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Archivia per Ottobre, 2017

LA TERZA VIA DELL’AUTONOMIA E DELL’AUTOGOVERNO

I referendum di domenica sono stati significativi non solo per le regioni che li hanno indetti. E’ vero che le regioni avevano fin dal 2001 la possibilità di chiedere nuove competenze, anche senza un pronunciamento popolare, come sta facendo l’Emilia Romagna. Tuttavia, di per sé è comprensibile che su un tema così importante si voglia anche stimolare la partecipazione dei cittadini, perché l’Autonomia è un percorso collettivo, che chiama in causa le comunità, non solo chi ha in mano le leve del governo (e per quanto importante sia una buona governance, una buona gestione delle competenze che le regioni chiedono e ottengono di gestire in prima persona). L’importante, io credo, è non illudere i cittadini, non promettere ciò che palesemente non può essere ottenuto, avanzando richieste concrete, ragionevoli, utili, come prevede la Costituzione. Di per sé, dunque, regionalismo e federalismo hanno fondate ragioni per riprendere il loro cammino.

“L’Italia non è tutta uguale e non si può usare un metro unico per situazioni profondamente diverse. Negli ultimi quarant’anni abbiamo assistito a un andamento pendolare che ha visto prima prevalere un’idea di Nazione compatta, dove Roma decideva e provvedeva, o almeno si illudeva di farlo, a tutto. Poi invece l’ubriacatura federalista che aveva posto tutto in capo alle Regioni, pensando che solo dal basso fosse possibile risanare Istituzioni e bilanci pubblici. Infine, sotto il pressing congiunto del debito pubblico e del mal’esempio di molte Amministrazioni regionali, è riemersa prepotente la convinzione che solo il ritorno al “centro” possa risolvere le gravi e pressanti questioni con cui dobbiamo saperci misurare. Qui sta il problema. È illusorio e fuorviante ritenere che il riflusso verticistico sia in grado di far ripartire l’Italia. L’esigenza prioritaria è quindi pervenire rapidamente a un chiarimento dei ruoli e degli ambiti di competenza, eliminando confusioni, affermazioni astratte e irrealistiche, sovrapposizioni, diseconomie di gestione e sprechi. Non bastano romantici richiami ai principi di sussidiarietà che rischiano di rimanere un mero auspicio. Per passare dalle enunciazioni ai mutamenti di struttura è indispensabile rompere pregiudizi ossificati dal tempo e soprattutto mettere mano a sistemi di misurazione e valutazione che diano le certezze necessarie per compiere passi consapevoli e non salti nel buio.

Innanzitutto, tolte le Regioni a Statuto speciale, dobbiamo prendere atto che l’esperienza delle Regioni ordinarie si è di fatto limitata a una mera delega di spesa su un numero di materie molto contenuto: la sanità, i trasporti e poco più. Quindi ritenere che lo Stato non sia pienamente corresponsabile, anzi primo attore, del fallimento delle politiche regionali è del tutto infondato, visto che il grosso delle competenze è rimasto saldamente nelle sue mani. In secondo luogo, senza responsabilità reali, è difficile che crescano una classe dirigente e una realtà istituzionale adeguate a governare territori di dimensioni contenute, ma non per questo meno difficili e complessi da gestire. Inoltre, senza una responsabilità reale non può crescere ed esprimere il suo potenziale quel capitale sociale, fatto di inventiva, competenza, solidarietà e impegno, che fa la differenza nella capacità di sviluppo dei diversi territori, al Nord come al Sud. Se accettiamo questi presupposti, sul regionalismo dobbiamo investire e non disinvestire, come se non fosse la parte più ricca e vitale del Paese. Un regionalismo nuovo, fondato su rigorosi principi di responsabilità e di capacità di governo. Un regionalismo che punti all’Autonomia e non solo al decentramento della capacità di spesa.

