Archivia per Marzo, 2018

Minority SafePack, Euregio sostiene la campagna

Comunicato 518 del 22/03/2018

Anche l’Euregio sostiene la campagna europea per la tutela delle minoranze, Minority SafePack

Minority SafePack è la campagna lanciata dalla FUEN (Unione federalista delle nazionalità europee) con l’obiettivo di raccogliere entro il 3 aprile un milione di firme a tutela delle minoranze linguistiche, con la soglia assegnata ad ogni paese membro della UE (per l’Italia sono 55mila) da raggiungere in almeno 7 Stati. Sul suolo europeo le persone appartenenti ad una minoranza etnica o linguistica sono circa 50 milioni, in molti casi non godono di alcun tipo di tutela, e l’obiettivo di Minority SafePack è quello di fare in modo che la tutela delle minoranze sia garantita in tutta la UE tramite l’approvazione di un pacchetto di misure che dovranno essere sottoposte alla Commissione europea riguardanti lingua, formazione, cultura, politica regionale, partecipazione e media. Anche il GECT Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, tramite una delibera adottata dalla Giunta composta dai tre presidenti Arno Kompatscher, Günther Platter e Ugo Rossi, appoggia la campagna Minority SafePack, invitando i cittadini di tutti e tre i territori dell’Euregio a sottoscrivere la petizione per la tutela delle minoranze. Per firmare http://www.minority-safepack.eu/. Un milione di firme a sostegno delle comunità linguistiche di minoranza. Questo l’obiettivo del progetto Minority SafePack, con il quale si chiede alla Commissione europea di varare una serie di misure per migliorare la tutela delle minoranze e per rafforzare le diversità culturali all’interno dell’Unione.

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La Provincia conferma la volontà di mantenere un punto nascita a Cavalese

Comunicato 514 del 22/03/2018

Prolungato di 4 ore il servizio giornaliero di pediatria

Contestare formalmente il parere dato dal Comitato percorso nascita nazionale, avviare rapidamente l’iter per la realizzazione delle modifiche strutturali richieste, che fanno già parte della programmazione sanitaria, nel frattempo valutare le aspettative dei professionisti, pediatri e ginecologi, assunti nella prospettiva della riapertura, anche ampliando il servizio offerto alla popolazione, in attesa che la situazione si sblocchi. Questa l’intenzione della Giunta provinciale, concordata ieri nel corso di un incontro con gli amministratori di Fiemme e Fassa, in merito alla riapertura del punto nascita dell’Ospedale di Cavalese. Il presidente della Provincia, Ugo Rossi, l’assessore Luca Zeni ed il direttore generale dell’APSS Paolo Bordon hanno illustrato il parere fornito dal “Comitato” in merito alla riapertura del punto nascita. All’incontro era presente anche l’assessore Mauro Gilmozzi. Il parere, nel confermare il disagio orografico della collocazione del nosocomio di Cavalese, che aveva portato a concedere una deroga, ha accolto la richiesta della Provincia di poter utilizzare, per adeguare l’organico agli standard richiesti, i cosiddetti medici “gettonisti”, ovvero specialisti esterni, di comprovata esperienza, che possono essere chiamati in caso di emergenza. Si tratta di un precedente unico, perché per la prima volta viene concessa la possibilità di utilizzare personale non dipendente. Il Comitato percorso nascite ha, tuttavia, richiesto che la riapertura del punto nascita sia subordinata ad alcune modifiche strutturali, ovvero una seconda sala parto ed una sala operatoria sempre pronta per le emergenze nel blocco travaglio/parto. Un requisito che era stato evidenziato anche nella precedente decisione, ma che si riteneva soddisfatto dallo stesso Comitato attraverso la programmazione sanitaria. La Giunta provinciale, infatti, l’aveva programmata in relazione alla costruzione del nuovo Ospedale. Invece, per la prima volta, il comitato ha fissato il principio che per riprendere l’attività, dopo una sospensione, occorra che i lavori siano completati e non solo programmati. “Si tratta di una decisione non condivisibile – hanno evidenziato Rossi e Zeni – una novità, che mai era emersa nel corso dei precedenti confronti, dove le modifiche strutturali erano considerate un obiettivo a tendere. Richiederemo dunque al comitato, formalmente, di rivedere questa decisione”. Il presidente Rossi ha inoltre evidenziato che la questione verrà sottoposta al nuovo ministro della salute, non appena si sarà insediato. Nel frattempo verrà, comunque, dato mandato all’APSS di accelerare sull’iter dei lavori strutturali. Accogliendo la richiesta degli amministratori fiemmese e fassani è stato, inoltre, deciso di valutare, insieme ai medici che erano stati assunti in prospettiva di una riapertura del punto nascita ad aprile, come potenziare ed ampliare i servizi di pediatria e di ginecologia offerti dall’Ospedale di Cavalese. Una prima decisione, condivisa questa mattina con i medici dell’Ospedale dal direttore Bordon, che si è recato a Cavalese, è già stata presa e sarà in vigore da venerdì 30 marzo. Verrà prolungato di 4 ore il servizio di pediatria offerto alla comunità, che sarà attivo dalla 8.00 alle 20.00 e non più dalle 10 alle 18.00.

