Archivia per Marzo, 2018

A Trento Smart City arriva il “kit del cittadino digitale”

Comunicato 504 del 21/03/2018

Con la collaborazione di Aruba PEC offerti gratuitamente ai cittadini credenziali Spid, Pec e firma digitale

A Trento Smart City Week, in collaborazione con Aruba PEC, i cittadini potranno ricevere gratuitamente il “kit del cittadino digitale”. Saranno in particolare tre gli strumenti messi a disposizione per interagire digitalmente con la pubblica amministrazione: credenziali SPID, PEC e firma digitale remota. Sarà possibile ricevere il “kit del cittadino digitale” prenotando il servizio sul sito di Trento Smart City Week a partire dal 3 aprile, oppure presentandosi direttamente allo stand in Piazza Duomo dal 12 al 15 aprile 2018. La Pubblica Amministrazione si sta digitalizzando velocemente, ma il cittadino è pronto a “parlare in digitale”? A Trento Smart City Week sarà possibile ricevere gli strumenti necessari per farlo: sarà infatti proposto, in collaborazione con Aruba PEC, il “kit del cittadino digitale, che potrà essere richiesto gratuitamente da tutti i visitatori interessati. Il kit si compone di:

Credenziali SPID – Identità digitale

Sono le credenziali (username e password) che permettono di accedere in modo sicuro ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Non sarà più necessario creare un account per ciascun servizio e ricordare decine di password: con SPID ne basta solamente una che vale per tutti. Anche il Portale dei Servizi online trentini consente l’accesso tramite SPID in alternativa alla Carta Provinciale dei Servizi. Maggiori informazioni su https://www.spid.gov.it/

PEC – Posta Elettronica Certificata

Consente di inviare e-mail con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno. Diventa quindi possibile inviare raccomandate alla Pubblica Amministrazione comodamente da casa. Si usa come la posta elettronica ma in più viene garantita la certezza a valore legale dell’invio e della consegna (o mancata consegna) della comunicazione al destinatario. Il termine “Certificata” si riferisce al fatto che viene rilasciata una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione e consegna del messaggio ed eventuali allegati. Proprio come accade con le raccomandate cartacee.

Firma digitale remota

La Firma Digitale è l’equivalente informatico di una tradizionale firma autografa apposta su carta e garantisce autenticità (identifica l’identità del sottoscrittore), integrità del documento firmato (diventano evidenti le eventuali modifiche successive alla firma), validità legale al documento. La firma digitale remota consente di firmare i documenti anche attraverso lo smartphone.

A partire dal 3 aprile sarà possibile prenotare un appuntamento per il rilascio del kit sul sito www.smartcityweek.it, oppure ci si potrà recare direttamente in piazza Duomo dal 12 al 15 aprile. È necessario presentarsi muniti di documento di riconoscimento in corso di validità. È inoltre preferibile disporre di un indirizzo email sul quale ricevere la documentazione. Trento Smart City Week è un progetto condiviso da: Comune di Trento, Provincia autonoma di Trento, Università degli Studi di Trento, IEEE – Institute of Electrical and Electronics Engineers, Consorzio dei Comuni Trentini e Fondazione Bruno Kessler. Per info: http://www.smartcityweek.it/

Link al Comunicato PAT

L’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro, parola d’ordine: percorsi di qualità

Comunicato 502 del 20/03/2018

Il mondo della scuola e delle imprese a confronto, oggi all’Arcivescovile, in un dibattito a 360°

