Archivia per Giugno, 2018

Finanziamenti europei, sinergia tra Provincia e Comuni trentini

Comunicato 1373 del 04/06/2018

Oggi la firma del protocollo d’intesa

Promuovere la partecipazione delle amministrazioni locali ad iniziative europee e internazionali. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, l’assessore agli enti locali Carla Daldoss ed il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali Paride Gianmoena. Attraverso attività di formazione, percorsi informativi, condivisioni di informazioni e supporto per la stesura di progetti europei innovativi e sostenibili la Provincia autonoma di Trento garantirà assistenza ai Comuni trentini che così avranno la possibilità di attingere alle linee di finanziamento europeo, in particolare per lo sviluppo del territorio. Previsto nell’intesa sulla finanza locale 2017, il protocollo sottoscritto oggi ha come obiettivo quello di attrarre ulteriori risorse per rafforzare lo sviluppo e la crescita del territorio, nel segno dell’innovazione responsabile e sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Inoltre – è il secondo obiettivo dell’intesa approvata oggi dalla giunta provinciale – si vuole favorire il coinvolgimento attivo degli enti locali e la costruzione di proposte progettuali innovative e che contemplino un partenariato strutturato e continuativo, anche con attori locali, quali gli istituti che si occupano di ricerca, i soggetti economici e altre organizzazioni attive sul territorio provinciale. Nell’ambito della collaborazione, la Provincia si impegna a mettere a disposizione degli enti locali le informazioni strategiche sulle opportunità di finanziamento e a fornire il supporto necessario per la costruzione di rapporti con i centri che si occupano di ricerca ed altri attori locali interessati a partecipare ai progetti europei. Le strutture provinciali collaboreranno con i Comuni anche nella redazione della documentazione progettuale, secondo i criteri fissati dalla Comunità europea, per la presentazione dei progetti da parte degli enti locali. Dal canto suo, il Consiglio delle Autonomie locali si attiverà per creare momenti per lo scambio di idee fra gli amministratori locali su temi europei prioritari. La finalità è quella di facilitare il dialogo tra gli enti locali e gli altri soggetti durante i processi di formazione del partenariato locale e nella costruzione della proposta progettuale. L’accordo prevede inoltre di fornire a personale e amministratori locali la formazione necessaria per accrescere la loro capacità di partecipare ad iniziative europee ed internazionali. Annualmente sarà redatto il “programma di lavoro”, condiviso tra Provincia e Comuni, in cui si individueranno le principali aree di lavoro, assicurando al contempo un coordinamento tra le diverse attività.

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L’istruzione ai tempi dell’intelligenza artificiale: tecnologia e ritorno alla persona

