Archivia per Luglio, 2017

Viaggiare e muoversi in modo sostenibile in Trentino

Comunicato 1896 del 13/07/2017

Ci sono molti servizi e possibilità per chi in Trentino voglia muoversi o viaggiare in modo sostenibile, usando la bicicletta, il trasporto pubblico, il treno. E’ un modo per coniugare, in modo economico, le proprie esigenze con la tutela dell’ambiente. C’è per esempio la possibilità di muoversi in bicicletta, per essere veloci, fare del bene alla propria salute e risparmiare. Spostarsi in bici, anche in abbinata al trasporto pubblico, è molto comodo. Il servizio di bike sharing “e-motion”, anche con bici elettriche, c’è a Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Lavis, Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele all’Adige. L’abbonamento annuale costa 25 Euro e Il costo di utilizzo è di 1 Euro all’ora mentre il servizio è gratuito per utilizzi di durata inferiore. La carta a scalare del trasporto pubblico trentino si può utilizzare su tutti i mezzi, e consente diversi vantaggi, con sconti ad ogni ricarica. Si può ricaricare presso le biglietterie e le Casse Rurali, ed anche nei 300 sportelli ATM bancomat abilitati. Inoltre sui mezzi del Trasporto pubblico trentino si può portare anche la bici. I nuovi treni regionali della Provincia di Trento in servizio sulla linea del Brennero offrono su tutte le corse 24 posti per biciclette, che in estate diventano 30. Il treno rimane sempre una valida scelta per muoversi lungo le linee del Brennero, della Valsugana e della Trento-Malè. In caso di interruzione del servizio per lavori vengono attivate le corse sostitutive con gli autobus. Se si usa il treno per andare a Bolzano nei giorni festivi e prefestivi, si viaggia gratis sui mezzi pubblici a Bolzano e in Alto Adige. E’ un’iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente della Provincia autonoma di Trento. Infine si può andare verso le Dolomiti con i mezzi pubblici. Dal 3 luglio le corse dei bus lungo la Linea 101, tra Cavalese e Penia, sono state potenziate con frequenze ogni mezz’ora, mentre ogni ora collegano i Passi Sella e Pordoi. Per favorire questo nuovo approccio alla mobilità sono previste limitazioni al traffico verso Passo Sella nelle giornate di mercoledì dei mesi di luglio ed agosto.

Link al Comunicato PAT

A sostegno della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro arrivano i buoni servizio per i nidi aziendali

