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Archivia per Febbraio, 2017

Graduatorie insegnanti: nessun rilievo alla Provincia sulle procedure di ottemperanza delle ordinanze del Consiglio di Stato

Comunicato 375 del 23/02/2017

Si è tenuta oggi davanti al Consiglio di Stato a Roma, su istanza presentata lo scorso 13 dicembre dalla commissaria ad acta Daniela Beltrame, un’udienza di chiarimento in merito alle procedure che l’Amministrazione provinciale ha messo in campo per ottemperare alle ordinanze con cui il Consiglio di Stato, nel 2016, aveva disposto l’inserimento di 164 insegnanti di scuola primaria nella graduatoria di quarta fascia. Non essendo stato presentato, da nessuno dei 164 insegnanti interessati, un ricorso contro le procedure di ottemperanza seguite dalla Provincia, il Presidente del Consiglio di Stato ha ritenuto che il Collegio non potesse pronunciarsi, di fatto confermando l’operato della Provincia nell’applicare quanto deciso dallo stesso Organo giurisdizionale.

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Rovereto: inaugurata la nuova ala dell’Istituto di formazione professionale alberghiero

Comunicato 366 del 22/02/2017

Alla presenza del presidente Rossi, del sindaco Valduga e del dirigente scolastico Samaden

Inaugurata oggi sulla collina di Rovereto la nuova ala dell’Istituto di formazione professionale alberghiero di Rovereto e Levico Terme. Cresce e si espande, dunque, una realtà forte di oltre 370 studenti iscritti, proiettata sulle nuove frontiere della ristorazione e ospitata in un edificio un tempo destinato alla cura della pellagra e a altre malattie collegate all’alimentazione. Un ideale contrappasso storico, questo, sottolineato da tutti i presenti, che hanno augurato un “buon lavoro” agli studenti dell’Istituto: il presidente della Provincia Ugo Rossi, il sindaco di Rovereto Francesco Valduga, il direttore dell’Istituto Federico Samaden, la dirigente generale della Provincia Livia Ferrario e il decano di Rovereto monsignor Sergio Nicolli. “Investiamo in conoscenza e formazione – ha detto Rossi – perché siamo piccoli e sappiamo che dobbiamo fare tutto meglio degli altri, se vogliamo essere competitivi”. Rivolgendosi agli studenti che affollavano la palestra dell’istituto il presidente della Provincia, anche nella sua veste di assessore all’istruzione, ha chiesto loro “di dare sempre il massimo anche per ricambiare l’impegno dei docenti e di tutti coloro che si mettono al servizio della vostra formazione. Qui ci sono spazi bellissimi. Rispettateli e valorizzateli, stringendo relazioni forti fra voi, riempiendo questo luogo di contenuti. Noi a nostra volta faremo tutto il possibile per valorizzare le vostre eccellenze, come quella sulla pasticceria che tanta soddisfazione ci ha già dato”. Per il sindaco Valduga “questo istituto di formazione professionale è una realtà molto amata dalla comunità che la ospita. Un grazie quindi alla Provincia per l’ampliamento. Storicamente il nostro territorio ha sempre saputo investire nella formazione professionale creando delle vere punte di eccellenza. Questo istituto in particolare si pone al servizio di vocazioni del Trentino da scoprire o riscoprire, come il turismo e le produzioni tipiche”. Samaden ha parlato della mattinata di oggi come di “una grande festa del ringraziamento per tutti coloro che si sono adoperati per far sì che la nuova ala dell’edificio che ospita la scuola diventasse realtà. L’auspicio è che tutti possano trovare qui la loro strada”. Samaden ha ricordato inoltre che “siamo in una terra fortunata e in un luogo fortunato. E’ più quello che abbiamo di quello che ci manca. Non dobbiamo mai dimenticarlo e tenere sempre a mente la responsabilità che da questo ne deriva”. Ferrario ha sottolineato le due coordinate lungo le quali si muove l’impegno del Trentino: dare ai giovani le condizioni migliori per sviluppare la propria personalità e la propria capacita di relazionarsi con gli altri, ma anche legare la scuola al territorio e alle sue esigenze di sviluppo e crescita economica. L’edificio che ospita l’Istituto è sorto nel 1904 come luogo di cura della pellagra, malattia endemica del territorio, grazie all’opera del medico roveretano Guido De Probizer (1849 -1929). Nel 1984 è tornato ad essere luogo legato all’alimentazione, come sede di una delle due scuole provinciali di formazione per i futuri addetti alla cucina e alla sala, che però occupava solo una parte dell’edificio. E’ stato quindi necessario aprire una sede dislocata presso Castel Veneto. La domanda di formazione nel settore ristorativo ha visto negli anni una crescita esponenziale e nel 2001 l’edificio storico è stato ristrutturato e restituito alla scuola che ora lo occupa nella sua totalità. Ma, ancora una volta, l’incremento delle iscrizioni aveva superato la capacità della struttura e si è reso necessario identificare una nuova sede dislocata, questa volta al BIC. Dal 2006 il Centro di formazione professionale alberghiero, fino a quel momento gestito direttamente dalla Provincia come ente provinciale, ha ottenuto l’autonomia amministrativa ed è diventato Istituto di formazione professionale alberghiero di Rovereto e Levico Terme. Ancora una volta, però, era troppo piccolo per rispondere all’aumento della domanda formativa. Nel 2016, con l’ampliamento la struttura, finalmente è stato possibile ospitare tutte le classi. Alle precedenti strutture, 7 aule, due laboratori di cucina e uno di pasticceria, 2 di sala, un’aula di informatica, si sono aggiunti una palestra, 4 nuove aule, 1 laboratorio di cucina, 1 sala ristorante, 1 laboratorio di pasticceria. E’ in via di allestimento una nuova aula d’informatica. L’Istituto oggi ospita 371 iscritti, dei quali 314 frequentano il percorso diurno e 57 quello serale per adulti. Nell’anno scolastico 2016-2017 nella sede di Rovereto sono presenti: 5 classi prime; 3 classi seconde e tre classi terze ad indirizzo gastronomia e arte bianca; due seconde e due terze ad indirizzo di accoglienza ospitalità; due classi quarte una ad indirizzo di arte bianca, una mista ad indirizzo gastronomia e arte bianca e accoglienza e ospitalità; nelle ore serali sono attivi due corsi a doppio livello per la formazione degli adulti.

