Archivia per Settembre, 2017

“Parliamo di noi – La scuola dell’infanzia compie 40 anni”

Comunicato 2240 del 31/08/2017

Oggi al Palalevico una giornata formativa per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia provinciali

Erano circa un migliaio gli insegnanti delle scuole dell’infanzia provinciali presenti oggi al Palalevico di Levico Terme, per una giornata formativa dal titolo: “Parliamo di noi – La scuola dell’infanzia compie 40 anni”. L’anniversario ha costituito l’occasione per un’ampia riflessione pedagogica, con la rilettura del percorso compiuto dalla scuola dell’infanzia e le evoluzioni intervenute negli anni. Ha aperto i lavori la dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza Livia Ferrario, che nel sottolineare l’importanza della formazione per dare qualità alla scuola, ha portato il saluto del governatore Rossi, assente per impegni istituzionali. “Quella di oggi – ha sottolineato il presidente Rossi nel suo messaggio – è una giornata importante perché la vostra presenza numerosa sottolinea l’importanza di un sistema, quello della scuola dell’infanzia, che trae linfa non solo dalla vostra competenza, ma anche dalle energie che quotidianamente investite nel vostro prezioso lavoro di educatori. Grazie per il vostro impegno e per i contributi che attivamente fornite per migliorare sempre più un sistema che ha avuto tenuta nel tempo, nonostante i suoi 40 anni di età. Mi riferisco, naturalmente, al 40esimo anniversario della legge 13. Domani inizia il nuovo anno scolastico della scuola dell’infanzia, colgo pertanto l’occasione per augurare a tutti voi insegnanti, ai bambini, alle bambine, al personale della scuola dell’infanzia e alle famiglie un anno scolastico ricco di soddisfazioni e di traguardi. Simbolicamente inaugurerò, come d’abitudine, il nuovo anno in tre scuole dell’infanzia del Trentino. Più precisamente, lunedì 4 settembre sarò dapprima alla Scuola dell’Infanzia Tambosi di Trento, a seguire a S.Michele all’ Adige e infine a Malé”. In occasione del suo augurio, il presidente Rossi ha anche reso noti i dati che caratterizzano l’anno scolastico che sta per cominciare. La mattinata di lavori è proseguita con gli interventi di Roberto Ceccato, dirigente del Servizio Infanzia e Istruzione del primo grado che, nel sottolineare quanto il Trentino abbia sempre investito in tema di educazione, ha ricordato l’attualità della Legge 13 del 1977, “una legge di prospettiva – ha detto Ceccato – sia per la sua idea di infanzia che di società. Una legge che ha affermato il diritto all’educazione”. Il dirigente, a conclusione del suo intervento, ha poi esortato gli insegnanti presenti a proseguire nelle sfide educative con l’entusiasmo e l’energia che hanno caratterizzato gli ultimi 40 anni. A seguire, Miriam Pintarelli, direttrice dell’Ufficio Infanzia e Patrizia Fellin, coordinatrice pedagogica, hanno ripercorso gli ultimi 40 anni nelle sue tappe essenziali, quelle che più hanno inciso sull’organizzazione scolastica, sulla definizione del ruolo formativo e sulle idee diventate parte della progettazione, anche sul piano didattico; mentre Marina Santi, Professore dell’Università di Padova, ha ripercorso le finalità, ancora attuali, che la legge attribuisce alla scuola dell’infanzia. Il pedagogista Francesco Caggio ha illustrato i cambiamenti che sono intervenuti sul piano culturale per poi intercettare le sfide che oggi l’educazione pone, in uno scenario sociale mutato che influenza anche i processi scolastici e le dinamiche di relazione scuola-famiglia-comunità. In chiusura, Camilla Da Vico e Giacomo Anderle hanno portato in scena un testo appositamente preparato utilizzando le testimonianze raccolte fra gli insegnanti: ricordi, aneddoti, poesie, frasi dei bambini, che raccontano quarant’anni di storia nella dimensione del quotidiano che si materializza e si costruisce passo dopo passo.

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Statale del Caffaro: abbattuto l’ultimo diaframma della galleria “Castel Romano” nel Comune di Pieve di Bono

Comunicato 2239 del 31/08/2017

I lavori della circonvallazione termineranno nell’ottobre 2018

Con l’ausilio di un mezzo meccanico è stato abbattuto questa mattina l’ultimo diaframma della Galleria naturale “Castel Romano”, nel Comune di Pieve di Bono, nell’ambito dei lavori di realizzazione della circonvallazione sulla statale del Caffaro. Si è quindi ultimata la fase relativa allo scavo in sotterraneo della galleria, della lunghezza di circa mille metri, con l’abbattimento delle ultime rocce, a circa 200 metri dall’imbocco sud. Il cantiere per la circonvallazione è invece complessivamente lungo circa quattro chilometri. I lavori, che dovrebbero terminate nell’ottobre 2018, stanno quindi proseguendo nel rispetto della tabella di marcia. “E’ un’iniezione di fiducia – ha sottolineato il governatore Ugo Rossi – in un Paese in cui esistono per gli appalti pubblici regole molto complesse. E’ il successo di un territorio dove le imprese sanno lavorare bene, assistite da una pubblica amministrazione che funziona e in cui grazie all’Autonomia si può decidere in quale settore investire, facendo un bell’esercizio di democrazia e di responsabilità”. “C’è soddisfazione – ha confermato l’assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi – nel constatare che si sta rispettando il cronoprogramma ipotizzato per la realizzazione di un’opera così importante per la viabilità di questo territorio e dell’intera provincia visto che riguarda una strada che è una vera e propria porta di accesso al Trentino. Grazie ad un costante rapporto con le istituzioni locali siamo riusciti a dare risposta a molte delle istanze del territorio”. Ora si procederà con la realizzazione dell’impermeabilizzazione e degli impianti come il sistema di illuminazione, la ventilazione, i dispositivi antincendio. L’ingegner Sergio Collini, che ha parlato per le imprese impegnate nel cantiere, ha ricordato quante incognite vi siano nella realizzazione di una galleria e si è detto soddisfatto anche sotto il profilo della sicurezza nel cantiere. Di momento storico per la comunità, che aspettava quest’opera da tempo, ha parlato il sindaco di Pieve di Bono – Prezzo Attilio Maestri. Il presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini ha invitato a ricordare come, pur in un momento generalmente non facile per l’economia, in Trentino si fanno ancora importanti investimenti in opere pubbliche.