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Rossi alla Festa del Volontariato Solandro: “Grazie a ogni singolo cittadino che si impegna”

Comunicato 2018 del 22/10/2017

Il presidente Rossi e l’assessore Daldoss stamane alla festa organizzata al Palazzetto dello Sport di Mezzana

“La forza dell’Autonomia trentina si basa sul volontariato e il fatto che il Trentino sia in cima alle classifiche per adesione delle persone alle associazioni significa che ancora l’Autonomia è fondata su un popolo che sa praticare certi valori” ha dichiarato Ugo Rossi questa mattina alla prima grande Festa del Volontariato Solandro, che si è tenuta a Mezzana. Un successo di partecipazione e di condivisione, che in due giorni ha visto la presenza di oltre 250 associazioni, alcune con i loro stand allestiti all’interno della caserma dei Vigili del Fuoco, a rappresentare le molteplici attività in cui è impegnato un numero impressionante di cittadini che credono fermamente nel valore dello spendersi gratuitamente per gli altri. A portare il loro saluto, nel contesto di quella che possiamo definire un’autentica festa popolare allietata anche da musiche e balli folkloristici, oltre al governatore del Trentino Ugo Rossi, l’assessore alla coesione territoriale Carlo Daldoss, il presidente della Comunità della Valle di Sole Guido Redolfi e il sindaco di Mezzana Giacomo Redolfi. “Il bello del fare il presidente della Provincia” ha detto Ugo Rossi “è sapere che, come cittadino e come istituzione, posso contare su tantissime persone che si accorgono che qualcuno ha bisogno e si mettono in moto per rispondere a questo bisogno. Un enorme grazie a ciascuno dei volontari che si impegnano in ogni ambito della vita”. Anche Carlo Daldoss, assessore provinciale alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa, ha sottolineato l’importanza del volontariato per la comunità: “Fare comunità è mettere le persone in relazione e rete” ha detto “e proprio nell’impegno si trovano le ragioni vere per stare uniti e guardare in modo positivo al futuro”. La prima Festa del Volontariato Solandro è stata organizzata da Volontariamente insieme, una rete composta da associazioni della Valle di Sole e dalla Comunità di Valle ed è stata sostenuta anche dai comuni locali. Voluta per sensibilizzare la popolazione sui temi del volontariato e per ringraziare quanti prestano la loro opera con una giornata di condivisione e di festa, è stata preceduta nella serata di ieri da un momento di riflessione sui valori dell’impegno in ambito sociale, dello sport o della cultura, nella tavola rotonda “Valori, etica e tradizioni del volontariato”. Negli ultimi due anni il tavolo prevenzione salute che fa capo all’assessora alle politiche sociali e giovanili della Comunità di Valle Luciana Pedergnana ha presentato, attraverso le attività di 30 associazioni, il valore del volontariato ai bambini e ai ragazzi delle scuole della Valle e dunque la festa di oggi si inserisce in un progetto più ampio finalizzato alla partecipazione e al coinvolgimento anche dei più giovani. Moltissime, infatti, erano questa mattina le famiglie con bambini all’interno del Palazzetto dello Sport. Nel pomeriggio, dopo il pranzo per tutta la cittadinanza allestito dai Nu.Vol.A, sono previsti laboratori a cura dalle associazioni e un grande concerto finale con cori e bande della Val di Sole.

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Presidente Rossi: “Grazie a chi, intercettando un bisogno, sa fare squadra e realizza un servizio pubblico”

Comunicato 2809 del 21/10/2017

Ad Aldeno festa per i vent’anni del Nido d’Infanzia Primo Volo

Era il 20 ottobre del 1997 quando ad Aldeno apriva il Nido d’Infanzia Primo Volo. Oggi pomeriggio c’è stato un momento di festa per ripercorrere i vent’anni del servizio educativo. “Un grande grazie a tutti voi perchè vent’anni anni fa sulla base di un bisogno le persone hanno lavorato insieme per poi farne un servizio pubblico. Oggi festeggiamo anche il primato della società civile, delle persone che sanno lavorare per rispondere ad un bisogno e poi si rivolgono all’ente pubblico. Dobbiamo continuare in questo modo cercando di fare meglio assieme alla Federazione scuole materne e alla Cooperativa Bellesini”, ha detto il presidente Ugo Rossi intervenendo alla piccola cerimonia. Molte le famiglie con i loro bambini che hanno condiviso il momento di festa. Fra le autorità locali presenti il sindaco di Aldeno Nicola Fioretti che, insieme al presidente dell’ente gestore, Luigi Serafini, ha fatto gli onori di casa, il sindaco di Cimone Damiano Bisesti e l’assessore Mirko Dallapiazza, la consigliera provinciale Chiara Vanzo, il presidente della Cooperativa Bellesini Roberto Festi e uno degli amministratori comunali che vent’anni fa, intercettò il bisogno dell’asilo nido, Paolo Malfer. In un clima di festa e riconoscenza si è svolta la cerimonia allietata dalla banda del Comune di Aldeno. Quella dell’asilo nido di Aldeno è una storia particolare perché da un’esigenza della comunità, amministratori locali e volontari si sono adoperati per costruire un servizio educativo importante che ora può ospitare fino a 54 piccoli utenti. Di fatto il primo Nido a gestione convenzionata, il primo nato in un piccolo Comune, il primo in cui un ente che storicamente si occupava di Scuola per l’Infanzia si è re-inventato fino a diventare modello per oltre 60 servizi. Il Nido Primo Volo si avvale del supporto pedagogico educativo e amministrativo della Cooperativa Bellesini. Ringraziate e omaggiate di un mazzo di fiori le due coordinatrici pedagogiche Chiara Nadalon (attualmente in carica) e Daria Santoni.

