Archivia per Luglio, 2017

Il cordoglio del presidente Rossi per la scomparsa di Sergio Matuella

Comunicato 1971 del 22/07/2017

“Esprimo a nome di tutta la Giunta provinciale un sincero cordoglio per la scomparsa di Sergio Matuella, protagonista della politica trentina dagli anni ’60 agli anni ’80. Diede il proprio contributo allo sviluppo del nostro Trentino, nella sua veste di assessore regionale e provinciale in diversi settori e in particolare in quello sociale e sanitario. Nel suo operare pose al centro le istituzioni e il valore del dialogo”. Con queste parole il presidente Ugo Rossi ha ricordato la figura di Sergio Matuella scomparso oggi dopo una vita spesa per l’impegno politico e l’associazionismo. Matuella fu consigliere provinciale per tre legislature, dal 1968 al 1983, assessore ai lavori pubblici e trasporti nella settima legislatura e assessore alle attività sociali e sanità nella ottava.

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Fondo comuni confinanti: anche interventi “di sistema” per favorire lo sviluppo dei territori montani

Comunicato 1946 del 20/07/2017

Incontro stamani a Bolzano fra i presidenti Rossi e Kompatscher e Roger De Menech, delegato del Ministro per gli affari regionali e presidente del Comitato paritetico

Da quando, nel 2010, è stato creato il Fondo comuni confinanti (ex Fondo Odi), sono stati messi a disposizione degli enti locali che confinano con le province di Bolzano e Trento circa 550 milioni di euro, per la realizzazione di oltre 400 progetti di sviluppo locale. “Il Fondo è uno strumento importante per la promozione di uno sviluppo più equilibrato ed armonico nelle aree di confine fra Trentino, Alto Adige, Veneto e Lombardia – hanno sottolineato stamani a Bolzano i presidenti delle due Province autonome Ugo Rossi e Arno Kompatscher, nel corso dell’incontro del previsto Comitato paritetico, presieduto da Roger De Menech – . In futuro però, oltre a sostenere, con circa un terzo delle risorse, i progetti di ambito locale presentati dai comuni interessati, deve essere fatto uno sforzo maggiore per finalizzare le risorse anche alla realizzazione di interventi di sistema e di scelte strategiche che possano impattare positivamente ed in maniera più incisiva sul futuro di questi territori montani. Pensiamo a progetti di ampio respiro come il traforo dello Stelvio, la ciclabile del Garda, la ferrovia di superficie delle Dolomiti, o a interventi infrastrutturali, come la diffusione della banda larga o la realizzazione di bacini idrici montani, che possano assolvere ad una molteplicità di funzioni”. “Si concretizza e si rafforza – ha detto a sua volta il presidente del Comitato De Menech – quel principio di leale collaborazione fra Governo centrale, Province autonome e territori confinanti che sta alla base dell’accordo con cui il Fondo ha preso vita”. Il Fondo Comuni confinanti è stato creato per finanziare progetti che interessano i territori di confine delle regioni Lombardia e Veneto con le province autonome e favorire uno sviluppo coeso fra i territori. Si tratta complessivamente di 48 Comuni, di cui 42 confinanti con la Provincia di Trento e 6 con la Provincia di Bolzano. In Lombardia sono interessati territori delle Province di Sondrio e Brescia, in Veneto enti locali delle Province di Verona, Vicenza e Belluno. In base a quanto previsto dalla legge finanziaria 2010 le due Province autonome “concorrono agli obiettivi di perequazione e solidarietà” assicurando ciascuna un intervento finanziario di 40 milioni all’anno, che vengono ripartiti secondo percentuali e criteri prestabiliti. Per fare due esempi, agli enti locali della provincia di Belluno è accordato il 46% delle risorse (36,4 milioni all’anno), e a quelli della provincia di Sondrio l’11% (8,7). Sono previsti progetti di carattere locale e di “area vasta” che perseguano tre obiettivi strategici come la valorizzazione dei territori, lo sviluppo economico e sociale e la coesione dei territori in ambiti come la mobilità, il turismo, lo sviluppo digitale, la sanità, l’istruzione, la tutela del territorio, il risparmio energetico, la valorizzazione delle risorse naturali e culturali. Nei primi sei anni di esistenza del fondo, che si è dotato di una segreteria, di uno sportello dedicato e due sportelli decentrati nelle province di Belluno e Sondrio, sono stati messi in cantiere 372 progetti, 117 in Lombardia e 255 in Veneto. Fra questi sono previsti uno studio preliminare per la realizzazione di un traforo dello Stelvio, un piano triennale di investimenti del Parco nazionale dello Stelvio in Lombardia (circa 12 milioni complessivi), un collegamento tra i comuni lombardi di Valvestino e Magasa e le valli Giudicarie (32 milioni), una ciclabile sul Garda bresciano (10 milioni), il completamento del progetto di collegamento sciistico Comelico-Alta Pusteria (26 milioni stanziati attraverso il fondo, circa 44 milioni l’investimento complessivo), lo studio di fattibilità del Treno delle Dolomiti-Ferrovia Bellunese, un sostegno alla domanda per l’accesso alla banda larga nelle aree di confine tra Trento e Bolzano, un piano di marketing territoriale delle Dolomiti, la realizzazione del collegamento funiviario Cortina-5 torri (18 milioni del fondo su un totale di 24,2).

