Archivia per Gennaio, 2018

Trentino terra di pace a 100 anni dalla fine della Grande Guerra

Comunicato 0 del 30/01/2018

Oggi l’evento con il presidente dell’Ana Sebastiano Favero e l’Arciduca Martino d’Austria–Este che apre le manifestazioni per il centenario

Studenti di 5 scuole superiori del Trentino – licei Da Vinci e Prati e Istituto tecnico industriale di Trento, De Gasperi di Borgo Valsugana, Don Guetti di Tione – hanno partecipato stamani, nella sala delle Marangonerie del castello del Buonconsiglio di Trento, assieme a molte autorità, all’incontro organizzato dalla Presidenza della Provincia autonoma per ragionare assieme di pace, a 100 anni dalla fine della Prima guerra mondiale. Il Trentino riflette dunque, ancora una volta, sulla sua storia e sulla sua identità, guardando al futuro ma anche alle conquiste del presente, ad un’Autonomia inserita in un contesto più ampio, plurale, europeo, il miglior antidoto ai fantasmi del passato, a quegli opposti nazionalismi che hanno creato tante lacerazioni. Ospiti d’onore il presidente dell’Associazione nazionale alpini-Ana Sebastiano Favero e l’Arciduca Martino d’Austria–Este, per un ideale abbraccio fra le parti che, un secolo fa, si schierarono su fronti opposti. Con loro Oswald Überegger, della Libera Università degli studi di Bolzano, e Margherita Odasso, in rappresentanza dei tanti studenti universitari in Trentino e fuori dal Trentino, nuove generazioni a cui momenti come quello di oggi sono principalmente rivolti. Oltre alla riflessione sulla storia e la memoria, c’è stato spazio anche per parlare di temi più legati all’oggi: ad esempio del previsto raduno nazionale degli alpini, che si terrà quest’anno in Trentino. Un evento aperto a tutti, senza distinzioni di sorta, è stato spiegato dal presidente dell’Ana ma anche dal presidente della Provincia, che ha come unico scopo quello di ribadire, proprio in una terra dove la guerra ha portato enormi sofferenze, l’importanza della riconciliazione, del dialogo, della pace. Quattro infine i doveri che il Trentino in quanto terra “costruttrice di pace” vuole onorare, come enunciati dal presidente della Provincia: conoscenza, memoria, consapevolezza, impegno. Se la retorica nazionalista dell’epoca continuava a presentare la guerra, da ambo le parti, come un confronto fra Bene e Male, chi combatteva sulle trincee austriache e su quelle italiane si rese conto ben presto dell’immane tragedia di cui era protagonista. Nell’introduzione all’incontro il professor Giuseppe Zorzi ha ricordato i tanti trentini, circa 60.000, che combatterono per l’Impero asburgico, a cui all’epoca il Trentino apparteneva, e i quasi 700 irredentisti che si schierarono con l’esercito italiano, e ha citato le parole profetiche di Erasmo da Rotterdam, che 5 secoli prima scriveva: “Dalla guerra nasce la guerra: da quella finta si genera la guerra vera, da un piccolo conflitto se ne produce uno immenso”. Quale l’antidoto a tanto orrore? L’Europa, innanzitutto,e l’idea che essa sottende: siamo tutti più forti non se ciascuno vuol essere “primo”, ma se ciascuno si impegna a trovare regole, motivi e ragioni per una convivenza pacifica e utile a tutti, fondata sulla pace, sulla democrazia, sul riconoscimento di diritti e doveri reciproci. Assieme all’Europa anche l’Euregio, che coniuga memoria e nuove opportunità, nel solco tracciato dai costruttori d’Europa come Alcide Degasperi e soprattutto di una convinzione “granitica”: guerra , mai più.

