Elezioni 2018


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Archivia per Giugno, 2018

Rossi, “Ragazze e ragazzi voi siete la parte migliore di questo popolo, siete il nostro orgoglio”

Comunicato 1548 del 22/06/2018

Il governatore del Trentino e l’assessore alla protezione civile hanno salutato i 1112 allievi vigili del fuoco volontari del Trentino

Il governatore Rossi e l’assessore alla protezione civile Mellarini hanno partecipato a Pieve di Ledro alla cerimonia di apertura del 18° campeggio provinciale degli allievi volontari del Trentino. “Voi siete la nostra polizza di assicurazione sul futuro – ha detto il presidente – e sul senso di comunità. L’esperienza che state facendo da’ a noi una grandissima responsabilità, quella di essere sempre al vostro fianco e garantirvi le condizioni di poter giocare al meglio tutte le vostre capacità. Questo campeggio serve soprattutto a questo, ad ognuno per dare il meglio di voi stessi, per aiutare chi è in difficoltà, chi ha bisogno di una spinta in più. Questo è lo spirito del vigile del fuoco volontario ed è lo stesso spirito che vogliamo costruire per le persone che abitano in Trentino”. “Voi aiutate tutto il nostro territorio a costruire questo bel futuro e vi auguriamo che questo futuro vi appartenga fino in fondo. Cercate di prendere esempio dai vostri istruttori, dai vigili del fuoco perchè sono persone che come voi hanno scelto di aiutare gli altri, di mettersi in gioco in prima persona, di farlo insieme agli altri e di allenarsi tanto per farlo molto bene. Bravissimi e continuate così”, ha concluso il governatore Rossi. Con il governatore Ugo Rossi e l’assessore Tiziano Mellarini c’era il presidente della Federazione dei vigili del fuoco volontari del Trentino Tullio Ioppi, l’ispettore distrettuale Michele Alberti, il presidente della comunità di Valle Mauro Malfer, sindaci, primo fra tutti, il sindaco di Ledro che ospita il campeggio, Renato Girardi. Madrina della cerimonia, già allieva volontaria dei vigili del fuoco del Trentino, Alice Rachele Arlanch, Miss Italia. La diciottesima edizione del campeggio di quest’anno è stato organizzata dall’unione distrettuale Alto Garda e Ledro e da tutti i corpi del distretto. Con gli allievi volontari del Trentino, quest’anno, c’erano anche una cinquantina di ragazze e ragazzi provenienti da Verolanuova, Lissone, Palazzolo sull’Oglio, Issogne e Cogne. Con loro anche 18 istruttori. Questi i numeri del campeggio 2018: 1112 allievi e 306 istruttori provenienti dai corpi del Trentino; 130 gruppi allievi appartenenti ad altrettanti corpi di vigili del fuoco volontari del Trentino; 35.000 metri quadrati di campo; 80 tende pneumatiche messe a disposizione dalla protezione civile della Pat; 3 tendoni mensa; oltre 10.000 pasti (colazione, pranzo e cena) preparati e serviti dal gruppo Nu.Vo.La (Nucleo Volontari Alpini).

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Richiedenti asilo, dalla Conferenza Regioni ok alla proposta del Trentino e dell’Alto Adige