Comunicato 1322 del 02/06/2018

Il lavoro non si esaurisce con la dimensione reddituale, crea un valore che le macchine difficilmente possono alimentare o sostituire, dato che è attinente alla tipicità umana. Inoltre i cambiamenti del mondo del lavoro implicano aspetti educativi e formativi all’interno dei quali la tecnologia deve essere vista come un’alleata, anche nella prospettiva di una sua pervasività. Sono grandi temi, che pongono interrogativi complessi, ai quali ha cercato di dare delle risposte il dibattito aperto oggi nell’auditorium del Dipartimento di Lettere e Filosofia, sostenuto da un panel autorevole che annoverava, fra gli altri, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e organizzato a cura del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con Allavoro!. Moderato dal giornalista Simone Spetia, l’incontro ha visto, oltre a quello del governatore Rossi, gli interventi di Marco Bentivogli, segretario FIM-CISL, Maurizio Del Conte, presidente Agenzia per le Politiche Attive del Lavoro, Francesco Luccisano, di Allavoro! e già capo Segreteria Tecnica del MIUR, Dario Odifreddi, di Piazza dei Mestieri. Ugo Rossi ha sottolineato come positivo tutto ciò che riesce a connettere le esigenze delle imprese, le dinamiche del territorio e l’educazione. In questa direzione e per superare la dicotomia tra cultura e lavoro il Trentino, grazie alla sua speciale Autonomia, ha realizzato dei poli formativi che collegano imprese e ricerca e permette ai giovani di sviluppare competenze basate su conoscenze, spirito critico, etica e appartenenza al territorio. Attualmente il lavoro sta attraversando grandi cambiamenti, dove il ruolo della tecnologia sembra sorpassare l’abilità umana. Tuttavia, le macchine non sono in grado di decidere secondo opportunità, etica e efficacia. L’approccio alla formazione all’interno di questi mutamenti dovrà essere in grado di consolidare le competenze tecniche e di gestire la tecnologia stessa. Un elemento positivo all’interno dell’ordinamento scolastico odierno è il sistema duale, la cosiddetta alternanza scuola-lavoro, che in molte aree del nostro Paese ha difficoltà a conciliare l’esperienza educativa a quella produttiva. Esempi positivi però esistono: in Trentino, come ha ricordato Ugo Rossi, esiste un responsabile in ogni scuola che progetta l’esperienza rendendo coerente insegnamento e produttività. Un altro esempio è stato portato dal referente del progetto Piazza dei Mestieri, che in due aree geografiche molto distanti, Torino e Catania, lega imprese locali, istituzioni e scuole, offrendo ai giovani occasioni concrete di apprendimento sul lavoro. Un aspetto da non sottovalutare è il gap tra lavoratori e formazione, che potrebbe essere superato attraverso la costituzione di reti diffuse, di “competence center” dove le persone che necessitano di riqualificazione trovino opportunità di promozione, agganciate a occasioni di sviluppo e formazione. Il mondo del lavoro che è sempre più pervaso dalla tecnologia ha bisogno di figure specializzate, in grado di soddisfare i bisogni delle imprese. La questione diventa, quindi, soprattutto culturale, sia dal punto di vista del sistema educativo, sia dal punto di vista aziendale: l’industria dovrà saper prevedere, in alleanza con la scuola, quali sono le competenze necessarie e in questa prospettiva diventano fondamentali logiche di politiche attive, perché un cittadino consapevole è anche un lavoratore capace di affrontare la competitività e indirizzare i destini della propria impresa.

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Rossi: “La Festa della Repubblica riporti serenità e coesione”

Comunicato 1310 del 02/05/2018

Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha partecipato stamani alle celebrazioni del 72° anniversario della fondazione

