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Archivia per Dicembre, 2016

Il “grazie” della Provincia a Paolo Manfrini

Comunicato 2753 del 29/12/2016

Stamani la consegna del Sigillo di San Venceslao da parte del presidente Rossi e e dell’intera Giunta

Un “grazie” sincero per il contributo dato alla crescita del Trentino, nella sua dimensione turistica ed anche culturale, è stato espresso stamani dal presidente Ugo Rossi, assieme all’intera Giunta provinciale, a Paolo Manfrini, giornalista, per anni dirigente e poi direttore generale della Trentino Marketing, fondatore del festival Oriente Occidente e promotore instancabile di tante altre iniziative e manifestazioni che hanno dato notorietà e prestigio al territorio, fra cui I suoni delle Dolomiti, Le notti nei Musei, Vinum Bonum. Un saluto particolare è stato espresso dagli assessori Tiziano Mellarini e Michele Dallapiccola, che in virtù delle competenze gestite in materia di turismo e promozione territoriale hanno avuto modo di apprezzare più di ogni altro le capacità operative ma anche lo spirito creativo di Manfrini. Nel corso della breve cerimonia, la Provincia ha consegnato a Manfrini il Sigillo di San Venceslao, una delle più importanti onorificenze della Provincia autonoma. Roveretano, classe 1950, Manfrini ha iniziato a lavorare come giornalista tra gli anni Settanta e Ottanta. Nel 1987 il passaggio all’APT del Trentino come responsabile dell’ufficio stampa, incarico ricoperto fino al 2003. Dal 2003 responsabile delle relazioni esterne della neonata Trentino Marketing, di cui nel 2011 è diventato direttore generale. Dopo l’incorporazione di Trentino Marketing in Trentino Sviluppo ne diventa il responsabile della Divisione turismo e promozione. In seguito al nuovo scorporo ne diventa poi amministratore unico, ruolo ricoperto fino al 2015. Manfrini, come ricordato stamani dalla Giunta, è stato ed è tutt’ora ideatore e curatore di numerose importanti rassegne culturali in Trentino. Innanzitutto, nel 1981 ha fondato il Festival Oriente Occidente, importante rassegna internazionale di danza contemporanea e teatrodanza, e da allora è stato direttore artistico di tutte le sue edizioni. Nel 1989 ha ideato e diretto artisticamente per dieci anni la rassegna di teatro, musica e danza Se in Trentino d’Estate un Castello, ambientata in oltre quaranta castelli trentini, con la presenza di artisti europei di chiara fama. Dal 1994 al 1998 ha curato Dalla Guerra alla Pace, ciclo d’incontri e manifestazioni spettacolari dedicate alle memorie della prima guerra mondiale e, in particolare, alla valorizzazione del Sentiero della Pace, lungo itinerario nel segno del turismo ecologico e dell’amicizia tra i popoli, che percorre il fronte trentino italo-austriaco del 1915-18. Nel 1995 ha creato I Suoni delle Dolomiti, felicissimo festival di musica in quota che ha portato fra le montagne del Trentino grandissimi artisti da tutto il mondo. Nel 2000-2001 ha ideato e diretto Le Notti dei Musei, un festival che mette in scena in estate il patrimonio dei ventiquattro musei del Trentino attraverso incontri d’arte e spettacolo con grandi interpreti e testimoni internazionali. Manfrini ha ideato e diretto infine altre importanti manifestazioni d’arte e cultura come: I Segni del Sacro, Vinum Bonum, Il Tempo dei Laghi, In Aqua et in Montibus Vita.

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La Consulta per lo Statuto va avanti: intesa operativa tra Dorigatti e Rossi

