Archivia per Aprile, 2017

Al Vinitaly il lancio della nuova DOC delle Venezie Pinot Grigio

Comuicato 836 del 10/04/2017

Alla presentazione ufficiale con i tre governatori di Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto

Sarà la più grande denominazione di origine europea riferita ad un vitigno e riguarda il territorio del triveneto (Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia): è la DOC “delle Venezie”, il progetto voluto dagli operatori delle filiere vitivinicole trentina, friulana e veneta per affermare e certificare l’immagine del Pinot Grigio in Italia e nel mondo. Un progetto di largo respiro, tenuto a battesimo oggi al Vinitaly dal sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione e dai governatori dei tre territori, Ugo Rossi per la Provincia autonoma di Trento, Deborah Serracchiani per la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia e Luca Zaia per la Regione Veneto. Per Ugo Rossi, intervenuto al Vinitaly con l’assessore Michele Dallapiccola, ha premiato “un gioco di squadra che si basa su un prodotto già affermato; ora si tratta di consolidarlo e valorizzare nuove opportunità di promozione territoriale. Siamo orgogliosi di essere alfieri e portavoce di un modo di presentarsi nel mondo ed anche di un modo di lavorare che oltrepassa i confini delle regioni. Un grande in bocca al lupo al Pinot Grigio. Se lavoreremo bene come abbiamo fatto, questa diventerà una grande opportunità per tutti i produttori trentini”. “Stiamo dando la fotografia più giusta del nostro Paese” ha aggiunto Deborah Serracchiani. “Dobbiamo puntare a portare sui mercati la qualità – ha detto il governatore del Veneto, Zaia – dobbiamo alzare i prezzi di questi vini. I viticoltori non hanno più alibi, ora hanno una Ferrari in mano con la chiavetta inserita nel cruscotto.” Un plauso per “la lungimiranza che ha portato a questa virtuosa sinergia” ha espresso infine il sottosegretario Castiglione. Soddisfazione per il risultato raggiunto anche da Albino Armani, presidente del consorzio della nuova Doc delle Venezie: “È un momento di svolta importante, frutto di una azione sinergica tra produttori e ministero.” Il potenziale produttivo del Pinot Grigio nel mondo è pari a 57.000 ettari. Il 43% di questo vigneto è concentrato nelle aree viticole di Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto. I dati produttivi del Pinot Grigio nel Nord est (dati 2016), contano 24.000 ettari di cui 13.500 in Veneto, 7.100 in Friuli e 2.900 in Trentino. La produzione di vino è pari a 1.900.000 hl pari a 250 milioni di bottiglie. Il 96%viene esportato (il presidente ICE Scannavini, ieri nel discorso inaugurale di Vinitaly ha ricordato come l’export del vino in Italia rappresenta il 16.4% delle esportazioni con un controvalore pari a 5,6 M€.), soprattutto nel Regno Unito, in Germania e USA. Il Trentino rispetto a Veneto e Friuli in termini di potenziale produttivo è la realtà meno sviluppata e anche per il futuro non si ipotizzano realisticamente importanti incrementi del vigneto trentino, diversamente da quanto invece succede in Veneto e Friuli dove l’incremento del vigneto di pinot Grigio registra aumenti superiori al 20% anno. I nostri produttori rappresentano però un fondamentale tassello del mercato e dell’export del Pinot Grigio. La costituzione della nuova DOC delle Venezie si propone quindi anche come strumento di attenzione e protezione verso le nuove regole di scambio internazionale. Il recente accordo di scambio commerciale tra EU e Canada ne è un primo chiaro esempio. Il Pinot Grigio costituisce forse il vitigno con la maggiore pressione produttiva nel mondo visto il grande interesse che trasversalmente rappresenta sul mercato e verso i consumatori. Attraverso la nuova DOC i produttori potranno dotarsi di regole di protezione (fascette sulle bottiglie) e di autoregolamentazione delle produzioni attraverso specifici disciplinari anche definendo quote produttive a garanzia e difesa della redditività dei propri vigneti. “Mettere a fattor comune tre territori, i loro produttori e le rispettive amministrazioni non è stata cosa semplice” ha ricordato Ugo Rossi, “soprattutto in un contesto socio economico dove la forza di distinguersi e l’individualità aziendale sembrano rappresentare il possibile elemento di successo verso le logiche del mercato globale. In questo senso il ruolo delle tre Amministrazioni è stato quello di vigili e attenti arbitri di un dibattito tra i produttori, inteso a garantire equilibrio, ed in fase di costituzione del nuovo Consorzio, di pariteticità di rappresentanza tra i tre territori. Per noi che da sempre e per necessità siamo esempio di sistema e di cooperazione, il “fare sistema”, mettere a fattor comune i valori ma anche le criticità, rappresenta la soluzione alle difficoltà e la forza a cui tendere per tante piccole realtà per confrontarsi nel mercato globale.”