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Il presidente Rossi al Nucleo elicotteri: “Siamo orgogliosi di quello che fate. Siatelo anche voi”

Comunicato 513 del 22/03/2018

“Siamo orgogliosi di quello che fate. Siatelo anche voi”. Con queste parole il governatore del Trentino, Ugo Rossi, ha voluto portare stamattina il saluto suo e di tutta la giunta al personale del Nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento. “Sono certo di poter esprimere questo apprezzamento anche a nome dell’intera comunità trentina alla quale in ogni momento garantite il massimo impegno nel nome della sicurezza”, ha aggiunto Rossi che era accompagnato dal dirigente del Dipartimento Protezione Civile, Stefano Devigili e dal dirigente del Servizio antincendi, Ivo Erler. Il presidente della Provincia stamani ha incontrato piloti, tecnici, amministrativi ma anche il personale sanitario e gli specialisti del Soccorso alpino che insieme compongono una delle task force più importanti del sistema trentino della sicurezza e della tutela della salute. Un sistema di eccellenza, ha confermato il governatore, su cui si è investito e si continuerà ad investire molto, in termini di risorse umane anzitutto ma anche di dotazioni, tecnologie e procedure organizzative. “Siamo talmente abituati ad avere servizi di qualità – ha poi aggiunto Rossi – che talvolta, lasciamo andare la pur necessaria critica oltre il dovuto. È giusto che ci si confronti, che si analizzino a fondo tutte le parti di un processo che è sempre migliorabile anche se bisognerebbe essere consapevoli di quante vite sono state salvate. Si possono commettere errori, certo. Ma non posso permettere che si metta in discussione la buona fede di chi opera in un servizio così delicato. Sono qui – ha aggiunto Rossi – proprio per dirvi che crediamo in questa buona fede e che continueremo ad investire in questo progetto, certi che ciascuno di voi manterrà, anzi aumenterà il proprio impegno per fare squadra e vincere così quella sfida difficile chiamata fiducia attorno alla quale le persone, da semplici individui, si trasformano in comunità”.

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Corridoio umanitario. Unicef racconta la bella storia di Badia arrivata a Trento

Comunicato 508 del 22/03/2018

È una piccola, grande storia, che si sta rapidamente diffondendo sui social e che racconta dell’amicizia nata a Trento tra due bambine di nove anni: Badia e Noelle. La prima è arrivata dal Libano, fuggita dalla guerra grazie ad un corridoio umanitario sostenuto fra i molti da Consiglio e Provincia autonoma di Trento. “Una storia che toccherà i vostri cuori” scrive l’Unicef che ha realizzato il breve video che racconta dell’integrazione della piccola profuga. Badia è una rifugiata siriana – spiega il video – Noelle è italiana. Entrambe vivono a Trento. “Ho dovuto lasciare i miei amici” racconta Badia, “E non è stato facile all’inizio ambientarmi e imparare l’italiano. Ma qui ci sono le case invece che tende, e possiamo andare a scuola ed ora amo davvero vivere qui”. “C’è stata la guerra, Badia mi ha raccontato che è stata brutta e non vuole viverla più” spiega con la semplicità disarmante dei bambini Noelle. Ora sono diventate grandi amiche e vivono entrambe la loro infanzia nella “normalità”, come dovrebbe essere per tutti i bambini del mondo. “È la più bella risposta che queste bambine ci regalano – commenta il governatore del Trentino Ugo Rossi che conferma l’impegno delle istituzioni a fianco di chi, come il consigliere Mattia Civico e la Diocesi di Trento si stanno spendendo per questi progetti di accoglienza – un messaggio per ciascuno di noi che ci dice che tentare di alleviare le sofferenze di chi vive tragedie come queste è doveroso ed è sempre possibile”.

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