Archivia per Maggio, 2017

Costituita la Consulta provinciale dei genitori: Andrea Lionello ne è presidente

Comunicato 1337 del 29/05/2017

L’elezione è avvenuta l’11 maggio scorso

Andrea Lionello, presidente della consulta dei genitori del Liceo classico G. Prati di Trento e Maria Grazia di Rienzo, presidente della consulta dei genitori del Liceo Rosmini di Trento sono stati eletti, rispettivamente presidente e vicepresidente della neo-costituita Consulta provinciale dei genitori. Le elezioni sono avvenute in occasione della prima seduta, l’11 maggio scorso. La Consulta, costituita dai presidenti delle consulte di ogni istituzione scolastica e formativa provinciale e paritaria, ha il compito di assicurare il più ampio confronto fra i genitori degli studenti. Nella prossima seduta, prevista per il 7 giugno alle ore 18 presso il Dipartimento della Conoscenza, in Via Gilli, 3, la Consulta designerà, tra i suoi membri, cinque rappresentanti dei genitori che parteciperanno alle sedute del Consiglio del sistema educativo provinciale. Lo scorso 11 maggio, presso il Dipartimento della Conoscenza, si è svolta la prima seduta della Consulta provinciale dei genitori, recentemente istituita con una modifica della legge provinciale sulla scuola. Nel corso del primo incontro sono stati eletti il presidente, Andrea Lionello, presidente della consulta dei genitori del Liceo classico G.Prati di Trento e la vicepresidente, Maria Grazia di Rienzo, presidente della consulta dei genitori del Liceo Rosmini di Trento. Elisa Molinari è stata nominata segretario della Consulta provinciale. La Consulta provinciale dei genitori è un organismo molto importante in ambito scolastico, in quanto oltre ad assicurare il confronto tra i genitori, ha il compito di formulare proposte agli organi del governo provinciale dell’istruzione sulla gestione del sistema educativo provinciale, con particolare riferimento all’offerta formativa, all’organizzazione didattica, all’erogazione dei servizi scolastici ed extrascolastici. La Consulta, inoltre, può promuovere, anche a livello locale, iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione sociale, dell’educazione alla cittadinanza responsabile e dell’integrazione culturale. In occasione della prossima seduta, che si terrà il 7 giugno alle ore 18.00 al Dipartimento della Conoscenza in Via Gilli, 3 a Trento; la Consulta designerà, tra i suoi membri, cinque rappresentanti dei genitori che parteciperanno alle sedute del Consiglio del sistema educativo provinciale, organo di partecipazione e di rappresentanza di tutte le componenti della comunità scolastica, del quale sono in corso le elezioni, che si concluderanno il 31 maggio.

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“Il cammino di San Romedio” e le sue 12 tappe attraverso l’Euregio presentati a Sanzeno

Comunicato 1326 del 28/05/2017

Ieri sera la proiezione a “Casa de Gentili”, presenti Ugo Rossi presidente del GECT e Hans Staud, alpinista ideatore del percorso