Oswald Uberegger della Libera università degli studi di Bolzano ha raccontato l’ultimo anno della Grande guerra. Da una situazione che sembrava favorevole a Vienna si è passati velocemente ala sconfitta degli Imperi centrali e alla pace di Parigi, con i suoi strascichi controversi. Nel frattempo, migliaia di soldati tirolesi erano morti in Galizia, nei Balcani e sulle Dolomiti. La popolazione si era resa conto molto presto che la guerra non consisteva solo nelle vittorie celebrate dalla propaganda, che era invece soprattutto un’immane catastrofe umana. I soldati partiti dal Trentino, a loro volta, non erano animati da furore patriottico; risposero alla chiamata di quello che si considerava un dovere civile, che doveva avere breve durata. Con l’andare del tempo, subentrarono stanchezza, disillusione, preoccupazione per i familiari rimasti a casa. Al fronte la fame era una sofferenza costante. Il desiderio di pace si faceva sempre più forte. Nell’ultimo anno di guerra la penosa situazione in cui versava l’esercito austroungarico provocò un aumento esponenziale della renitenza, interessando anche soldati decorati. Nel solo giugno del ’18 si ammutinarono a Schwaz centinaia di soldati, che non volevano essere trasferiti al fronte. Non meno catastrofica la situazione della popolazione civile, che provocò malcontento e proteste. Nel gennaio 1918, ad esempio, ci fu una grande manifestazione operaia per le strade di Innsbruck, nella quale al miglioramento delle condizioni di vita su univa la richiesta della pace. A Trento, analogamente, manifestazioni sull’aprovvigionamento insufficiente erano all’ordine del giorno. Comparvero anche i primi morti per fame. L’inflazione galoppante diede il colpo finale soprattutto ai salariati. Ma all’interno del Tirolo peggiorarono anche i rapporti fra tedeschi e italiani: per i tirolesi tedeschi i trentini italiani erano considerati inaffidabili o traditori. Gran parte della popolazione trentina, del resto, fin dal 1915 era stata evacuata Ma la ricostruzione storiografica sottolinea come i trentini, in massima parte non fossero irredentisti. La popolazione rurale in verità era estranea a questo tema. L’identità non si definiva tanto con l’appartenenza ad uno stato quanto ad una valle, ad un luogo nel quale si viveva. Anche nelle lettere inviate da soldati trentini dal fronte non si fa quasi mai riferimento all’identità statuale o a qualche astratto ideale di nazionalismo politico. Se per la maggior parte dei trentini l’opzione italiana divenne con il tempo la più accettabile lo si deve ad una reazione alla repressione austriaca, non a reali convinzioni patriottiche. Ma la grande maggioranza della popolazione, in particolare quella rurale, desiderava soprattutto la pace, che fosse sotto l’Austria o sotto l’Italia era secondario.

Al termine di questa appassionante ricostruzione storica, la parola è andata al presidente dell’Ana nazionale Sebastiano Favero, che ha ricordato come la pace non arrivi senza sforzi né ci appartenga di diritto. Va continuamente ricercata, promossa, valorizzata. “Ben vengano quindi momenti come questo, perché senza conoscenza non c’è capacità di difendere e promuovere la pace”. Favero ha sottolineato la piena sintonia con le parole dello storico e ha ricordato come ogni anno si organizzano manifestazioni congiunte con la Croce Nera austriaca che ricordano i caduti da ambo le parti. Infine, un richiamo all’impegno presente, a favore ad esempio dei terremotati del Centro Italia, e più in generale al senso del dovere che anima gli alpini. Questi valori saranno anche ribaditi nel corso della prossima adunata nazionale, che, ha ricordato Favero, sarà aperta a tutti, senza preclusioni.

Concetti e valori, quelli del presidente dell’Ana, condivisi dall’Arciduca Martino d’Austria-Este, che ha riconosciuto come il Trentino sia stata una delle terre che più ha sofferto nella Prima guerra mondiale, e ha ricordato le lacerazioni che hanno contrapposto anche i membri delle sue famiglie di origine: il padre dell’Arciduca figura infatti come terzogenito dell’imperatore Carlo I, la madre è invece figlia primogenita di Amedeo di Savoia, duca di Aosta. “Voi trentini – ha concluso – dovete dare l’esempio all’Europa, dovete battervi per la pace”.

Margherita Odasso, di Pergine, che ha citato Alexander Langer e la necessità di farsi costruttori di ponti e di pace. La studentessa ha anche richiamato un’esperienza svolta all’estero, in Messico: un esempio delle opportunità offerte oggi da una terra come il Trentino, che per il suo essere a cavallo fra due mondi e fra due culture ha una naturale vocazione europea e internazionale. “Per la mia generazione – ha detto – l’Europa è davvero una concreta dimensione di vita e la convivenza pluriculturale un valore. Il che non significa dimenticare le proprie radici e la propria provenienza. Oggi la nostra convivenza, favorita dall’Autonomia, è realmente un modello. Penso che i nostri antenati ne sarebbero orgogliosi”.

