Archivia per Gennaio, 2018

Premio internazionale Alcide De Gasperi: nominata la giuria dell’ottava edizione

Comunicato 135 del 26/01/2018

Si avvicina l’ottava edizione del premio internazionale Alcide De Gasperi, intitolato ai “Costruttori d’Europa”. Stamani la Giunta provinciale ha nominato la Giuria a cui spetta l’individuazione della personalità a cui assegnare l’ambito riconoscimento: ne fanno parte il presidente della Provincia autonoma di Trento, la signora Maria Romana De Gasperi, il presidente della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi Giuseppe Tognon, il professor Paolo Pombeni, anche con funzioni di segretario della Giuria, e i direttori ( o loro delegati) delle testate Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, L’Adige, Trentino, Vita Trentina, Rttr, Trentino Tv, Tg1, Tg2, Tg3, Tg5, Tgr, Gr1, Tg La7, Ansa. Istituito nel 2004 con cadenza biennale, rivolto a personalità distintesi per il proprio impegno europeista, sulla scia dei “padri dell’Europa” del Secondo dopoguerra, fra cui il grande statista trentino, il premio viene assegnato il 5 settembre, in occasione della Giornata dell’Autonomia, nell’anniversario della firma dell’Accordo De Gasperi-Gruber. La penultima edizione, quella del 2016, aveva visto salire sul palco del Teatro Sociale di Trento, per ricevere il premio, il presidente della Bce Mario Draghi, alla presenza anche del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Nelle edizioni precedenti erano stati premiati Romano Prodi, Felipe Gonzales, Vàclav Havel, Simone Veil, Carlo Azeglio Ciampi e nella prima edizione, quella del 2004, Helmut Kohl. Ognuna di queste cerimonie ha richiamato a Trento, oltre alla personalità a cui è stato conferito il premio, anche altri illustri esponenti del mondo della politica e della cultura distintisi per il loro impegno in favore dell’Europa unita.

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A 100 anni dalla Grande Guerra: anche l’Ana e l’Arciduca Martino d’Austria-Este a Trento per un abbraccio di pace

Comunicato 132 del 26/01/2018

Appuntamento martedì 30 gennaio alle ore 11.00 al Castello del Buonconsiglio

Ci saranno anche il presidente nazionale dell’Associazione nazionale alpini-Ana Sebastiano Favero e l’Arciduca Martino d’Austria–Este, martedì 30 gennaio alla Sala Marangonerie del castello del Buonconsiglio di Trento, per il primo grande evento del 2018 dedicato al centenario dalla fine della Grande Guerra. Con loro il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, Oswald Ueberegger, storico della Libera Università di Bolzano, e Margherita Odasso, una studentessa universitaria chiamata a rappresentare idealmente quelle nuove generazioni per le quali la Prima guerra mondiale è un evento ormai molto lontano nel tempo, ma conserva tutta la sua attualità, quantomeno come monito. “Il Trentino per costruire insieme la pace”, questo il titolo dell’evento, è aperto al pubblico. Appuntamento dunque martedì 30 gennaio alle ore 11.00, per questo importante evento pubblico organizzato dalla Presidenza della Provincia autonoma di Trento, moderato da Giuseppe Zorzi, che attualmente segue gli Affari euroregionali della Provincia autonoma di Trento. Oswald Ueberegger – autore di La Grande Guerra italo-austriaca (1915-1918), uscito nel 2014 in lingua italiana e nel 2015 in tedesco – aprirà i lavoro inquadrando il senso dell’incontro dal punto di vista storico con una breve riflessione dal titolo: “Andare incontro alla fine. Il Tirolo nell’ultimo anno di guerra 1918”. La parola passerà poi al presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero (come noto, quest’anno il Trentino ospiterà il Raduno nazionale degli Alpini), e all’Arciduca Martino d’Austria–Este, che si presenta a Trento con un singolare destino familiare: il padre figura come terzogenito dell’imperatore Carlo I, la madre è invece figlia primogenita di Amedeo di Savoia, duca di Aosta. Ad entrambi è affidato il compito di ragionare insieme su un evento che già nell’agosto del 1914 vide partire migliaia di trentini (alla fine saranno circa 60.000) con la divisa asburgica. A questi vanno aggiunti i circa 700 “irredentisti” che decisero invece di indossare la divisa italiana combattendo sul fronte opposto insieme a russi, inglesi e francesi. Per i trentini si trattò di un evento doppiamente tragico e lacerante. A chiudere l’incontro gli interventi di Margherita Odasso, studentessa universitaria, e del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi. La riflessione a più voci su quella che il papa del tempo, Benedetto XV, definì come “inutile strage” sarà per gli ospiti dell’evento una preziosa occasione per riproporre, quale radicale alternativa allo scontro armato, il binomio memoria-pace all’interno di una comune cornice euroregionale e europea. Ciò nella volontà di abbattere gli steccati e di superare gli odi di un tempo senza per questo rinunciare ad un rigoroso studio storico e alla comunicazione aggiornata del passato alle nuove generazioni. La presenza di una studentessa vuole appunto sottolineare la volontà di guardare con particolare attenzione ai giovani e al mondo della scuola e dell’università in prospettiva europea. L’evento del 30 gennaio è anche una importante occasione per riproporre in maniera sobria ma puntuale il convinto contributo del Trentino – quale naturale “terra di mezzo” e al tempo stesso di “confine” – alla costruzione della pace in Europa e nel mondo. Quella di martedì è peraltro una prima fondamentale tappa all’interno di un più ampio percorso che possa “narrare” nel corso del 2018 – all’interno della provincia e anche al di fuori dei suoi confini – il senso più profondo di questa impegnativa vocazione.

