Archivia per Dicembre, 2016

Scuole dell’infanzia, anno scolastico 2017/2018: invariata la tariffa per il prolungamento di orario

Comunicato 2739 del 29/12/2016

Decisione della Giunta su proposta del presidente Ugo Rossi

Regime invariato per le tariffe relative al prolungamento di orario per gli alunni della scuola dell’infanzia nel prossimo anno scolastico. Questo in sintesi il contenuto di un provvedimento approvato oggi, dalla Giunta provinciale. Il provvedimento prevede inoltre agevolazioni tariffarie in relazione al numero dei figli appartenenti al nucleo familiare. Le tariffe relative al prolungamento dell’orario per gli alunni della scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2017/18 non cambiano: gli importi che le famiglie dovranno versare in base all’indicatore Icef saranno, a parità di reddito e patrimonio, gli stessi dell’anno in corso. La tariffa mensile agevolata per un’ora di prolungamento ulteriore rispetto alle 7 ore ordinarie di servizio di scuola dell’infanzia, va da un minimo di 9 euro ad un massimo di 24 euro; per due ore di servizio giornaliere si pagano da 18,5 a 49 euro al mese, mentre per 3 ore massime di servizio giornaliero si pagano dai 28 euro ai 74 euro. Le tariffe annuali sono determinate moltiplicando le tariffe mensili per dieci mesi, durata massima di fruizione del servizio. I limiti massimi e minimi applicati per l’accesso alle agevolazioni tariffarie sono invariati, così come le percentuali di abbattimento tariffario applicate in relazione al numero dei figli appartenenti al nucleo familiare che frequentano il servizio di prolungamento dell’orario. In particolare per il secondo figlio frequentante è previsto l’abbattimento tariffario del 50% e a partire dal terzo figlio è previsto l’abbattimento del 100%, ovvero la gratuità. I termini per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e al prolungamento d’orario per l’anno scolastico 2017/18 saranno definiti dalla Giunta entro gennaio 2017. La delibera sarà a breve scaricabile dal portale della scuola trentina all’indirizzo www.vivoscuola.it

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Scuola: 230 nuovi posti per l’insegnamento delle lingue straniere nella primaria

Comunicato 2734 del 29/12/2016

Approvato dalla Giunta lo schema di bando del concorso

“Con l’indizione di questo concorso diamo attuazione agli impegni assunti nel marzo scorso per quanto riguarda il piano di assunzioni programmatico del personale docente della scuola, per il triennio 2016/ 2019”. Così il governatore e assessore all’istruzione Ugo Rossi ha commentato l’approvazione – oggi in Giunta – del bando di un concorso per titoli ed esami per la copertura di complessivi 230 posti a tempo indeterminato, di cui 150 per la lingua inglese e 80 per la lingua tedesca nella scuola primaria della provincia di Trento. “I vincitori del concorso – ha aggiunto Rossi – saranno assunti nell’arco di tre anni, permettendo così l’entrata a regime del Piano del Trilinguismo nella scuola primaria”. Saranno 230 i posti a concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di insegnanti di lingue straniere nella scuola primaria, ripartiti in 150 per la lingua inglese e 80 per la lingua tedesca. Il bando verrà pubblicato il 16 gennaio 2017 sul Bollettino della Regione, mentre le domande di iscrizione al concorso potranno essere presentate dal 18 gennaio 2017 al 16 febbraio 2017. Le graduatorie, formate a seguito del concorso, avranno validità triennale e potranno essere utilizzate anche per le assunzioni a tempo determinato. Al concorso sono ammessi i candidati in possesso di uno dei seguenti titoli: a) diploma di maturità magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002; b) diploma di laurea in Scienze della formazione primaria, indirizzo scuola primaria; c) titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto equivalente attraverso apposito decreto di equipollenza. E’ inoltre necessario essere in possesso di uno dei seguenti titoli: d) certificazione linguistica della lingua per cui si intende partecipare al concorso, corrispondente almeno al livello B2 conseguita esclusivamente presso gli enti certificatori riconosciuti dal MIUR; e) idoneità all’insegnamento della lingua straniera ottenuta mediante la prova facoltativa sostenuta nell’ambito dei concorsi per esami e titoli o nell’ambito delle sessioni riservate per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento o nell’ambito dei corsi speciali abilitanti, ovvero idoneità ottenuta in relazione allo specifico corso di studi seguito nell’ambito della laurea in scienze della formazione primaria; f) superamento della prova di accertamento della conoscenza della lingua straniera indetta dal Servizio per il reclutamento, gestione personale scuola e relazioni sindacali; g) una delle lauree previste dalla normativa vigente per l’accesso all’insegnamento delle classi di concorso A-24 (Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado) e A-25 (Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di I grado) per le lingue straniere tedesco o inglese. I candidati in possesso dei requisiti prescritti possono concorrere per entrambe le lingue straniere. La domanda di partecipazione al concorso dovrà essere compilata con modalità on line, collegandosi al portale www.vivoscuola.it, nella parte dedicata al personale docente.