Infine il presidente della Provincia, che ha ringraziato tutti i presenti e ha ricordato l’unicità del Trentino, la sua storia composita, spesso difficile, caratterizzata da forti lacerazioni durante e anche dopo la Prima guerra mondiale, ma anche la sua capacità di ricostruire, partendo da una condizione obiettivamente difficile, quelle condizioni di pace, convivenza, autogoverno responsabile che hanno caratterizzato il suo percorso secolare. Nelle sue parole la consapevolezza che siamo in un’epoca incerta, e la tentazione è a volte quella di reagire ai problemi posti dalla globalizzazione innalzando muri, come nel caso delle migrazioni. Ma non è questa la risposta. I trentini hanno il dovere non non “sprecare” il fatto di vivere in un territorio che rappresenta un piccolo miracolo. Esserne consapevoli è un dovere. Rossi è anche tornato alle parole di Erasmo: da una piccola guerra, una guerra finta, può nascere una guerra vera. Lo si vede anche se si guarda al dibattito mediatico. Ne discendono quindi quattro doveri, che il trentino cerca di fare propri ogni giorno: conoscenza, ed è per questo che sè stato introdotto nei programmi delle scuole lo studio della storia locale; memoria, perché non basta conoscere dal punto di vista scientifico, serve entrare nelle esperienze di vita delle persone, da cui alla legge provinciale per il ricordo dei caduti della Grande Guerra, dall’una e dall’altra parte; consapevolezza, ovvero la capacità di saper leggere le complessità dell’oggi, anche quelle insite dell’uso dei social network; impegno, per provare a mettere il meglio di noi stessi al servizio degli altri e della comunità.

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Un Parco all’opera: approvato il programma dei lavori del Parco naturale Adamello Brenta

Comunicato 161 del 29/01/2018

Nel 2017, 119 km di sentieri e 112 km di strade manutentate. Un lungo elenco di lavori già finanziati anche per il 2018