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Giustizia: approvate oggi norme per la gestione della fase transitoria

Comunicato 1945 del 20/07/2017

Con l’approvazione della legge di assestamento di bilancio, la Regione, in seguito ad emendamento proposto dalla Giunta e approvato in aula, è autorizzata ad assumere a tempo determinato fino a 50 dipendenti nel personale amministrativo della Giustizia. Questo provvedimento consente di gestire la fase transitoria evitando che si verifichino “scoperture” di organico (in seguito a pensionamenti o ad altre opzioni intraprese dal personale dipendente) ,in attesa di definire con il Ministero gli accordi relativi alle piante organiche degli uffici. La norma prevede la possibilità di attingere a graduatorie esistenti presso le Province autonome di Trento e di Bolzano e sarà utilizzata in accordo con gli Uffici giudiziari.

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La Corte Costituzionale riconosce e rafforza il Patto di Garanzia

Comunicato 1935 del 19/07/2017

Una sentenza che valorizza le competenze statutarie

La recente decisione della Corte Costituzionale, sull’impugnativa delle Province autonome di Trento e di Bolzano di alcune disposizioni della legge statale di stabilità 2016, rappresenta un pronunciamento decisamente favorevole alle autonomie di Trentino e Alto-Adige. Accogliendo le ragioni delle Province autonome nei rispettivi ricorsi, la Corte interpreta la normativa statale valorizzando la formula di salvaguardia delle competenze statutarie in essa contenute, utilizzandola come chiave di lettura dei riferimenti, diretti o indiretti, alle Province di Trento e di Bolzano. In tal modo, si conferma e si consolida ulteriormente il proprio costante orientamento. Si riportano di seguito, per gruppi omogenei, le disposizioni impugnate e l’esito della decisione della Corte Costituzionale. Le norme della legge di stabilità per il 2016, che prevedevano di non attivare posti dirigenziali (vacanti al 15 ottobre 2015) e di determinare la cessazione di diritto degli incarichi dirigenziali conferiti in un certo periodo (tra il 15 ottobre 2015 ed il 1° gennaio 2016), sono dichiarate illegittime perché lesive della potestà legislativa esclusiva delle Regioni e delle Province autonome in materia di “organizzazione amministrativa regionale”, nonché in quanto la norma statale impugnata riguarda un periodo transitorio: quindi non è espressione della competenza statale fissare i principi generali a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione. Sono state impugnate dalle Province autonome le disposizioni statali relative al trattamento accessorio del personale, anche dirigenziale, secondo cui per il 2016 le risorse destinate non avrebbero potuto superare il corrispondente importo del 2015 ed avrebbero dovuto essere ridotte in proporzione alla riduzione del personale in servizio. Secondo la Corte queste norme non sono immediatamente applicabili e ne deve essere esclusa la diretta applicazione nelle Province autonome, le quali invece, in forza della clausola di salvaguardia della speciale autonomia, ai sensi dello Statuto speciale e delle norme di attuazione statutaria, hanno l’obbligo di adeguare la propria legislazione ed in tal modo di provvedere alle finalità di coordinamento della finanza pubblica contenute nelle specifiche disposizioni legislative statali: con ciò valorizzando la portata dell’art. 79, comma 4, dello Statuto e dell’art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992. Queste disposizioni statutarie o dettate dalla norma di attuazione, rappresentano due pilastri fondamentali dell’autonomia del Trentino – Alto Adige, in quanto, viene riconosciuta alle Province di Trento e Bolzano la potestà di definire misure autonome di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica, non essendo soggette all’applicazione diretta delle norme statali di coordinamento della finanza pubblica. In questo senso, il Patto di Garanzia siglato 2014 è pienamente rispettato e valorizzato dalla Corte Costituzionale.

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