Comunicato 1895 del 13/07/2017

Al via la sperimentazione

Partirà a settembre la sperimentazione dei buoni di servizio aziendali, cofinanziati dalla Provincia – tramite l’Agenzia per la famiglia e con fondi europei – per la frequenza dei nidi aziendali. Un’iniziativa che rafforza la sinergia pubblico-privato sul versante della conciliazione tempi di lavoro-tempi di vita, che viene incontro ai bisogni delle madri lavoratrici (ma anche dei padri), e che si spera possa coinvolgere un numero sempre maggiore di aziende. A fare da apripista in questa fase vi è E-Pharma, società leader nel settore della ricerca farmaceutica, che ha aperto un nido aziendale affidato alla cooperativa Bellesini, che gestisce anche altre strutture per l’infanzia, fra cui i nidi dell’Università di Trento e dell’Apss. I nidi aziendali, lo ricordiamo, sono rivolti innanzitutto ai dipendenti dell’azienda per iniziativa della quale sono stati creati, ma sono aperti anche ad utenti esterni (tipicamente, le madri lavoratrici alle dipendenze di imprese vicine a quella dove sorge il nido). Stamani a palazzo Stella, sede di Confindustria Trento, la presentazione di questa nuova fase, che fa perno sull’uso dei buoni di servizio e che quindi abbatte i costi che famiglia e azienda devono sostenere per la frequenza del nido da parte del proprio bambino, e che introduce anche alcune agevolazioni all’iscrizione sul piano normativo. Presenti alla conferenza stampa il presidente della Provincia Ugo Rossi assieme a Rocco Cristofolini e Roberto Busato, rispettivamente vicepresidente e direttore di Confindustria Trento, Roberto Festi, presidente della cooperativa Bellesini, Paolo Cainelli, presidente di E-Pharma e Unifarm. Presenti anche Michele Michelini e Roberto Ceccato, rispettivamente dirigente del Servizio Europa e del Servizio istruzione della Provincia. Ha coordinato Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia per la famiglia. “La conciliazione tempi di lavoro-tempi di vita – ha detto il vicepresidente Cristofolini – rappresenta una scommessa importante anche per le imprese, che va nella direzione di sostenere in primo luogo le mamme che lavorano e quindi la natalità, sull’esempio di quanto avviene nel Nord Europa. Ci auguriamo che la buona prassi dei nidi aziendali, come altre che abbiamo iniziato a sperimentare qui in Trentino, possa diffondersi in maniera sempre più ampia”. Gli Gli ha fatto eco il direttore Busato che ha ricordato come Confindustria Trento abbia investito con convinzione nel welfare aziendale, fin da quando ha acquisito la certificazione Family Audit e con la recente costituzione di Rete #WelfareTrentino, la rete d’imprese per il welfare aziendale. “Ci siamo impegnati a sensibilizzare i nostri iscritti sull’esistenza di questi strumenti e a divulgarne l’uso – ha spiegato – consapevoli che i vantaggi sono di natura sociale ma anche economica. Il pil del nostro Paese sarebbe più alto di 7 punti percentuali se riuscissimo ad allineare l’occupazione femminile italiana alla media europea”.