Passerelle nuove, staccionate rifatte, sentieri sfalciati, muretti ricostruiti, strade sistemate, incongrui eliminati: un’area protetta gradevole e ordinata è ciò che il Parco Naturale Adamello Brenta cerca ininterrottamente di offrire agli occhi del visitatore. Il 2017 è stato un anno intenso di lavori, interventi e manutenzioni per l’area protetta più grande del Trentino che ha nella propria mission la conservazione della natura anche in termini di valorizzazione e di migliore fruibilità del territorio. In virtù delle convenzioni stabilite con i comuni e con la SAT, l’anno scorso sono stati manutentati 119 km di sentieri e 112 km di strade. Inoltre, grazie al lavoro dell’Ufficio Tecnico e delle squadre operai, si è riusciti ad intervenire con grande efficienza, anche in situazioni di emergenza, come a giugno, quando un ponte in alta Val Genova ha ceduto sotto il passaggio di un camion ed è stato ricostruito in soli 4 giorni per poter permettere l’inizio del servizio di mobilità. Inoltre, grazie alla collaborazione dei Comuni di Sella Giudicarie e Valdaone, è stato possibile istituire una nuova squadra composta da tre operai per la Val del Chiese con l’assunzione, tramite selezione pubblica, di due nuovi operai. Tra gli interventi più apprezzati, vi sono stati il nuovo sentiero in Val Genova dalle Cascate Nardis allo Chalet da Gino, alternativo alla strada lungo il fiume Sarca, percorribile anche con passeggini, il rifacimento delle passerelle Cason e Bedole in Val Genova, la sistemazione del muro e del fondo della strada che costeggia la Diga di Bissina che era crollato sotto l’azione delle piogge, la manutenzione del sentiero che porta al rifugio in Val di Fumo, la sistemazione importante di alcuni tratti della strada forestale in alta Val d’Ambiez, la demolizione di una cabina elettrica fatiscente a Cornisello in alta Val Nambrone, la messa in sicurezza del tratto Dolomiti di Brenta Bike e Dolomiti di Brenta Trek in località San Pancrazio a Campodenno che era rimasta chiusa per un periodo a causa di insistenti frane. Il 2018 si preannuncia altrettanto impegnativo, grazie all’ammissione a finanziamento di un ricco programma di opere nel Piano di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, ai lavori previsti dal Protocollo di Tovel, alle opere già finanziate in anni precedenti o finanziabili nel corso del 2018 con l’assestamento di bilancio ed al proseguimento delle convenzioni per la manutenzione dei sentieri in diretta amministrazione. Tra le opere finanziate con i fondi del PSR, a valere sul 2016, nel 2018 si procederà con lo spostamento della Casa del Parco “Fauna” dal centro abitato di Daone alla località Pracul, con parziale aggiornamento degli allestimenti, per un costo presunto di 114.000,00. Tra le opere finanziate con i fondi del PSR, a valere sul 2017, vi sarà la realizzazione di un nuovo sentiero didattico in Val di Breguzzo, comprendente l’allestimento di un piccolo museo dedicato alla antica cava di marmo bianco di Trivena ed alla Prima guerra mondiale all’interno di parte di malga Trivena, per il quale sono previsti 90.000 euro, la realizzazione di un’area allestita a scopo didattico ricreativo in località Sarnacli nel Comune di Andalo per un costo presunto di € 150.000 e il completamento del recupero di aree a torbiera in Zona Malga Darè per quasi 30.000 euro. Una parte di attività importante per il prossimo triennio riguarderà la realizzazione del lungo elenco di iniziative comprese nel Protocollo di intesa stipulato tra Parco, Comune di Ville d’Anaunia e Provincia di Trento per la valorizzazione della Val di Tovel così riassumibili: ristrutturazione della Casa del Parco “Lago rosso” e realizzazione di un nuovo allestimento, nuova segnaletica e cartellonistica lungo la valle, realizzazione di un pontile per natanti allo scopo di rendere più ordinata la presenza delle barche, predisposizione di un nuovo piano di gestione della mobilità con progettazione e realizzazione di un nuovo varco d’acceso alla valle, riqualificazione dell’area Capriolo e dell’area Tamburello, sistemazione della galleria di Terres, rifacimento dei servizi igienici nella zona parcheggio del Lago e, infine, manutenzione ordinaria dei sentieri e delle opere già in essere. Tra le opere già finanziate in anni precedenti, vi saranno in Val Genova, la realizzazione di una pensilina per l’attesa del bus a Ponte Maria e il posizionamento del guard-rail su due tornati tra Ponte Maria e Ragada, la realizzazione di un balcone panoramico a Ritort, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, la manutenzione della pavimentazione della strada in Val Nambrone su delega del Comune di Giustino. Vi saranno poi gli interventi straordinari pianificati per garantire il mantenimento delle infrastrutture o funzionali ad altre attività cardine nel Parco, quali, ad esempio, la gestione della mobilità alternativa. Tra queste opere il Parco caldeggia per il 2018 l’opportunità di dare una nuova collocazione al parcheggio di Vallesinella, con il successivo ripristino del pascolo, che favorirebbe il passaggio al trenino su gomma per il servizio di mobilità, ritenuto più adatto alla conformazione della strada, e migliorerebbe decisamente l’aspetto paesaggistico, permettendo di liberare dalle auto il panorama verso le Dolomiti di Brenta. Altre importanti opere verranno pianificate in sede di assestamento di bilancio per l’anno 2018.

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Lo sport trentino protagonista