Comunicato 2751 del 29/12/2016

Consiglio e Giunta provinciali lavorano assieme per garantire la progettazione di una possibile riforma dello Statuto regionale di autonomia. E’ il senso del protocollo d’intesa concordato dal presidente Bruno Dorigatti e dal presidente Ugo Rossi, ai sensi dell’articolo 2 della legge provinciale 1/2016, che ha istituito la Consulta per lo Statuto speciale. Al comma 7 si stabilisce che questo organismo di 25 membri – presieduto da Giandomenico Falcon e già al lavoro da settembre – “si avvale del supporto tecnico e organizzativo degli uffici del Consiglio provinciale e della Giunta provinciale, con modalità concordate tra il Presidente del Consiglio provinciale e il Presidente della Provincia, sentito il Presidente della Consulta”. Ebbene, questo accordo operativo è stato ora messo nero su bianco e consentirà di affrontare in modo coordinato ed efficiente la decisiva fase della partecipazione popolare alla costruzione del documento finale della Consulta, ossia del vero e proprio “progetto di riforma”, da consegnare infine all’assemblea legislativa provinciale e a quella regionale. Il protocollo concordato da Dorigatti e Rossi prevede che Consiglio e Giunta condividano la messa a disposizione sia dei mezzi tecnici, sia di quelli finanziari, utili alla migliore operatività dell’organismo presieduto dal professor Falcon. Nonostante la bocciatura al referendum della riforma costituzionale del Titolo V, i due presidenti sono entrambi convinti che permanga la necessità di portare avanti uno sforzo di revisione della carta statutaria del 1948-1972, come contributo strategico al rafforzamento del peculiare assetto istituzionale del Trentino dentro lo Stato italiano. Particolarmente importante sarà il coinvolgimento della cittadinanza nei 6 mesi della fase partecipativa prevista dalla l.p. 1/2016, un’operazione che dovrà consentire di poggiare la riforma su un reale consenso e su un’ampia consapevolezza popolare attorno ai temi fondanti dell’autonomia provinciale e regionale. Altrettanto strategica viene ritenuta l’unità d’intenti tra Trento e Bolzano, da perseguire attraverso un costruttivo confronto tra le due realtà provinciali. A progettazione conclusa della riforma, spetterà infine a Consiglio e Giunta provinciali valutare se e quando ci saranno le migliori condizioni complessive per portare il progetto di riforma in sede parlamentare e aprire quindi la procedura costituzionale per la sua approvazione.

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Uffici giudiziari: approvata dal Consiglio dei Ministri la norma di attuazione

Comunicato 2752 del 29/12/2016

Rossi: “Rafforza l’idea di un’Autonomia responsabile. Un grazie al Governo e alla Commissione dei 12”

Uffici giudiziari: l’attesa norma di attuazione relativa alla delega alla Regione Trentino Alto Adige/Südtirol delle funzioni riguardanti l’attività amministrativa e organizzativa di supporto alla “macchina della Giustizia” e la gestione del relativo personale è stata approvata oggi dal Consiglio dei Ministri. Soddisfazione è stata espressa dai presidenti Ugo Rossi e Arno Kompatscher per i quali, al termine di un lungo percorso finalmente è stato tagliato assieme un traguardo importante, che rafforza il sistema delle Autonomie. Attraverso la gestione diretta del personale amministrativo, circa 400 persone, e delle funzioni di supporto da esso esercitate, si potrà dare un contributo significativo allo snellimento e all’accelerazione dei procedimenti giudiziari in regione, rendendo più efficienti i rapporti fra l’apparato giudiziario e i cittadini, con evidenti benefici per tutti. “Un grazie al Governo che ha mantenuto fede ai suoi impegni – ha detto ancora il governatore Rossi commentando la notizia dell’avvenuta approvazione – e alla Commissione dei 12 che ha avuto un ruolo molto importante in questa partita”. Gli oneri della nuova gestione dei Tribunali di Bolzano, Trento e Rovereto, – attorno ai 20-22 milioni di euro – saranno a carico della Autonomie speciali di Trento e di Bolzano, attraverso una riduzione del concorso delle stesse al risanamento del Bilancio dello Stato. Le Province autonome dovranno farsi carico anche dei costi di gestione e manutenzione degli immobili, nonché delle forniture e degli arredi. La norma di attuazione approvata oggi, la dodicesima nel corso di questa legislatura, prevede l’esercizio da parte della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol delle funzioni riguardanti l’attività amministrativa e organizzativa degli uffici giudiziari. In particolare, essa prevede il passaggio ai ranghi della Regione del personale amministrativo attualmente assegnato agli uffici giudiziari del territorio regionale, con esclusione del personale di magistratura e del personale dirigenziale. La norma regola inoltre i meccanismi di concertazione tra lo Stato, la Regione e le Province autonome in ordine alla definizione di standard e parametri di servizio per l’esercizio delle funzioni delegate e per l’amministrazione e gestione del personale. Nel dettaglio, la norma di attuazione disciplina le modalità di trasferimento del personale anche specificando specificazione le procedure di opzione e di inquadramento. Ai dipendenti dell’amministrazione giudiziaria interessati è assicurato il rispetto della posizione giuridica e economica già in possesso. La disposizione regola inoltre gli aspetti finanziari collegati all’esercizio della delega di funzioni nonché il trasferimento dei beni mobili ed immobili.