Comunicato 1546 del 21/06/2018

Ecco le misure concrete che verranno sottoposte al ministro dell’Interno

Chiarezza sulla gestione dei flussi, redistribuzione fra le Regioni anche dei richiedenti asilo che arrivano via terra e non solo tramite sbarchi. E ancora, velocizzare le domande di asilo, certezza delle regole di rimpatrio per chi è raggiunto da decreto di espulsione, monitoraggio continuo e condivisione dei dati, contrasto ai trafficanti e, infine, tutela dei minori, specie se non accompagnati. Sono queste le misure concrete che le Regioni, su iniziativa del Trentino e dell’Alto Adige Suedtirol chiederanno al ministro dell’interno Matteo Salvini. La decisione è stata presa oggi a Roma, al termine della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e che si basa sulla proposta presentata lo scorso maggio dai governatori del Trentino, Ugo Rossi e dell’Alto Adige, Arno Kompatscher. Le Province autonome di Trento e di Bolzano, all’interno del sistema delle Regioni, hanno sempre cercato di fare la loro parte in termini di solidarietà e di aiuto a fronte di un’emergenza mondiale che ha assunto dimensioni via via crescenti. Ma “non pare tollerabile – aveva scritto Ugo Rossi nel maggio scorso al presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini – che i territori si trovino a dover gestire la presenza di queste persone nel totale disinteresse dello Stato rispetto al destino delle persone uscite dal progetto di accoglienza e sprovviste di qualsivoglia titolo giuridico che ne consenta la permanenza sul territorio nazionale. E’ quindi urgente che il ministero dell’interno si esprima al più presto definendo le modalità per garantire un temporaneo sostegno umanitario a queste persone al fine di evitare situazioni di disagio grave e di degrado delle città e di potenziale pericolo per la popolazione residente. In particolare, sarà necessario chiarire se per tale sostegno le spese sono a carico dello Stato o se le province autonome e gli enti locali sono autorizzate ad utilizzare le risorse destinate ai servizi sociali normalmente dedicati alle persone senza fissa dimora. Resta fermo peraltro, che data per scontata la necessità di individuare con urgenza soluzioni provvisorie, lo Stato deve individuare modalità celeri ed efficaci per il rimpatrio delle persone non riconosciute e quindi illegalmente presenti sul territorio nazionale. I punti condivisi all’unanimità sono i seguenti: necessità di prevedere a breve un incontro con il ministro dell’interno per avere informazioni circa gli indirizzi politici e strategici del nuovo governo rispetto alla gestione dei flussi in arrivo, all’accoglienza sul territorio nazionale, alle proposte di riforma del trattato di Dublino e della normativa nazionale in materia di immigrazione e asilo, al contrasto delle organizzazioni di trafficanti di migranti e al contemporaneo rilancio della cooperazione internazionale; dato atto della presenza di richiedenti asilo che raggiungono il territorio nazionale via terra, è necessario che il sistema di ridistribuzione territoriale fra le regioni e di accoglienza venga esteso a tutti i richiedenti asilo in Italia, non solo a quelli giunti tramite gli sbarchi; velocizzare i tempi di analisi delle domande di asilo, di valutazione della loro ammissibilità al fine di ridurre significativamente i tempi di attesa per la definizione dello status; necessità di rimpatriare coloro che, pur raggiunti da decreto di espulsione, si trovano ancora sul territorio nazionale, attraverso la promozione di accordi bilaterali con i paesi di origine per i rimpatri e l’implementazione degli stessi centri di permanenza per i rimpatri; assoluta necessità di un monitoraggio continuo dei dati ufficiali, sia sui numeri assoluti che percentuali, relativi alla distribuzione dei migranti, nonché in ragione della popolazione residente; necessità di garantire il massimo livello di tutela per i minori stranieri, tra cui in particolare quelli non accompagnati, rispetto ai quali sono ancora oggi i singoli comuni a doversi fare carico dei maggiori costi.

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Il presidente Ugo Rossi incontra la neo ministra Erika Stefani: emersa una chiara volontà di dialogare e collaborare

Comunicato 1544 del 21/06/2018

Al centro del colloquio anche il tema dei grandi carnivori

Confronto, collaborazione e volontà di dialogo per affrontare le principali questioni aperte, legate allo sviluppo e al rinnovamento dell’Autonomia Speciale. E’ quanto è emerso oggi a Roma nel corso di un incontro fra il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi e la nuova ministra agli affari regionali, Erika Stefani, al quale ha partecipato anche il governatore dell’Alto Adige, Arno Kompatscher. “E’ stato un primo colloquio – ha detto Rossi al termine – nel corso del quale è emersa una positiva volontà di piena collaborazione e di comprensione delle ragioni e peculiarità del sistema di autogoverno trentino. La ministra – ha aggiunto – si è mostrata attenta ai temi legati alla nostra Autonomia, citandoci come esempio positivo per il resto d’Italia”. Per quanto riguarda le questioni concrete e di maggiore attualità, Rossi, Kompatscher e la Stefani hanno parlato degli importanti sforzi che Trentino e Alto Adige garantiscono in termini di contributo alla finanza pubblica nazionale, degli aspetti finanziari che riguardano il rapporto tra lo Stato e le due Province, ma anche della questione legata alla gestione dei grandi carnivori e alla competenza sull’ambiente. “Abbiamo informato la ministra – evidenzia Rossi – che sia Bolzano che Trento stanno legiferando su questi temi. Non abbiamo incontrato chiusure, ma la disponibilità ad approfondire le questioni e a dialogare in maniera costruttiva e collaborativa. Infine, abbiamo manifestato alla Ministra – conclude Rossi – la disponibilità a partecipare in modo propositivo alla discussione e alle iniziative sul tema del regionalismo differenziato, mettendo a disposizione il nostro modello e le nostre buone pratiche in un’ottica di apertura, solidarietà e dinamicità”.