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Il benvenuto del Trentino al generale dei Carabinieri Aldo Visone

Comunicato 355 del 21/02/2017

Il governatore Rossi ha incontrato il comandante interregionale presso la caserma di via Barbacovi a Trento

Porgere il benvenuto del Trentino assieme all’augurio di buon lavoro e rinnovare l’auspicio di proseguire assieme sulla strada di una proficua collaborazione tra istituzioni: è questo il significato dell’incontro tra il governatore Ugo Rossi e il nuovo Comandante interregionale dei Carabinieri, il generale di corpo d’Armata Aldo Visone. Per fare la conoscenza dell’alto ufficiale, che ha recentemente preso il posto, nella sede di Padova, del generale Carmine Adinolfi, trasferito a Roma con un nuovo incarico, sono stati invitati presso la caserma di via Barbacovi a Trento i vertici delle forze armate e di polizia presenti nella provincia di Trento. Il presidente Rossi ha fatto omaggio al generale di una pubblicazione sul Trentino. “Dalla collaborazione tra le forze dell’ordine e la comunità, con le sue istituzioni – ha sottolineato il presidente Rossi a margine dell’incontro – derivano maggiore sicurezza e coesione, assieme alla percezione che sono le regole a fondare la convivenza civile. Il generale avrà modo di apprezzare che in Trentino, per fortuna, il rispetto delle regole e delle istituzioni è parte integrante della cultura della gente”. Il generale Visone è diventato Comandante Interregionale dei Carabinieri il 16 dicembre 2016. Originario di Torre del Greco, in provincia di Napoli, è sposato e padre di due figli. E’ laureato in Giurisprudenza, in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna ed in Scienze Politiche. Ha frequentato l’Accademia Militare di Modena ed il Corso di Applicazione presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Vanta una lunga esperienza in vari comandi e incarichi.

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Trilinguismo: nessun arretramento ma maggiore spazio all’autonomia scolastica e alla flessibilità

Comunicato 352 del 21/02/2017

Il presidente Rossi: “Stiamo innovando il sistema, gli adattamenti sono normali, opportuni e strategici per ottenere i traguardi prefissati”. Il 61% delle classi della scuola primaria sta già utilizzando il metodo Clil