È stata proiettata ieri sera presso lo storico palazzo “Casa de Gentili” di Sanzeno, a due passi dal santuario di San Romedio, l’anteprima del film “Il Cammino di San Romedio”, che propone quale nuova e suggestiva via di pellegrinaggio a lunga distanza di carattere alpino un percorso a piedi in 12 tappe che attraversano i 3 territori dell’Euregio: Tirolo, Alto Adige e Trentino. Nel corso dell’evento, moderato da Matthias Fink, Vice Segretario Generale del GECT (Gruppo europeo di cooperazione territoriale), il governatore del Trentino e attuale presidente dell’Euregio, Ugo Rossi, ha ricordato il filo che fin da tempi remoti lega queste tre comunità, accumunate anche dal culto di San Romedio, rappresentante di una cultura basata sulla fede cristiana dalle radici antiche ed esempio di come le terre fra i monti non sono mai state vissute come un separazione, ma come unione fra le popolazioni alpine. “Oggi l’Euregio ci dà la possibilità di rinsaldare il legame storico-culturale e il comune sentire delle popolazioni che vivono nelle montagne” ha detto Ugo Rossi, “e di far sperimentare ai giovani modelli di formazione comuni. Molte realtà come l’Università e la ricerca grazie all’Euregio si scambiano studenti e docenti e lavorano assieme”. “È importante mantenere rapporti e svilupparli” ha proseguito Rossi, “mettendo in comune la conoscenza delle lingue tedesca e italiana e facendo sentire i giovani parte di un disegno territoriale che valorizza le singole competenze”. “Il cammino di San Romedio unisce i popoli”, ha concluso il presidente, “e queste iniziative, fanno capire che l’Euroregione non appartiene all’amministrazione o alla politica, ma a tutti noi, che condividiamo valori comuni”. Per questo Rossi ha rivolto a tutti l’invito alla prossima riunione del GECT, che si terrà il 12 luglio proprio a San Romedio. Rossi ha anche ricordato che in Europa i tre territori Tirolo, Alto Adige e Trentino si pongono come un’unica realtà a difesa del territorio alpino e si assumono responsabilità comuni anche su temi sensibili come l’inquinamento, la mobilità, l’accoglienza dei profughi. Alla serata erano presenti il sindaco di Sanzeno Paolo Pellizzari, il rettore di San Romedio padre Giorgio Silvestri e Hans Staud, guida alpina e ideatore del cammino insieme al decano di Thaur, in Tirolo, Martin Ferner. Fra il numeroso pubblico anche Valentina Piffer, Segretario Generale dell’Euregio e il senatore Franco Panizza, che ha ricordato come la presidenza trentina dell’Euregio abbia favorito progetti culturali coinvolgenti per i giovani, unendo conoscenze e rinsaldando gli antichi legami tra la Val di Non e il Tirolo. Consultando mappe e scritti Staud e Ferner, entrambi di Thaur, hanno dato vita al “cammino di San Romedio”, inaugurato nel 2014 in occasione dell’anniversario dei 50 anni della diocesi di Innsbruck, che si sviluppa lungo 180 chilometri. Il cammino ha inizio dalla chiesa barocca di San Romedio a Thaur, dove esiste una radicata tradizione del culto del santo (tanto che decine di abitanti di Thaur portano il nome Romedius) e toccando 7 passi per complessivi 9.600 metri di dislivello, si snoda non solo attraverso dolci vallate e città storiche, ma costituisce anche un impegnativo percorso di trekking. Affacciandosi a cime come il Monte Neve (punto più alto del cammino, con il valico a 2.700 metri di altitudine), chi lo percorre scende dalle rocce e conifere del Tirolo ai frutteti e vigneti dell’Alto Adige, per approdare negli ultimi metri di cammino ai 131 scalini di accesso al santuario di San Romedio, in Trentino. Un lungo tragitto, che rappresenta un’esperienza naturalistica unica e coniuga aspetti sportivi e turistici, ma soprattutto propone un cammino interiore e spirituale, con lo scopo di indurre in coloro che lo intraprendono, lontano dallo stress della vita quotidiana, una più profonda conoscenza di se stessi. Nella splendida cornice paesaggistica dell’Euregio si attraversano regioni di lingua tedesca e di lingua italiana, alla scoperta del nesso e dell’unità culturale tra i territori del Tirolo storico, sulle orme del Santo Romedio, giunto in romitaggio nella fredda gola chiamata “la forra”, dove oggi su uno sperone di roccia si erge il suggestivo omonimo santuario. Secondo la tradizione, Romedio nacque nel castello di Thaur ricevendo dai genitori un’educazione cristiana che generò in lui copiosi frutti. La leggenda narra che dopo la morte dei genitori, Romedio, accompagnato dai suoi fedeli compagni Abramo e Davide, si recò in pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, esperienza che sicuramente rafforzò in lui l’intenzione di consacrarsi a Dio. Romedio non fece più ritorno a Thaur, ma rimase nella Diocesi di Trento donando i propri beni materiali ai principati vescovili di Trento e Augusta. Con il benestare del Vescovo di Trento, del quale presumibilmente era amico, si ritirò quindi in Val di Non, che faceva parte della diocesi tridentina e dove, il 29 maggio 397, i missionari Sisinio, Martirio e Alessandro avevano subito il martirio mentre annunciavano il vangelo alle genti del luogo. Vicino al posto in cui i tre giovani erano stati uccisi, Romedio trovò un luogo adatto per stabilirvi il suo romitaggio. San Romedio viene raffigurato solitamente con il bastone e la conchiglia del pellegrino e spesso anche in compagnia di un orso ed è patrono protettore dei pellegrini e degli escursionisti. L’evento di ieri sera è stato promosso dal GECT Euregio in collaborazione con il Comune di Sanzeno e il Centro culturale d’Anaunia Casa de Gentili.