“I numeri sono importanti, ma quello che conta è costruire esperienze di qualità”, con queste parole il governatore del Trentino, Ugo Rossi, ha aperto oggi un incontro dal titolo “La scuola trentina tra alternanza scuola-lavoro e apprendistato duale”, organizzato dal Dipartimento della conoscenza. L’appuntamento, finalizzato alla condivisione pubblica dei risultati raggiunti in tema di scuola-lavoro, ha visto confrontarsi studenti, docenti, imprenditori, rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati in un dibattito aperto e costruttivo, su ciò che è stato fatto e su ciò che ancora resta da fare per considerare compiuta la riforma che ha previsto per legge l’alternanza nelle scuole di secondo grado. “Non possiamo pianificare le attività di alternanza solo per adempiere a un obbligo normativo – ha detto il governatore – Il primo valore citato dalla Costituzione è il lavoro, è da esso infatti che scaturisce il concetto di cittadinanza. Aprire la scuola al lavoro è la sfida che ci vede tutti coinvolti: per questo chiediamo aiuto anche alle imprese”. Sono numeri davvero interessanti quelli presentati oggi all’Arcivescovile di Trento, in occasione di un incontro pubblico dal titolo, “La scuola trentina tra alternanza scuola-lavoro e apprendistato duale”, in cui insegnanti, imprenditori e studenti si sono confrontati su uno dei temi più attuali del mondo della scuola, quello dell’alternanza scuola-lavoro, in un momento in cui il mercato è in una fase di grande trasformazione. L’entrata in vigore, due anni fa, dell’obbligo formativo dell’alternanza scuola-lavoro nelle scuole secondarie di secondo grado e nella formazione professionale ha di fatto sancito un rapporto più stretto tra scuola e impresa offrendo agli studenti occasioni importanti per sviluppare le proprie competenze in un contesto di realtà. La mattinata di confronto è stata aperta dalla dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza, Livia Ferrario, che nell’illustrare i dati che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni, ha affermato: “Lavoro e istruzione sono i valori etici fondativi della nostra società. Ringrazio tutti coloro che si sono messi in sinergia per rendere strutturale questa riforma”. Preziosi anche i contributi pervenuti dal mondo dell’imprenditoria. Giovanni Coletti, di Tama, ha affermato: “ Il 54% dei dipendenti delle mie aziende proviene da esperienze di “alternanza”. L’opportunità di ospitare studenti in alternanza è molto favorevole per l’azienda che in questo modo può conoscere il lavoratore e le sue potenzialità, ma lo è altrettanto per lo studente che ha la possibilità di farsi conoscere”. Concordi anche gli altri imprenditori intervenuti al dibattito: Steno Fontanari – Coop. MPA Solutions, Massimo Zadra – Rustik Legno, Martina Barbieri – Hotel Montana. Tutti hanno condiviso la necessità di una sempre maggiore interlocuzione tra il mondo della scuola e quello dell’imprenditoria, affinché la formazione possa tenere in considerazione le esigenze del mercato del lavoro, anche per conciliare in maniera adeguata domanda e offerta. Stefano Fontanari, in particolare, ha sottolineato come gli studenti riescano a stupire per la propria capacità di lavorare in autonomia, mettendo in circolo idee nuove e intuizioni importanti. A seguire si sono espressi gli studenti che hanno messo in evidenza come nelle esperienze di alternanza si possano sviluppare non solo competenze specifiche legate al proprio indirizzo di studi, ma anche competenze trasversali, soft skills, fondamentali per sapersi muovere nel mondo del lavoro e non solo. Tra le richieste degli studenti intervenuti, tra cui il vicepresidente della Consulta, si è parlato della necessità di valorizzare maggiormente la coerenza tra i percorsi di studio e le esperienze in azienda. Il dibattito è poi proseguito parlando di internazionalizzazione dei percorsi, di valutazione e dell’importanza per i giovani di essere protagonisti in prima persona del proprio futuro. I dati presentati nella mattinata hanno messo in evidenza che, in soli tre anni, il numero degli studenti dell’istruzione coinvolti in esperienze di scuola-lavoro è triplicato, passando dai 4.455 dell’anno scolastico 2015/2016 ai 12.643 dell’anno in corso; mentre, per la formazione professionale, già avvezza a questi tipi di scambio, gli studenti coinvolti in esperienze di scuola- lavoro sono passati da 2.052 a 2.964. Nell’ anno scolastico 2016/2017 sono state 1.530.928 le ore totali di esperienze di questo tipo suddivise in 1.025.234 per l’istruzione e 505.964 per la formazione professionale: di queste 1.288.936 ore sono state svolte in tirocinio curriculare, l’esperienza più significativa di alternanza scuola-lavoro. Elevato si rivela anche il numero di aziende coinvolte sul territorio provinciale: 2350 hanno ospitato gli studenti dell’istruzione, mentre sono 1.848 le aziende che hanno ospitato gli studenti della formazione professionale. Questi numeri sono stati resi possibili da un lavoro di collaborazione intrapreso dalle scuole trentine con le aziende. A supporto delle scuole si sono rivelate molto utili le 20 convenzioni sottoscritte negli ultimi due anni dalla Provincia. Lo sforzo si è concentrato soprattutto nel diversificare la tipologia di aziende, enti e associazioni convenzionati per offrire agli studenti tirocini adeguati ed attinenti ai diversi percorsi scolastici intrapresi. Già lo scorso anno la Provincia autonoma di Trento ha sottoscritto ben 13 convenzioni con altrettante aziende, alle quali si sono aggiunte ulteriori 7 convenzioni sottoscritte aziende nelle scorse settimane con ACLI Trentine, SAT, Fondazione Comunità Solidale, Arcidiocesi, Cooperativa Sociale Villa Sant’Ignazio, Muse e Museo degli Usi e Costumi di San Michele all’Adige. Dalle testimonianze presenti all’incontro è emerso inoltre che notevoli passi in avanti sono stati fatti anche nel contesto dell’apprendistato duale, l’istituto che consente il conseguimento di un titolo di studio formale valorizzando, sia l’esperienza professionale diretta, sia la formazione presso l’istituzione formativa. Dall’anno scolastico 2015/2016 il numero degli studenti che ha optato per questo tipo di percorso è aumentato da 6 a 44, così come il numero di aziende ospitanti è passato da 6 a 33. La mattinata si è conclusa con l’auspicio di innalzare sempre più la qualità dei percorsi:“la nostra sfida – ha concluso il governatore Rossi – è quella di essere sempre più competitivi. Dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa e continuare a lavorare in sinergia per essere sempre più aperti alle sfide che il mercato ci porrà”.

