Archivia per Marzo, 2018

Acquaspace: la Provincia mette in campo azioni di “accompagnamento” all’azienda impegnata nell’iter giudiziario

Comunicato 596 del 29/03/2018

Incontro in serata fra il presidente Rossi, il vicepresidente Olivi e i sindacati

“Guardiamo tutti all’obiettivo principale, il dissequestro dell’azienda in tempi brevi e il ripristino della normale attività lavorativa. Nel frattempo, in attesa dell’esito dell’incidente probatorio, previsto per il 26 di settembre, la Provincia ha valutato positivamente la possibilità di aiutare l’azienda dilazionando i l pagamento dei suoi oneri finanziari nei confronti di Dolomiti energia, così da alleviare le sue sofferenze finanziarie. Siamo altresì impegnati a mettere a disposizione ogni tipo di documentazione alla magistratura al fine di agevolare il percorso dell’iter giudiziario. Ai giudici, a cui abbiamo già scritto in tal senso, confermeremo quindi la nostra volontà di fornire tutte le ‘carte’ che dovessero essere ritenute importanti, anche se di natura solo interlocutoria”. Questo in sintesi quanto comunicato dal presidente Ugo Rossi e dal vicepresidente Alessandro Olivi oggi ai sindacati dei lavoratori di Aquaspace e Tessilquattro, nel corso del previsto incontro, a cui hanno partecipato anche i dirigenti dell’amministrazione con il direttore generale Paolo Nicoletti. Il 9 aprile prossimo avrà logo un primo incontro fra i tre periti – accusa, difesa, procura – nell’ambito dell’incidente probatorio. Come spiegato nel corso dell’incontro, questo percorso deve essere considerato come tendenzialmente positivo, perché di fatto riduce i tempi finali della giustizia. L’impresa dal canto suo ha comunicato di avere, in queste circostanze, un’autonomia finanziaria di un paio di mesi. La Provincia, e questa la principale novità emersa oggi, può allungare questi tempi per latri tre mesi circa dilazionando il pagamento degli oneri finanziari, per circa 90.000 euro, che dovrebbero essere versati entro l’estate a Dolomiti Energia (di cui la Provincia è azionista) . È stato verificato che ciò è tecnicamente fattibile e consentirebbe all’azienda di allungare il suo periodo di “agio” fino appunto a settembre. “Ciò non risolve il problema alla radice ma rappresenta in questa fase un aiuto concreto – ha sottolineato la Provincia – . Ciò, auspicando che si possa poi addivenire in tempi ragionevoli al dissequestro vero e proprio e alla ripresa della normale attività”. Dopo l’incontro con i sindacati Rossi e Olivi hanno brevemente incontrato anche una delegazione di lavoratori a cui hanno esposto lo stato della situazione e il percorso, all’insegna della collaborazione, che la Provincia sta facendo assieme ai protagonisti di questa vicenda.

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Trento, 4 novembre 1918: la Guerra è finita? Il dialogo del governatore Ugo Rossi con Paolo Mieli