“L’occupazione femminile genera competitività – ha ricordato a sua volta il governatore Rossi – Lo sa bene l’Europa che spinge in questa direzione, infatti anche noi con questa sperimentazione dei buoni di servizio utilizziamo dei fondi europei. Tutto ciò rappresenta un ottimo esempio di sinergia pubblico-privato a vantaggio dei cittadini e ci permette di immaginare anche nuove esperienze, nella direzione di un rafforzamento del welfare aziendale. Come Provincia possiamo immaginare inoltre qualche incentivazione specifica per ‘premiare’ le imprese che ci credono ed inoltre di consentire alle donne occupate di poter godere della copertura più ampia, in caso di maternità, qualora il contratto collettivo non lo preveda. Lo vedremo in sede di stesura della prossima Finanziaria”. Nel 2006 la prestigiosa rivista britannica di economia e finanza The Economist ha introdotto il neologismo womenomics (letteralmente, economia delle donne) per identificare la teoria economica secondo cui la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è uno dei più importanti fattori di sviluppo. Gli studi a riguardo parlano chiaro: se si include anche la compagine femminile, ne guadagna l’intero sistema socio-economico e il benessere complessivo aumenta. Nonostante questa certezza, il tasso di occupazione femminile è sistematicamente più basso di quello maschile: secondo i dati del 31° Rapporto sull’occupazione in provincia di Trento a cura dell’Osservatorio del mercato del lavoro, nel 2015 in Trentino era pari al 59,8% contro il 72,3% di quello maschile. Dati incoraggianti se si guarda alle medie italiane pari a 47,2% e 65,5% e a quelle europee che registrano rispettivamente il 60,4% e il 70,8% cui, quindi, ci avviciniamo maggiormente. Tuttavia, pur in un contesto positivo, anche in Trentino sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è una priorità e favorirne la permanenza, dopo una maternità,una necessità che merita particolare attenzione anche nel nostro territorio. La sperimentazione dei buoni di servizio per asili nido aziendali, resa possibile dall’alleanza strategica tra Provincia e imprese oggi presenti alla conferenza stampa, parte da questa consapevolezza e dalla volontà di contrastare la scarsa occupazione delle madri, sostenendo in particolare il settore privato in cui vincoli organizzativi e produttivi rendono meno agevole l’integrazione di esigenze familiari e professionali. Così, nell’ottica di proseguire nella costruzione di politiche sempre più integrate e sempre più vicine alle esigenze delle famiglie trentine, la delibera 714 approvata dalla Giunta provinciale lo scorso maggio ha introdotto in via sperimentale l’applicazione dei buoni di servizio anche per sostenere i costi delle famiglie per l’accesso agli asili nido aziendali – già operativi in alcune realtà del territorio – introducendo due elementi di novità nel regolamentarne l’utilizzo. Il primo riguarda la collocazione: la normativa stabilisce che possono rientrare nel cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo i servizi di conciliazione purché erogati nella sede operativa o produttiva dell’Azienda promotrice dello stesso asilo nido aziendale; il secondo prevede la deroga al criterio di subalternità al servizio pubblico secondo cui si può ricorrere a una struttura privata solo se quella pubblica non corrisponde alle richieste nel luogo di residenza. Così la madre che lavora a Trento ma risiede a Cles, in prima battuta, sarebbe obbligata a rivolgersi al nido comunale di Cles invece ora viene riconosciuta la possibilità di accedere direttamente alla struttura interna al posto di lavoro. Inoltre, viene sostenuto il principio di continuità educativa poiché il bimbo potrà accedere al nido aziendale fino al compimento del 3° anno di età o al passaggio alla scuola dell’infanzia. Rimangono invece pressoché invariati i criteri di utilizzo dei buoni e cioè: il richiedente dovrà contribuire per una percentuale pari ad almeno il 15% del valore del buono e per un importo massimo orario di 5,50 euro; in termini di monte ore lavorative, il massimale settimanale riconosciuto sarà pari a 40 ore; l’accesso ai buoni servizio sarà condizionato al possesso di requisiti economici stabiliti sulla base dell’Icef in base a criteri “conciliativi” perché non si tratta di uno strumento di sostegno al reddito, ma presuppone che entrambi i genitori lavorino. Esempi: per due genitori lavoratori componenti il nucleo familiare il reddito familiare massimo netto pesato dovrà essere non superiore a 27.706 euro; per un nucleo di 4 persone il reddito massimo sarà di 43.412 euro; per sei persone di 56.471 e così via. I buoni di servizio per asili nido aziendali costituiscono una misura che si aggiunge ai dispositivi a favore della famiglia già attivi in Trentino andando a rafforzare da una parta la filiera di servizi di conciliazione esistente e resa possibile dalla stretta ed efficace collaborazione tra aziende e Provincia, dall’altra la creazione di una rete per l’infanzia tra i vari soggetti già coinvolti a diverso titolo e con diverse competenze, specificità e mission (Servizio Autonomie Locali, Servizio Istruzione, Servizio Europa, Agenzia per la Famiglia). Le novità introdotte sono quindi un’ulteriore risposta concreta a supporto dell’occupazione femminile e, in ultima analisi, della natalità stessa. La sperimentazione – che terminerà a dicembre 2019 – sarà attuata dall’Agenzia provinciale per la famiglia, natalità e politiche giovanili in collaborazione con il Servizio Europa.

Link al Comunicato PAT

Rossi:” Forestali, custodi del territorio e guardiani dell’Autonomia”

Comunicato 1888 del 12/07/2017

Il Patrono San Giovanni Gualberto celebrato presso il Centro Vivaistico Forestale Casteller