L’opera

I lavori di realizzazione della circonvallazione sulla statale 237 del Caffaro nel Comune di Pieve di Bono, dell’importo complessivo di circa 36.255.000 euro, sono stati consegnati per la realizzazione il 22 agosto 2016. Saranno ultimati entro il 17 ottobre 2018. I lavori sono stati aggiudicati all’A.T.I. Collini Lavori S.p.a. con sede a Trento (capogruppo), Costruzioni Casarotto S.r.l. con sede a Villa Agnedo (Tn), Misconel S.r.l. con sede a Cavalese (Tn), Ediltione S.p.a. con sede a Tione (Tn). Le opere consistono nella realizzazione della circonvallazione sulla statale 237 del Caffaro nel tratto che interessa l’attraversamento di Pieve di Bono e delle frazioni, dal chilometro 71,100 (Cologna) a 75,00 (bivio per Daone). La soluzione progettuale individuata si sviluppa principalmente sulla sinistra orografica del torrente Adanà. L’intervento ha inizio ai Forti di Lardaro, subito dopo il nuovo svincolo per la strada provinciale 27 di Val Daone, si abbassa quasi subito in affiancamento alla statale 237 esistente fino a raggiungere l’alveo del torrente Adanà che è scavalcato mediante un viadotto della lunghezza 132 metri circa. Il tracciato prosegue poi su un terrazzamento naturale abbastanza esteso, in sinistra idrografica del torrente fino al nuovo svincolo per la zona industriale di Creto e per l’abitato di Por. Successivamente si trova l’imbocco nord, nel lato verso Trento, della galleria naturale Castel Romano, che si sviluppa per circa mille metri e termina in direzione di Brescia in una rotatoria di svincolo, innestandosi nuovamente nella statale 237 prima dell’abitato di Cologna. Lo sviluppo totale del tracciato è di circa 3875 metri. Il direttore dei lavori è l’ingegner Paolo Nicolussi Paolaz, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione è il geometra Franco Micheli, il responsabile del procedimento è l’ingegner Luciano Martorano.

Stato di avanzamento dei lavori

Dopo la realizzazione delle opere preparatorie attinenti alla consegna dei lavori, quali la bonifica bellica, lo spostamento provvisorio di una tubazione del gas di media pressione, lo spostamento di fibre ottiche, lo spostamento del traliccio Terna e la realizzazione di barriere paramassi, l’impresa esecutrice ha sviluppato le lavorazioni su tutto il tratto interessato dai lavori. Sono in fase di ultimazione, con il materiale proveniente dagli scavi della galleria principale e della galleria di servizio, le terre armate in località Lardaro, in prossimità del Torrente Sadacla e a monte dell’area Bic. Sono stati realizzati i pozzi di ancoraggio dell’arco del ponte sul torrente Adanà e le relative spalle in cemento armato. Per la fine del mese di settembre cominceranno le operazioni di montaggio del ponte. E’ stato realizzato il tombino in acciaio sul torrente Sadacla e sono stati ultimati anche i sottopassi in cemento armato di alcune strade comunali, si stanno ultimando anche i lavori relativi alla costruzione delle murature di sostegno della sede stradale e della futura viabilità ciclabile che corre parallelamente al tracciato principale. A sud, in prossimità dell’abitato di Cologna è stata realizzata la rotatoria che in futuro permetterà l’accesso all’abitato di Pieve di Bono, mentre si sta realizzando la “berlinese” (palizzata di micropali) presso lo svincolo Nord. Sul rispetto delle regole di trasparenza e legalità nelle procedure e quelle sulla sicurezza e regolarità del lavoro delle maestranze era stato firmato, per questo cantiere, un accordo tra Provincia di Trento, imprese, associazione costruttori edili e sindacati delle costruzioni.

Il prossimo passo

Parallelamente alla circonvallazione stradale, la Provincia e la Comunità delle Giudicarie stanno ragionando sul progetto per lo spostamento della tubazione principale di trasporto del gas metano che attraversa l’abitato di Pieve di Bono attraverso la costruzione di una nuova condotta di bypass, dotata di maggior capacità, lunga circa 4 chilometri all’esterno della galleria stradale. Questo intervento, reso possibile ora grazie alla presenza del cantiere stradale e che consentirà di evitare ulteriori aggravi per l’utenza, rientra nella strategia adottata per consentire lo sviluppo della metanizzazione di una parte del territorio trentino: l’intervento infatti risulta indispensabile per consentire la chiusura ad anello delle tubazioni principali di trasporto del gas (tratto Tione di Trento- Riva del Garda) nonché per dare la possibilità di sviluppare il servizio pubblico di distribuzione del gas in Val Rendena e nelle Giudicarie esteriori.

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