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Lavoro: la Provincia e l’Apss assumono 57 giovani funzionari

Comunicato 2733 del 29/12/2016

Via libera dalla Giunta al bando di concorso su proposta del presidente Ugo Rossi

Un intervento diretto in favore del lavoro giovanile, che punta anche allo “svecchiamento” della macchina amministrativa provinciale, è stato al centro di una decisione assunta oggi in Giunta, nell’ultima seduta del 2016. Su proposta del presidente Ugo Rossi è stata infatti autorizzata l’assunzione di massimo 57 giovani – sotto i 32 anni – con il contratto di formazione e lavoro, in deroga al cosiddetto “blocco del turn-over”. Nello specifico, il bando di concorso approvato oggi riguarda innanzitutto per la Provincia 42 funzionari negli indirizzi: amministrativo/organizzativo (13 unità), economico/finanziario (13 unità), socio assistenziale/politiche del lavoro (8 unità), informatico/statistico (3 unità), tecnico (civile e urbanistico) (5 unità). Ad essi si aggiungono massimo 15 ulteriori futuri funzionari presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, negli indirizzi: amministrativo/organizzativo, economico/finanziario e informatico/statico. “Con questo intervento – sottolinea il presidente Rossi – il settore pubblico vuole dare il suo contributo diretto alle politiche complessive di promozione del lavoro giovanile che la Giunta sta sostenendo da tempo, con un ampio ventaglio di misure, come dimostrato anche recentemente con l’approvazione degli incentivi per i datori di lavoro privati che assumono giovani fino a 35 anni. Ma l’assunzione di giovani porterà dei vantaggi in sé, sia per l’apparato amministrativo sia per i cittadini e le imprese che ad essa si rivolgono quotidianamente. Dai giovani neo-assunti ci aspettiamo energia, uno sguardo innovativo sul futuro e la volontà di far parte di una realtà che è impegnata a ripensarsi allineandosi ai mutati bisogni della collettività”. Il Piano strategico per la pianificazione e lo sviluppo del capitale umano della Provincia autonoma di Trento, approvato nel 2014, prevede che, una delle azioni strategiche della legislatura, sia quella di favorire, nell’ambito della promozione complessiva dell’age-management, anche il ricambio generazionale presso le strutture provinciali. L’age-management prevede che le politiche delle organizzazioni, anche pubbliche, tengano conto della variabile demografica, visto che l’allungamento della vita media della popolazione ha avuto importanti ripercussioni sull’età media nelle organizzazioni. Attualmente nelle organizzazioni convivono 3 generazioni di lavoratori: i cosiddetti Boomers (1946-1964), la X generation (1965-1979) e la Y generation (1980-1999), con capacità, competenze, bisogni, aspettative e attitudini diverse. Progettare soluzioni che, nella disciplina del rapporto di lavoro, possano dare risposte ai bisogni delle diversi classi di lavoratori sarà una delle priorità dei tavoli negoziali che si apriranno nel 2017. Scegliere di agire sulla prospettiva generazionale vuol dire allora mixare i diversi livelli demografici di personale per rivitalizzarne le prestazioni e mettere in campo approcci diversificati con cui guardare al mondo esterno e alle organizzazioni. Per quanto riguarda nello specifico il tema del ricambio generazionale, attualmente presso l’Amministrazione provinciale, l’età media è di 50 anni. Per questo motivo, la Giunta, al fine di investire sul proprio futuro, ha pensato di introdurre un allentamento al cosiddetto “blocco delle assunzioni”, fissato nella misura di un assunto ogni dieci cessati, per assumere giovani. Allo stesso modo si inserirà nel processo anche l’Azienda sanitaria. Il concorso prevede varie fasi: una preselezione, una prova scritta e una prova orale con contestuale accertamento delle attitudini anche personali e relazionali dei candidati. A seguito del superamento del concorso, i giovani di età non superiore ai 32 anni saranno assunti, con contratto di formazione lavoro, come da normativa e da contratto collettivo, con inquadramento nella categoria C base, per poi essere eventualmente confermati in ruolo al D base, a seguito di valutazione positiva del percorso formativo e di quello professionale svolto. Infatti, i dipendenti presteranno la propria attività lavorativa nelle varie strutture provinciali frequenteranno un percorso formativo di 130 ore in ciascun anno condiviso con le organizzazioni sindacali della funzione pubblica degli enti locali UIL, CISL, CGIL e Fenalt. Nel loro percorso lavorativo saranno seguiti da un tutor. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito: www.concorsi.provincia.tn.it