“Siete i guardiani dell’Autonomia, perché custodite un territorio in cui abita una comunità che ha la responsabilità di tramandarlo intatto, gestendolo bene. Abbiamo la fortuna di vivere in Trentino, una terra straordinaria e di grande bellezza. Voi, con il vostro servizio, ci assicurate che ci sia un rapporto corretto tra la popolazione e l’ambiente naturale”: con queste parole il governatore Ugo Rossi ha salutato i forestali trentini che al Centro Vivaistico Forestale Casteller di Trento hanno celebrato il loro Patrono, San Giovanni Gualberto. Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessore provinciale alle foreste Michele Dallapiccola. Un anno particolare, questo, anche per i Forestali trentini; ricorre infatti il ventennale dell’istituzione del Corpo provinciale e sono dieci gli anni trascorsi dall’entrata in vigore della legge provinciale per il governo del territorio forestale e montano. La loro però è un’esperienza che in Trentino ha radici nella storia. Importanti sono anche le novità sul piano nazionale, con il personale del Corpo Forestale dello Stato che è transitato quest’anno nell’Arma dei Carabinieri. Oltre al bilancio dell’attività, è stato dedicato un momento di riflessione al tema “Uomo, territorio e ambiente”, con gli interventi di don Marcello Farina e di Michele Lanzinger, direttore del Muse. Al termine c’è stata la consegna dei riconoscimenti al personale che è andato in pensione e a quello che si è distinto nell’attività operativa. L’assessore comunale Andrea Robol ha sottolineato quanto sia “prezioso spendersi per l’ambiente, che rappresenta una ricchezza e un elemento identitario della nostra terra”. L’Arcivescovo di Trento Monsignor Lauro Tisi ha invitato “a staccarsi dalle connessioni per mettersi in contatto con il Creato, riscoprendo meraviglia e stupore, anche grazie al silenzio che si può sperimentare immergendosi nella natura”. La celebrazione di oggi ha permesso di evidenziare alcuni dei numeri che hanno connotato un anno di attività del Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento che, è stato ricordato, assieme alle Strutture forestali, è a servizio del territorio e della gente. Oltre 230 uomini e donne, strutture centrali e territoriali, prossime alle comunità locali, con 11 uffici e 39 stazioni forestali lavorano insieme ad altri operatori provinciali e collaborano con gli organi dello Stato. Questi sono gli obiettivi della loro azione: la stabilità del territorio e delle foreste per la sicurezza della gente; la gestione forestale sostenibile per l’economia della montagna; la conservazione della natura e del paesaggio per la qualità della vita. Assicurano il monitoraggio ed il presidio del territorio. In un anno di attività ci sono: 367 notizie di reato, di cui 284 contro persone identificate, 67 sequestri penali, 1.497 violazioni amministrative, 365 sequestri amministrativi. L’importo delle sanzioni amministrative elevate è stato di 415.500 euro. “L’obiettivo centrale e fondamentale, dal quale discendono tutti gli altri – ha ricordato il Capo del Corpo Romano Masé – è l’essere al servizio”. L’essere al servizio della gente e del territorio dunque, con competenza, con professionalità, con passione, con equilibrio, con umiltà e umanità. Il dirigente ha sottolineato anche l’ottima collaborazione esistente con le Forze di Polizia dello Stato. I Forestali trentini inoltre dal 2009 coordinano la Cabina di regia per la vigilanza ambientale, per il raccordo tra tutti gli operatori del settore. Dal 2010 è attivo poi il Nucleo operativo specialistico forestale (NOSF) che si occupa di prevenzione, controllo e repressione in materia di ambiente. Il Gruppo speciale di reperibilità forestale e faunistica dal 2009 assicura il suo intervento 24 ore su 24, tutto l’anno. Il loro impegno non si ferma qui. I Forestali trentini partecipano alle attività di protezione civile, come parte integrante del sistema. Dal 24 agosto 2016, 30 forestali e 60 persone delle Strutture forestali hanno operato infatti nelle zone colpite dal terremoto nell’Italia centrale. Danno inoltre un contributo importante alle attività di prevenzione ed informazione sulle piste da sci. Quest’anno 25 Forestali hanno lavorato sulle nostre montagne per 410 giornate-operatore. Quest’inverno hanno fatto 61 interventi per incidenti vari, dei quali 14 con il contributo dell’elisoccorso. E infine i Forestali trentini sono impegnati anche nella gestione dei grandi carnivori (orso, lupo, lince…).