Comunicato 154 del 28/01/2018

All’Auditorium Melotti il galà di premiazione con grandi campioni

I ciclisti Letizia Paternoster e Matteo Trentin sono i primi vincitori dei Trentino Sports Awards, insieme agli sciatori paralimpici Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal e alla squadra della Dolomiti Energia Basket Trentino, “sorpresa sportiva”. La velista Federica Catarozzi, lo sciatore Luca De Aliprandini e il Trentino Curling Cembra sono stati invece premiati come migliori “Ambassador” del Trentino. Ospiti speciali della serata lo sciatore Bode Miller, la tuffatrice Francesca Dallapè, il cestista Dino Meneghin, l’arciere paralimpico Oscar De Pellegrin. Il Trentino ha premiato i suoi migliori atleti, donne, uomini e squadre che nella stagione agonistica 2017 hanno conseguito risultati di prestigio nelle rispettive discipline e portato il nome del Trentino nel mondo sul gradino più alto del podio. La prima edizione dei Trentino Sports Awards è andata in scena all’Auditorium Melotti di Rovereto, in una sala affollata e carica di emozioni, con tanti protagonisti e illustri ospiti. La proclamazione stile “Oscar” con la lettura delle cinque nomination finali e poi del vincitore ha tenuto alta l’attesa alla lettura dei candidati per tutte e sette le volte, quanti erano i riconoscimenti assegnati. Ospiti d’onore di questa serata promossa da Provincia Autonoma di Trento, Trentino Marketing e CONI – Comitato provinciale del Trentino, quattro grandi campioni che sono saliti sul palco dell’Auditorium Melotti introdotti dalla giornalista Barbara Pedrotti. Nell’ordine di ingresso Francesca Dallapè, Dino Meneghin, Bode Miller e Oscar De Pellegrin hanno premiato i vincitori delle diverse categorie. Sono stati consegnati i premi “Ambassador”: atleta maschio a Luca De Aliprandini, atleta femmina a Federica Catarozzi, squadra al team Trentino Curling Cembra. Campioni che, oltre ai risultati agonistici di prestigio ottenuti nelle ultime stagioni, hanno saputo veicolare in maniera efficace il brand Trentino e i valori che esprime attraverso la loro immagine. I vincitori sono stati designati congiuntamente da Trentino Marketing e CONI Trentino. La serata ha visto poi le premiazioni degli atleti dell’anno scelti tra una rosa di nominativi indicati dalle diverse Federazioni. La giuria era formata da: Guido Pasqualini – L’Adige; Stefano Frigo – Corriere del Trentino; Maurizio Digiangiacomo – Trentino; Diego Andreatta – Vita trentina; Gianfranco Benincasa – Rai TGR Trento; Alessio Kaisermann – Trentino TV; Sara Ravanelli – RTTR; Corrado Tononi – Radio Dolomiti; Alberto Bianchi – Radio NBC; Stefano Bizzotto – Rai Sport; Dody Nicolussi – Sky Sport; Luca Castaldini – Sport Week; Lucia Blini – Mediaset. Questi i vincitori: uomo – Matteo Trentin, donna – Letizia Paternoster, paralimpico – Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal. Il premio Sorpresa dell’anno è andato invece alla squadra della Dolomiti Energia Basket Trentino. La presidente del CONI trentino Paola Mora ha sottolineato come “lo sport è emozione e passione e l’atmosfera di questa sala gremita di atleti lo dimostra perfettamente.”

TUTTI GLI AWARDS

“Ambassador” Trentino: Atleta femmina, Federica Catarozzi (Vela) – Atleta maschio, Luca De Aliprandini (Sci alpino) – Squadra, Trentino Curling Cembra (Curling)

Atleti dell’anno: Atleta femmina, Letizia Paternoster (Ciclismo)- Atleta maschio, Matteo Trentin (ciclismo)

Sportivo paralimpico dell’anno: Bertagnolli Giacomo e Casal Fabrizio (Sci Alpino)

“Sorpresa” dell’anno: Dolomiti Energia Basket Trentino (Basket)

Le immagini della serata sono disponibili su visittrentino.broadcaster.it/

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On line la “Carta geologica” della Provincia autonoma di Trento

Comunicato 153 del 28/01/2018

All’indirizzo: http://www.protezionecivile.tn.it/territorio/Cartografia/Cartografiageologica/