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Innovazione didattica: si amplia in Trentino l’offerta del liceo in quattro anni

Comunicato 130 del 26/01/2018

Al Sacro Cuore di Trento, dal prossimo anno, il percorso quadriennale del liceo delle scienze umane

Si amplia in Trentino la sperimentazione dei percorsi di liceo in quattro anni. Dopo l’avvio, nell’anno in corso, presso l’Istituto Martini di Mezzolombardo del primo percorso quadriennale di liceo scientifico, opzione scienze applicate, la Giunta ha autorizzato oggi, l’Istituto Sacro Cuore di Trento, ad attivare una nuova sperimentazione riferita, in questo caso, al liceo delle scienze umane. Anche questa sperimentazione sarà caratterizzata da un alto livello di innovazione in ordine alla rimodulazione dei piani di studio, all’utilizzazione delle nuove tecnologie e a una didattica laboratoriale che garantirà l’acquisizione delle competenze previste per i percorsi quinquennali. La proposta formativa si va aggiungere al Liceo Steam International, proposto quale novità per il prossimo anno scolastico dall’Istituto Veronesi di Rovereto, che attiverà, già dal prossimo autunno, un liceo quadriennale incentrato sugli insegnamenti nelle 5 aree fondamentali, con focus sulle scienze applicate attraverso le nuove tecnologie. Dal prossimo anno scolastico saranno dunque 60 gli studenti che potranno intraprendere i percorsi quadriennali. Il confronto comparativo sui 44 sistemi dei 36 Paesi partecipanti al programma dell’Unione europea Erasmus+, curato da Eurydice nel 2014/2015, ha evidenziato che i diplomati italiani diciannovenni si confrontano con i coetanei diplomati già a 18 anni e scontano un ritardo di accesso alle opportunità globali di studio e di lavoro che si rimarca ulteriormente dopo la laurea. La sperimentazione del liceo in 4 anni vuole coniugare l’elevato standard garantito da un percorso liceale con la possibilità di accedere ai college esteri e agli atenei italiani a 18 anziché 19 anni, mantenendo immutate conoscenze, competenze e abilità attese al termine del percorso. L’esigenza di innestare processi di innovazione che si adattino a un mondo che diventa più complesso e che cambia velocemente, hanno spinto pertanto la Provincia di Trento ad intraprendere un processo di innovazione dei percorsi didattici. In questo contesto, dopo la prima esperienza avviata a partire dall’anno scolastico 2017/2018 presso l’Istituto Martini di Mezzolombardo, lo scenario del percorso quadriennale apre uno spazio progettuale inedito, in linea con la maggior parte dei Paesi europei, che mira a favorire il proseguimento del corso di studi e l’inserimento nel mondo del lavoro, anche a livello internazionale, mantenendo la qualità dell’offerta formativa. La sfida consiste dunque nel proporre un liceo quadriennale che porta a ripensare il percorso formativo complessivo nei suoi contenuti, ridefinendo l’impianto didattico-pedagogico. Le caratteristiche che riassumono in sintesi la nuova proposta formativa sono: la rivisitazione dei saperi e loro riorganizzazione, una solida acquisizione di competenze linguistiche in italiano, inglese e tedesco con certificazioni nelle lingue straniere in uscita, il potenziamento dell’asse logico-matematico e di quello tecnologico-scientifico, una forte attenzione all’alternanza scuola lavoro, una didattica per competenze e laboratoriale, una particolare attenzione alle metodologie della peer-education, del cooperative learning e il sostanziale mantenimento del monte orario complessivo previsto per il liceo quinquennale, anche grazie alla quota di formazione erogata a distanza. La sperimentazione dei percorsi quadriennali, corredata dall’innovazione didattica che include, consente di valutare percorsi formativi aderenti alle richieste di internazionalizzazione ed evoluzione del sistema economico, promuovendo competenze ed abilità rispondenti ai nuovi profili professionali che sono oggi richiesti dal mercato del lavoro.