Link al Comunicato PAT

Profughi, Rossi: “Con l’Euregio collaborazione proficua. l’Europa ci ascolti”

Comunicato 1887 del 12/07/2017

Fra i temi affrontati oggi a Sanzeno anche quello dei flussi migratori e del Brennero

Collaborazione, presidio dei confini, sicurezza, ma anche impegno congiunto di Austria e Italia al Brennero. E’ questo l’appello lanciato dai tre presidenti Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter riuniti oggi a Sanzeno nella seduta della Giunta Euregio, che hanno ribadito con forza quanto già stabilito a febbraio dello scorso anno con una deliberazione e poi un documento presentato al presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. “Abbiamo aperto oggi la nostra seduta affrontando da subito il tema del Brennero e dei flussi migratori, dei profughi e della nostra collaborazione su una tematica particolarmente difficile come questa, che preoccupa i nostri paesi e le nostre comunità – ha esordito il presidente Ugo Rossi durante la conferenza stampa -. Lo abbiamo fatto per confrontarci e aggiornare le informazioni fra noi: possiamo dire, infatti, che attualmente al Brennero la situazione è sotto controllo e non ci sono problematiche particolari. E questo risultato importante è frutto anche del nostro lavoro congiunto sia verso il governo italiano che verso il governo austriaco”. Tanti i temi trattati nella seduta della Giunta Euregio di oggi in Val di Non, dalla ricerca congiunta in ambito Euregio al tema dei trasporti, al centro di un vertice già fissato in autunno; in apertura anche il saluto del sindaco di Sanzeno, Paolo Pellizzari. “Nella deliberazione che avevamo adottato a febbraio 2016, al primo punto ci sono la collaborazione, la necessità di un presidio giusto dei confini, la sicurezza delle persone, ma c’è anche la considerazione che il Brennero rappresenta un luogo particolare in Europa e che, proprio in funzione di questa sua specialità, richiede un impegno comune in termini di controlli: oggi, grazie all’accordo fra Austria e Italia, questi controlli avvengono in modo coordinato”. Altro passaggio evidenziato dal presidente Rossi, che è anche presidente di turno dell’Euroregione, è quello di affrontare la questione delle migrazioni in modo globale: “Vogliamo far sentire la nostra voce in Europa affinché le regole della distribuzione equa dei profughi siano applicate da tutti gli Stati dell’Unione; servono poi azioni di grande impegno, serve una sorta di Piano Marshall da applicare nei paesi d’origine, perché questa problematica si può affrontare solo con un concreto e robusto impegno nei paesi che generano i fenomeni migratori. Su questo l’Euregio c’è”. Parole riecheggiate dal capitano del Tirolo Platter: “Senza Euregio sicuramente avremmo una situazione differente al Brennero, mentre, grazie alla collaborazione fra le diverse forze di polizia dei due Stati, si è organizzata una task force che lavora in modo congiunto”. Il presidente ha ricordato il forte supporto del Tirolo a numerosi progetti in Africa e la necessità di un impegno unitario a livello europeo. “A febbraio dello scorso anno abbiamo definito la nostra posizione comune – ha aggiunto il presidente altoatesino Kompatscher -, siamo stati anche in grado, sulla base di questa posizione unitaria, di fare in modo che Italia e Austria attuassero delle misure di collaborazione riguardo al controllo dei flussi migratori al Brennero. Il lavoro della task force ha funzionato ma non possiamo limitarci solo a questo”. Riguardo al cosiddetto Piano Marshall di cui si è parlato in questi giorni “è necessaria una maggiore collaborazione con gli stati Nordafricani per prevedere di dare asilo a chi ha diritto ma c’è bisogno di un piano complessivo e noi siamo pronti a fare la nostra parte e dare il nostro apporto”.

Link al Comunicato PAT