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I dieci anni di Fly, fiore all’occhiello dell’industria aeronautica e aerospaziale

Comunicato 1520 del 19/06/2018

Nata da un’importante partnership con la Provincia di Trento, l’azienda è crescita in modo esponenziale: 200 nuovi posti di lavori, 58 milioni di euro di indotto per il territorio

È stato un vero e proprio decollo quello di Fly in Trentino. Nata nel 2008 a Grigno, in Valsugana, per costruire componenti aereonautici ed aerospaziali, in dieci anni l’azienda del Gruppo Forgital è passata dai primi 5 storici dipendenti ai quasi 200 lavoratori oggi occupati, da un modulo produttivo di 5 mila metri quadrati ad uno stabilimento di oltre 25 mila metri quadrati, chiudendo l’ultimo anno con un volume d’affari pari a 154 milioni di euro. Una scommessa nella quale il “sistema Trentino” ha giocato un ruolo centrale: con la Provincia che, tramite Trentino Sviluppo, è da subito entrata nella compagine sociale di Fly e che poi ha supportato a più riprese il piano di crescita dell’azienda; ma anche con il sistema della ricerca, l’Università, il mondo della formazione professionale e tecnica. I primi dieci anni di vita di Fly sono stati festeggiati oggi, martedì 19 giugno, con un simbolico momento in fabbrica che è stata anche l’occasione per inaugurare il recente ampliamento dello stabilimento per ulteriori 7 mila metri quadrati. A fare gli onori di casa Nadir Spezzapria, presidente di Fly e Forgital Italy, alla presenza del management dell’azienda e delle istituzioni con il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, il vicepresidente Alessandro Olivi, il consigliere delegato di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini e il sindaco di Grigno Leopoldo Fogarotto. In dieci anni di vita Fly ha generato sul territorio trentino richieste di forniture e servizi per un indotto complessivo pari a 58 milioni di euro. «Questa impresa è nata su un atto di fiducia – ha evidenziato il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – tra un imprenditore che aveva voglia di affrontare una sfida importante e un territorio che l’ha saputa raccogliere. Oggi in questa fabbrica c’è tanta tecnologia, c’è capacità di stare sui mercati globali, c’è la voglia di innovare continuamente, e soprattutto il successo dell’impresa si coniuga con una spinta ulteriore dell’occupazione in Trentino ed in particolare in Valsugana». Un legame, quello con il territorio, sottolineato anche da Alessandro Olivi, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento. «Volevamo far nascere una fabbrica importante – ha detto Olivi – in un territorio che aveva bisogno di speranza e di un’idea di futuro. Fly è il simbolo di un Trentino che ha saputo guardare avanti e non rassegnarsi. Nasce a Grigno per una scelta strategica delle nostre politiche di sviluppo territoriale e perché abbiamo incrociato sulla nostra strada imprenditori di grande qualità. Questa fabbrica è nata durante la crisi, dove dieci anni fa c’era solo campagna, ed oggi è simbolo di valore internazionale e ha creato 200 posti di lavoro. Significa che con buoni imprenditori e con politiche che spingono sulla leva degli investimenti di qualità si può riuscire a contrastare qualsiasi ciclo negativo». «Fly – ha osservato il presidente Nadir Spezzapria – è diventata proprio quella realtà che dieci anni fa avevamo progettato e che abbiamo perseguito con tanto lavoro, tenacia e passione. Avevamo la possibilità di far nascere questa nuova scommessa imprenditoriale in altri posti in Italia e nel mondo ma alla fine, nella scelta, ha pesato la vicinanza tra Valsugana e Val d’Astico, non solo geografica ma anche e soprattutto culturale. Il modo di concepire la vita e il lavoro della nostra famiglia, che in Forgital è giunta alla settima generazione, è molto simile a quanto abbiamo trovato ed apprezzato in Trentino». Ha preso il via nel 2008 l’avventura di Fly, frutto di una idea imprenditoriale nata in seno al Gruppo vicentino Forgital, attivo da sei generazioni nella forgiatura e lavorazione dei metalli. Fly si è proposta come officina meccanica avanzata in grado di completare a valle la filiera di