“Il Trentino sta innovando il sistema di apprendimento delle lingue straniere. Il Piano per il trilinguismo, avviato nel 2014, estende gradualmente a tutte le scuole della provincia, dalle elementari alle superiori, opportunità che già in precedenza una significativa percentuale di istituti, grazie all’autonomia scolastica, aveva iniziato ad offrire. Il Piano si sviluppa in un arco temporale di più anni. Monitoriamo i progressi di alunni e studenti passo passo e già nel 2016 abbiamo testato le competenze di 3.000 ragazzi, su 15.000 complessivi, cosa che ripeteremo nel 2018 e nel 2020. I risultati sono buoni e in fase di pubblicazione, il Miur e l’Invalsi stanno pensando infatti di adottare la stessa metodologia su scala più vasta. Già 1764 insegnanti, sui circa 7000 totali, utilizzano il Clil nelle loro classi e le iniziative che abbiamo messo in campo, finanziate dall’Europa, fra cui nuovi corsi di lingue e esperienze full immersion all’estero, ci consentiranno di accrescere questo numero in tempi assai rapidi. In tutto questo, qualche adattamento di percorso è non solo comprensibile ma assolutamente normale. Il senso della lettera che abbiamo inviato recentemente ai dirigenti scolastici è questo: nel triennio della scuola Primaria, abbiamo deciso di consentire agli istituti di collocare due delle cinque ore di Clil previste dal Piano nella fascia opzionale. Saranno le scuole a decidere, tenendo conto delle problematiche organizzative che devono fronteggiare. Tutto questo non significa ripensamento dei traguardi, solo maggiore flessibilità e autonomia scolastica”. Così il presidente della Provincia autonoma Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all’istruzione, su alcune notizie riportate oggi sugli organi di informazione in merito al prosieguo del percorso del Piano trilinguismo.

Alcuni dati possono servire ad inquadrare meglio il percorso del Piano trilinguismo in Trentino. Solo sul versante della scuola primaria, sono in tutto 938 le classi, su un totale di 1537, che stanno utilizzando il metodo Clil, il 61% del totale. L’incremento nel biennio 2016-2017 è stato pari al 15%. Nella scuola secondaria di secondo grado, ovvero nella scuola “media”, il Piano entra a regime solo nel 2017, ma non si parte da zero: infatti, nonostante non vigesse l’obbligatorietà del Clil, erano già 277 su 798 le classi che, in virtù dell’autonomia scolastica, avevano avviato sperimentazioni in questa direzione. Nel 2016/2017 sono diventate 332, con un incremento del 5%. “Ciò significa – spiega Rossi – che l’avvio del Piano ha creato un positivo effetti di contaminazione, che la cultura del trilinguismo, che già in una terra di confine come la nostra trovava un terreno naturalmente fertile sul quale radicarsi, sta crescendo anche al di là delle decisioni normative. Tutto questo mentre utilizziamo capillarmente le risorse europee del Fse, per potenziare la formazione dei docenti e mandare i ragazzi all’estero, e mentre stiamo estendendo anche il Piano digitale, per potenziare ulteriormente l’immersione didattica, a vantaggio tanto degli insegnamenti curricolari quanto di quelli di lingue. E’ del tutto comprensibile che in questa prima fase il sistema debba disporre dell’autonomia necessaria per adattarsi alle novità. Sia anticipando scelte che poi entreranno ‘a regime’, cosa che alcune scuole hanno già fatto, sia accogliendo le novità in maniera un po’ più flessibile. La cornice e i traguardi però non cambiano. E non potrebbero cambiare nemmeno se, per assurdo, lo volessimo noi decisori: i ragazzi e le loro famiglie non tornerebbero mai indietro”. Nel dettaglio, per la formazione linguistica degli insegnanti sono stati avviati più di 1000 percorsi nel biennio 2016-2017; la formazione all’estero ha coinvolto circa 650 docenti tra l’estate 2015 e l’estate 2016; la formazione metodologica Clil ha coinvolto infine più di 550 docenti che dal 2014 hanno frequentato i corsi metodologici organizzati da Iprase. Nel frattempo, la Provincia, grazie al lavoro di Iprase, ha anche adottato come criterio per il monitoraggio, la valutazione di impatto. Si è partiti con una prima rilevazione delle competenze computer-based già nell’aprile 2016, per costruire un livello base pre-piano. In pratica si sono valutate le competenze linguistiche di 3000 alunni e studenti di V elementare, III media e II superiore prima dell’avvio del Piano Trentino Trilingue. In seguito si andranno a verificare i loro progressi con due ulteriori verifiche nel 2018 e nel 2020. Si tratta di una metodologia particolarmente avanzata, che fa del Trentino un territorio apripista in Italia (ed anche in Europa considerato che solo il Portogallo ad oggi ha iniziato ad utilizzarla sistematicamente, per colmare i propri deficit linguistici). Lo stesso Ministero per l’università e la ricerca scientifica attende con grande interesse i risultati di questo test per poi eventualmente iniziare ad estendere la valutazione di impatto al resto del Paese. Lo stesso Comune di Torino, uno dei pochi in Italia ad avere avviato un piano di insegnamento nelle lingue inglese e francese (sull’esempio di quanto sperimentato ad esempio dalla Catalogna in Spagna), ha chiesto di gemellarsi con il Trentino. Di questo e altro si parlerà anche nella nuova edizione del Festival delle lingue che si terrà a Rovereto dal 9 all’11 marzo.

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