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Vetri Speciali: un successo generato dal “gioco di squadra”

Comuicato 830 del 10/04/2017

Questa mattina l’inaugurazione ufficiale dello stabilimento di Spini di Gardolo

Inaugurato ufficialmente stamani, a qualche mese dalla fuoriuscita dal ciclo di produzione della prima bottiglia, lo stabilimento della Vetri Speciali di Spini di Gardolo. Una felice circostanza che ha portato in quella che i trentini conoscono anche come la ex-Whirlpool tutti gli attori di una scommessa rivelatasi a tutti gli effetti vincente, ed in un lasso di tempo davvero da record: la Provincia, con il presidente Ugo Rossi e il vicepresidente Alessandro Olivi, l’azienda, rappresentata dal suo presidente Stefano Marzotto e e dal vicepresidente Vitaliano Torno, anche presidente della holding O-I Italia, azionista al 50% della società, ed ancora, il Comune di Trento, con il sindaco Alessandro Andreatta, e le parti sociali, con i vertici del Sindacato e di Confindustria del Trentino. “Questa esperienza è il frutto di un’ottima sinergia fra pubblico e privato – ha detto Marzotto nella breve cerimonia che ha preceduto il simbolico taglio del nastro – . In tre mesi siamo riusciti ad avere tutte le autorizzazioni necessarie, che altrove non avremmo mai potuto ottenere così rapidamente. E per un’impresa la certezza dei tempi è fondamentale”. Il risultato, come noto, sono 209 posti di lavoro a Spini, che in tutto il Trentino diventano 347, quasi la metà dei 761 dipendenti totali dell’azienda (che ha sedi produttive anche in Veneto e Friuli Venezia Giulia oltre che a Pergine Valsugana). “Abbiamo investito in questa partita 46 milioni di euro – ha proseguito Marzotto – di cui 11 per riadattare il sito industriale. Entro quest’anno ne investiremo altri 3 o 4, arrivando attorno ai 50 totali. Prevediamo di realizzare a Spini 80-90 milioni di bottiglie”. Ha quindi preso la parola anche Torno, per ringraziare “le tante persone che hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo. Innanzitutto i nostri clienti. Subito dopo i politici e gli amministratori, che hanno mostrato qui il loro volto migliore. Infine a tutti i dipendenti”. Il ministro Poletti non ha potuto partecipare all’inaugurazione ma ha fatto pervenire il suo messaggio in cui ha sottolineato la capacità del Trentino di affrontare positivamente una situazione difficile, grazie al ” ruolo attivo e all’assunzione di responsabilità manifestata da tutti i soggetti coinvolti”. Un’esperienza, insomma, quella della reindustrializzazione del sito di Spini e della riassunzione di oltre la metà dei dipendenti precedentemente occupati dalla Whirlpool, che già oggi fa scuola. “Abbiamo remato tutti dalla stessa parte – ha detto nel corso della cerimonia il sindaco di Trento Andreatta – utilizzando un metodo sperimentale, che dovremo utilizzare ancora. Ma abbiamo avuto anche la fortuna di avere a che fare con un’azienda credibile, capace, che ha voglia di investire e di creare lavoro”. Il risultato, per il presidente Rossi, è “un successo che dimostra come lavorando tutti assieme, nella stessa direzione, il Trentino può sconfiggere il pessimismo e il populismo. E si può crescere ulteriormente. Ci sono ancora disoccupati in Trentino che attendono risposta, ma il lavoro fatto qui ha segnato la strada che vogliamo continuare a seguire, nella direzione di un territorio competitivo, accogliente nei confronti delle imprese che sanno stare sul mercato, un territorio che scommette nelle risorse umane e nella formazione. La visita alla linea produttiva stamani mi ha molto emozionato, pensando al silenzio che regnava in questi spazi dopo la cessazione dell’attività da parte della Whirlpool. Grazie a tutti coloro che si sono spesi perché questa azienda potesse decollare”. Il direttore di Confindustria Roberto Busato a sua volta ha sottolineato il lavoro di squadra che ha contribuito al radicamento in Trentino di una realtà “che poteva anche scegliere di stabilisi altrove. Questa esperienza mostra come sia ancora possibile, in Trentino, fare industria manifatturiera. Anche sulla coesione sociale, la concertazione, le politiche del lavoro il Trentino è molto avanti. E questo ci conforta, perché ci saranno sempre aziende che chiuderanno, ma ce ne saranno anche altre che prenderanno il loro posto. In futuro dovremo investire sempre di più nelle politiche attive del lavoro, per far sì che i lavoratori che perdono l’impiego vengano riassorbiti dal sistema produttivo, in maniera veloce e non traumatica”. Insieme, insomma, si vince. “Abbiamo saputo superare anche qualche iniziale scetticismo – ha detto il segretario generale della Cgil Franco Ianeselli – e utilizzare gli strumenti che l’Europa ci mette a disposizione. Ci sono però ancora 17000 disoccupati in Trentino. Sappiamo di poter contare su uno strumento a sua volta all’avanguardia come il Progettone ma quello che serve è in primo luogo creare un contesto favorevole all’impresa, e qui lo abbiamo fatto”. In chiusura il vicepresidente Alessandro Olivi, che, anche nelle sue vesti di assessore allo sviluppo economico, ha vissuto passo passo tutte le fasi che vanno dalla drammatica chiusura della Whirlpool al “nuovo inizio” con Vetri Speciali. “Definitiva ed incontrovertibile – ha detto – fu la decisione della multinazionale del freddo di chiudere questo stabilimento. Una decisione che ci venne comunicata dalla sera alla mattina con un comunicato dagli Stati Uniti. Per un attimo ci fu il timore di non avere la forza di reagire. Ma poi ci dicemmo che non avremmo perso la fiducia e abbiamo iniziato a lavorare. Non è scontato essere riusciti a far nascere una nuova fabbrica in poco più di un anno. Ma abbiamo fatto solo il nostro dovere. E non abbiamo messo un soldo pubblico. I quasi 50 milioni investiti qui a Spini di Gardolo sono quelli dell’azienda. Abbiamo però offerto un contesto favorevole per fare impresa. E ce l’abbiamo fatta. Questa è una parte del Trentino che ha dimostrato di meritare la sua Autonomia”.