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Sportello unico: dal 2014 accoglie più di mille persone all’anno

Comunicato 123 del 25/01/2018

Oggi l’ufficializzazione di questo importante strumento per uomini e donne senza dimora

Attivato alla fine del 2014, lo Sportello unico, un importante strumento per uomini e donne senza dimora, accoglie oltre mille persone all’anno. I posti nei dormitori, al 1° gennaio 2018, sono 232, di cui 105 sono disponibili tutto l’anno, mentre 127 sono i posti in più per la stagione invernale. Nel corso del 2017 il totale dei pernottamenti è stato di oltre 49.000, l’attesa media per entrare in dormitorio è stata di 6 giorni, il profilo delle persone accolte è invece diverso fra maschi e femmine: i primi hanno fra i 20 e i 55 anni, le donne invece hanno fra i 45 e i 65 anni. Sempre nel 2017, 1192 persone hanno richiesto di accedere ai servizi: rispetto al 2016, quando le richieste erano state 1244, vi è stato un leggero calo che, analizzato con l’andamento su base annua, sembra corrispondere al calo dell’offerta di lavoro stagionale per la raccolta di frutta. Sono questi i dati dello Sportello unico, attivato in via sperimentale presso l’ex sede della Caritas in via Endrici, e diventato ormai un punto di orientamento ai servizi del territorio, con la prospettiva di essere sempre più anche uno spazio di accoglienza e di ascolto per le persone in stato di emarginazione, che possono contare su un accesso unico ai servizi, secondo regole condivise e in modo coordinato. Proprio per questo oggi presso il Dipartimento Salute e Solidarietà sociale si è tenuta la firma di un Accordo che da un lato ufficializza l’attività dello Sportello, dall’altro formalizza la collaborazione fra Provincia, Comuni di Trento e Rovereto e Terzo settore, rafforzando la già proficua esperienza di integrazione in atto tra quanti operano in questo ambito all’interno del “Tavolo per l’inclusione sociale in favore di persone in situazione di emarginazione”.

Accordo volontario di obiettivo

I tredici soggetti che oggi hanno sottoscritto l’Accordo sono: Provincia, Comune di Trento, Comune di Rovereto, Associazione Cattolica internazionale al servizio della Giovane Acisjf – Casa Tridentina della Giovane, Cooperativa Punto d’Incontro – Società cooperativa sociale onlus, Villa Sant’Ignazio – cooperativa di solidarietà sociale onlus, Fondazione Comunità Solidale, Fio.PSD onlus – Federazione italiana degli organismi per persone senza dimora, Associazione trentina accoglienza stranieri onlus, Associazione provinciale aiuto sociale, Punto d’Approdo – Società cooperativa sociale onlus, Associazione Trentinosolidale onlus, Associazione Amici dei senzatetto onlus. L’Accordo è frutto dell’attività del Tavolo per l’inclusione sociale che opera da 10 anni, come tavolo che co-programma e co-progetta i bisogni dei servizi di bassa soglia. Formalizza la collaborazione nella gestione dello Sportello unico, avviato nel 2014 in via sperimentale e volontaria tra Provincia e Comuni di Trento e Rovereto e Terzo settore impegnato nella gestione dei servizi di bassa soglia.

Tavolo inclusione sociale

Il tavolo inclusione è il luogo nel quale i gestori dei servizi di bassa soglia si incontrano e si confrontano sui bisogni, le priorità, gli interventi da garantire alle persone in grave stato di emarginazione. Nel 2007 i gestori delle strutture di accoglienza hanno individuato i compiti e le funzioni del Tavolo. Nel corso dell’ultimo decennio la partecipazione al tavolo è stata allargata anche alle organizzazioni di volontariato impegnate nella gestione di dormitori invernali.

Sportello unico

A partire dal 2014 il tavolo ha promosso tra i gestori dei dormitori e dei servizi diurni, una collaborazione nella gestione degli accessi alle strutture di bassa soglia denominata “Sportello unico per l’accoglienza delle persone senza dimora”. Lo Sportello unico per l’accoglienza delle persone senza dimora, situato presso l’ex sede della Caritas in via Endrici 27, è attivo da novembre 2014, opera tutto l’anno e consente di gestire meglio posti e risorse, evitando code ai dormitori. Integrando le professionalità dei diversi servizi e definendo regole condivise e comuni di accesso ai posti disponibili, ha permesso di migliorare la qualità della risposta non limitandosi alla semplice assegnazione di posti letto, ma offrendo un punto di orientamento ai servizi del territorio nella prospettiva di divenire sempre più anche uno spazio di accoglienza e di ascolto. Oggi è certamente diventato un’occasione di relazione, osservazione, lettura dell’andamento del fenomeno dell’emarginazione e intercettazione di problematiche.

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