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Italiano per stranieri: in Trentino operano da tempo figure specifiche per facilitare il percorso scolastico di chi è immigrato

Comunicato 492 del 19/03/2018

La Provincia ha disciplinato la materia, oggetto di una recente disposizione ministeriale, fin dal 2006

In merito al tema dell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri – oggetto di una lettera scritta da alcuni docenti di italiano come L2 o “seconda lingua”, ripresa dagli organi di informazione locali – la Provincia autonoma di Trento, con il suo Dipartimento della conoscenza, sottolinea come il percorso seguito dal Trentino, molto prima dell’intervento ministeriale, si differenzi da quello nazionale, e faccia perno su alcune figure professionali specificamente dedicate ad affrontare tutte le problematiche riguardanti gli studenti e le studentesse straniere e di recente immigrazione. L’impianto adottato nel 2006 dalla legge provinciale sulla scuola ha definito infatti con chiarezza gli interventi finalizzati all’inserimento e all’integrazione degli studenti stranieri, prevedendo un modello originale e all’epoca assolutamente innovativo che, con il regolamento attuativo del 2008, prevede tra le altre cose, il ricorso a personale specializzato negli ambiti della mediazione linguistica e dell’interculturalità. Solo recentemente il Ministero è intervenuto istituendo una classe di concorso per l’insegnamento della lingua italiana (L2) agli studenti di recente immigrazione, riconoscendo l’importanza di una specializzazione che risponde alle stesse finalità delle scelte assunte nel 2006 dalla Provincia. Nei prossimi mesi la Provincia valuterà come contemperare i due modelli, salvaguardando chi in Trentino già oggi lavora con gli studenti stranieri per facilitare il loro percorso scolastico. Link al Comunicato PAT

Forestali: un bando per garantire livelli di qualità nel presidio del territorio

Comunicato 490 del 19/03/2018

Informazioni, anche sui termini di presentazione delle domande, su www.concorsi.provincia.tn.it

Il territorio è una enorme risorsa e se tutti ne riconoscono la qualità il merito va anche ai Forestali, grazie alla loro quotidiana azione di presidio che non va sguarnita. Proprio per questo la Giunta provinciale ha approvato una delibera che punta a riequilibrare l’organico, sceso dal 2005 al dicembre 2018 di 46 unità, considerando i pensionamenti che si avranno entro quella data. E’ stato quindi indetto un bando di concorso pubblico per titoli ed esami per trenta posti a tempo indeterminato nel Corpo Forestale Trentino. “Da alcuni anni – sottolinea il presidente Rossi – la Provincia autonoma di Trento si è data criteri precisi per migliorare l’efficienza della macchina amministrativa tenendo sotto controllo il suo costo. Con le trenta assunzioni previste si riporta il contingente delle qualifiche forestali a circa 200 unità e si ripristinano i livelli minimi di efficienza previsti nelle stazioni. Va detto anche che l’ultimo concorso è stato bandito dieci anni fa, nella primavera del 2008, e ha determinato ventitrè assunzioni complessive, sedici nel 2009 e sette nel 2011”. Dei trenta posti a concorso con il concorso appena bandito, ventiquattro sono per entrare nel Corpo come agente forestale, con l’inquadramento nella categoria C, livello base, della Provincia autonoma di Trento. Di questi ventiquattro posti, sette sono riservati ai volontari delle Forze Armate. Sei, dei trenta posti complessivamente a concorso, sono invece riservati al personale che ha già fatto parte del Corpo Forestale dello Stato nel ruolo degli agenti, assistenti e sovrintendenti. In questo caso i vincitori verranno assunti nella qualifica forestale coerente con quelle previste dalla contrattazione collettiva provinciale, con il riconoscimento dell’anzianità di servizio e del trattamento economico in godimento. Informazioni, anche sui termini di presentazione delle domande, su www.concorsi.provincia.tn.it o al telefono al numero 0461-496330.

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