Sul sito internet del Servizio Geologico della Provincia autonoma di Trento, all’indirizzo http://www.protezionecivile.tn.it/territorio/Cartografia/Cartografiageologica/, è consultabile la “Carta geologica della Provincia autonoma di Trento”. E’ possibile visualizzare il territorio provinciale effettuando ricerche e zoomando per posizionarsi rapidamente sull’area di interesse. Si possono anche consultare le descrizioni relative ai vari depositi e alle formazioni geologiche (cliccando il pulsante “Legenda descrittiva”). E’ inoltre possibile accedere ai diversi elementi di interesse (geologia, faglie, limiti, giaciture, PEG, CTP, DTM eccetera) attivandoli o disattivandoli e gestendoli anche in modalità di trasparenza. Si possono fare anche diverse tipologie di ricerca (ad esempio, cercare una determinata formazione geologica o il nome di un determinato territorio comunale, misurare una superficie, una lunghezza o individuare delle coordinate geografiche per conoscere le caratteristiche dimensionali e l’esatta ubicazione di un affioramento roccioso). E’ possibile stampare estratti della cartografia nei formati più comuni o scaricare il documento in formato Pdf di un’intera “sezione” topografica in scala 1:10.000. La carta è importante per la conoscenza geologica del nostro territorio e per sviluppare ed elaborare ulteriori carte tematiche, quali ad esempio la carta geomorfologica, la carta della pericolosità, le carte del rischio idrogeologico. E’ un prezioso ausilio per le attività scientifiche, tecniche e professionali in campo ingegneristico, ambientale, urbanistico e culturale. La finalità di questo prodotto è innanzitutto quella di avere una base geologica di dettaglio a livello provinciale, utilizzabile sia per una consultazione on-line dei dati disponibili sia per ottenere prodotti in formato Pdf scaricabili e stampabili. A causa della complessità geologico-stratigrafica del nostro territorio questo prodotto dovrà essere periodicamente aggiornato, verificato e corretto, anche grazie agli eventuali approfondimenti locali e suggerimenti che possono essere avanzati dagli utenti esterni all’indirizzo di posta elettronica: geo.wm@provincia.tn.it. La Carta geologica della Provincia autonoma di Trento è stata realizzata tramite un notevole lavoro di sintesi che ha visto l’unione di diversi rilievi geologici realizzati a partire dai primi anni ’90 da un consistente numero di professionisti geologi rilevatori, da gruppi formati da enti di ricerca ed università. I rilievi sono stati realizzati alla scala 1:10.000 ed in parte sono stati utilizzati per elaborare le cartografie geologiche in scala 1:50.000 del Progetto di Cartografia Geologica Nazionale CARG e in parte per la realizzazione della Carta di Sintesi della Pericolosità del PUP. I dati rilevati sono stati completati con altri rilevamenti ed aggiornamenti eseguiti, sempre nell’ambito dell’attività cartografica provinciale, per ottenere la copertura dell’intero territorio trentino; gli stessi dati sono stati informatizzati per creare una banca dati geografica che ha permesso di omogeneizzare, per quanto possibile, tutte le informazioni di carattere lineare, puntuale e poligonale. Per renderne più agevole la consultazione è stato quindi predisposto uno strumento informatico che gestisce la cartografia via internet (WebGis), tramite la visualizzazione dei singoli livelli che concorrono a formare la Banca Dati Geologica. Vi è stato, inoltre, un dettagliato lavoro di unione ed omogeneizzazione nella rappresentazione grafica dei vari elementi e nella descrizione e suddivisione delle diverse unità stratigrafiche. La conoscenza della geologia del nostro territorio e dei processi che ne determinano l’evoluzione è fondamentale per una corretta gestione dello stesso e per un razionale ed equilibrato sfruttamento delle risorse naturali. La conoscenza dei processi geomorfologici e geodinamici rappresenta anche la base su cui impostare la politica di prevenzione e di difesa degli abitati e delle infrastrutture dalle criticità di carattere idrogeologico. Una carta geologica viene realizzata a partire dall’attività di rilevamento sul terreno e dallo studio ed elaborazione di diversi dati ed analisi che consentono di predisporre un documento grafico rappresentativo della geologia di una determinato territorio. La rappresentazione avviene tramite l’uso convenzionale di simboli e segni grafici. Le carte geologiche così prodotte ci permettono di leggere e capire la storia geologica di un’area, ovvero, interpretare una serie di informazioni e conoscere ad esempio quali sono le formazioni rocciose presenti o i depositi più recenti che le ricoprono, la loro origine, le loro caratteristiche litologiche, stratigrafiche, l’età, la presenza di strutture quali pieghe e faglie, o dissesti o ancora poter circoscrivere un’area con determinate proprietà geotecniche, geomeccaniche, geomorfologiche.

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