“Abbiamo vissuto settimane molto particolari anche per la nostra Repubblica. Giorni di tensione. Per questo credo che oggi sia importante, celebrando la Festa della Repubblica, essere tutti impegnati, con grande senso di responsabilità, a smorzare i toni. L’auspicio, quindi, è che questo giorno possa riportare serenità e coesione”. Con un appello alla responsabilità comune e in difesa della Costituzione, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha onorato, con autorità politiche e militari, la Festa della Repubblica, nel corso della cerimonia che si è tenuta questa mattina in piazza Duomo a Trento. Il presidente Rossi, aveva accanto a sé, tra gli altri, il Commissario del Governo Pasquale Gioffrè e il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. Al termine della cerimonia di piazza, il presidente ha preso parte, presso il Commissariato del Governo, alla Cerimonia delle onorificenza al merito della Repubblica italiana. In apertura del suo discorso, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha ricordato la cronaca politica recente: “Io credo che il confronto politico, per quanto aspro, non dovrebbe mai arrivare a mettere in discussione le istituzioni democratiche, nate proprio dal Referendum del 2 giugno del 1946 che oggi ricordiamo”. Esortando il ritorno ad un clima politico sereno, Rossi ha richiamato al senso di responsabilità: “Occorre pensare bene alle parole che si usano, rifuggendo da retorica ed esagerazione. La nostra Repubblica è nata al termine di una dittatura e di una guerra che ha distrutto il Paese ed è stata fondata, attraverso la Costituzione, sui valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di ognuno e dei popoli”. Questi valori, ha aggiunto il presidente, sono, ancora oggi, il fondamento della coesione della società ed i pilastri su cui poggia il sistema democratico italiano. In piazza Duomo, il presidente ha fatto riferimento all’Autonomia. “Non fu nemmeno scontata la scelta che la Repubblica seppe fare rispetto al nostro territorio, a cui venne riconosciuta, attraverso l’Autonomia, la sua particolare peculiarità storica e politica. Fu una scelta lungimirante, che contribuì a disegnare un futuro di prosperità e di pace che ha contrassegnato la storia del Trentino”. E’ sul significato della Festa della Repubblica che Rossi si è soffermato maggiormente nel corso del suo intervento: “Ci sono giorni nella storia che cambiano il destino degli uomini, ci sono date che rimangono consegnate alla memoria del Paese: il 2 del 1946 fu un giorno di svolta. Pensiamo a com’era l’Italia: povera, sconfitta, lacerata con le macerie della guerra ad indicare un futuro di preoccupazione. Ma l’Italia ha poi prosperato e ha rialzato la testa. Ne dobbiamo andare orgogliosi. Fu un cambiamento che contribuì a rendere forte la nostra società ed a orientarla verso il futuro. Oggi, troppo spesso, tendiamo a dare per scontate certe scelte storiche, non ci accorgiamo del valore di alcune tappe della nostra vita, che ci sembrano quasi naturali”. Citando Piero Calamandrei, il presidente ha ribadito come la Costituzione non sia una macchina che cammina da sola, ma abbia bisogno del contributo della società civile. “In un momento così difficile, dove le divisioni sembrano prevalere, dobbiamo sforzarci tutti, soprattutto chi ha ruoli politici ed istituzionali, di ricercare il bene comune, di recuperare valori quali l’impegno, il rigore, la competenza, per dare il contributo al nostro vivere insieme, per contrastare il qualunquismo e la retorica che tutto va male. Lavoriamo per cambiare la realtà nella direzione dei principi costituzionali, per ridurre le distanze fra istituzioni e cittadini. Teniamo vivi i valori su cui è fondata la Repubblica, proviamoci con passione, ricerchiamo l’unità, pur nella differenza delle posizioni”. Il riferimento del presidente Rossi è poi tornato ancora una volta ai padri fondatori della Carta italiana: “Ricordiamoci che gli uomini che scrissero la Costituzione appartenevano a tradizioni culturali molto differenti; cattolici, comunisti, socialisti e liberali, ma nonostante ciò trovarono punti di accordo comuni per il bene ed il progresso dell’intera Nazione. Dimostrarono coesione e lungimiranza in un momento estremamente difficile. Ecco questo è forse quello su cui oggi dobbiamo riflettere”. Gli italiani seppero uscire insieme, uniti nelle diversità, dalla tragedia della guerra e dalle divisioni ideologiche di quei drammatici anni. Guardando al futuro ed agli impegni che attendono l’Italia e il Trentino, Rossi ha esortato ad accantonare i motivi di divisione per riscoprire le ragioni che uniscono, pur nel rispetto delle diverse opinioni ed idee politiche. “La nostra Repubblica – ha concluso il presidente – ha saputo camminare e svilupparsi senza considerarsi un ‘recinto’ o una realtà isolata, ma partecipando da protagonista alla costituzione di una Casa Comune, l’Europa. Celebrare la Festa della Repubblica – ha concluso il presidente Ugo Rossi – vuol dire recuperare e far crescere questi valori e questi insegnamenti”.

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Centro OCSE di Trento: nasce il “Laboratorio sulla produttività territoriale”

Comunicato 1309 del 02/06/2018

Durante la conferenza con il presidente Rossi è stata presentata anche la nuova visione programmatica

Una nuova visione programmatica per il Centro OCSE di Trento ed il lancio del Laboratorio sulla produttività territoriale (Spatial Productivity Lab) del Centro. Questi i temi al centro di una conferenza stampa che ha visto protagonisti il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, la vicesegretaria generale dell’OCSE Mari Kiviniemi, il consigliere Speciale, Centro per l’Imprenditorialità, PMI, Regioni e Città, OCSE Joaquim Oliveira Martins e la responsabile del Centro OCSE di Trento Alessandra Proto. Nell’ambito di un lavoro più ampio dell’OCSE e del suo Centro per l’Imprenditorialità, PMI, Regioni e Città sulla produttività, il Centro di Trento si specializzerà e contribuirà a sviluppare l’analisi dell’OCSE sul concetto di produttività territoriale, osservando in quale misura la produttività aggregata dipende dalle economie di agglomerazione generate nelle città e dai meccanismi di ripresa della produttività regionale. “Il Trentino – ha commentato il presidente Rossi – ha da sempre i piedi ben piantati nel territorio, ma vuole essere anche in presa diretta con il contesto globale. Il centro OCSE di Trento ci offre, al riguardo, grandi opportunità che abbiamo voluto cogliere, mettendo a disposizione la nostra esperienza con l’intento di potenziare lo sviluppo locale”. Le direttrici di lavoro sulle quali si concentrerà il Centro nei prossimi anni sono due. La prima è il potenziamento del Centro quale fulcro per l’OCSE delle attività di “capacity building” per individui, luoghi e istituzioni su tematiche collegate allo sviluppo locale. La seconda è il lancio di un nuovo “Laboratorio per la Produttività territoriale- Spatial Productivity Lab” incentrato proprio sui temi della dimensione territoriale delle politiche per la produttività.