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Giustizia, dalla delega alla Regione la sfida per un territorio sempre più competitivo

Comunicato 1321 del 27/05/2017

Al palazzo della Regione Kompatscher e Rossi incontrano il personale amministrativo

Se la giustizia funziona ed è veloce, tutta la comunità cresce. Nasce da questa convinzione una delle ultime “conquiste” dell’autonomia del Trentino Alto Adige Südtirol: l’aver ottenuto dallo Stato la delega per la gestione a livello regionale dell’apparato amministrativo della giustizia. Una conquista non facile che ora entra nel vivo delle decisioni organizzative ma con la volontà di costruire assieme a tutte le parti interessate il cammino da fare. L’incontro che si è svolto questa mattina nella sala di rappresentanza del palazzo della Regione a Trento (subito dopo ne era previsto uno analogo a Bolzano) rappresenta in un certo senso la partenza di questo nuovo tratto di percorso. Organizzato dal presidente Arno Kompatscher e dal vicepresidente Ugo Rossi, l’appuntamento era rivolto ai quasi 400 dipendenti statali che sono attualmente impiegati nei diversi uffici giudiziari operanti in regione. Sul tavolo dei relatori anche la presidente della Corte d’Appello Gloria Servetti e il sostituto procuratore generale, Giuseppe De Benedetto. C’è già una tappa ravvicinata visto che entro i primi di giugno dovrà essere ratificata l’intesa tra Ministero e Regione, un passaggio che il decreto legislativo 16/2017 vuole avvenga con procedura concertata con le parti sindacali. L’obiettivo è quello di valorizzare le professionalità in campo che hanno consentito di collocare ai primi posti delle classifiche nazionali il sistema giudiziario trentino. “La volontà politica – ha commentato Ugo Rossi – è di garantire questo personale sia sotto il profilo retributivo sia per quanto riguarda il riconoscimento della professionalità attuale ma, mi viene da dire, anche futura in considerazione del fatto che – a regime – queste specializzazioni faranno parte dell’organico della Regione e quindi coinvolte nella partita del rinnovo contrattuale che si aprirà a breve”. Stamani sono stati confermati alcuni orientamenti di massima su cui la discussione sindacale è già iniziata, dall’aumento retributivo che si aggira attorno al valore medio del 7% ai corsi di formazione, al riconoscimento dei livelli professionali con un meccanismo sincronizzato ai percorsi di carriera del resto d’Italia. L’operazione, hanno ricordato Kompatscher e Rossi si inquadra all’interno di precise garanzie, nel rispetto dell’indipendenza della magistratura che “potrà contare – ha detto il governatore trentino – su una struttura di supporto ancora più preparata e anche su infrastrutture più moderne ed i cittadini potranno quindi beneficiare di una macchina che potrà offrire qualità e velocità ancora maggiori”. Si rafforza nel contempo l’idea di poter attivare una apposita agenzia – si pensa ad un cada alla cui nomina possa concorrere anche il Ministero di grazie e giustizia – in grado di gestire le funzioni affidate dalla nuova competenza. “Quando tutti i passaggi saranno completati – ha spiegato Ugo Rossi – un organo tecnico come questo, cui affidare la gestione di questa attività di supporto, potrebbe rendere ancora più indipendente la gestione di questa nuova competenza rispetto all’organizzazione politico-amministrativa dell’ente Regione”. Un altro modo, insomma, per dire che attraverso regole chiare e condivise efficienza ed efficacia andranno di pari passo. Proprio quello che serve ad un territorio come Trentino e Alto Adige che scommette tutto sulla competitività.

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Disagio giovanile: molte le iniziative in campo

Comunicato 1318 del 26/05/2017

Appello del presidente Rossi: “Scuola e genitori, collaborazione e fiducia reciproca”

Le recenti notizie di cronaca, relative al coinvolgimento di alcuni minorenni nello spaccio di droga ed in casi di cyberbullismo, sono state al centro di una riflessione del presidente e assessore all’istruzione Ugo Rossi, oggi a margine della conferenza stampa post Giunta. “C’è preoccupazione ed una certa inquietudine – ha detto Rossi – ma le scuole sono vigili e la Provincia ha messo in campo numerose iniziative per contrastare i fenomi di disagio”. “L’importante – ha detto Rossi lanciando un appello a tutte le parti coinvolte – è che le famiglie sappiano cogliere i segnali evidenziati dai docenti e non li sottovalutino. Noi genitori – ha aggiunto – dobbiamo avere fiducia nelle scuole in un rapporto di collaborazione sempre più stretto”. Rossi ha poi ricordato le iniziative messe in campo durante l’anno scolastico con il “Tavolo provinciale della conoscenza” che, oltre al trilinguismo e al rapporto scuola-lavoro, si è occupato anche di educazione all’uso del digitale e di contrasto al cyberbullismo con il Safer Internet Month un mese di iniziative a cui hanno partecipato quest’anno 7.000 studenti in 64 incontri con il coinvolgimento di 1000 genitori. Il tema del rapporto tra adolescenti e il web è oggetto di un nuovo bando per proposte formative da attuare il prossimo anno, pensato da Iprase, Difensore civico e Garante dei minori, Provincia e Polizia postale.

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