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Vetri Speciali: inaugurazione stabilimento di Gardolo

Comunicato 809 del 08/04/2017

Lunedì 10 aprile 2017, alle ore 11.30 presso lo Stabilimento di Gardolo (Via Linz, 2 – 38121 Trento)

Doppio appuntamento lunedì 10 aprile con Vetri speciali. Alle ore 11.30 presso lo Stabilimento di Gardolo (Via Linz, 2 – 38121 Trento) è prevista l’inaugurazione della nuova sede di Vetri Speciali. Alla cerimonia saranno presenti il presidente di Vetri Speciali Stefano Marzotto, il vicepresidente Vetri Speciali Vitaliano Torno, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta. Durante l’evento, dalle 9.30 alle 11.00, saranno possibili visite guidate allo stabilimento. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30, sempre nello stabilimento di Gardolo si terrà il convegno dal titolo “Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: l”esperienza dalla Provincia autonoma di Trento e seminario informativo sul funzionamento del Fondo”.

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La ricerca è libertà: diciamo tutti un forte no a chi vilmente la colpisce

Comunicato 806 del 08/04/2017

Incendio doloso all’Università: lo sdegno del governatore Ugo Rossi

“Vandalismi e attacchi come questi sono sempre da condannare. Ma questa volta lo sdegno è ancora più forte perchè colpisce intimamente le legittime speranze di una comunità di poter dare un seppur piccolo contributo per migliorare il mondo attraverso la ricerca”. Sono le prime parole del governatore del Trentino, Ugo Rossi che stamani ha appreso dell’intervento dei vigili del fuoco per un incendio di chiara origine dolosa appiccato ai laboratori di Povo dell’Università di Trento. “Dobbiamo dire tutti un chiaro e forte no – ha aggiunto Rossi augurandovi che gli inquirenti giungano presto ad identificare i responsabili del dolo – e lo facciamo noi per primi anzitutto come rappresentanti delle istituzioni che credono fortemente nell’Università, ma anche come cittadini consapevoli che parte dei propri sforzi sono indirizzati per non far mai venir meno il sostegno a quel sogno kessleriano da tempo diventato una delle più solide realtà nazionali e non solo. Mi auguro che anche gli studenti ed i docenti si esprimano in tal senso. Noi vogliamo dire loro fin da adesso che siamo e continueremo ad essere dalla parte di chi costruisce e non demolisce il futuro”.

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