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La dirigenza provinciale si rinnova: via libera a sedici bandi di concorso

Comunicato 2732 del 29/12/2016

Possono accedere anche giovani “ad alto potenziale”

Approvati oggi dalla Giunta sedici bandi per accedere alla posizione di dirigente in 6 aree di competenze: gestione del personale, giuridico-amministrativa; tecnico ambientale; sanitaria; sociale; economica. Ai concorsi possono accedere anche giovani che, valutati da una apposita commissione, abbiano dimostrato potenzialità per il ruolo. Si accelera in buona sostanza la possibilità di accesso al ruolo dirigenziale con un requisito che da cinque anni di funzionariato passa a due se si viene valutati positivamente nella procedura per l’accertamento del potenziale. La decisione della Provincia sottolinea nuovamente l’attenzione riposta al tema del “ringiovanimento” della macchina amministrativa e alle competenze che si vanno a selezionare. “Si tratta – afferma il presidente Ugo Rossi – di un nuovo investimento sulla nostra classe dirigente che possiamo affrontare dopo anni nei quali abbiamo lavorato sulla razionalizzazione della struttura organizzativa, che ha portato a una riduzione di 9 strutture dal 2015 e di 268 dipendenti dal gennaio 2014. Vogliamo una dirigenza oltre che preparata dal punto di vista tecnico anche più pronta sui temi della risoluzione dei problemi, anche quelli più minuti e quindi sul ‘saper fare concreto’ oltre che più attrezzata sul saper essere guida per i collaboratori e attenta all’uso delle risorse affidate. Con questi bandi diamo compimento alla riforma della dirigenza approvata nel 2015 che ha portato all’istituzione dell’albo unico dei dirigenti, della formazione obbligatoria, alla promozione della valutazione come elemento anche nel conferimento dell’incarico”. La classe dirigente provinciale, sia per stipendi che per numerosità, si colloca ampiamente nei benchmark nazionali. L’incidenza di personale dirigenziale è attualmente del 2.12% contro valori ben più elevati di altre realtà regionali (Piemonte 5,51%, Lombardia 6,93%, Veneto 7,09%, Emilia Romagna 4,53%, Toscana 4,82%, Calabria 7,06%, Lazio 6,90%, Bolzano 5,52%, Friuli 2,65%, Sardegna 3,10%, Sicilia 10,05%). Gli stipendi della dirigenza trentina, sia per i dirigenti generali che per i dirigenti, sono a loro volta mediamente più bassi di quelli medi delle altre regioni (131.234,46 contro 158.439,00 nel primo caso e 94.458,45 contro 99.104,00 nel secondo). La nuova metodologia di selezione della classe dirigente introdotta dalla nuova legge provinciale che ha preceduto la “Riforma Madia” valorizza nei candidati il possesso delle attitudini di leadership e managerialità.

In particolare la procedura prevede:

1) una prova (test o orale) volta ad accertare le attitudini del candidato a rivestire il ruolo dirigenziale in particolare per quanto riguarda le doti di leadership e managerialità 2) una prova teorica (scritta) per l’accertamento delle: competenze teoriche “trasversali” su assetto autonomistico e la sua storia, procedimento amministrativo, contabilità e bilancio, programmazione, ordinamento del personale; competenze teoriche “specifiche” su uno delle materie delle strutture comprese nell’area di riferimento. 3) una prova pratica (scritta o orale) per l’accertamento delle competenze pratiche nelle materie “specifiche”; 4) percorso formativo obbligatorio di approfondimento sulle materie delle prove con verifica finale.

Requisiti per la partecipazione:

I requisiti minimi generali per la partecipazione alle selezioni pubbliche per l’accesso alla dirigenza di ruolo sono costituiti dal: a) possesso del diploma di laurea magistrale e dall’eventuale possesso di diplomi post universitari o dell’abilitazione professionale: b) inoltre sono richiesti, in alternativa: il possesso della qualifica di direttore; l’esperienza professionale almeno quinquennale maturata in qualifiche o profili per i quali è previsto il possesso del diploma di laurea magistrale presso amministrazioni pubbliche, o in qualifiche dirigenziali o di quadro, individuate nel rispetto della normativa statale in materia, presso aziende pubbliche o private. L’esperienza professionale può essere parzialmente sostituita, in misura non superiore a tre anni, dal possesso di competenze e attitudini accertate attraverso una specifica valutazione che ne attesti il particolare potenziale.

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