Lab per la Produttività Territoriale

Negli ultimi anni, è avvenuto un cambio di prospettiva rispetto alle politiche regionali. Il nuovo paradigma delle politiche regionali, incentrato sulla crescita, la competitività, il benessere ha permesso un collegamento più diretto tra le dimensioni regionali e i risultati macroeconomici. La questione è passata dal compensare le regioni per gli effetti indesiderati delle politiche macroeconomiche a livello locale a una riflessione su come ciascuna regione possa contribuire alla performance aggregata. Poiché oggi le principali sfide macroeconomiche sono la produttività oscillante e l’aumento delle disuguaglianze, il problema principale è come le politiche regionali, rurali e urbane possano contribuire a garantire una crescita più inclusiva e dinamica. Nell’ambito di un lavoro più ampio dell’Ocse sulla produttività, il Centro di Trento si specializzerà e aiuterà a sviluppare l’analisi dell’OCSE sul concetto di produttività territoriale, osservando in quale misura la produttività aggregata dipende dalle economie di agglomerazione generate nelle città e dai meccanismi di ripresa della produttività regionale. Questa attività sarà attuata in collaborazione con istituzioni nazionali italiane e di altri paesi OCSE interessati; così come con le autorità regionali del Trentino Alto Adige Sudtirol, altre regioni italiane e altri paesi OCSE. Importante per il successo del laboratorio sulla produttività è il collegamento strategico con il territorio. Infatti l’OCSE si avvarrà della collaborazione dei migliori centri di competenza e di ricerca anche del Trentino e dell’Alto Adige, tra cui l’Università di Trento, L’Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche (IRVAPP), la Banca d’Italia, EURAC. I gruppi di ricerca comprenderanno economisti distaccati dall’OCSE e da altri centri di ricerca e università competenti in Italia e a livello internazionale.

Centro di capacity building per Persone, Territori e Istituzioni

I governi nazionali e subnazionali sono sempre più interessati al sostegno nell’attuazione delle politiche e al conseguente rafforzamento delle loro capacità di agire sulle politiche. Creare, sviluppare e rafforzare le capacità di istituzioni, comunità e individui per affrontare le sfide e conseguire obiettivi, operare collettivamente e sinergicamente superando le barriere istituzionali e la concezione di politiche verticali per “silos” sono alcune delle sfide attuali dell’attività di capacity building. Ne costituisce parte essenziale l’obiettivo di permettere alle istituzioni, alle persone e ai territori di sviluppare e costruire le conoscenze, le capacità e le competenze necessarie per migliorare i propri risultati collettivi. Il Centro di Trento rafforzerà il suo ruolo internazionale nelle attività di capacity building sui temi legati allo sviluppo locale: analizzando l’impatto delle politiche a livello locale, e capendo cosa funzioni e cosa no; rafforzando i curricula formativi attingendo al lavoro più ampio del CFE; consolidando i metodi per una valutazione rapida dei “gap” di capacità e sviluppando partnership con istituzioni nazionali e internazionali. La nuova offerta potenziata includerà un focus sulle persone, uno sui territori e uno sui territori, in particolare offrendo percorsi di formazione per responsabili delle politiche di sviluppo locale e professionisti per sviluppare le loro competenze e conoscenze su come progettare e attuare con successo le strategie di sviluppo economico locale. Il Centro di Trento sosterrà inoltre i territori in via di trasformazione al fine di aumentarne le capacità per un’efficace attuazione delle politiche attraverso una governance migliore e la realizzazione e attuazione di strategie di sviluppo locale. Infine offrirà un supporto alle autorità nazionali e subnazionali nel migliorare i meccanismi di attuazione delle politiche.

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