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Autonomia… quando gli altri ci chiedono come funziona

Comunicato 2806 del 21/10/2017

Da Sondrio a “Otto e mezzo”, importanti occasioni per “spiegare” cosa vuol dire davvero “autogoverno” al di là dei luoghi comuni

Il referendum per l’autonomia della Lombardia e del Veneto da una parte, e le istanze della Catalogna dall’altra hanno riacceso i riflettori sulla specialità del Trentino e dell’Alto Adige. Un’occasione importante per spiegare le ragioni storiche ma soprattutto l’attualità e la modernità dello strumento dell’autogoverno che, se correttamente esercitato nel segno della responsabilità, porta un vantaggio prima di tutto ai cittadini ma al tempo stesso a tutti i livelli istituzionali, Stato compreso. Su questi temi è tornato ieri sera, nella lontana Sondrio, il governatore Ugo Rossi che è stato invitato dal sottosegretario Ugo Parolo e dal presidente della provincia Luca Della Bitta a spiegare quali sono gli ingranaggi che muovono la macchina che ha portato il popolo trentino attraverso il lungo viaggio del ”fare da sé”. Ricordando De Gasperi, Kessler, ma prima ancora le decine di migliaia di Trentini che negli anni Quaranta sotto l’egida dell’ASAR sono scesi in piazza per rivendicare ciò che sentivano come un loro patrimonio millenario, Rossi ha spiegato che l’autonomia non arriva per caso, né si può pigiare un interruttore per farla apparire improvvisamente sullo schermo della realtà. Autonomia è un percorso faticoso, da affrontare ogni giorno, prova ne sono le ormai 154 norme di attuazione che hanno portato il Trentino ad avere sempre più competenze, sempre con l’obiettivo di organizzare al meglio gli strumenti con cui vincere le sfide del futuro. Quella di ieri è stata anche un’occasione preziosa per smontare alcuni persistenti luoghi comuni. A partire da quello che dipinge l’autonomia come un privilegio pagato dallo Stato: “Noi non costiamo nulla a Roma – ha spiegato Ugo Rossi – perché finanziamo con le risorse prodotte in Trentino tutto ciò che serve ogni giorno ai nostri cittadini e ai nostri ospiti. Anzi, visto che le amministrazioni usano come benzina i soldi delle tasse, ebbene si deve sapere che, dai 9 decimi del gettito che ci spetterebbe da Statuto, siamo già scesi a 7,5 perché con due “Patti” con il Governo abbiamo deciso di contribuire al risanamento del debito italiano versando 1 miliardo e 100 milioni di euro ogni anno attingendo ai 4,5 miliardi circa che rappresentano il volume del nostro bilancio. Ciononostante l’autogoverno funziona perché gestire i problemi e le attività proprio nel luogo dove si generano consente di ottimizzare, spendere meglio e persino controllare meglio. Ecco perché diciamo sì a quelli che vogliono intraprendere il cammino dell’autonomia. Purché ci si ricordi che – per usare un vecchio slogan che ieri sera Ugo Parolo ha fatto proprio – autonomia significa anzitutto “il diritto di sentirsi in dovere”. Di autonomia si parlerà tra l’altro da un altro importante ‘palcoscenico’, la popolare trasmissione televisiva Otto e mezzo, in onda stasera su La7.

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