assieme all’assessore Mellarini e ai vertici della Protezione civile ha incontrato ieri la comunità

“La comunità di Moena ha dimostrato una straordinaria capacità di reazione, all’indomani della calamità naturale che l’aveva colpita. La Provincia è al suo fianco, con gli strumenti messi a disposizione dalla legge provinciale sulla Protezione civile, che disciplina la materia dei contributi e degli indennizzi a chi ha patito dei danni, secondo una logica che è innanzitutto quella del ripristino delle normali attività danneggiate dall’evento. Le risorse ci sono, fondi di riserva che abbiamo accantonato ci consentono gà ora di valutare che saranno sufficienti a far fronte all’impegno. La settimana prossima adotteremo la delibera definitiva che aprirà la strada alla fase di presentazione delle domande agli uffici provinciali. L’impegno che ci assumiamo però è anche un altro: l’evento di due settimane fa è stato di carattere eccezionale, ma purtroppo l’eccezionalità sembra ricorrere sempre più spesso. Se la prevenzione fatta fino ad oggi ci ha consentito di limitare i danni, dobbiamo insistere su questa strada, completare gli interventi messi in cantiere e se necessario individuarne di nuovi assieme alla Protezione civile, al Servizio prevenzione rischi e ai Bacini montani”. Queste in breve sintesi le parole pronunciate ieri a Moena dal presidente Ugo Rossi, che ha incontrato la comunità assieme all’assessore alla Protezione civile Tiziano Mellarini, ai vertici della Protezione civile provincial – il dirigente generale Stefano De Vigili e il responsabile dell’ufficio Pianificazione lavori Marcello Pilati , al sindaco Edoardo Felicetti e alla procuradora del Comun general de Fascia e senatrice Elena Testor, per testimoniare la vicinanza dell’amministrazione a quanti hanno subito dei danni a causa del recente nubifragio in seguito al quale, come si ricorderà, parte delle strade e degli edifici del paese sono stati sommersi da un’ondata di acqua e fango. L’assessore Mellarini ha illustrato le linee generali della legge, che prevede il rimborso dei danni subiti in proporzione variabile a seconda della tipologia del danno e del bene – mobile o immobile – danneggiato. Il ristorno può riguardare le attività produttive, nei diversi settori dell’economia locale, le abitazioni civili, con una percentuale massima che può arrivare, per la prima casa, anche al 100% e altri beni danneggiati. La Protezione civile ha sottolineato innanzitutto la grande mobilitazione generatasi subito dopo l’alluvione, la quale, fortunatamente, non ha causato vittime. Ora si è aperta la fase della valutazione dei danni e della fissazione di tetti minimi e massimi, a cui seguirà quella della presentazione delle domande alle strutture provinciali competenti e delle verifiche del caso. Verrà costituito, come già in altre analoghe occasioni, un team di lavoro la cui regia spetterà al Dipartimento protezione civile. Prima di ferragosto verrà adottata dalla Giunta provinciale la delibera definitiva. La senatrice Testor ha espresso il suo ringraziamento alla Provincia e alla Protezione civile che ha coordinato gli interventi di soccorso e ha consentito a Moena di superare in tempi brevi lo stato di emergenza, grazie anche ai volontari intervenuti da tutto il Trentino. “La normativa provinciale – ha sottolineato ancora il presidente Rossi – ci consente di avvicinarci molto all’entità reale del bene colpito. La settimana prossima approveremo l’assestamento di bilancio, nel quale sono confluite anche risorse aggiuntive regionali per complessivi 5 milioni, che in parte vogliamo destinare alle case di riposo ma in parte ci consentiranno il ristoro dei danni causati dall’alluvione. Se entro la prossima settimana avrete chiuso la fase della valutazione preliminare saremo già in grado di tarare i criteri con la flessibilità che la legge consente”.

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