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Certificazione delle competenze: raccordare politiche di istruzione e formazione, occupabilità, lavoro, cittadinanza attiva

Comunicato 2740 del 29/12/2016

Riguarda i cittadini che hanno conseguito delle abilità con percorsi non-scolastici

Anche al di fuori di un “tradizionale” percorso scolastico o formativo si possono acquisire delle competenze spendibili nel mondo del lavoro. Ma queste devono essere in qualche modo certificate. Questo il senso della Certificazione delle competenze, oggetto di due delibere della Giunta provinciale, approvate oggi su proposta del presidente Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all’istruzione, e del vicepresidente Alessandro Olivi, assessore al lavoro. Con le decisioni di oggi è stato dato dunque il via libera al Repertorio provinciale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali e nello specifico al Quadro provinciale dei profili e delle qualificazioni professionali nonché al relativo sistema provinciale di certificazione. La cornice di riferimento è data dalle normative nazionale ed europea. Questo strumento, in Trentino, sottolineano Rossi e Olivi, si inquadra nel contesto più generale delle politiche attive del lavoro e può rappresentare una “carta in più” che qualunque cittadino può utilizzare per accedere ad un mercato del lavoro sempre più diversificato. Il rafforzamento e lo sviluppo delle competenze e il suo riconoscimento, rappresenta una opportunità ulteriore per favorire la mobilità, per accompagnare i processi di successo formativo nonché per supportare la competitività delle imprese attraverso una maggiore trasparenza delle competenze della propria forza lavoro. In conformità con le condizioni fissate dall’Unione Europea per l’utilizzo delle risorse stanziate dal Fondo sociale europeo per il periodo 2014–2020 e nel rispetto gli standard previsti a livello nazionale, con le deliberazioni di oggi è stato dunque, all’interno del Repertorio provinciale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, attivato il Quadro provinciale dei profili e delle qualificazioni professionali e la Sezione delle specializzazioni tecnico superiori, assieme alle relative modalità di implementazione e di certificazione. Il Quadro definisce quali sono le competenze, conoscenze e abilità che un soggetto deve acquisire in contesti anche non scolastici per ottenere la certificazione (ad esempio di panettiere, macellaio, lattoniere, muratore). La deliberazione che definisce l’organizzazione del sistema, individua le modalità attraverso cui il cittadino può accedere al servizio di validazione e certificazione delle competenze che sarà erogato dagli enti titolati appositamente accreditati o autorizzati dalla Provincia autonoma di Trento nei prossimi mesi. Entrambe le decisioni sono frutto del lavoro svolto dal Dipartimento della conoscenza della Provincia, attraverso un proficuo confronto il Servizio Europa, l’Agenzia del Lavoro, le associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro, le parti sindacali e alcuni enti del sistema della formazione professionale. Il sistema consentirà la certificazione al momento attuale solo dei profili di qualificazione professionale espressamente approvati dalla Giunta provinciale (quali ad esempio: posatore esperto di porfido, co-manager, addetto ufficio tecnico e così via), Il repertorio provinciale è organizzato però sulla base della classificazione dei settori economico-professionali adottata a livello nazionale, ad esempio: agricoltura, silvicoltura e pesca, legno e arredo, edilizia, servizi di pubblica utilità e così via. Il percorso per approdare a questo primo risultato è il frutto di una serie di sperimentazioni condotte sul territorio che ha riguardato anche un ambito molto peculiare quale il servizio civile universale provinciale, importante per sperimentare la messa in evidenza degli apprendimenti acquisiti.

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