Comunicato 579 del 28/03/2018

L’evento ieri sera a Milano, presso la Fondazione Corriere della Sera

Una riflessione storica e politica, in una sede prestigiosa come la Fondazione Corriere della Sera ha aperto il confronto tra il governatore Ugo Rossi e il giornalista Paolo Mieli ieri sera a Milano, alla presenza di un folto pubblico attento e estremamente interessato ai temi della Grande Guerra. Focus soprattutto sull’ultimo anno del primo conflitto mondiale, anche attraverso le testimonianze tratte dalle lettere e dai diari che l’attore Mario Perrotta – cui è stato affidato il compito di aprire l’incontro – ha utilizzato per le sue rappresentazioni teatrali. Due ore intense ma caratterizzate da un ritmo vivace grazie al contributo di storici del calibro di Simona Colarizi (La Sapienza), Giovanni Bernardini (Università di Venezia), Marco Bellabarba (Università di Trento), Hannes Obermair (Università di Innsbruck) e gli interventi video di Cristoph Cornellißen, direttore dell’Istituto Storico Italo Germanico di Trento e di Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino. Proprio dialogando con Paolo Mieli il presidente Rossi ha esordito con un ricordo personale: “Mia nonna era nata nel 1898, ho avuto la fortuna di poterle chiedere cosa ha significato essere nata austriaca per poi diventare italiana. Non mi ha mai dato una risposta, ma semplicemente mi ha raccontato cosa ha significato la fine della guerra: la speranza, l’ansia e poi il rendersi conto che in realtà non era finito niente. Ecco, credo che il nostro compito oggi sia riuscire a studiare ciò che è accaduto dopo. Abbiamo studiato tanto cosa ha significato irredentismo e il desiderio di italianità che era presente, anche se il popolo non ne era cosciente e non voleva sentir parlare di annessioni o appartenenze. La fine della guerra non è riuscita a fermare l’apoteosi di quello che la guerra stessa aveva portato col nazionalismo; mi riferisco al fatto di essere precipitati in una povertà devastante”. “Pensate cosa ha significato per chi aveva dei risparmi ritrovarsi in mano una moneta sconfitta, una economia sconfitta, non avere più la parte migliore della, società, cioè i giovani” ha osservato Ugo Rossi, proseguendo il suo excursus “Ed i pochi giovani rimasti, ormai piegati dal peso della sconfitta. Una ferita profonda che ancora oggi ci portiamo dentro. Per questo credo che l’adunata degli Alpini sia per noi una sfida: quella di riuscire finalmente dopo 100 anni ad essere in grado di ospitare questo evento senza che appaia come la riapertura di una ferita. Non è stato semplice accogliere questa sfida, ma sono sicuro che la vinceremo. L’adunata avrà come simbolo la colomba della pace e sono certo che gli alpini saranno capaci di ricordare tutti i caduti e la sofferenza del popolo trentino”. Paolo Mieli ha ricordato che come nazione siamo nati nel 1861, 20 anni dopo l’Italia è entrata a far parte della triplice alleanza, in cui è rimasta per 34 anni. Da allora il modo di rapportarci culturalmente e politicamente con i temi di quella zona che è oggi il Trentino Alto Adige sono rimasti identici. “Si può fare un discorso su Trentino Alto Adige senza ripartire da qui?” – Ha chiesto Mieli, osservando che “Tra 50 anni ne potremo parlare apertamente. Non possiamo usare due morali storiche (per esempio per le vicende dell’ex Jugoslavia e quelle nostre)”. E’ una questione che secondo Mieli deve risolvere l’Europa unita, dato che con l’idea dell’abbattimento delle frontiere, questa cosa “Non può avere senso” ha detto, “se manteniamo una cultura nazionalista”. Quindi rivolgendosi a Rossi ha affermato: “Non lo invidio: con grande capacità politica ha a che fare con questo retroterra culturale e si deve caricare nella maniera migliore possibile del “non detto” che appartiene alla nostra cultura e alla nostra storia”. Ugo Rossi ha allora ricordato De Gasperi, considerando la fortuna che ha la tradizione politica trentina di poter guardare come esempio a chi ha immaginato il futuro. L’Europa ha dato oggi gli strumenti e i modelli organizzativi per costruire assieme all’Alto Adige e al Tirolo l’Euroregione, per mezzo della quale è possibile sperimentare politiche comuni su aspetti che richiedono risposte a bisogni su scala più ampia provando a mettere a fattor comune le vicende storiche, lavorando proprio alla loro scrittura condivisa. “Abbiamo vissuto lo scorso anno l’apice della crisi nella questione profughi” ha ricordato Rossi, “sembrava portasse alla rinascita del confine al Brennero, con posizioni diverse. Lo stesso Tirolo e soprattutto Vienna spingevano molto perché il Brennero assumesse il significato di un presidio all’”invasione”, nei confronti dell’Europa e non solo dell’Austria. Abbiamo faticosamente gestito questa crisi con Kompatscher e Platter, andando insieme a Roma e a Vienna e provando a dire che bisogna fare di più per la gestione dei profughi ma che occorreva anche stare attenti a non aprire scenari pericolosi perché il tema del confine, della sovranità e del populismo è quanto mai attuale”. In conclusione Rossi ha accennato alla risoluzione di temi quantomai pratici, citando ad esempio il traffico: “Un terzo del movimento merci europeo passa dal Brennero” ha ricordato, “e la qualità della vita è messa alla prova perché passa su gomma” la volontà è spostare il movimento su ferro. Quanto alla questione “Sono italiano o austriaco”? Il presidente è stato molto chiaro: “Preferisco pensare che sono un cittadino che vive sulle Alpi e che vuole guardare al futuro”.