Forgital, permettendo il passaggio dalla fornitura di anelli forgiati semilavorati a quella di componenti finiti ed assemblati, destinati ai principali gruppi dell’industria aeronautica e aerospaziale nel mondo. La scelta per la sede della nuova azienda è ricaduta sul Trentino, un territorio sufficientemente vicino alla casa madre, in grado di offrire preziosi legami con il mondo della formazione e della ricerca da un lato e una positiva collaborazione con l’amministrazione pubblica dall’altro. La nascita dell’impresa ha visto infatti da subito un ruolo attivo di Trentino Sviluppo entrata nella compagine sociale mediante l’acquisto di un importante pacchetto azionario. Presenza che negli anni è andata calando e che oggi si attesta al 10% del capitale sociale, grazie ai positivi risultati ottenuti da Fly e al conseguente riacquisto delle quote da parte dei soci privati. La qualità dell’azienda è stata da subito riconosciuta nel panorama mondiale. Risale al 2011 la firma con Rolls-Royce nell’ambito del programma per la produzione del motore aeronautico più efficiente al mondo. Contratto che ha stimolato un primo grande ampliamento degli spazi produttivi, cui ha fatto seguito l’ingresso in progetti quali il lanciatore spaziale di Ariane Group e numerosi altri motori per altri velivoli aeronautici. Di conseguenza la progressione del fatturato è stata sorprendente e il volume d’affari è andato di fatto raddoppiando di anno in anno: dalle poche centinaia di migliaia di euro dei primi due anni (2009 e 2010) si è passati ai 2,5 milioni del 2011, ai 4 milioni del 2012, 8 milioni nel 2013, 26 milioni nel 2104, 55 milioni nel 2015, 111 milioni nel 2016, 154 milioni nel 2017. La crescita del volume di affari è stata affiancata da nuove assunzioni di figure specializzate provenienti per quasi il 50% da istituti tecnici e tecnologici, oltre che da istituti professionali e dalla formazione universitaria, per un totale, ad oggi, di 192 persone. Il 45% degli addetti Fly ha meno di 30 anni e per la maggior parte (63% circa) proviene dal Trentino. La ricaduta sul territorio della Valsugana e della provincia di Trento in questi 10 anni è stato complessivamente pari a 58 milioni di euro, così suddivisi: 28 milioni per investimenti e spese in conto capitale, 17 milioni per gli stipendi dei dipendenti, 8,1 milioni di tasse versate in Trentino, 3,6 milioni di euro in servizi, dalla formazione alla manutenzione, 0,8 milioni di euro per servizi specializzati come lavorazioni meccaniche e acquisto di componenti specifiche, 0,5 milioni di euro di forniture generiche (noleggi, cancelleria, catering). L’evento di oggi rappresenta per Fly e per il Trentino un traguardo che supera le iniziali aspettative. Il successo dell’impresa in termini di business ha portato infatti all’inaugurazione di un ampliamento delle superfici dello stabilimento nell’area industriale di Grigno pari a 7.700 metri quadrati, di cui 7 mila di locali produttivi dotati di macchinari all’avanguardia, cui si aggiungeranno 700 metri di uffici. I nuovi locali inaugurati oggi sono frutto di un accordo stipulato con la Provincia di Trento e per lo “Sviluppo del distretto aeronautico e aerospaziale in Trentino e l’ampliamento della capacità produttiva e nuovo progetto industriale Fly a Grigno”. Trentino Sviluppo ha infatti acquistato e messo a disposizione dell’impresa con contratto di locazione l’immobile adiacente all’area già di competenza di Fly, con uno stanziamento di fondi pubblici pari a 7,5 milioni di euro. L’area produttiva di Fly si estende quindi oggi per 25 mila metri quadrati e nel 2019 arriverà a superare quota 26 mila. Il piano di investimenti dell’impresa, che ha già toccato i 100 milioni di euro nei primi dieci anni (2008-2017), prevede ulteriori 21 milioni di euro nei prossimi quattro anni (al 2021). Fondamentali, come ormai tradizione per Fly, saranno gli investimenti in ricerca e sviluppo finalizzati all’ampliamento e alla differenziazione dell’offerta per rispondere alle esigenze di un mercato complesso e in continua evoluzione come è quello della meccatronica per il cielo e lo spazio.

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