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Il presidente Ugo Rossi ha ricevuto il Generale Claudio Berto, nuovo Comandante delle Truppe Alpine

Comunicato 573 del 28/03/2018

Una panoramica sul Trentino e soprattutto l’imminente Adunata Nazionale degli Alpini, che si terrà a Trento a maggio, sono stati gli argomenti principali del colloquio tra il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e il Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, che è stato ricevuto questa mattina presso il palazzo della Provincia. Il Generale Berto è Comandante delle Truppe Alpine dall’8 febbraio scorso, quando è subentrato al generale Federico Bonato. “Ci stiamo preparando – ha sottolineato il presidente Rossi – ad un evento di grande rilevanza per il mondo degli Alpini e per la nostra comunità, come l’Adunata Nazionale. L’organizzazione sta procedendo bene, anche con la collaborazione delle istituzioni locali”. “Trento – ha rilevato il Generale Berto – è una città molto bella”. Nato a Torino, il generale Berto ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino. Nel corso della carriera ha prestato servizio presso le Brigate alpine Taurinense e Julia, il Comando del IV Corpo d’Armata alpino, la Scuola Militare Alpina, lo Stato Maggiore dell’Esercito e diversi Comandi NATO. E’ laureato in Scienze Strategiche. Il Comando Truppe Alpine è l’odierna evoluzione del 4° Corpo d’Armata Alpino. Raccoglie la maggioranza dei reparti da montagna dell’Esercito Italiano e ne è responsabile per l’addestramento e la preparazione. Dislocato a Bolzano, il Comando inquadra le Brigate Alpine, il Centro Addestramento Alpini ed i reparti di supporto, schierati lungo l’arco alpino ed in Abruzzo. Al Generale, il presidente Ugo Rossi ha augurato buon lavoro assicurando la collaborazione della Provincia autonoma di Trento.

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Al via la collaborazione tra Volkshochschule Südtirol e le scuole trentine

Comunicato 572 del 28/03/2018

Un’iniziativa del Dipartimento della Conoscenza per la promozione della lingua tedesca

Il Dipartimento della Conoscenza, all’interno delle azioni previste dal Piano Trentino Trilingue per la sensibilizzazione e promozione dell’apprendimento della lingua tedesca, ha dato il via ad una serie di incontri rivolti alle scuole secondarie del primo e del secondo grado della Provincia autonoma di Trento, realizzati in collaborazione con la Volkshochschule Sűdtirol. La Volkshochschule, struttura di grande tradizione culturale, opera da quasi cento anni nel campo dell’educazione permanente in Alto Adige, offrendo occasioni di apprendimento personale e professionale costantemente aggiornate. Il primo incontro si è svolto con successo, giovedì 22 marzo, nelle classi terze della scuola Ladina di Fassa di Moena. Lo scopo dell’iniziativa è duplice: accrescere le competenze linguistiche in tedesco e, come richiesto dalla legge provinciale, conoscere più approfonditamente il territorio regionale nei suoi diversi aspetti. La proposta, formulata dal Dipartimento della Conoscenza, in collaborazione con la Volkshochschule Südtirol, consiste in una serie di incontri formativi in lingua tedesca rivolti agli studenti trentini su temi di importanza storica, culturale, politica e geografica legati in particolare modo al contesto locale. All’iniziativa hanno aderito 15 istituti, per un totale di 36 incontri, che si svolgono nelle scuole interessate nel periodo da marzo a dicembre 2018. Tra i temi più gettonati: la storia del Tirolo, le tradizioni popolari del Tirolo, “Schwabenkinder” la migrazione dei bambini in Svevia e biografie di personaggi quali Andreas Hofer e l’imperatrice Maria Teresa. Le scuole hanno potuto inserire gli interventi dei relatori all’interno delle loro attività curricolari in lingua tedesca, in CLIL, in progetti interdisciplinari, oppure in attività facoltative di potenziamento linguistico. Il primo dei 36 incontri si è svolto a Moena, giovedì 22 marzo, per 32 alunni delle classi terze di scuola secondaria di primo grado, tema dell’incontro: l’occupazione nazista nel Tirolo storico. L’intervento è stato seguito con attenzione dagli studenti, anche grazie alla disponibilità di un docente molto preparato, che ha esposto l’argomento in lingua tedesca e ha chiarito i punti più controversi in italiano, con l’ausilio di slides bilingue e immagini. La prospettiva futura è di incrementare sempre più le occasioni di valorizzazione della lingua tedesca, incentivando iniziative di questo tipo, orientate non solo alla promozione della lingua, ma anche del contesto culturale a cui appartiene.

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